…francese stasera.
Quando saranno resi noti i risultati del ballottaggio fra Jaques Chirac e Jean Marie Le Pen per la presidenza della Francia, sarà utile leggerli un po’ in controluce, per evitare di trrne giudizi avventati com’è talora avvenuto nell’esame di quelli del primo turno. Lì si è scambiato l’aumento di un punto percentuale del leader dell’estrema destra rispetto al voto presidenziale precedente con un successo colossale, che è stato, invece, solo per il crollo del candidato socialista.
Per evitare abbagli è sempre utile contare i voti, non solo le percentuali.
L‘estrema destra ha raccolto, al primo turno, fra Le Pen e il suo ex delfino oggi in rotta con lui Bruno Megret, poco meno di cinque milioni e mezzo di voti. Avrà dunque un successo se supererà di molto questa soglia, tenuto conto anche del prevedibile aumento dei votanti al secondo turno rispetto al primo.
La destra democratica ha ottenuto, con quattro candidati, 9 milioni e seicento mila voti. Chirac dovrebbe poter contare anche sull’apporto della gauche, rimasta senza candidati. Ma bisogna vedere se l’indicazione degli stati maggiori sarà poi seguita effettivamente dalla base. Andrè Glucksmann, per esempio, sostiene che l’appello antieuropeo e avverso alla globalizzazione del Front national ha una possibilità di essere raccolto da una parte dell’elettorato di sinistra, mentre non ha capacità di penetrare nell’area della destra gollista, liberale e moderata. Per questa ragione è utile tenere conto del risultato della gauche plurielle, cioè dei quattro candidati dei partiti di governo, che nell’insieme hanno ottenuto poco meno di 7 milioni e settecento mila voti al primo turno.
L’estrema sinistra, anch’essa con quattro candidati, ha raggiunto 3 milioni e seicento mila voti. Risulta difficile da collocare l’esito del candidato dei cacciatori e pescatori, un milione e duecento mila voti. In teoria questa massa di 12 milioni di elettori dovrebbe sommarsi ai quasi 10 de gollisti nel sostenere Chirac. Se ne otterrà almeno la metà, superando i 16 milioni di consensi, si potrà parlare di tenuta del fronte antifronte. Un risultato superiore va considerasto un successo, uno inferiore una mezza sconfitta.

Naturalmente la dimensione del vantaggio di Chirac non ha influenza sulla sua conferma all’Eliseo, per questa basta un voto di differenza, ma è utile per capire le tendenze elettorali del voto parlamentare del mese prossimo.

in memoria di Caianiello…separare…separare…separare.
saluti