...e i medici italiani.
Medici italiani obbligati a denunciare i propri pazienti extracomunitari con i documenti non in regola. E’ questo l’emendamento alla legge sull’emigrazione che Umberto Bossi avrebbe presentato al Consiglio dei ministri. La proposta però, dopo una vivace discussione, sarebbe stata alla fine ritirata: ad opporsi sarebbe stato soprattutto Rocco Buttiglione che avrebbe eccepito la contrarietà al provvedimento alla deontologia medica, alla tutela dei diritti umani e alla morale cristiana.
Frasi queste che avrebbero provocato la protesta di Bossi, che avrebbe lamentato una eccessiva ingerenza della Chiesa su questi temi.
Dopo l’intervento del ministro Giovanardi , favorevole a Buttiglione, l’incidente sarebbe stato chiuso con il “ritiro” di Bossi.
Sulla deontologia dei medici non posso dire, non conoscendo il problema. Ma credo che, come ogni cittadino, davanti a un “reato”, che potrebbe avere ripercussioni negative per altre persone, sia doveroso informare le autorità competenti. Un extracomunitario trovato tubercoloso e con le carte in regola viene o non viene “segnalato”? E se senza carte?
Riguardo alla tutela dei “diritti umani” siamo tutti d’accordo; ma se la tutela dei “diritti umani” di ‘A’ configge con la tutela dei “diritti umani” di ‘B’, come la mettiamo? Perché è chiaro per tutti che dietro la maschera della tutela dei “diritti umani” si nascondono soprusi e imbrogli infiniti.
Infine, la “morale cristiana”. Se Bottiglione ha citato la “morale cristiana” bene ha fatto Bossi a contestarglielo; ma, senza prove, doveva lasciar fuori “l’ingerenza eccessiva della Chiesa”.
Non mi sembra che Buttiglione sia un ministro della Chiesa. Ahimè, è ministro del governo italiano. Che in Parlamento, sede legittima do ogni tendenza presente in Italia si parli di “morale cattolica” è giusto e auspicabile, in democrazia.
La cosa, modestamente, mi sembra completamente inopportuna in un Consiglio dei ministri della nostra Repubblica.
separare...separare...separare.
saluti




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