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Discussione: Non Lo So

  1. #1
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    Predefinito Non Lo So

    Poniamo il caso che qualcuno non sappia che la battaglia di Maratona ebbe luogo fra Greci e Persiani. E poniamo il caso che se ne vergogni. Come mai? Se ne vergogna perché è convinto che molti intorno a lui conoscono quel dato e lui stesso, visti gli studi che ha fatto o l'ambiente che ha frequentato, dovrebbe possederlo.
    Questo spiega a contrario come mai molti giovani, pur essendo notevolmente ignoranti, non se ne vergognino affatto. Perché essi sono coralmente ignoranti. Quello che uno non sa non lo sanno neppure gli altri. Vivono in un mondo in cui il colto è un originale. Uno che dovrebbe spiegare, lui sì, come mai sappia qualcosa.
    La scuola moderna è un fallimento. Essa è riuscita, a forza d'insegnare poco, a togliere ogni scrupolo culturale all'intera società. I ragazzi si meravigliano se qualcuno non ha mai sentito nominare il reggae ma non si stupiscono affatto se qualcuno non ha mai sentito nominare il Guicciardini. E devo ammettere che io mi considero più vicino a questi ragazzi...
    Certo, anche nei tempi in cui i professori erano spesso montagne di cultura, capaci di farne sentire la sacralità anche ai meno dotati, c'erano ignoranti: ma sapevano d'essere tali e se ne vergognavano. Il sentimento generale era: "Non so, ma dovrei sapere". Oggi invece la cultura è diventata un vezzo come un altro e l'ignoranza non ha più mala coscienza. "Non lo so, embeh, perché dovrei saperlo? E poi chi è che lo sa?" Spesso anzi chi dimostra la propria abissale ignoranza ride di gusto. Spettacolo orribile, simile a quello di chi si cavasse un occhio di vetro per mostrarlo e scherzarci su.
    Qualcuno potrebbe dire che la digestione degli ignoranti è buona come quella delle persone colte ed anzi che alcuni di loro guadagnano più di loro. Se sono forniti di tecniche molto ricercate, come i bravi chirurghi, questo è anzi certamente vero. La storia dimostra però che la cultura non è un optional. Non sta solo nei libri e non è una semplice sovrastruttura: è l'anima di un popolo. La differenza che c'è tra un ignorante italiano e un ignorante del Burundi dipende dal fatto che l'ignorante italiano sa telefonare, sa che all'ufficio postale bisogna fare la coda, sa che esiste un sistema giudiziario cui ricorrere, eccetera. Gli Inglesi del 1940 non erano tutti laureati e tuttavia avevano una tale coscienza nazionale (dato culturale) da trasformare la loro isola in un fortilizio imprendibile, capace di falsare i piani di Hitler.
    Con l'Inghilterra allora hanno vinto i valori d'un popolo, tutta roba che farebbe sorridere i giovani d'oggi. Sorridere? Ma no, che sorridere: ridere!

  2. #2
    fui lsu
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    Predefinito Re: Non Lo So

    Originally posted by Österreicher
    Poniamo il caso che qualcuno non sappia che la battaglia di Maratona ebbe luogo fra Greci e Persiani. E poniamo il caso che se ne vergogni. Come mai? Se ne vergogna perché è convinto che molti intorno a lui conoscono quel dato e lui stesso, visti gli studi che ha fatto o l'ambiente che ha frequentato, dovrebbe possederlo.
    Questo spiega a contrario come mai molti giovani, pur essendo notevolmente ignoranti, non se ne vergognino affatto. Perché essi sono coralmente ignoranti. Quello che uno non sa non lo sanno neppure gli altri. Vivono in un mondo in cui il colto è un originale. Uno che dovrebbe spiegare, lui sì, come mai sappia qualcosa.
    La scuola moderna è un fallimento. Essa è riuscita, a forza d'insegnare poco, a togliere ogni scrupolo culturale all'intera società. I ragazzi si meravigliano se qualcuno non ha mai sentito nominare il reggae ma non si stupiscono affatto se qualcuno non ha mai sentito nominare il Guicciardini. E devo ammettere che io mi considero più vicino a questi ragazzi...
    Certo, anche nei tempi in cui i professori erano spesso montagne di cultura, capaci di farne sentire la sacralità anche ai meno dotati, c'erano ignoranti: ma sapevano d'essere tali e se ne vergognavano. Il sentimento generale era: "Non so, ma dovrei sapere". Oggi invece la cultura è diventata un vezzo come un altro e l'ignoranza non ha più mala coscienza. "Non lo so, embeh, perché dovrei saperlo? E poi chi è che lo sa?" Spesso anzi chi dimostra la propria abissale ignoranza ride di gusto. Spettacolo orribile, simile a quello di chi si cavasse un occhio di vetro per mostrarlo e scherzarci su.
    Qualcuno potrebbe dire che la digestione degli ignoranti è buona come quella delle persone colte ed anzi che alcuni di loro guadagnano più di loro. Se sono forniti di tecniche molto ricercate, come i bravi chirurghi, questo è anzi certamente vero. La storia dimostra però che la cultura non è un optional. Non sta solo nei libri e non è una semplice sovrastruttura: è l'anima di un popolo. La differenza che c'è tra un ignorante italiano e un ignorante del Burundi dipende dal fatto che l'ignorante italiano sa telefonare, sa che all'ufficio postale bisogna fare la coda, sa che esiste un sistema giudiziario cui ricorrere, eccetera. Gli Inglesi del 1940 non erano tutti laureati e tuttavia avevano una tale coscienza nazionale (dato culturale) da trasformare la loro isola in un fortilizio imprendibile, capace di falsare i piani di Hitler.
    Con l'Inghilterra allora hanno vinto i valori d'un popolo, tutta roba che farebbe sorridere i giovani d'oggi. Sorridere? Ma no, che sorridere: ridere!
    Capiti proprio il giorno giusto...
    Oggi, io e un mio collega, siamo andati all'ufficio legale di un sindacato.
    Preambolo: il nostro datore di lavoro ci nega permessi retribuiti che ci spetterebbero.
    Io e qualche altro masochista ci spulciamo alcuni kg di luridi libracci di contratti e altro pattume sull'argomento e troviamo quello che ci serve. Per ottenere i permessi... che ci spettano di diritto.

    All'ufficio legale, dopo una attesa di 45 minuti (sull'orario dell'appuntamento prenotato da 2 due settimane), pare che siano giusti gli appunti che muoviamo. Ci confermano l'esattezza della ricerca autodidattica.

    Morale della favola: ora SAPPIAMO di saperne più di un Dirigente da 250 mln (di lire) annue di stipendio (quel coglione che nega permessi spettantici), in questo ambito. E di aver svolto una ricerca paragonabile a quella di un ufficio legale di un sindacato locale.
    Ma mentre io-precario devo dimostrare l'esistenza di leggi & diritti, un Mega Dirigente può agire in deroga a queste leggi per il solo fatto che le ignora.

    Ovviamente, saremo visti come dei rompipalle, da domani...

  3. #3
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    Non per rigirare il dito nella piaga, esimio Direttore, ma non potrebbe essere che il Megadirettore da 1/4 di miliardo all'anno, sapesse benissimo quello che voi avete scoperto nei libracci polverosi, e che contasse proprio sulla vostra ignoranza per non darvi i permessi?

    Cordiali saluti

  4. #4
    fui lsu
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    Originally posted by F.B.
    Non per rigirare il dito nella piaga, esimio Direttore, ma non potrebbe essere che il Megadirettore da 1/4 di miliardo all'anno, sapesse benissimo quello che voi avete scoperto nei libracci polverosi, e che contasse proprio sulla vostra ignoranza per non darvi i permessi?

    Cordiali saluti
    Abbiamo pensato anche a questo.
    Se così fosse, sarebbe doppiamente ******.

    Perchè l'ufficio non ci guadagna niente dallo stato di tensioni che ha creato.
    Perchè ha firmato personalmente una lettera a 10 di noi in cui nega la possibilità di usare permessi retribuiti (di cui uno per un funerale di una zia e uno ad una ragazza madre unica genitrice di un bimbo da "accompagnare" all'asilo per una settimana - l'inserimento -).
    E quella sua firma davanti al giudice del lavoro (o chi per lui), la potrebbe pagare cara.

    Ad ogni modo, entro due settimane la vicenda si concluderà.
    Sono molto curioso come...

    Ciao,
    Ej.

 

 

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