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Sa Die de Sa Sardigna.
Manifestazione al Tecnico commerciale Satta
Segnaletica in sardo “unificato”
Proposta per rilanciare la “limba” tra i più giovani
«Se perdessi la memoria sarei come un detrito trasportato dalla corrente della vita»
Un concetto per riassumere il significato della giornata di dibattito che si è svolta ieri all’ auditorium dell’istituto tecnico commerciale statale S. Satta in occasione dei festeggiamenti di ”Sa Die De Sa Sardigna.” All’appuntamento culturale hanno preso parte alcuni dei rappresentati più importanti della cultura isolana, come Francesco Casula, Diego Corraine, ed Edoardo Blasco Ferrer.
Tutti d’accordo nell’affermare che quello della lingua Sarda è un argomento molto spinoso. «È necessario -sostengono in coro- solleticare l’interesse dei giovani per un idioma che rischia di scomparire. Proprio per questo si devono organizzare moltissime manifestazioni culturali e musicali, affiancate da corsi di lingua sarda tenuti da insegnanti qualificati».
«La poesia -ha detto infatti Ferrer- non è solo forma, ma anche contenuto»
Cosa è infatti la memoria se non la lingua delle proprie origini, la parola che prende forma attorno a concetti legati alla storia individuale di ognuno di noi, il suono di un’esperienza che torna alla mente solo grazie ad una precisa combinazione di suoni?
Ma il problema è anche l’unificazione dell’idioma: in questa direzione va la proposta di Diego Corraine che ha lanciato l’idea di una campagna sia segnaletica che cartellonistica in limba.
« Senza concordia non è possibile costruire alcun futuro. La scuola in questo quadro diventa determinante. Il sardo non deve apparire come una babele ma deve diventare collante per un popolo».
Ancora una volta al centro delle tradizioni isolane più solide, Nuoro ha ospitato in questa occasione anche artisti di spettacolo tra i quali Giovanni Carroni che, nella fiction ispirata al sequestro Soffiantini, ha interpretato uno dei ruoli più significativi: quello del carceriere. Durante il suo intervento l’attore ha recitato alcune tra le più significative poesie in lingua Sarda, prima fra tutte ”No poto reposare”, una canzone di Salvatore Sini, musicata da gran parte dei cori isolani.
Ospiti della manifestazione anche Emanuele Garau e Roberto Cangiano, un giovanissimo suonatore di Launeddas che con l’antico strumento a fiato ha incantato il pubblico costituito principalmente da studenti. Prima di esibirsi Roberto Cangiano ha spiegato l’origine di questo strumento antichissimo che risalirebbe a circa tremila anni fa. Ne è una prova il ritrovamento a Ittiri di un bronzetto raffigurato nell’atto di suonare le launeddas. Ma la musica e la poesia nonn sono state le uniche forme d’arte della giornata. Tra gli ospiti anche il gruppo folkloristico ” Sos canarios” diretto dal Maestro Nuvoli. [Marta Nuvoli]




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