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Discussione: La psicofonia

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    Predefinito La psicofonia

    Qualche informazione sulla psicofonia

    Il desiderio di ritrovare un contatto con le persone scomparse evocandone lo spirito è probabilmente un sogno antico quanto l'Uomo. Sebbene nell'antichità il culto dei morti abbia giocato un ruolo importante in molte culture, in epoca moderna le religioni ufficiali hanno - per così dire - assunto il monopolio riguardo a questo delicato argomento. Nei paesi occidentali il sentimento pololare si è allora rivolto a varie forme di medianità, sviluppatesi in modo particolare a partire dall'Ottocento, in cui nel rito della seduta spiritica un personaggio si propone quale intermediario (medium) fra le creature terrene e le anime dei trapassati.

    Purtroppo, nonostante la storia abbia portato sulla scena diversi "grandi medium", nessuno di essi ha mai fornito prove convincenti e definitive riguardo alla realtà dei contatti con i defunti. Anzi, quando è stato possibile eseguire opportuni controlli, i presunti fenomeni medianici sono risultati frutto di semplice suggesitione, mentre risulta che in taluni casi i medium si siano addirittura serviti di veri e propri trucchi ai danni dei credenti.

    In tempi più recenti, a partire cioè dal 1959, alcuni hanno creduto di individuare una nuova possibilità di comunicazione con le anime dei defunti, utilizzando mezzi tecnici quali radio, registratori ed altri apparecchi. Questa pratica, detta psicofonia (o metafonia) si è diffusa in molti Paesi, divenendo a tutti gli effetti una versione moderna, ed a suo modo aggiornata, delle oscure sedute spiritiche che si svolgevano nei salotti di un tempo.

    Anche in questo caso, però, i fatti non lasciano molto spazio alla speranza. Si può infatti facilmente constatare coloro chi si dedicano alla psicofona sono generalmente persone che hanno subito gravi lutti, e che a causa di ciò si trovano in uno stato di sofferenza e di particolare fragilità psicologica. In tali circostanze diviene molto facile scambiare ogni suono ed ogni indistinto sussurro per la voce dei propri cari scomparsi, dando corpo ad una triste forma di autoinganno che non ha altro scopo se non quello di placare un dolore altrimenti insopportabile. Per di più tutto ciò è facilitato dall'uso improprio che viene fatto delle apparecchiature, solitamente di bassissima qualità e mai poste nelle mani di un esperto del settore. Ad esempio, infatti, radioamatori e tecnici del suono (cioè coloro che hanno specifiche competenze in fatto di radio e registratori) non riportano mai alcun episodio che possa essere ricondotto a reali eventi di psicofonia, proprio perchè la loro competenza consente di dare il giusto peso a ciò che si ascolta impiegando le diverse apparecchiature.


    H. Bosch, L'Aldilà - Immagine tratta dal sito http://www.annebaring.com/

    Sebbene questo mio giudizio possa sembrare particolarmente drastico e deludente, tutto ciò che posso dire è che si tratta dell'opinione sicera di chi, esperto in elettronica ed in acustica, pur avendo letto le molte storie struggenti riportate sui diversi libri del settore ha preferito formarsi un proprio giudizio, ascoltando con spirito critico le registrazioni prodotte da alcuni autori famosi, oltre ad approfondire l'argomento in prima persona anche con la sperimentazione diretta.

    Quello che ne è scaturito si può leggere nei diversi articoli che ho pubblicato su Scienza & Paranormale, la rivista del Cicap, che si possono trovare anche in queste pagine (nella sezione dedicata appunto agli articoli). Ma, soprattutto, il risultato complessivo di questo mio lavoro è compiutamente riportato nel libro Voci dell'Aldilà - Indagine sulla psicofonia, di cui queste pagine offrono una breve presentazione (vedere la sezione sui libri).

    Nel mondo della conoscenza scientifica nessun giudizio è mai definitivo, e questo vale naturalmente anche per fenomeni controversi quali la psicofonia. Resta il fatto che, al pari di altri settori del paranormale, ad affermazioni straordinarie debbono sempre corrispondere prove altrettanto straordinarie. Fino a quel momento, ogni pretesa di verità attribuita ad un nuovo fenomeno resta solamente una convinzione personale, anche se talvolta giustificata da una comprensibile necessità di consolazione.

    Dal sito http://www.cityline.it/morocutti/

  2. #2
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    Psicofonia: metodi e aspettative

    di Marco Morocutti

    Pubblicato su Scienza & Paranormale anno III n. 7 - Giugno 1995

    Note:
    L'intervento originale, presentato al III Congresso Nazionale del CICAP (Cormons, 23-24 ottobre 1993) era accompagnato dall'ascolto di voci e suoni registrati e dalla proiezione di alcune diapositive. Per questo motivo il testo che segue presenta alcune limitazioni rispetto all'ascolto dal vivo.
    In questa versione dell'articolo ci si riferisce a Gabriella Alvisi utilizzando il passato in quanto l'autrice è deceduta.

    In questo intervento parleremo di Psicofonia, fenomeno in cui si fa riferimento all'esistenza delle cosiddette "voci dall'aldilà". L'intenzione di questo lavoro è di dare la possibilità di interpretare correttamente fatti e circostanze che, per loro natura, pongono spesso problemi al pubblico non specializzato, e possono facilmente condurre a interpretazioni sbagliate.

    Esistono persone che registrano su nastro suoni e voci di cui non conoscono esattamente l'origine, ma ritengono tuttavia di attribuirne la provenienza ad entità di persone defunte. Secondo questa interpretazione, i morti cercherebbero di comunicare con i vivi attraverso mezzi tecnologici come, ad esempio, i registratori, gli apparecchi radio, i televisori; ma anche i telefoni, i fax o, addirittura, persino i computer.

    Attorno a questa pratica sono sorti diversi gruppi di sperimentazione sia in Italia che all'estero. Ciascuno opera nel modo che ritiene più opportuno e, di solito, non esiste una metodologia comune a tutti i gruppi. Nonostante gli sperimentatori usino mezzi anche molto diversi fra loro, tutti asseriscono comunque di essere in contatto con l'aldilà. La circostanza appare quantomeno singolare, poiché porta a concludere che per comunicare con i defunti si possono adoperare un'ampia gamma di strumenti, che sono in definitiva gli stessi che si impiegano normalmente per comunicare fra esseri viventi.

    Una delle più note esperte di psicofonia in Italia è stata la signora Gabriella Alvisi, che ha pubblicato diversi libri e partecipato a conferenze e congressi. Poiché assieme ad alcuni suoi testi sono allegate delle audiocassette, ho trovato particolarmente interessante utilizzare le sue registrazioni per condurre questa mia analisi.

    E' importante sottolineare che le critiche rivolte al lavoro della Alvisi potrebbero essere ugualmente dirette verso chiunque altro. Ma proprio perché l'autrice ha però reso pubblici dei documenti sonori per provare le sue affermazioni, ho imperniato su di essi le mie osservazioni.

    Stando a quanto scrive la Alvisi, sarebbe praticamente assodato che i defunti parlino con noi quasi senza alcuna difficoltà, e lo facciano con i metodi più diversi. L'aldilà, sempre secondo la Alvisi, sarebbe un particolare mondo posto su un "piano" diverso dal nostro, dove però i trapassati, pur trovandosi in uno speciale stato di grazia, potrebbero condurre una sorta di "vita" sociale quasi normale. Da quel luogo tenterebbero di comunicare con noi, riuscendo talvolta nel loro intento. Secondo chi sperimenta, quando questi contatti si verificano vengono ricevuti messaggi a contenuto filosofico o religioso, oppure descrizioni dell'Aldilà o addirittura messaggi personali rivolti a chi si trova in ascolto. Lo spazio non ci consente di approfondire oltre, ma va detto che alcuni autori si spingono persino a descrivere in grande dettaglio la vita nell'aldilà. Tutto senza il minimo dubbio, come se si trattasse di verità assodate.

    Appare perciò sorprendente quello che emerge ad un primo ascolto dei nastri prodotti dalla signora Alvisi. Tutte le voci presentano caratteristiche comuni: sono quasi sempre incomprensibili; oppure sono confuse, frammentate, sovrapposte, mascherate da altri suoni. Talvolta si esprimono in lingue diverse da quelle dello sperimentatore. Nella confusione generale, ciò che è certo è che un ascoltatore occasionale non riuscirebbe a decifrarle. In altre parole, è necessaria una interpretazione.

    Per sincerarsene, basta fare un semplice esperimento ed ascoltare una qualsiasi delle registrazioni senza però conoscere il significato che l'autrice attribuisce alla frase. Ci si rende allora facilmente conto che le parole risultano completamente incomprensibili. Se invece si rivela in anticipo il presunto significato, allora chi ascolta riuscirà a "riconoscere" proprio quelle parole. Nell'esempio la frase dice (o dovrebbe dire): "Pope è già qui, ha tanto tempo". Ma se nessuno fornisce l'interpretazione in anticipo, non si capisce assolutamente nulla.

    La comprensione, dunque, è stata possibile solo dopo aver suggerito il significato, o meglio uno dei possibili significati. Infatti, come si può essere certi che la frase originale fosse proprio questa? Una volta decodificata una frase in un certo modo, diventa molto difficile abbandonare quell'interpretazione. In un certo senso, la percezione si "cristallizza" sul significato che abbiamo deciso essere quello giusto. Tuttavia non esiste nessuna garanzia sulla correttezza oggettiva della nostra scelta, perché come abbiamo visto il brano originale di per sé non è affatto chiaro.

    In base a quello che si deduce dalla letteratura sulle voci, vanno distinti due tipi di fenomeni: i messaggi perfettamente comprensibili e i messaggi che, invece, richiedono un'interpretazione da parte di un esperto, cioè da un praticante di psicofonia. Le voci raccolte dalla signora Alvisi, come accade nella maggior parte dei casi, appartengono a questa seconda categoria; per tale motivo ci occuperemo soprattutto di questo specifico tipo di messaggi.

    Come si arriva ad ottenere delle registrazioni come quelle della signora Alvisi? Alcuni utilizzano un semplice registratore, di solito munito di microfono; altri ascoltano invece le voci tramite un apparecchio radio. Qualcuno usa il televisore, oppure strani apparecchi ideati appositamente, o addirittura il computer. La Alvisi impiegava una radio per onde corte, alla quale è abbinato un registratore.

    Secondo quanto riferito, alcuni sperimentatori fanno uso di metodi misti che possono prevedere: apparecchi radio e TV o altri ricevitori particolari; amplificatori, oscillatori, mixer e filtri di vario tipo, ma anche lampade infrarosse, ultraviolette e lampeggiatori. Naturalmente vi sono sempre i registratori e, in certi casi, si impiegano persino scrosci d'acqua! E talvolta tutto questo viene usato anche contemporaneamente.

    Risulta chiaro che l'uso di tanti dispositivi di tipo diverso non ha che un unico effetto: quello di permettere la sovrapposizione di un gran numero di segnali, desiderati e indesiderati, e creare in definitiva una notevole confusione. E se si parte da una situazione confusa, è chiaro che l'interpretazione giocherà infine un ruolo fondamentale.

    Questo si può provare con molti altri esempi. Anche la frase che secondo l'autrice dice: "Gabriè, deve continuare il fine" non risulta assolutamente comprensibile, a meno che non si riveli in anticipo quale potrebbero essere le parole.

    Osserviamo che la voce si rivolge alla signora Alvisi chiamandola per nome. Non usa però il nome proprio Gabriella, ma il diminutivo "Gabriè". Ho ascoltato attentamente tutto il nastro fornito come esempio assieme al libro, ed ho potuto constatare che le voci si rivolgono all'autrice usando diversi nomi: Gabriella, Alvisi, Briè, Gabriè, Brietta, Gabì.

    Insomma, i nomi possibili sono diversi; ed ogni parola, per quanto confusa ma in qualche modo somigliante ad una di queste, viene riconosciuta come valida. Va da sé che con tutte queste possibilità è molto più facile riconoscere la parola "giusta" in una frase altrimenti incomprensibile. Inoltre, siccome molte frasi sono in lingua straniera, e poiché è facile ricevere stazioni radio che trasmettono da paesi dell'Est, ho condotto una piccola verifica scoprendo alcuni particolari interessanti. Per esempio, che in bulgaro la parola "bene" suona come "dobrè"; oppure che in russo "buoni" si pronuncia "dobrie", e che in ceco o in polacco esiste il termine "dabrie" per dire "buono" o "bene". In alcuni messaggi, le voci pronunciano frasi in lingua straniera che conterrebbero le parole: "qui da Briè", cioè "qui da Gabriella". E' evidente in questi casi la somiglianza tra ciò che direbbero le voci ed i termini impiegati in certi idiomi dell'Est.

    A questo punto, visto che dobbiamo fare i conti con problemi di interpretazione, è utile fare una breve parentesi a proposito dei meccanismi che stanno alla base della comunicazione e dell'interpretazione. Sono argomenti assai interessanti, che meriterebbero un approfondimento ben più vasto di quanto sia possibile in questa breve discussione. Noi li sfioreremo soltanto, giusto quanto basta per capire quel che ci interessa a proposito delle voci.

    Prendiamo in considerazione due regole sulla comunicazione, che derivano direttamente dai lavori di esperti sulla comunicazione umana come Paul Watzlawick. La prima dice che: la comunicazione è una variazione che ci induce a ritenere di avere ricevuto un messaggio.

    Dietro a questa semplice frase c'è tutto un universo da esplorare. Le conseguenze riguardano sia la vita di tutti i giorni sia certi casi limite, come accade per coloro che ritengono di aver ricevuto un messaggio dall'aldilà. Quello che qui è importante capire è che ogni volta in cui noi riteniamo che qualcuno stia comunicandoci qualcosa, siamo sempre noi a stabilire che c'è stata una comunicazione. Per fare un esempio concreto, una persona che ci parla potrebbe urlare quanto vuole, ma se noi non fossimo in grado di sentirlo non diremmo certo che fra di noi vi sia una comunicazione. Questo potrebbe avvenire per qualsiasi causa: forse la voce della persona non giunge fino a noi, oppure potremmo essere noi a non ascoltarla perché distratti da qualche altra situazione. Comunque vadano le cose, è sempre il soggetto ricevente che decide se vi è comunicazione oppure no.

    D'altra parte, vale anche il caso contrario. Talvolta può succedere che si ritenga di avere ricevuto un messaggio, anche se in realtà nessuno l'ha mai inviato. Il fatto che un soggetto pensi di ricevere una qualsiasi comunicazione non garantisce assolutamente che qualcuno l'abbia realmente inviata. E questo accade anche nella vita quotidiana: supponiamo che un amico, dal quale aspettavamo una telefonata, non si faccia sentire. Trascorso un certo tempo (che varia in base alla nostra sensibilità al problema), potremmo decidere che l'amico non ci ha telefonato perché ha cambiato idea, oppure perché non ha potuto, o ancora perché si è dimenticato. O magari gli è accaduto qualcosa di grave. In ciascuno di questi casi ci saremmo fatti un'idea sull'accaduto, ed è proprio come se l'amico ci avesse comunicato: "ho cambiato idea", o "non ho potuto", oppure "mi sono dimenticato di te". Potremmo anche non accorgerci di nulla, ed in questo caso per noi non esisterebbe affatto una comunicazione.

    E si noti che tutto questo è assolutamente indipendente da che cosa sia effettivamente successo all'amico. Forse per lui tutto fila liscio, e c'era un equivoco da qualche altra parte nei nostri accordi. Se questo è vero lui non ha in realtà comunicato nulla, ma noi riteniamo ugualmente che sia accaduto qualcosa di significativo (per noi infatti questa è una variazione rispetto a quanto atteso), e ciò per noi ha un significato. O magari l'amico ha tentato di avvisarci ma con un messaggio scritto, noi non ce ne siamo neppure accorti e quindi non vi è stata alcuna comunicazione.

    Queste considerazioni ci portano dritte alla seconda regola: il significato di un messaggio viene deciso da chi lo riceve.

    Come abbiamo visto, non solo siamo noi a decidere se qualcuno sta comunicando oppure no, ma siamo sempre noi a stabilire che cosa gli altri ci stanno comunicando. Il concetto dovrebbe essere chiaro, ma può essere utile un altro esempio. Supponiamo che stiate camminando per strada, e che notiate che sull'altro lato sta avanzando, in senso opposto, un vostro conoscente. Lo incrociate senza che egli accenni ad un saluto, anche se sembra proprio che vi abbia visto. D'accordo, era sull'altro lato della strada, ma vi avrà davvero visto? Se vi sembra di sì, implicitamente decidete che non abbia voluto salutarvi. E perché non lo ha fatto? Non aveva tempo? E' forse irritato verso di voi? Magari potrebbe avere qualcosa da nascondere. Ma che cosa? Voi non potete sapere perché non vi ha salutato, ma automaticamente vi farete un'idea del perché non lo abbia fatto. E in questo modo nessuno può garantirvi che il motivo che avete deciso sia quello giusto, anche se vi sentite assolutamente sicuri della vostra interpretazione.

    Anche se queste osservazioni sono semplici, hanno una portata enorme. Qualsiasi sistema che debba comunicare con un altro è soggetto alle regole che abbiamo visto. La cosa vale per gli esseri umani, ma vale altrettanto per gli animali e naturalmente anche per le apparecchiature elettroniche. Pensate solo ad una radio ricevente che non sia sintonizzata sulla esatta frequenza della trasmittente. Oppure la sintonia è corretta, ma ci sono molti disturbi. Riuscirà la ricevente ad interpretare correttamente il messaggio?

    Per i nostri scopi il discorso sulla comunicazione può fermarsi qui: dovremmo essere riusciti a farci almeno un'idea dell'importanza di queste osservazioni. Ma c'è un altro argomento rilevante su cui occorre dire qualcosa, cioè i meccanismi secondo i quali le nostre percezioni vengono interpretate. Partiamo con l'osservare che: "data una percezione confusa o indefinita, il processo di interpretazione ne causa una sorta di incasellamento all'interno di uno schema definito e coerente". Questo meccanismo governa tutte le nostre percezioni, e non soltanto quelle sonore. E' facile averne una dimostrazione nel campo della visione. Esistono infatti tutta una seri di ben note illusioni ottiche che ci traggono facilmente in inganno, come quella che rappresenta tre uomini in un corridoio. Sembrano di statura diversa, ma è solo il contesto che li circonda (in questo caso la prospettiva) ad produrre l'effetto. In realtà le tre figure sono tutte uguali. Oppure ci sono quelle figure che mostrano un vaso chiaro su uno sfondo scuro, che però possono essere viste anche come due visi che si guardano. Il nostro cervello ci fa decidere per una sola di queste due interpretazioni, ma è sempre possibile scegliere l'altra, che è altrettanto valida. Perciò la percezione che si riceve è ambigua. Quando le due alternative sono ugualmente possibili, come accade in questo caso, l'interpretazione può anche oscillare dall'una all'altra. Questo esempio più che mai mostra come non si possa fare a meno di dare una interpretazione a quello che percepiamo, anche se sono presenti delle ambiguità. Si cerca sempre e comunque di far rientrare ogni percezione in uno schema che abbia un significato.

    Dopo le considerazioni sull'interpretazione e sulla comunicazione, possiamo avere un'idea più chiara di cosa accade quando abbiamo a che fare con una percezione indistinta. Abbiamo visto che il significato del messaggio viene sempre deciso da chi lo riceve. Ed anche che nel cervello esiste una spiccata abilità ad interpretare sempre e comunque, anche quando le percezioni sono confuse o ambigue.

    Chiuso l'argomento a carattere psicologico, torniamo quindi alle voci. Fra i diversi metodi visti in precedenza, Gabriella Alvisi faceva uso di un ricevitore ad onde corte per ottenere le sue registrazioni. In pratica, si sintonizzava su una frequenza che per vari motivi ritiene interessante, poi si metteva in ascolto. Contemporaneamente, un registratore provvedeva a fissare su nastro ciò che viene captato dal ricevitore.


    Immagine tratta dal sito http://plogger.org/

    Le onde corte sono solo una piccola parte della gamma delle onde radio, e si estendono convenzionalmente fra le frequenze di 3 e 30 MHz. Per ascoltare i segnali presenti su questa gamma si fa uso di ricevitori di modelli diversi. Per una serie di motivi, la gamma delle onde corte è molto affollata di segnali di ogni genere, che per il pubblico non specializzato possono facilmente sembrare decisamente strani. In genere questi dettagli sono conosciuti più che altro dagli specialisti, ma il nostro scopo è quello di permettere al pubblico di comprendere al meglio i fatti in esame. Occorre quindi avere una idea concreta su cosa sia possibile ricevere normalmente nella gamma delle onde corte. Tanto per cominciare, è assolutamente normale ascoltare emittenti in lingua straniera, anche da paesi molto lontani. E tutte queste diverse stazioni si ricevono solo ruotando pochissimo la manopola di sintonia: ce n'è un numero davvero enorme. Quindi, le lingue straniere sulle onde corte non sono proprio nulla di particolare. Ma non tutte le comunicazioni sono in chiaro: alcune sono rivolte ad ambasciate all'estero, e perciò sono cifrate. Si sente solo uno speaker che legge una interminabile serie di numeri, di solito in inglese.

    Oltre alle voci, abbiamo poi una grande serie di segnali non vocali. Si tratta di telescriventi, segnali in codice Morse, immagini fax meteorologiche, ed altro ancora. Se poi vogliamo a tutti i costi trovare l'aldilà, abbiamo diverse scelte. Ad esempio, è facile ascoltare cori di voci bianche che possono ricordare un canto angelico. Naturalmente queste sono solo alcune fra le tantissime trasmissioni radiofoniche, ma se qualcuno avesse i suoi motivi per sentire gli angeli, può star certo che finirà per trovarli.

    Talvolta le stazioni provocano interferenze fra i segnali, generando suoni che possono avere un aspetto quasi fantascientifico. Si sentono fischi modulati, ronzii e strani suoni "stonati" che sembrano proprio usciti da un film degli anni '60. Fino ad ora abbiamo visto un bel campionario di trasmissioni sulle onde corte. Vorrei far notare che tutto questo è perfettamente normale, e che si può sentire (anche se in modo diverso) sia con ricevitori economici che con apparecchi più pregiati.

    C'è però un'intera categoria di emissioni di cui non ci siamo ancora occupati. Si tratta di quei messaggi che non vengono rivolti ad un vasto pubblico, come accade per la normale radiofonia, ma piuttosto sono diretti solo ad uno o a pochi ascoltatori in particolare. Sono le conversazioni che avvengono fra radioamatori o fra CB. Questi ultimi assomigliano un po' ai radioamatori, ma i loro apparecchi hanno una portata più limitata. Però sono presenti pressoché ovunque, e con un po' di pratica si arriva facilmente ad identificarli.

    Ma anche le navi in navigazione usano la gamma delle onde corte, sia per comunicare con le stazioni di assistenza a terra sia per consentire ai passeggeri di telefonare a terra. E' una categoria molto interessante, perché non ci si aspetterebbe di poter ricevere, da qui, una conversazione che proviene da un nave che si trova anche a parecchia distanza. Ho potuto facilmente registrare una chiamata dalla nave Costa Allegra, che cerca di comunicare con il centro di assistenza chiamato Roma Radio. Forse sono ancora più sorprendenti le telefonate. Con un normale ricevitore per onde corte, possiamo ascoltare anche una conversazione in partenza da una nave che si trova in prossimità delle coste turche!

    A questo punto, riascoltando alcune voci della signora Alvisi, è opportuno fare caso al timbro della voce, e notare che non assomigliano a nulla di quanto sentito fin'ora. Sembrano frasi dirette a qualcuno in particolare, non sono certo normali emissioni radio a pubblica diffusione. E quali sono i servizi nei quali avvengono dialoghi diretti? L'abbiamo già visto: sono i radioamatori, i CB e le navi. Ma finora le voci della Alvisi non assomigliano a nessuna di queste. E allora, cosa sono?

    A questo punto, come nei migliori romanzi polizieschi, entra in gioco un dettaglio che ci fornisce un indizio fondamentale: la maggior parte dei radioamatori e delle navi adottano un particolare sistema di trasmissione, chiamato modulazione SSB. Si tratta di un termine tecnico di cui non esamineremo il significato; basta sapere che consente una maggiore efficienza nella trasmissione. Dobbiamo però sottolineare che questo tipo di trasmissione, per essere correttamente ascoltata, deve assolutamente essere decodificata con un apposito circuito, che normalmente è presente nei ricevitori per onde corte di un certo pregio. Se ascoltiamo la voce di un radioamatore che trasmette in SSB, usando l'apposito decodificatore, ciò che si sente è ben comprensibile. Ma se proviamo a escludere il decodificatore SSB, cosa accade? Non si capisce più nulla!

    Quindi le trasmissioni in SSB devono per forza essere decodificate, altrimenti risultano incomprensibili. E il tipo di voce ricorda proprio quelle che si sentono sui nastri della signora Alvisi, e che dovrebbero invece provenire dall'aldilà. Questo è molto importante, ed accade anche negli esempi di voci provenienti dalle navi: basta provare ad inserire e poi disinserire il decodificatore per SSB.

    A questo punto, dovrebbe essere chiaro a chiunque che sulle onde corte si ascoltano i radioamatori e le navi, e che per comprendere ciò che viene trasmesso occorre usare il decodificatore per SSB. Ma qualcuno non se ne è proprio accorto. E' evidente come la signora Alvisi abbia davvero sentito qualcuna delle sue voci parlare di navi, ma non abbia capito di che cosa in realtà si trattasse. E allora, cosa ha fatto? Ha chiesto chiarimenti direttamente alle entità dei defunti: non ad un radioamatore o ad un tecnico, ma ai defunti! Ed ha ricevuto (ovviamente) una risposta che parlava ancora di navi, perciò pur non capendo di che navi si trattasse ne ha dedotto che tutto fosse perfettamente logico.

    Ma questo è assurdo: invece di chiedersi cosa c'entrassero i defunti con le navi, ha preferito porsi la domanda: "cosa c'entrano le navi con i defunti?". E' chiaro che se si parte dal presupposto di avere a che fare con delle normali navi, la prima domanda ha una sola risposta: i defunti non c'entrano nulla, perché si tratta soltanto di comuni navi. Se invece si è convinti di avere a che fare con i defunti, e ci si pone la seconda domanda, effettivamente non ci si spiega cosa c'entrino le navi con le anime dei trapassati. Ma è solo un errore logico.

    Ricordate il discorso sulla comunicazione e sull'interpretazione? Il significato della comunicazione viene sempre e comunque deciso da chi riceve. In questo caso, viene chiaramente deciso dalla signora Alvisi.

    Oltre a navi e radioamatori, ci sono altre emittenti che possono dare adito ad interpretazioni errate. Negli Stati Uniti, per esempio, esiste una stazione radio a tema religioso, che ha la particolarità di operare in SSB, e si può ricevere anche da qui. Perciò senza decodificatore non si comprende quello che viene detto, ma qualche parola può essere comunque intesa. E trattandosi di una radio religiosa, è ovvio che si troveranno molti riferimenti all'aldilà. Parole come "spirit", "Jesus Christ", "God" sono infatti del tutto comuni.

    Questa stazione è solo uno degli esempi di trasmissioni che, per un motivo o per l'altro, possono trarre in inganno. Ed oltre alla SSB non decodificata esiste anche la possibilità che, con ricevitori non professionali, un qualsiasi segnale molto forte riesca ad essere ricevuto anche se la sintonia non è quella corretta. Si tratta dei cosiddetti segnali fuori banda. In questo caso il ricevitore fa quello che può: di solito restituisce una voce confusa e distorta, che - guarda caso - è proprio quello che si ascolta negli esempi che abbiamo a disposizione.

    La conclusione di tutto ciò è una sola: gli sperimentatori che operano come la signora Alvisi, non riconoscono le voci in SSB e neppure i segnali fuori banda. Radioamatori, CB, navi e altre emittenti sono sempre in agguato per fornire false comunicazioni dall'aldilà. Addirittura, in un suo libro la Alvisi arriva a sostenere l'inutilità della decodifica SSB, perché in tal modo "si inseriscono varie voci terrene", che impediscono l'ascolto di quelle provenienti dall'aldilà. Non c'è da stupirsi di questo: ascoltando con il decodificatore SSB, le voci ultraterrene semplicemente spariscono perché si trattava solo di comuni voci terrene, anche se ascoltate in modo errato!

    E' altrettanto sorprendente leggere che i sistemi di riduzione del rumore dei nastri magnetici sarebbero inutili. L'autrice sostiene piuttosto che il rumore è utile, perché è tramite esso che le voci si manifestano. Ancora una volta vale la pena di ricordare i discorsi precedenti, e riflettere sul fatto che un rumore, per sua natura, fornisce una grande varietà di stimoli uditivi. Questi, a loro volta, consentono di sentire quasi tutto ciò che si vuole, indipendentemente da quello che effettivamente esiste sul nastro.

    Ricordate il gioco che si faceva da bambini, guardando le nuvole e cercando di riconoscervi qualche forma nota? Oppure osservare un muro, e vedere nelle crepe e nelle irregolarità la rappresentazione di qualche cosa di conosciuto? In quei giochi si deve continuare a guardare fino a che, improvvisamente, una qualche forma assume un significato visivo ben definito. Nel nostro caso invece si ascolta e si riascolta fino a che si sente qualcosa di significativo. Ma in fondo è la stessa cosa: in entrambi i casi, una volta "riconosciuta" una forma, o in questo caso un suono, esso assume per così dire una propria autonomia, e sembra esistere anche se in realtà non esiste affatto. Ancora una volta, sia l'esistenza stessa che il senso del messaggio vengono decisi da chi li riceve.

    Vediamo ora un altro aspetto tecnico della situazione: qualsiasi dispositivo elettronico può essere disturbato da segnali non desiderati. Questo però non significa che tali segnali abbiano provenienza ultraterrena. Persino un registratore senza microfono può captare qualche emissione radio, se è sufficientemente intensa. E' esperienza comune quella di ascoltare un segnale radio indesiderato attraverso un giradischi, che con la radio non dovrebbe avere nulla a che fare. Come si diceva, anche le radio stesse sono sensibili ai segnali estranei (quelli fuori banda) se sono sufficientemente intensi, oppure se la qualità dell'apparecchio è scarsa. Non dimentichiamo che una radio è fatta proprio per ricevere segnali, ed ha perciò una spiccata tendenza a farlo. E' chiaro che se qualcuno è in attesa di una comunicazione dall'aldilà, qualsiasi segnale che non dovrebbe esistere può essere interpretato proprio come una voce ultraterrena.

    Un altro esempio di segnali che non dovrebbero esistere sono quelli che si ottengono registrando in un luogo silenzioso, come in aperta campagna. Persino registrando a notte fonda, in un luogo isolato e non frequentato, sono riuscito a sentire distintamente la presenza di una radio accesa, che si trovava chissà dove. Quando ho registrato quei suoni volevo ottenere solo il canto degli insetti notturni, ma mi sono accorto della debolissima musica di sottofondo perché stavo proprio cercando un luogo senza alcun rumore (al di fuori di quello degli insetti). Ma se avessi lasciato là un registratore senza farvi caso, e avessi poi ascoltato il risultato, forse avrei dedotto che qualcuno dall'aldilà mi aveva inviato della musica.

    Un altra indicazione riguardo a come vengono interpretati i pretesi contatti con l'aldilà si può ricavare direttamente da quello che la Alvisi è convinta di aver udito ascoltando una canzone in lingua straniera, forse in russo. L'autrice sostiene che, nascosto fra le parole originali della canzone, si trova un messaggio diretto proprio a lei. Ma è evidente che questo messaggio non ha proprio alcun senso. E' un esempio lampante di come si voglia a tutti i costi attribuire un significato ad uno stimolo che, secondo chi lo percepisce, dovrebbe avere un qualche significato, e quindi si finisce comunque per trovarlo. Il messaggio direbbe queste parole:

    Con la radio acces Naià dai la radio a noi
    li porti i russi, lì da Briè, lì da Briè, lì da chi ha risolto la fisica
    porti lì i satelliti, porti lì l'amor.
    Li porta il Vasiliev; impari a star di qua, di dare a tutti carica.
    Tutta di rosa co l'acqua Gaby l'aria ia dai
    sopra è lì restava visiva, Gaby tutt'a me dai.

    Se interpretare in questo modo un canto russo è la prova che i defunti comunicano con noi, allora credo che si possa veramente provare senza difficoltà qualsiasi altra cosa.

    Quali sono i motivi che spingono persone come la signora Alvisi ad interpretare tutto ciò come se fosse proveniente dal mondo dei defunti? Ci sono forse delle precise aspettative? La risposta è decisamente affermativa. La Alvisi ha perso una figlia, Roberta, poco più che ventenne. Questo grave lutto è stata la molla che ha spinto l'autrice ad intraprendere e sviluppare le sue ricerche. Dal punto di vista umano la cosa è perfettamente comprensibile, soprattutto se si osserva l'elenco dei lutti che hanno turbato molti degli addetti alla psicofonia. I libri riportano ad esempio:

    La figlia della signora Alvisi
    La figlia della signora Schafer
    Il figlio del traduttore del libro della Schafer
    Marito, madre e due sorelle di Hanna Buschbeck
    Un amico di Manfred Boden
    Parenti ed amici di chi si rivolge agli sperimentatori
    Nel suo libro, la tedesca Schafer sostiene esplicitamente che le aspettative di coloro che si dedicano a questa pratica comprendono: ritrovare il contatto con familiari o amici defunti, dimostrare l'esistenza della vita oltre la morte, oppure recare consolazione a persone in grave disagio spirituale. E' fin troppo facile comprendere come in queste persone vi sia un forte desiderio di porre in qualche modo rimedio a ciò che è accaduto. Ed evidentemente, l'illusione della comunicazione con l'aldilà è proprio quello che cercano.

    A questo punto torniamo nuovamente alla suddivisione dei fenomeni in due categorie. Mi sono abbondantemente dedicato ai messaggi che richiedono una interpretazione, ma desidero dire qualcosa anche a proposito di quei messaggi che, secondo vari autori, vengono invece ricevuti in maniera chiara e diretta. Purtroppo non mi è mai capitato di imbattermi personalmente in uno di questi casi, quindi posso solamente riferire ciò che si trova nei libri. Ad esempio, una coppia di sperimentatori lussemburghesi, Maggy e Jules Harsch-Fischbach, asseriscono che nel loro computer si "materializzano" da soli alcuni messaggi di senso compiuto. Si tratta di discorsi piuttosto lunghi, che hanno un senso e che seguono una logica ben definita.

    C'è una enorme differenza fra messaggi di questo tipo e gli spezzoni di frasi incomprensibili registrati da autori come la Alvisi. Come possono essere autentici entrambi? Agli enormi sforzi di interpretazione delle voci in stile Alvisi, qui viene contrapposta una assoluta certezza nel senso dei messaggi. Se i defunti possono comunicare in questo modo così immediato, allora tutti gli sforzi di chi opera con la radio ad onde corte sono assolutamente inutili.

    Vorrei inoltre sottolineare che, se queste cose accadessero realmente, chi usa il computer professionalmente per molte ore al giorno dovrebbe prima o poi trovarsi uno di questi messaggi in memoria. Vi posso assicurare che questo non è mai accaduto né a me e neppure a nessun tecnico di mia conoscenza.

    Oltre alla facilità di comunicazione che questi autori riuscirebbero ad ottenere, va notato anche l'estremo livello di dettaglio con il quale le entità descrivono il "mondo" in cui si troverebbero. Leggendo i libri sulla psicofonia c'è da rimanere a bocca aperta: per alcuni, i defunti vivrebbero su un pianeta chiamato Marduk, posto nelle vicinanze di ben tre soli. Di questo pianeta si sa molto: dimensioni, numero di lune, temperatura, dettagli geografici, numero di animali esistenti, tipo di vegetazione, e così via. Si conosce anche il numero ed il tipo di abitanti, che naturalmente non sono solo umani ma comprendono esseri incorporei, gnomi e giganti. Qualcuno avrebbe ricevuto anche immagini dei paesaggi di Marduk e di chi vi abita. E per finire, le comunicazioni da lassù verrebbero inviate sulla terra tramite un Quasar (che è un tipo di oggetto astronomico realmente esistente). Insomma, parliamoci chiaro: questa è pura fantascienza.

    E oltre alle comunicazioni via computer, c'è chi racconta di ricevere messaggi perfettamente comprensibili attraverso una normale radio in modulazione di frequenza (FM). Alcuni addirittura sostengono persino di dialogare tranquillamente via radio con i trapassati.

    Forse non tutti sanno che, con pochissimo sforzo, è possibile costruire un piccolo trasmettitore in grado di essere ricevuto con una normale radio in FM. E' un lavoro tranquillamente alla portata dei dilettanti in elettronica: le riviste del settore sono piene di progetti per questo tipo di apparecchi.

    Ma la cosa più sorprendente è che un altro ricercatore tedesco racconta, con tutta tranquillità, di avere scoperto un curioso fenomeno. Pensate: se si lascia in vista nel laboratorio per qualche tempo un foglio su cui è scritta una domanda, allora lo spirito risponderà poi in maniera assai più efficace! In questi casi è evidente la possibilità che qualcuno, anche all'insaputa dello sperimentatore, abbia tutto il tempo per leggere tranquillamente il messaggio e prepararsi poi a rispondere tramite un piccolo trasmettitore.

    In definitiva, se per le voci di "tipo Alvisi" si possono invocare tutte le spiegazioni tecniche e psicologiche, e considerare le aspettative che abbiamo visto, altrettanto non si può dire per le comunicazioni di tipo chiaro e diretto. Nel primo caso possiamo supporre che, per quanto ingenui, gli sperimentatori possano essere davvero in buona fede. Come si è detto, giocano a loro favore le regole che governano la comunicazione e l'interpretazione. Ma nel secondo caso, data l'evidente possibilità di frode, non è accettabile dare credito a tali fenomeni strabilianti senza esigere un controllo specifico. E, come il CICAP ha sempre sottolineato, si deve trattare di un controllo eseguito da persone competenti in trucchi ed in procedure sperimentali. Dato poi il carattere specificatamente tecnico dei fenomeni in gioco, al controllo deve partecipare un esperto in radiocomunicazioni. Senza un tale controllo, se abbiamo un minimo di onestà intellettuale dobbiamo concludere che la pretesa di verità di tali fenomeni è assolutamente ingiustificata. Chi sostiene la realtà di manifestazioni così clamorose ha l'onere di fornire prove assolutamente convincenti, ottenute sotto un adeguato controllo.

    La conclusione è una sola. Che la psicofonia produca voci è cosa certa, ma è altrettanto certo che l'aldilà non ha nessuna parte in tutto questo.

    Dal sito http://www.cityline.it/morocutti/

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    IL FENOMENO DELLA VOCE DIRETTA INDIPENDENTE

    Voci nel passato

    Ci sono sempre state testimonianze di persone che sentono voci e suoni a distanza. San Paolo avviandosi a Damasco sentì all'improvviso una voce che diceva: "Saulo, Saulo perché mi perseguiti?"... E gli uomini che l'accompagnavano restarono perplessi, perché non videro nessuno (Atti degli Apostoli, 9:4-7). Anche in circostanze meno drammatiche si sono sentite voci, spesso nella vicinanza di bambini, fenomeno chiamato poltergeist.


    Spiritualismo/canalizzazione

    Voci del genere si sono sentite 150 anni fa durante sedute spiritiche.

    Impressionante fu il fenomeno di voce diretta testimoniato da Leslie Flint (1911-1994). Questo medium inglese è stato controllato diverse volte e si è constatato che le voci sentite nella sua vicinanza vennero sentite da tutti i presenti e poi registrate. Betty Green e George Woods dedicarono la loro vita alla registrazione delle voci sentite durante le sedute e le misero a disposizione di tutti gli interessati.

    Si possono sentire registrazioni di voci umane che raccontano del loro viaggio nell'aldilà. I protagonisti sono persone normali che non hanno lasciato segni importanti nella storia. Pero' esistono pure registrazioni di voci di personaggi famosi come Gandhi, Tagore, George Bernard Shaw, Rodolfo Valentino e Oscar Wilde. Le voci di M. Gandhi, O. Wilde, Chopin, l'attrice inglese Ellen Terry e pure una conversazione tra una madre e il suo bambino morto che si possono sentire sulla pagina: 'La morte non e' la fine'. La collezione Woods/Green di registrazioni di voci dirette. (clicca)

    Nel suo bestseller La vita dopo la morte Neville Randdal racconta di testimonianze dell'atto di morire e svegliarsi in un altro mondo.


    Spiegazioni

    Si è provato a spiegare il fenomeno in modi diversi. Un'ipotesi è che si può formare una laringe artificiale dell ectoplasma del medium e dei testimoni. L'entità potrebbe essere vista nella luce riflettente dalle pieghe.

    Sebbene non da Leslie Flint, erano di comune uso le "trombe". Queste si muovevano liberamente nello spazio e si dirigevano verso la persona a cui era indirizzato un messaggio. La tromba amplificava il suono della voce e facilitava il fenomeno.


    Il medium Leonard Stott con tromba galleggiante.


    Foto di ectoplasma e tromba


    Scatola di voci con la medium 'Margery', moglie di un chirurgo

    Le sedute, di solito, venivano condotte nel buio assoluto, per cui è logico che , in un primo momento, si sia pensato alla possibilità di frode. Nel caso della signora Gladys Osborne Leonard, medium famosa negli anni Trenta, le voci che uscivano dalla sua bocca si mescolavano con i bisbigli nella sua vicinanza. Le sue sedute si svolgevano di solito nel semi-buio, per cui si poteva intravedere qualcosa. Questi bisbigli furono registrati dal reverendo Charles Drayton Thomas.

    Nel caso del medium famoso Douglas Home, durante una seduta alla corte di Napoleone III una fisarmonica galleggiava nell'aria e suonava una melodia. Da lontano l'imperatore e la sua corte sentirono un coro, prima a voce bassa, che diventò sempre più forte finché le voci riempirono la stanza.

    E' curioso che le diverse manifestazioni abbiano somiglianza anche se registrate indipendentemente, senza l'accesso dei testimoni alle altre registrazioni. Nel 1852, per esempio, si sentì un coro durante una seduta della famiglia di contadini Koons; si tratta della prima registrazione con tromba amplificante. Lui costruì la prima scatola per produzione di voci. Si pensava che avrebbe solamente funzionato in presenza di un medium fisico.

    Indipendentemente, un ex-ufficiale del governo olandese, J.D. van Herwerden, ha testimoniato le sue esperienze in sedute con la sua serva javanese Aridjan. Scoprì che un ragazzo di 14 anni era dotato psicomanticamente. Una voce disse di essere Paurellus, un monaco spagnolo assassinato a L'Aia 300 anni prima e, a sua richiesta, furono collocate trombe sul tavolo. Nel dicembre del 1858 scrisse adun amico: "Immagina la mia sorpresa quando lo spirito produsse suoni, devo ammettere che mi fece tremare... e che tipo di suono... non riesco nemmeno a descriverlo, forse può essere paragonato a uccellini, magari canarini. Un dolce fischio musicale. Un trillo così celeste che nessuna voce umana puo' riprodurre". Altre testimonianze riferiscono che lo stesso fischio iniziale fu dapprima molto debole, ma che poi la voce diventò sempre più forte fino a quando si potè fare a meno della tromba e il suono fu sentito da tutti i presenti. Parlava in francese, lingua non conosciuta dal ragazzo-medium. Altri fenomeni accompagnarono la voce: una fisarmonica galleggiante che suonava sopra le teste dei presenti, scrittura diretta, una nuvola di luci scintillanti che si muoveva nello spazio, mani che sfioravano, ecc. Prima che il lettore si metta a ridere, devo ricordarvi che Van Herwerden era una persona stimata che di certo non voleva danneggiare la propria reputazione.


    Voci Poltergeist

    Altro caso di voci dirette e' il fenomeno Poltergeist. Negli annali olandesi si trova una testimonianza, che risale al 1668, riguardante strane manifestazioni nella vicinanza della figlia della famiglia Westfundt, a Nieukerk. Dapprima, oggetti che si muovevano o apparivano dal niente. Poi una voce iniziò a parlare nello spazio, in presenza di molte persone e nella piena luce del giorno. Fu chiamato un prete, che interrogò la voce dopo essersi convinto che la ragazza aveva "paura di Dio". Lo spirito affermò che derivava da Dio (van Gott). Nonostante questo, fu cacciato da casa.
    Esistono tante testimonianze di simili Poltergeist. Un caso ebbe luogo in Canada, nel 1889, e fu stato studiato da Percy Woodcock per il Brockville Recorder e il Times. Una famiglia di Clarenton adottò un'orfana di 11 anni e, subito dopo il suo arrivo, iniziarono alcuni fenomeni. Il giornalista portò la ragazza dietro un recinto della casa e lei disse: "Siete lì Signore?". Sorprendentemente si sentì una voce rispondere a distanza. Woodcock non riuscì a trovare una spiegazione e chiese alla ragazza di riempire la bocca di acqua. La voce ritornò e lui portò la ragazza nel salotto della fattoria dove si erano riuniti quasi 20 vicini. Tutti sentirono la voce, che pronunciò parolacce.

    Si sono sentiti suoni di tutti i generi, tra cui telefonate da defunti, marce di soldati, suoni di battaglie (Waterloo) e musiche celestiali, tutti testimoniati da piu persone.


    Psicofonia/transcomunicazione strumentale

    Il fenomeno di voci psicofoniche non va confuso con le registrazioni su nastro. Thomas Edison, un teosofo, aveva preannunciato l'invenzione di tale macchina negli anni Venti. Tesla e Marconi riferirono di aver ricevuto segnali misteriosi. Lo studioso italiano Cazzamali condusse esperimenti dagli anni Venti fino alla seconda guerra mondiale. Un'onda nuova di interesse nacque quando Friedrich Jürgenson riferì, nel 1959, di aver registrato voci misteriose su nastro. Successivamente il Dott. Konstantin Raudive dedicò gran parte della sua vita alla sperimentazione di questo fenomeno. Tali voci sono racchiuse dentro altri suoni su nastro. Sono molto brevi e richiedono un orecchio addestrato per poter essere rivelate e interpretate. Le voci dirette, invece, possono essere sentite da qualunque testimone presente.


    Gli ultimi sviluppi

    Recentemente vi è stata un'ondata nuova di fenomeni. Il professore di fisica Ernst Senkowski ha introdotto il termine "transcomunicazione strumentale". I collaboratori del Dott.Konstantin, che morì nel 1974, pensano che esso sia il protagonista del fenomeno mirato a convincere l'umanità che esiste contatto tra i diversi mondi. Le sue comunicazioni sono stato ricevute da molti ricercatori, indipendentemente, su cassetta, nastro e videoregistratori. I suoi messaggi paranormali sono stati prodotti anche su computer e sono stati stampati. Ha parlato attraverso gli altoparlanti di radio e televisione a un certo numero di testimoni, e lo spirito di Raudive ha chiamato i ricercatori per telefono in diversi paesi europei.

    Immagini paranormali sulla tv sono state registrate da Jules e Maggie Harsch-Fischbach, a Lussemburgo.

    Ken Webster ha descritto come ha ricevuto messaggi sul computer da uno spirito che proclamava di aver vissuto quattro secoli fa sul luogo della sua fattoria. Webster constatò che la lingua dei messaggi corrispondeva all'inglese del 1500.


    Rumori bianchi

    I "Ricercatori di rumori bianchi" hanno constatato che uno sfondo di rumore bianco può variare dalla corrispondenza a certe frequenzeradio allo scorrere di un rubinetto. La scoperta fu fatta nel 1982 da tre scienziati italiani: Roberto Benzi, Alfonso Sutera ed Angelo Vulpiani. Nell'agosto 1995 il fenomeno fu descritto da Scientific American e detto "risonanza stocastica". I risultati migliori si ottengono se si stabilisce il livello esatto di rumore bianco.


    Società impegnate nella ricerca di EVP/ITC sono:

    Associazione Internazionale per la Transcomunicazione Strumentale
    U.S.A.: American Association Electronic Voice Phenomena, issue a quarterly Newsletter. E-mail list of members.
    U.S.A.: Continuing Life Research
    Electronic Voice Phenomenon Transcommunication Society, UK
    Germany: "Gesellschaft für Psychobiophysiek", "Verein für Tonbandstimmenforschung."
    Luxemburg: "Cercle d'Etudes sur la Transcommunication"
    Netherlands: "Nederlands Onderzoekscentrum voor Transcommunicatie"


    Voci come disfunzione psichica

    Infine una parola di avvertimento: queste voci non devono essere confuse con quelle sentite mentalmente da una sola persona. Nelle ultime decadi la ricerca psichiatrica ha studiato il fenomeno. Dovrebbe essere considerato, in certi casi, un disordine mentale. Il criterio è che gli effetti non dovrebbero coinvolgere la vita dell'individuo. Questo è spesso il caso di certe voci sentite che tolgono la libertà di scelta all'individuo. La spiegazione secondo cui potrebbe trattarsi del syndrome del Tourette (clicca) è stata ritenuta infondata.


    Psicofonia attuale

    I fenomeni di voce-diretta includono anche materializzazioni; negli anni novanta si manifestaarono principalmente in Gran Bretagna. La Società dell' Arca di Noe' / The Noah's Ark Society si occupa della ricerca su questi fenomeni. I suoi membri hanno l'opportunità di assistervi occasionalmente per testimoniare i procedimenti. Producono un'eccellente rivista mensile che contiene, fra l'altro, interessanti biografie di medium del passato.

    Per dettagli ulteriori cliccare sul link The New Spiritual Science Foundation/La Nuova Fondazione Spirituale (Street Farmhouse, Scole, Diss, Norfolk IP21 4DR, U.K.), nel cui ambito sono condotti simili esperimenti. Il gruppo di Scole raggiunge spettacolari risultati nei fenomeni fisici usando energia spirituale. l suo lavoro coinvolge molti tipi di manifestazioni precedentemente sconosciuti. e questo uso di energia eliminerebbe il possibile rischio fisico per la salute dei medium. Descrivono tutto questo nel periodico Lo Scienziato Spirituale, mentre Robin P. Foy lo ha fatto nel suo libro nuovamente pubblicato Alla ricerca del medium fisico, che può essere ordinato presso la suddetta fondazione.

    L'associazione Leslie Flint Educational Trust, 13 Pembridge Place, Londra W24 , UK, ha un'enorme collezione di sedute registrate del famoso medium inglese che si possono trovare attualmente su cassetta. Potete inviare il vostro nome ed indirizzo a 'TWO WORLDS", 7 The Leather Market, Weston Street, London, SE1 3ER, Gran Bretagna, per l'invio di tali registrazioni

    http://www.xs4all.nl/~wichm/dirvoic_it.html

    Dal sito http://www.xs4all.nl/

  4. #4
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    Le voci dei defunti
    (a cura del GRIS - Diocesi di Saluzzo)

    Di fronte a gravi lutti, alle stragi del sabato sera, ai suicidi dei giovani, alle vittime della droga, molti genitori cercano ‘contatti’ con i loro cari defunti. L'angosciante ricerca di poter avere qualche segno della loro presenza dopo la morte, dà loro quel filo di speranza di non averli persi per sempre.

    Ma sul dolore dei genitori si è innestato ultimamente un fenomeno nuovo che si sta diffondendo velocemente: quello dei movimenti e dei gruppi sorti con l'obiettivo preciso di mettere in comunicazione i vivi, direttamente o tramite medium, con i propri defunti. C'è la cosiddetta 'scrittura automatica' in cui la mano viene presa freneticamente come da una forza che la costringe a scrivere, poi si usano anche i mezzi del mondo virtuale: computer, telefoni, registratori, tv, messaggi in codice, ecc. Per cercare di porre un freno a questi fenomeni che sono diventati se non proprio una ‘moda’– poiché il termine mancherebbe di rispetto al dolore di tanta gente – ma certamente una speculazione di molti che a caro prezzo si offrono per mediare gli incontri con l'aldilà, i vescovi dell'Emilia-Romagna hanno pubblicato la Nota Pastorale La Chiesa e l'aldilà, presentata alla stampa il 19 maggio scorso. Il documento informa chi non è al corrente – sia dal punto di vista cristiano e sia dal punto di vista scientifico – dell'illusorietà dei messaggi dei defunti e afferma che "Questi fenomeni sono ancora più ambigui dello spiritismo, nato all'inizio del Novecento…poiché, a conferma della presunta ortodossia, viene portato il fatto che al loro interno operano anche sacerdoti notissimi per l'attività che svolgono nella comunità cristiana. Addirittura in alcuni di questi incontri viene celebrata anche la Messa". Tutto ciò non basta a garantire la legittimità di iniziative simili. "I sacerdoti che vi partecipano dovrebbero comunque chiedere un'autorizzazione al loro vescovo che non potrebbe essere concessa in nessun caso".


    Cimitero di Clonmellon - Immagine tratta dal sito http://xeowulf.home.mindspring.com/

    Perché non è lecito partecipare o prestarsi per questi incontri? La Nota dichiara che "Sollecitare messaggi dai morti per nostra sicurezza è non fidarsi della Parola di Dio; è, cosa ancora più grave, fidarsi più di messaggi umani, posto che siano veri, che del messaggio del Dio della vita".

    Secondo le scienze psicologiche che studiano i fenomeni paranormali, l'uso dei mezzi sopraddetti non garantisce una comunicazione vera, poiché in queste sedute si comunica solo con l'immagine del defunto che è nel nostro inconscio. Un noto esperto dei fenomeni paranormali, Armando Pavese, credente, membro della Società Italiana di Psicologia della Religione, e membro del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione sulle Sètte), afferma che dal punto di vista psico-fisiologico avviene il fenomeno di dissociazione della personalità legato a uno stato ipnotico. Alcuni psichiatri sono riusciti a ripeterlo in laboratorio. Anche se sembra che "la voce" o quanto registrato o scritto proveniente dal defunto sia una cosa nuova, in realtà, se si va a scavare ci si accorge che sono esperienze rimosse che affiorano nell'inconscio.

    Anche la fede cristiana parla di una comunione, una comunicazione, tra i vivi e i morti, come viverla in maniera autentica? La fede ci insegna che attraverso la preghiera possiamo comunicare veramente con coloro che vivono in un'altra dimensione, con coloro che hanno già fatto il "passaggio" verso quella vita che non avrà fine e dove ci è stato promesso il raggiungimento della nostra "pienezza" in Cristo. La strada della preghiera è l'unica che vada oltre la psiche per accedere alla sfera dello spirito. L'amore di Dio che è Padre e creatore non mancherà di accogliere i desideri e di confortare chi tanto ha sofferto.

    L.R.

    Dal sito http://www.arpnet.it/~cinforma/

  5. #5
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    Le intercettazioni radio di segnali alieni dal 1907 al 1928
    di Pasquariello Domenico

    Quando la radio era agli albori, gli alieni gli alieni non prendevano nessuna precauzione per non essere rintracciati nelle comunicazioni. Ciò portò molti scienziati di tutto il mondo alla rilevazione di segnali artificiali intelligenti di origine sconosciuta.

    Nel 1907 Gugliermo Marconi fece degli sudi su fenomeni sonori inspiegabili di origine non umana ma di carattere intelligente, al punto di concludere che si sarebbe trattato di un tentativo degli alieni di mettersi in contatto con i terrestri. Evidentemente Marconi aveva facilmente trovato un canale di comunicazione degli alieni che stavano sulla Terra. Per questo Mussolini volle Marconi a presiedere il gruppo di ricerca sugli alieni costituito nel 1933.

    Nella primavera del 1921 Guglielmo Marconi (l’inventore della radio) mentre stava svolgendo esperimenti nel mediterraneo rivelò la presenza di sconosciute onde regolari. Deviando il segnale nel misuratore si rivelarono essere onde lunghissime, oltre 30 km, e a quell’epoca la lunghezza massima di quelle onde era di 14 km. Si trattava di un persistente codice sconosciuto, che era stato captato già nel 1901 dalla rudimentale attrezzatura dello scienziato Nicola Tesla in una periodo quando le trasmissioni radio ancora non esistevano.

    Si notò che il fenomeno si ripeteva periodicamente quasi ogni anno e così, per individuare la provenienza dei segnali, Guglielmo Marconi li fece registrare contemporaneamente nel Mediterraneo e in Sud America, realizzando che il segnale era più forte quando Marte era più vicino alla Terra.

    Si realizzò allora una cooperazione internazionale per una prova di ascolto globale organizzata dal prof. David Todd (Docente di astronomia dell’ist. Amherst). Si chiese e si ottenne che tutti i paesi con stazioni trasmittenti ad alta potenza chiudessero le trasmissioni per cinque minuti ogni ora dalle 23,50 del 21/8 alle 13,50 del 23/8, proprio quando Marte si trovava alla distanza minima dalla Terra. Per l’occasione fu impiegato anche uno speciale registratore di radio-fotomessaggi, messo a punto dal prof. Francis Jenkins, uno scienziato di Washington. Lo strumento fu collegato ad un ricevitore regolato sulla lunghezza d’onda dei seimila metri. Quando il materiale registrato (film) fu sviluppato, da un lato rivelava una successione regolare di punti e di linee e dall’altro, ad intervalli di circa mezz’ora, erano rimaste impresse figure a forma di viso umano. Attualmente il film di trova presso la divisione radio del Bureau of Standards, e non è stato ancora interpretato (almeno ufficialmente).


    Immagine tratta dal sito http://www.crecalde.com/

    Tra il 1924 e il 1928 i russi, attraverso i loro ascolti, si convinsero che da Giove proveniva un segnale radio in una banda stretta. Furono esaminati alcuni strani effetti verificatesi: gli echi radio in uscita risultavano ritardati, un fatto inspiegabile in termini naturali, era chiaro quindi che i segnali venivano riflessi. Balthasar Van der Pol, studioso olandese e Carl Stoermer, esperto norvegese, inviarono, nell’ottobre del 1928, nuovi segnali consistenti nella trasmissione della lettera "S" dell’alfabeto Morse, consistente in tre punti. La radio registrò una sequenza di echi sulla stessa frequenza con ritardi che in secondi espressero le seguenti cifre: 8,11,15,8,13,3,8,8,8,12,15,13,8,8. Nessuno fu capace di decifrare l’eventuale messaggio, ma furono convinti venisse da una sonda situata nel nostro sistema, probabilmente nei pressi della Luna. Nel 1973 Duncan Lunan, astronomo e ricercatore scozzese, sospettando che gli echi venissero ritardati intenzionalmente, li studiò e ne tracciò un diagramma, con il risultato che ipotizzò l'esistenza di un sonda aliena attorno alla Luna, in attesa di ricevere una risposta per continuare il contatto, dall’11.000 a.C. Come è logico, è chiaro che dal 1973 qualcuno abbia segretamente provveduto in merito e stabilito un qualche contatto (probabilmente gli USA).

    In anni recenti è difficile ad intercettare segnali simili con la sicurezza di una loro provenienza non umana. Fa eccezione il caso dell’ingegnere Carlo Trajna, che comunica con gli alieni con una normale apparecchiatura (solo ricevente) sulle frequenze dell’aeronautica militare (sistema SELCAL). È comprovato che Carlo Traina parla ad un microfono senza trasmettere nulla e le risposte vengono registrate appunto su tali frequenze, anche se al momento non si sente nulla. Nella registrazione si sentono persone che parlano e respirano, colpi sul microfono e segnali di apparecchiature. La versione ufficiale è che si tratti di “fantasmi”, ma in realtà si tratta di alieni che comunicano usando i loro progrediti strumenti in un modo che a noi sembra anomalo, soprattutto perché in realtà non viene trasmessa nell’aria la domanda ma viene ricevuta la risposta.

    http://alieniemisteri.altervista.org...io_di_segn.htm

    Dal sito http://alieniemisteri.altervista.org/

 

 

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