Libertà di stampa. Perquisita la casa di un giornalista de «La Stampa»
di Maura Gualco
Sono arrivati alle sette di mattina e dopo aver perquisito l’abitazione gli hanno sequestrato tutto. Gli agenti di polizia giudiziaria incaricati dal sostituto procuratore di Roma Silverio Piro, hanno passato al vaglio centimetro per centimetro l’appartamento di Guido Ruotolo, giornalista della Stampa. «Hanno preso tutto - racconta Ruotolo - cellulare e computer personali, cellulare e computer dati in dotazione dal giornale, agende, appunti e materiale di ogni genere. Anche della documentazione non relativa all’inchiesta in corso. Hanno preso perfino l’agenda della mia compagna». Poi sono andati nel suo ufficio nella sede romana del giornale e hanno perquisito anche lì.
L’ordine d’altronde era preciso: controllare tutte le «unità immobiliari di proprietà e/o comunque nella disponibilità dell'indagato, di tutti i luoghi chiusi adiacenti e/o pertinenziali ai predetti immobili, di eventuali casseforti o cassette di sicurezza nella disponibilità dell'indagato». Obiettivo: «acquisire, a fini probatori, tutta la documentazione utilmente individuata».
Motivo di questa frenetica attività? Secondo la procura, Ruotolo «in concorso con un pubblico ufficiale, violava i doveri inerenti alla sua funzione, o comunque abusando della sua qualità, rilevava notizie di ufficio». La perquisizione rientrerebbe nella stessa inchiesta sulla fuga di notizie relative alle indagini sulla cellula di terroristi arabi scoperta nella capitale e nell'ambito della quale, sono state già sottoposte a perquisizioni e interrogatori le giornaliste Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera e Claudia Fusani della Repubblica. Immediata la protesta del Sindacato Cronisti Romani e dell'Unione Nazionale Cronisti Italiani che oltre a chiedere l’intervento del Csm, in un comunicato hanno giudicato l'iniziativa della procura «strumentale e intimidatoria, esclusivamente finalizzata alla conoscenza delle fonti del giornalista ed in palese violazione dei principi sanciti dalla Costituzione in materia di libertà di stampa». In molti hanno manifestato solidarietà al giornalista. «Sproporzionata» è per il Ds Guido Calvi la perquisizione effettuata, in quanto «gli atti reperiti sono non coperti da segreto e già processualmente utilizzati». Grande preoccupazione viene, invece, espressa da Paolo Serventi Longhi, segretario della Federazione nazionale della stampa italiana «Di fronte a questi fatti attenti tutti! E lo dico ai colleghi giornalisti, ma anche ai cittadini. Perchè se si riduce, si limita, si interviene in maniera intimidatoria nei confronti dell'informazione, la democrazia è in pericolo».




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