...e con ancora nella mente i morti della tragedia abruzzese, si puo' sperare in un
saggio e provvidenziale ravvedimento da parte del nostro premier sull'insulsa idea
di aumentare del 25% la cubatura degli edifici esistenti in Italia?


...e con ancora nella mente i morti della tragedia abruzzese, si puo' sperare in un
saggio e provvidenziale ravvedimento da parte del nostro premier sull'insulsa idea
di aumentare del 25% la cubatura degli edifici esistenti in Italia?




In effetti la ricostruzione degli edifici collassati è un ottimo modo per riavviare l'edilizia.
Le precedenti porcate hanno fatto il loro corso




Certo che se si continua a costruire o a ristrutturare con queste imprese, è meglio imparare a vivere nelle tende...:
http://www.corriere.it/cronache/09_a...4f02aabc.shtml
«IL SISTEMA é MARCIO»
E ora i costruttori fanno autocritica: avventurieri tra di noi
«Un terzo degli impresari qui ha lavorato senza scrupoli, attratti dalla febbre del mattone»
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
L'AQUILA - È stato l'appello del presidente della Repubblica, l'altro giorno, a fargli cambiare idea, a convincerlo a parlare. Il costruttore Giovanni Frattale, 60 anni, occhi chiari e Mercedes nera, ha deciso che è il momento di alzare il sipario sul sacco di L'Aquila e i barbari del mattone: «Napolitano ha ragione. I costruttori aquilani dovrebbero mettersi tutti una mano sulla coscienza. E parlo anche per me». Finora lui ha taciuto — spiega — ma finora non c'erano stati 293 morti e quarantamila sfollati. La categoria, insomma, per anni ha chiuso gli occhi. Invece di denunciare pubblicamente le gravi anomalie, ha preferito tirare avanti in nome del profitto e del quieto vivere. «Dopo il disastro — racconta Frattale — ho fatto un giro della città: Pettino, Torrione, Porta Napoli, XX Settembre, Campo di Fossa. Gli edifici crollati sono la prova regina che il sistema è marcio». Che vuol dire? «Il 90% delle case private di L'Aquila — continua — è stato costruito da "palazzinari". Niente di strano, accade dappertutto. Ma, qui da noi, almeno un terzo è gente senza scrupoli, io li chiamo avventurieri, pirati dell'edilizia. Attratti solo dalla bolla speculativa, dalla febbre del mattone, ex macellai, falegnami, agricoltori, si sono improvvisati costruttori pagando 10 mila euro alla Camera di Commercio e poi con una Srl qualunque si son messi a tirar su palazzi, affidandosi però a semplici cottimisti, muratori e carpentieri dai capelli bianchi che in nome di una non meglio precisata competenza hanno realizzato le opere. Ma le case non si costruiscono con i capelli bianchi... Andate a Pettino, andate a vedere, davanti alla macerie trovate i cartelli "Vendesi"...».
Ora tutti, a L'Aquila, si riempiono la bocca parlando di calcestruzzo armato, analisi geologiche, nodi strutturali, curve granulometriche degli impasti. Ma la Casa dello Studente... «La Casa dello Studente, dove sono morti tutti quei ragazzi — dice Frattale — è un'altra storia strana». La costruì Antonio Miconi che oggi è morto (progettisti Botta e Portelli) e l'affittò alla Farmaceutica Angelini, che poi comprò la struttura per trasformarla in residenza convenzionata con la Regione. Insomma, un discreto affare. "Un deposito di medicinali che diventa albergo? — si chiede ora perplesso il costruttore —. Saranno state fatte le giuste prove di carico sui solai? Spesso i collaudi qui avvengono sulla carta, non serve la bustarella, basta un perito amico...». Frattale è un nome che conta, nell'edilizia locale. Suo padre costruì il primo condominio di L'Aquila del Dopoguerra, nel '46: sorge in via Campo di Fossa, dove un altro palazzo lunedì è crollato, facendo 26 vittime. Quello di suo padre, invece, è ancora là. «Perché negli anni '80 arrivarono i pirati — aggiunge —. E per armare i calcestruzzi importavano gli acciai stellari dalla Grecia al posto di quelli ad aderenza migliorata che costavano il doppio ma erano sicuri. Per questo tanti pilastri hanno ceduto. Non c'entra la sabbia del mare. La sabbia dei pilastri viene tutta dalle cave qua intorno. Ne siamo pieni». Anche Aldo Irti, che oggi ha 80 anni, figlio del cavaliere Iniseo che ricostruì l'Abruzzo dopo il terremoto-monstre del 1915, punta l'indice sui nuovi improvvisatori. È dello stesso parere il geometra Giuseppe Barattelli, ottantenne anche lui, che a L'Aquila nella sua lunga carriera di appaltatore costruì parecchio, dalla Banca d'Italia alla caserma dei carabinieri (lesionata oggi dalla faglia). Suo figlio Ettore, 42 anni, vicepresidente dell'Ance provinciale, l'associazione dei costruttori, conclude amaro: «Ha ragione il presidente Napolitano e ha ragione anche Frattale. Ma l'esame di coscienza sono molti a doverlo fare. È tutta la filiera. Dove stavano il Genio Civile, gli ispettorati, la Asl, quando venivano su queste case di burro? Perché la verità è che se non ci sono i controlli, ecco poi che succede: comprare la casa è sempre stato il sogno di tante persone. Ma la gente comune bada al colore delle piastrelle, sceglie le porte, gl'infissi. Non si preoccupa di cosa c'è sotto terra. Non lo dovrebbe fare».
Fabrizio Caccia
12 aprile 2009
http://www.corriere.it/cronache/09_a...4f02aabc.shtml
la questione immigrazione è il dito dietro cui si nasconde la luna


nessuno avrebbe da ridire, credo, se venisse istituita una tassa apposita e per un ragionevole periodo di tempo. d'altronde, con il 1000% dei consensi uno può far molto.
meglio una tassa per gli abruzzesi che per l'alitalia o per la mafia... oh pardon! per il p-o-n-t-e-s-u-l-l-o-s-t-r-e-t-t-o.
la tassa, ovviamente, DOPO le europee!
aderisci anche tu al Portiere Fans Club


Il Ponte sullo Stretto serve al Meridione, non alla mafia. Anche la ricostruzione serve agli abruzzesi, ma noi non diciamo "meglio costruire il ponte che le case degli abruzzesi, per quanto confortevoli possano essere le tende".
Ah, forse l'EXPO di Milano darà alla mafia molto più del Ponte. Perchè non lasciamo l'EXPO a qualche altra nazione?
Sovranità al Cittadino.
Non ci sarebbe da scandalizzarsi visto che stiamo ancora pagando la guerra di Abissinia e nessuno dei magliari seduti in parlamento ha mai avuto la decenza di porvi rimedio.
Accise sui carburanti:
# 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
# 14 lire per la crisi di Suez del 1956;
# 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
# 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
# 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
# 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
# 75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
# 205 lire per la missione in Libano del 1983;
# 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
# 0,020 euro per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004


E' abbastanza discutibile continuare a fare dello spirito sui motivi originari delle singole accise. Di fatto vengono incamerate dallo Stato e confluiscono in quel mucchio di sangue italiano che finanzia i rimborsi elettorali, il finanziamento dell'editoria e del cinema, gli sgravi fiscali delle cooperative e tante altre belle cosine ...
Tagliamo tutte queste spese non propriamente sociali ed andiamo a ridurre il deficit.
Sovranità al Cittadino.