(Del 1/5/2002 Sezione: Interni Pag. 5)
Il senatur a Rapallo
«Il Cavaliere nuovo Carlo Magno»
RAPALLO (Genova)
«Berlusconi può diventare il nuovo Carlo Magno d'Europa». In una giornata in cui ha lanciato i suoi strali nei campi della giustizia e dell´ordine pubblico, Umberto Bossi non ha mancato di affrontare anche i temi politici più generali. Lo ha fatto a modo suo, senza moderare le parole, sapendo benissimo che questa sua nuova affermazione (Berlusconi, appunto, come Carlo Magno) non mancherà di suscitare polemiche e ironie nell´opposizione. Anche se rasserenerà ulteriormente chi per qualche momento ha temuto un´incrinatura nei rapporti tra i partiti della maggioranza. La frase pronunciata ieri a Rapallo dal ministro per le Riforme sancisce, infatti, ufficialmente l´intesa con il presidente del Consiglio (che, in questo momento, occupa anche la poltrona di ministro degli Esteri). Anche perché Bossi ha motivato il suo apprezzamento all´operato del premier, ricordando il ruolo dell'Italia in Europa nel corso degli ultimi mesi. E soprattutto ha sottolineato il fatto che il governo ha saputo «puntare i piedi» contro alcuni provvedimenti dell´Unione, come il mandato di cattura europeo, un´autentica «bestia nera» per ministri e dirigenti del Carroccio. Italia e Europa, ma non solo. Sempre a Rapallo - nel corso di una riunione elettorale in vista della consultazione amministrativa di fine maggio - il segretario del Carroccio non si è rifiutato di commentare le elezioni presidenziali francesi. Per la Lega Nord è un argomento scottante: il primo turno ha premiato il leader dell´estrema destra Jean Marie Le Pen il cui programma, secondo molti critici in Italia e Oltralpe, avrebbe punti di contatto con quello leghista. Bossi non ha affrontato questo tema specifico, ma ha dato un giudizio preciso: «Il voto in Francia è un voto di protesta che segnala che la gente non è d'accordo con le scelte che fanno i politici». «Tutto ciò che accade in Europa segnala che non c'è stata la vittoria del neogiacobinismo, come sembrava accadesse due anni fa». Ha quindi precisato che contro «il neogiacobinismo, il mondialismo multirazziale e contro la fine della tradizione», la Casa delle libertà «è arrivata a mettere un po´ di paletti». Alla domanda, infine, se al ballottaggio di domenica prossima voterebbe per Chirac o per Le Pen, Bossi ha risposto seccamente (e prudentemente): «Io non devo scegliere, io starei con il popolo».
r. i.
Carlo Magno?Ma che diavolo dice??
Siamo al 3,9% altro che atti di fede!




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