Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Segnaletica in Limba

  1. #1
    Franciscu Pala
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    Campidanu de Arvarè
    Messaggi
    2,328
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Segnaletica in Limba

    www.unionesarda.it

    Sa Die de Sa Sardigna.
    Manifestazione al Tecnico commerciale Satta

    Segnaletica in sardo “unificato”
    Proposta per rilanciare la “limba” tra i più giovani

    «Se perdessi la memoria sarei come un detrito trasportato dalla corrente della vita»
    Un concetto per riassumere il significato della giornata di dibattito che si è svolta ieri all’ auditorium dell’istituto tecnico commerciale statale S. Satta in occasione dei festeggiamenti di ”Sa Die De Sa Sardigna.” All’appuntamento culturale hanno preso parte alcuni dei rappresentati più importanti della cultura isolana, come Francesco Casula, Diego Corraine, ed Edoardo Blasco Ferrer.
    Tutti d’accordo nell’affermare che quello della lingua Sarda è un argomento molto spinoso. «È necessario -sostengono in coro- solleticare l’interesse dei giovani per un idioma che rischia di scomparire. Proprio per questo si devono organizzare moltissime manifestazioni culturali e musicali, affiancate da corsi di lingua sarda tenuti da insegnanti qualificati».
    «La poesia -ha detto infatti Ferrer- non è solo forma, ma anche contenuto»
    Cosa è infatti la memoria se non la lingua delle proprie origini, la parola che prende forma attorno a concetti legati alla storia individuale di ognuno di noi, il suono di un’esperienza che torna alla mente solo grazie ad una precisa combinazione di suoni?
    Ma il problema è anche l’unificazione dell’idioma: in questa direzione va la proposta di Diego Corraine che ha lanciato l’idea di una campagna sia segnaletica che cartellonistica in limba.
    « Senza concordia non è possibile costruire alcun futuro. La scuola in questo quadro diventa determinante. Il sardo non deve apparire come una babele ma deve diventare collante per un popolo».
    Ancora una volta al centro delle tradizioni isolane più solide, Nuoro ha ospitato in questa occasione anche artisti di spettacolo tra i quali Giovanni Carroni che, nella fiction ispirata al sequestro Soffiantini, ha interpretato uno dei ruoli più significativi: quello del carceriere. Durante il suo intervento l’attore ha recitato alcune tra le più significative poesie in lingua Sarda, prima fra tutte ”No poto reposare”, una canzone di Salvatore Sini, musicata da gran parte dei cori isolani.
    Ospiti della manifestazione anche Emanuele Garau e Roberto Cangiano, un giovanissimo suonatore di Launeddas che con l’antico strumento a fiato ha incantato il pubblico costituito principalmente da studenti. Prima di esibirsi Roberto Cangiano ha spiegato l’origine di questo strumento antichissimo che risalirebbe a circa tremila anni fa. Ne è una prova il ritrovamento a Ittiri di un bronzetto raffigurato nell’atto di suonare le launeddas. Ma la musica e la poesia nonn sono state le uniche forme d’arte della giornata. Tra gli ospiti anche il gruppo folkloristico ” Sos canarios” diretto dal Maestro Nuvoli. [Marta Nuvoli]

  2. #2
    Franciscu Pala
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    Campidanu de Arvarè
    Messaggi
    2,328
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    www.unionesarda.it

    Tante le curiosità che emergono dai nomi assegnati alle strade cittadine. E non manca qualche protesta

    Da Pinna a Boi passando per il Che
    Le nuove vie intitolate anche ad alcuni “illustri sconosciuti”


    La città cambia fisionomia con il passare degli anni e toponimi. Le vie prendono nuovi nomi e i postini saranno presto costretti a “corsi di aggiornamento” per distribuire la corrispondenza nelle vie cittadine.
    Sfogliando l’elenco dei nomi che la giunta comunale ha attribuito alle vie, sulla base della proposta fatta di recente dalla commissione consiliare, vengono fuori non poche curiosità. Le indicazioni del consiglio comunale erano state date in modo tale da avere una certa uniformità nella distribuzione dei nomi. Per esempio in un quartiere si dovevano utilizzare i nomi dei poeti, in un altro quelli dei personaggi storici. Un criterio seguito dalla commissione, assicurano in Comune.

    A Città nuova, ad esempio, sono stati collocati tutti gli uomini politici. E l’arco costituzionale è stato preso in considerazione nel suo complesso, con il manuale Cencelli alla mano: ci sono strade intestate ad Altiero Spinelli (ispiratore del pensiero europeista) allo statista tedesco Robert Schuman, al rivoluzionario sudamericano Ernesto Che Guevara, fino ai più vicini indipendentisti Antonio Simon Mossa o al corso Pasquale Paoli.


    Nel quartiere di Ugolio, invece, la strada di accesso alla superstrada da via Antonio Monni è stata intitolata a una data già diventata storica: l’undici settembre. Nella stessa zona, però si trovano anche il famoso anatomopatologo Francesco Antonio Boi e l’avvocato nuorese Filippo Satta Galfrè. Mentre lo speleologo Bruno Piredda, fondatore del Gruppo grotte e scopritore di alcune tra le più famose cavità del Supramonte, starà affianco a Maria Montessori, a via Orune, via Mandrolisai e altre zone dell’isola, nel quartiere di Sa ’e sulis. Il fotografo Franco Pinna, e il famoso designer Giovanni Pintori daranno i nomi a due vie del centro, a pochi metri da piazza Italia, così come Sebastiano Manca un invalido di guerra che morì negli anni Cinquanta nel tentativo di salvare alcune persone in difficoltà nel mare di Santa Lucia. Più confusione tra la Solitudine e il Monte Ortobene: a Don Gonario Cabiddu e Don Rosario Menne, personaggi molto noti nel mondo cattolico nuorese, sono stati dedicati due piccolissimi viottoli, mentre la strada di collegamento tra via Valerde e via Lollove è stata intestata a fra Nicola da Gesturi. Nella zona di Istiritta, invece, l’economista inglese John Maynard Keynes si trova non lontano dall’artista Eugenio Tavolara e soprattutto dal musicista Luis Armstrong. A poca distanza, nella zona a cavallo tra Istiritta e Seuna, troviamo invece l’oceanografo Jacques Cousteau e lo storico della letteratura sarda Francesco Alziator. Mentre vicino alle vie dedicate ai musicisti Mozart, Vivaldi e Sinopoli, c’è anche una strada intitolata a Nuccio Floris, legionario italiano morto durante la guerra spagnola. E se i due piazzali che confinano con il Tribunale sono stati intitolati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nel centro e nella zona di Monte Jaca grande spazio è stato dato ai vari Brunelleschi, Bernini, Vasari e Leon Battista Alberti. In mezzo anche Alvar Aalto, architetto finlandese di grande fama internazionale, ma forse ancora un illustre sconosciuto per gli abitanti del rione di Monte Jaca.

    --- --- ---


    Limba Sarda in totue!

  3. #3
    Franciscu Pala
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    Campidanu de Arvarè
    Messaggi
    2,328
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    www.unionesarda.it

    Oliena.
    Ieri intensa giornata di studio organizzata dal Comune e dalla Provincia

    Il ritorno della lingua sarda
    Arrivano atti pubblici e toponomastica in “limba”


    Oliena In alcuni casi la lingua che si parlava era diversa, ma gli intenti per i quali ci si batteva da anni e le finalità sono del tutto simili. L’idea è emersa ieri a Oliena, sede della giornata di studio “Sa limba sarda oe e cras”. Un appuntamento che ha rinnovato, aggiungendo nuova linfa, il dialogo e il confronto tra sardi, ladini, friulani, spagnoli (ieri rappresentati gli idiomi galiziani e catalani) accomunati da un simile percorso, in atto nei rispettivi territori per valorizzare la lingua originaria, spesso oppressa e strozzata da quelle ufficiali.
    L’incontro, che si è svolto nella sala conferenze della scuola media del paese, è stato fortemente voluto dall’amministrazione provinciale e dal comune di Oliena. È stato l’occasione per mettere a confronto le potenzialità delle realtà linguistiche, che seppur minoritarie, chiedono pari dignità rispetto a quelle ufficiali per sopravvivere e mantenere inalterato un patrimonio di conoscenze che altrimenti rischierebbe davvero l’estinzione. La giornata di studio, resa particolarmente vivace dagli interventi di molti relatori (Anton Santamarina, dell’istituto de Lingua Galega dell’università di Santiago de Compostela, Jordi Bover da Barcellona, il presidente dell’osservatorio delle lingue friulane Giovanni Frau, Matthias Stuflesser e Vittorio Dell’Aquila, esperti delle problematiche della lingua ladina) e moderata dal docente universiatario Nicola Tanda, è stata preceduta dall’intervento dell’assessore provinciale alla Cultura Tonino Rocca. Un assessorato, il suo, particolarmente sensibile ai problemi e alla valorizzazione della lingua sarda, tanto da aver istituito e reso operativo, primo caso nell’isola, un apposito Ufitziu de sa limba sarda. «Un grande laboratorio Ñ come è stato sottolineato da Diego Corraine che è stato chiamato a dirigerlo Ñ in grado di catalizzare le energie e le idee esistenti in una vera e propria attività operativa con compiti davvero ampi».
    Dalla traduzione degli atti ufficiali dell’ente provinciale alla predisposizione di una cartellonistica in “limba”, per poi passare al riordino della toponomastica nei vari centri del territorio che in in futuro potrà così contare su un doppia dicitura, l’una in sardo e l’altra in italiano. Un discorso, questo dell’ufficio della lingua, già seguito, e con successo, dalla regione Friuli con l’istituzione di un apposito sportello e di un servizio ad hoc presso la sede dell’amministrazione provinciale di Udine che si avvale del supporto del consorzio universitario. L’inziativa si sta replicando qui grazie alla preziosa sinergia, non solo d’intenti, mostrata da diversi soggetti incluso il mondo accademico, ieri rappresentato da Bachisio Porru, presidente del Consorzio universitario della Sardegna centrale.
    Nel pomeriggio la giornata di studio ha lasciato spazio alle dichiarazioni di William Cislino prima e di Diego Corraine poi sui programmi e sulle azioni dei due uffici della lingua, istituiti nelle rispettive Province. Non ha poi di certo sorpreso che gli strumenti e le strategie individuate dagli studiosi siano le medisime. Una necessità di tutela e valorizzazione della lingua tra l’altro ben compresa e condivisa dalla gente che ha seguito la giornata speciale di Oliena.


    Luca Urgu

  4. #4
    Franciscu Pala
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    Campidanu de Arvarè
    Messaggi
    2,328
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Unificare il sardo, il pericolo è l’“inquinamento”


    Si fa presto a dire “lingua sarda” in una terra dove a volte basta spostarsi da un rione ad un altro dello stesso paese per trovare inflessioni e termini diversi. Appare perciò una scommessa difficile, ancorché apprezzabile negli intenti, quella dell’istituzione de S’Ufitziu de Sa Limba Sarda deciso dalla Provincia. Basta leggere l’invito alla conferenza di ieri a Oliena per rendersene conto. Ci sono parole come “terminolozias”, “modernizatzione”, “tratamentu”, “pranificatzione”, “istandarditzatzione”, tutte certamente estranee alla parlata sarda, storpiate in maniera impropria, tanto da renderle quasi ridicole.
    In Sardegna, ed in Barbagia in particolare, la lingua è per fortuna viva e vegeta, grazie al fatto che la gente comunica Ñ e soprattutto pensa Ñ nella parlata locale. Ma anche il più tradizionalista dei barbaricini, se deve comunicare concetti che sono totalmente estranei alla cultura locale, preferisce usare la lingua italiana, non diversamente da chi, nelle altre regioni, se deve discutere di informatica, tanto per fare un esempio, ricorre soprattutto all’inglese. A ciascuna lingua l’ambito giusto. (a.a.)

  5. #5
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by tziku
    Unificare il sardo, il pericolo è l’“inquinamento”


    Si fa presto a dire “lingua sarda” in una terra dove a volte basta spostarsi da un rione ad un altro dello stesso paese per trovare inflessioni e termini diversi. Appare perciò una scommessa difficile, ancorché apprezzabile negli intenti, quella dell’istituzione de S’Ufitziu de Sa Limba Sarda deciso dalla Provincia. Basta leggere l’invito alla conferenza di ieri a Oliena per rendersene conto. Ci sono parole come “terminolozias”, “modernizatzione”, “tratamentu”, “pranificatzione”, “istandarditzatzione”, tutte certamente estranee alla parlata sarda, storpiate in maniera impropria, tanto da renderle quasi ridicole.
    In Sardegna, ed in Barbagia in particolare, la lingua è per fortuna viva e vegeta, grazie al fatto che la gente comunica Ñ e soprattutto pensa Ñ nella parlata locale. Ma anche il più tradizionalista dei barbaricini, se deve comunicare concetti che sono totalmente estranei alla cultura locale, preferisce usare la lingua italiana, non diversamente da chi, nelle altre regioni, se deve discutere di informatica, tanto per fare un esempio, ricorre soprattutto all’inglese. A ciascuna lingua l’ambito giusto. (a.a.)
    anche io penso che l'introduzione di una valanga di parole italiane "dotte" per legittimare l'uso ufficiale del sardo sia estremamente pericoloso e dannoso per la nostra lingua.
    costrutti assolutamente estranei alla lingua sarda come....in favore de....no est su casu de......oltre ad essere inutili (abbiamo dei costrutti equivalenti) sono anche ridicoli, per questo (e per tanti altri motivi...) sono contro il progetto LSU, che tende a creare un sardo "illustre" che per essere legittimato deve rassomigliare incredibilmente alla lingua dalla quale riceviamo attacchi e dalla quale dovremmo in teoria proteggerci, ovvero l'italiano.



    A ciascuna lingua l’ambito giusto
    però sono favorevole alla creazione di neologismi, tutte le lignue minoritarie d'europa l'hanno fatto, dal catalano al gallese, dal bretone al basco, perchè il sardo non può fare lo stesso?
    abbiamo regole fisse per creare le parole, usiamole senza ricorrere ai prestiti inutili!

 

 

Discussioni Simili

  1. Limba sarda e limba inglese
    Di Lutzianu nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 66
    Ultimo Messaggio: 01-04-05, 10:01
  2. segnaletica plurilingue...
    Di Perdu nel forum Fondoscala
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 24-11-04, 23:45
  3. Segnaletica
    Di Trapani_Birgi nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 27-02-04, 01:40
  4. Nuova segnaletica regionale
    Di Celtic Pride (POL) nel forum Padania!
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-10-03, 21:57

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito