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  1. #1
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    Predefinito Incomincio... con il PIL

    Previsioni della commissione europea sulla crescita del PIL 2002
    La crescita prevista per l'Italia è esattamente nella media della crescita dei paesi dell'euro!

    Italia +1,4%
    Austria +1,2%
    Belgio +1,1%
    Finlandia +1,6%
    Francia +1,6%
    Germania +0,8%
    Grecia +3,7%
    Irlanda +3,5%
    Lussemburgo +2,9%
    Olanda +1,5%
    Portogallo +1,5%
    Spagna +2,1%
    -----------------------------------------------
    EURO-12 +1,4%

    Chiedo ai moderatori di lasciarlo in evidenza per 6-12 mesi. Poi andremo a vedere i dati della stessa commissione europea sulla crescita avvenuta nel 2002.

  2. #2
    live long and prosper
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    io ritengo che le previsioni dei governi sulla crescita del PIL siano sempre un pò troppo ottimiste mentre quelle fatte da organismi come la commissione europea siano quasi sempre pessimiste .... per questo queste sono le mie previsoni per l'Italia

    2002 +1,7/+1,8 %
    2003 +2,9/+3,0%

  3. #3
    Sospeso/a
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    Non penso sia necessario mettere in rilievo un thread che, tra l'altro, ha attinenza con la politica economica e non con il termometro politico.

    Comunque rimane sempre memorizzato, per cui si può sempre richiamare quando ci sono novità.

    Visto che pare che la ripresa USA sia più lenta del previsto, (dopo il 5,8% del primo trimestre, dovuto alla ricostruzione delle scorte, si parla ora di un modesto 2,5% del secondo trimestre) io direi per il 2002 al massimo un 1,2-1,3%.

    Per il 2003 non ho la più pallida idea, dipende tutto dagli USA.

    Va considerato che nel 2001 si sono bruciati 500mila miliardi in borsa (media di 30 milioni a famiglia di ricchezza in meno) e la gente ha meno fiducia nel futuro per cui tende a spendere meno, come testimoniato dalla crisi delle vendite al dettaglio ed ora anche della grande distribuzione.

  4. #4
    Simply...cat!
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    Originally posted by brunik
    Non penso sia necessario mettere in rilievo un thread che, tra l'altro, ha attinenza con la politica economica e non con il termometro politico.

    Comunque rimane sempre memorizzato, per cui si può sempre richiamare quando ci sono novità.

    Visto che pare che la ripresa USA sia più lenta del previsto, (dopo il 5,8% del primo trimestre, dovuto alla ricostruzione delle scorte, si parla ora di un modesto 2,5% del secondo trimestre) io direi per il 2002 al massimo un 1,2-1,3%.

    Per il 2003 non ho la più pallida idea, dipende tutto dagli USA.

    Va considerato che nel 2001 si sono bruciati 500mila miliardi in borsa (media di 30 milioni a famiglia di ricchezza in meno) e la gente ha meno fiducia nel futuro per cui tende a spendere meno, come testimoniato dalla crisi delle vendite al dettaglio ed ora anche della grande distribuzione.

    Produttività Usa alle stelle: +8,6%
    A sorpresa il dato trimestrale risulta ampiamente superiore alle aspettative. E' il balzo più forte degli ultimi 20 anni. Finalmente una buona notizia e mercati invertono la rotta


    MILANO – Dopo una serie di dati non troppo positivi (Tasso di disoccupazione, fiducia dei consumatori etc.) che hanno contribuito a indebolire i mercati nelle ultime settimane, arriva finalmente un raggio di sole: nel primo trimestre dell’anno la produttività Usa è cresciuta a sorpresa dell’8,6%. Un dato decisamente superiore alle attese (ci si aspettava al massimo un +7%) che ha fatto immediatamente scattare al rialzo i futures sugli indici di Borsa. Contestualmente al dato sulla produttività, il dipartimento del Lavoro ha reso noto inoltre di aver rivisto al rialzo la produttività nell'ultimo trimestre del 2001, salita al 5,5% contro il 5,2% precedentemente indicato. Quello sulla produttività è un dato importante, in quanto conferma che l’economia Usa sta reagendo e, anzi corre già a pieno ritmo, e in quanto dimostra che le spinte inflazionistiche sono pienamente sotto controllo mentre cresce la competitività delle aziende Usa. Il balzo di produttività del primo trimestre, inoltre, è il più forte degli ultimi anni (solo nell’83 si era registrata una crescita trimestrale del 9,9%) .

    Il dato relativo alla produttività è poi accompagnato da quello relativo al calo sempre nei primi tre mesi del 5,4% del costo unitario del lavoro, contro una riduzione pari al 3,1% registrata nell' ultimo trimestre del 2001. Un' ulteriore conferma del venir meno delle preoccupazioni inflazionistiche collegate alla dinamica salariale.


    (7 MAGGIO 2002, ORE 140)

  5. #5
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    Confondi la produttività con la produzione.

  6. #6
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    Originally posted by brunik
    Confondi la produttività con la produzione.
    Infatti...

    Il Sole 8.5.02

    Borse incerte (Dow +0,3% e Nasdaq -0,3%) nonostante il balzo della produttività Usa

    Ripresa al rallentatore

    Fed ancora cauta, i tassi restano fermi

    NEW YORK - La ripresa dell'economia Usa lancia nuovi segnali, ma senza offrire indicazioni sicure sulla forza della sua marcia. La Fed ha così lasciato invariati i tassi d'interesse all'1,75%, mantenendo la sua posizione neutrale per l'assenza di pericoli d'inflazione. Nonostante il balzo dell'8,6% della produttività delle imprese nel primo trimestre, Greenspan resta cauto sulla sostenibilità dell'espansione per una domanda interna ancora debole. Wall Street ha reagito in maniera tiepida: il Dow Jones ha chiuso con un incremento dello 0,29%, mentre il Nasdaq ha perso lo 0,3 per cento. La Borsa Usa, tra l'altro, è ancora scossa dagli scandali: da quello del presidente della Sec a quello che investe Merrill Linch (oggi è intenzionata a patteggiare) sul rating dei titoli Internet. Nuove rivelazioni, infine, su Enron: avrebbe pilotato ad arte i black-out elettrici in California per trarne profitto.

    Mercoledí 08 Maggio 2002

  7. #7
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    In attesa dei dati del PIL degli altri paesi, possiamo sollazzarci con i dati della produzione industriale di marzo, dai quali risulta che l'Italia è il paese che sta andando peggio nell'intero mondo industrializzato.

    <body bgcolor=white text=black link=blue vlink=purple alink=red><p>&nbsp;</p><table border=1 cellspacing="0" bordercolordark="white" bordercolorlight="black"><tr><td width=750><TABLE border=0 width=90%><TBODY><TR><TD><B>Venerdì 17 Maggio 2002, 13:01</B><P></P></TD><TD align=right></TD></TR></TBODY></TABLE><TABLE border=0 cellPadding=5 cellSpacing=0 width=90%><TBODY><TR><TD vAlign=top><TABLE align=right border=0 cellPadding=0 cellSpacing=0 width=22% hspace=2><TBODY><TR><TD></TD></TR></TBODY></TABLE><H2>In Eurolandia a Marzo Produzione Industriale a +0,5%</H2>Bruxelles, 17 mag. (Adnkronos) - In marzo la produzione industriale di Eurolandia e' cresciuta dello 0,5% rispetto al mese precedente e nell'intera Ue dello 0,1%; in Italia e' scesa dello 0,7%: sono i dati diffusi oggi da Eurostat.</TD></TR></TBODY></TABLE></td></tr><tr><td width=750><TABLE border=0 width=90%><TBODY><TR><TD><B>Venerdì 17 Maggio 2002, 9:14</B><P></P></TD><TD align=right></TD></TR></TBODY></TABLE><TABLE border=0 cellPadding=5 cellSpacing=0 width=90%><TBODY><TR><TD vAlign=top><TABLE align=right border=0 cellPadding=0 cellSpacing=0 width=22% hspace=2><TBODY><TR><TD></TD></TR></TBODY></TABLE><H2>Giappone: a Marzo Produzione Industriale +0,8%</H2>(ASCA-MarketNews) - Tokyo, 17 mag - Cresce piu' del previsto la produzione industriale in Giappone. Nel mese di marzo - secondo i dati del Ministero dell'Economia - la produzione registra un progresso dello 0,8%, rispetto al precedente mese di febbraio. Le prime stime avevano invece attestato una crescita dello 0,5%.</TD><TD align=right vAlign=top></TD></TR></TBODY></TABLE><TABLE border=0 cellPadding=0 cellSpacing=0 width=90%><TBODY><TR><TD><BR></TD></TR></TBODY></TABLE></td></tr><tr><td width=750><TABLE border=0 width=90%><TBODY><TR><TD><B>Mercoledì 15 Maggio 2002, 152</B><P></P></TD><TD align=right></TD></TR></TBODY></TABLE><TABLE border=0 cellPadding=5 cellSpacing=0 width=90%><TBODY><TR><TD vAlign=top><TABLE align=right border=0 cellPadding=0 cellSpacing=0 width=40% hspace=2><TBODY><TR><TD align=right></TD></TR></TBODY></TABLE><H2>Usa: cresce dello 0,4% la produzione industriale</H2><I>Di Alberto Patelli</I><P>La produzione industriale Usa ha segnato ad aprile, secondo i dati diffusi dal Board della Federal Reserve, un incremento dello 0,4%, la stessa variazione positiva registrata a marzo. Sempre nel mese in osservazione, la percentuale di utilizzo della capacità è salita al 75,5% dal 75,3% di marzo, segnando il tasso massimo da settembre scorso. Gli economisti intrepellati da Reuters prevedevano per il mese di aprile un rialzo dello 0,4% della produzione e una percentuale del 75,6% per l'utilizzo degli impianti.</P></TD></TR><tr><TD vAlign=top><TABLE border=0 width=90%><TBODY><TR><TD><B>Mercoledì 15 Maggio 2002, 9:13</B><P></P></TD><TD align=right></TD></TR></TBODY></TABLE><TABLE border=0 cellPadding=5 cellSpacing=0 width=90%><TBODY><TR><TD vAlign=top><TABLE align=right border=0 cellPadding=0 cellSpacing=0 width=40% hspace=2><TBODY><TR><TD align=right></TD></TR></TBODY></TABLE><H2>Francia: Produzione Industriale Batte Attese</H2>A marzo 2002 in Francia la produzione industriale è aumentata dello 0,5% rispetto a febbraio 2002.<P>Le stime indicavano una crescita dello 0,1%.<P>E' invece stato registrato un calo nell'analisi della produzione rispetto al mese di marzo 2001: la flessione è stata dello 0,9%, superiore alle attese.<P>Gli analisti avevano infatti previsto un -0,7%.</P></TD></TR></TBODY></TABLE></TD></tr><tr><TD vAlign=top><TABLE border=0 width=90%><TBODY><TR><TD><B><font color="#CC0000">Mercoledì 15 Maggio 2002, 9:02</font></B><P><font color="#CC0000">&nbsp;</font></P></TD><TD align=right><font color="#CC0000">&nbsp;</font></TD></TR></TBODY></TABLE><TABLE border=0 cellPadding=5 cellSpacing=0 width=90%><TBODY><TR><TD vAlign=top><TABLE align=right border=0 cellPadding=0 cellSpacing=0 width=40% hspace=2><TBODY><TR><TD align=right><font color="#CC0000">&nbsp;</font></TD></TR></TBODY></TABLE><H2><font color="#CC0000">Industria: a Picco La Produzione Industriale, Marzo -7,6%; e' La Piu' Forte Contrazione Dal '96</font> </H2><font color="#CC0000">ROMA - Brusco calo della produzione industriale a marzo: l'indice ha segnato una contrazione del 7,6%, la piu' forte da agosto '96. Lo annuncia l'Istat precisando che l'indice della produzione destagionalizzata e' sceso dello 0,7% rispetto a febbraio e quello della produzione media giornaliera del 4,1% su marzo 2001.(ANSA).</font></TD></TR></TBODY></TABLE></TD></tr></TBODY></TABLE></td></tr></table><p>&nbsp;</p></body>

  8. #8
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    Pil: Bille', +1,3% a fine anno, +2,2% nel 2003
    22/5/2002 12:29
    A fine anno inflazione +2,4%, nel 2003 stimato +1,9%
    Roma, 22 mag - "La crescita del Pil a fine anno dovrebbe attestarsi su un incremento dell'1,3%". Cosi' il presidente di Confcommercio, Sergio Bille', intervenuto all'assemblea generale di Federagenti. Secondo l'elaborazione del Centro studi Confcommercio sui dati Istat, ha affermato Bille', nel 2003 e' stimabile una crescita del Pil al 2,2%. Quanto all'inflazione, comunica Confcommercio, previsto un +2,4% nel 2002 e un +1,9% nel 2003.

    Preoccupa spesa per consumi, "servono misure anticicliche"
    "Il Governo si e' insediato sull'onda della domanda di cambiamento - afferma Bille' dal podio dell'assemblea generale della Federazione nazionale agenti raccomandatari marittimi, agenti aerei e mediatori marittimi aderente a Confcommercio - ma le prospettive continuano a non essere buone". Il presidente Bille' e' soprattutto preoccupato dalla scarsa crescita annua della spesa delle famiglie. "A fronte di un incremento stimato dell'1% e' prevedibile un consistente calo del gettito fiscale per lo Stato garantito dalla tassazione sui consumi". Esprimendosi in generale sulle diverse previsioni macroeconomiche che riguardano l'andamento del sistema Italia, Bille' afferma che "le previsioni debbono essere oggettive e se non adottiamo gli strumenti anticiclici atti a raggiungere i risultati possibili che sono a portata di mano non andremo da nessuna parte".

  9. #9
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    <body bgcolor=white text=black link=blue vlink=purple alink=red><TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width=100% border=0><TBODY><TR><TD width=100%><B><FONT face=Arial size=4>Inflazione:Confesercenti, risultati buoni ma sopra target</FONT></B></TD></TR></TBODY></TABLE><TABLE cellSpacing=0 cellPadding=4 width=100% border=0><TBODY><TR><TD><FONT face=Arial size=2><B>22/5/2002 16:23</B></FONT></TD></TR><TR><TD bgColor=#ffffff><FONT face=Arial size=2><I>Ormai impossibile centrare il 2,5% medio nel 2002</I><BR>Roma, 22 mag - Nonostante il rallentamento segnato dai prezzi al consumo in maggio, &quot;neppure i piu' ottimisti possono sperare in un'inflazione media per l'anno in corso inferiore al 2,5%&quot; visto che &quot;nei primi 5 mesi dell'anno, si e' gia' accumulato 1 punto e mezzo di inflazione in piu' sul dicembre scorso&quot;. Lo dice Confesercenti in una nota, sottolineando che &quot;alla paralisi dell'economia si accompagna l'affanno dell'inflazione&quot;.</FONT><P><FONT face=Arial size=2><I>Rilanciare rapporti Governo-parti sociali contro inflazione</I><BR>Rispetto alla media dell'inflazione del 2001, continua la nota di Confesercenti, in questo scorcio di 2002 si e' gia' raggiunto il 2% e, per restare a questo livello, i prezzi dovrebbero registrare nei prossimi mesi &quot;aumenti praticamente nulli&quot;. &quot;E' evidente dice Confesercenti - che non possiamo stare fermi e assistere indifferenti a un risultato che si discosta significativamente da quello gia' programmato dal Governo&quot;. &quot;Forse e' il caso - ha dichiarato il presidente di Confesercenti, Marco Venturi - di rilanciare i rapporti tra Governo e parti sociali, che in passato hanno dato buoni frutti sul contenimento dell'inflazione&quot;.</FONT><P></P></TD></TR></TBODY></TABLE></body>

  10. #10
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    <body bgcolor=white text=black link=blue vlink=purple alink=red><TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width=100% border=0><TBODY><TR><TD width=100%><B><FONT face=Arial size=4>Uic: crollo Borse 'brucia' 36 mld attivo Italia su estero</FONT></B></TD></TR></TBODY></TABLE><TABLE cellSpacing=0 cellPadding=4 width=100% border=0><TBODY><TR><TD><FONT face=Arial size=2><B>20/5/2002 18:24</B></FONT></TD></TR><TR><TD bgColor=#ffffff><FONT face=Arial size=2>Roma, 20 mag - Con il crollo delle Borse e' andata in fumo buona parte dell'attivo patrimoniale vantato dall'Italia nei confronti dell'estero. Lo registrano i dati Uic su dicembre 2001 secondo cui la consistenza della posizione patrimoniale italiana e' diminuita rispetto a dicembre 2000 di 36 mld euro (da 50 a 14). La variazione e' dovuta ad aggiustamenti di valutazione dovuti &quot;in massima parte alla contrazione dei corsi azionari&quot;.</FONT><P><FONT face=Arial size=2>Le attivita' sull'estero, segnala l'Uic, sono diminuite di circa 18 miliardi di euro. Allo stesso modo anche le passivita' hanno registrato un aumento di circa 18 mld euro. Analizzando la posizione netta dell'Italia tra dicembre 2000 e dicembre 2001 si nota che la consistenza degli investimenti di portafoglio e' passata da una posizione positiva pari a 22 mld di euro a un deficit di 17 mld di euro in gran parte imputabile alla contrazione della voce 'azioni' passata da un +249 a +214 miliardi di euro. Sono in particolare gli investimenti italiani aventi per oggetto azioni estere a registrate il tracollo piu' vistoso. Le loro consistenza, proprio per effetto della crisi che ha colpito i mercati finanziari internazionali, si e' ridotta a 255,4 mld dai precedenti 306,8 mld di euro. Sono aumentate, invece, le consistenze degli investimenti in titoli di debito passati da 328 a 363 miliardi di euro.</FONT><P></P></TD></TR></TBODY></TABLE><p>&nbsp;</p></body>

 

 
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