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Discussione: Cappucciett Red

  1. #1
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    Predefinito Cappucciett Red

    CAPPUCCIETT RED

    Tant ma tant temp ago, ce stava 'na little Cappucciett Red. One mattin her
    mamma dissed: "Dear Cappucciett, take this cest to the nonn but warning to
    the lup that is very ma very kattiv! And torn prest! Good luck! And in boc
    at the lup!". Cappucciett didn't capl very well this ultim thing but went
    away, da sol, with the cest.
    Cammining cammining, in the cuor of the forest, at a cert punt she
    incontered the lup, who dissed: "Hi! Piccula piezz'e girl! 'Ndove do you
    go?". "To the nonn with this little cest,which is little but it is full of a
    sacc of chocolate and biscots and panetons and more, more, more and
    mirtills" she dissed.
    "Ah, mannagg 'a maruschella (maybe an expression com: what a cul that I
    had)" dissed the lup, with a fium of saliv out of the bocc. And so the lup
    dissed: "Beh, now I dev andar because the telephonin is squilling, sorry."
    And the lup went away, but not very away, but to the nonn's house.
    Cappucciett Red, who was very ma very lent, lent un casin, continued for her
    sentier in the forest. The lup arrived at the house, suoned the campanel,
    entered, and, after saluting the nonn, magned her in a boccon. Then, after
    sputing the dentier, he indossed the ridicol night berret and fikked himself
    in the let.
    When Cappucciett Red came to the fint nonn's house, suoned and entered. But
    when the little and a bit stupid girl saw the nonn (non was the nonn, but
    the lup, ricord!) dissed: "But nonn, why do you stay in let?".
    And the nonn-lup: "Oh, I've stort my cavigl doing aerobics!". "Oh, poor
    nonn!", said Cappucciett (she was more than a bit stupid, I think, wasn't
    she?). Then she dissed: "But... what big okks do you have? Do you bisogn
    some collir?".
    "Oh, no! It's for see you better, my dear stupid little girl" dissed the
    nonn-lup. Then Cappucciett, who was more dur than a block of marm: "But what
    big oreks do you have, do you have the orekkions?". And the nonn-lup: "Oh,
    no! It is to ascolt you better". And Cappucciett (that I think was now
    really rincoglionited) said: "But what big dents do you have!". And the lup,
    that at this point wanted to dir: "Cossi ti mai?" (maybe an expression com:
    to buy to you the little machine, never?)dissed: it is to magn you better!
    And magned really tutt quant the poor little red girl.
    But (ta dah!) out of the house a simpatic, curious and innocent cacciator of
    frodo (maybe a city near there) sented all and dissed: "Accident! A lup! Its
    pellicc vals a sac of solds. And so, spinted only for the compassion for the
    little girl, butted a terr the kils of volps, fringuells and conigls that he
    had ammazzed till that moment, imbracced the fucil, entered in the stanz and
    killed the lup. Then quarced his panz (being attent not to rovin the
    pellicc) and tired fora the nonn (still viv) and Cappucciett (still
    rincoglionited). And so, at the end, the cacciator of frodo vended the
    pellicc and guadagned (Honestly) a sacc of solds. The nonn magned tutt
    the leccornies in the cest. Cappucciett red... beh!, let her stay, because
    she had capit.
    And so, everybody lived felix and content (maybe not the lup!).
    ULTRAS MODUS VIVENDI

  2. #2
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  3. #3
    email non funzionante
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    È bellissima, anche se l'avevo già letta (pensare che me l'ha data da leggere mia mamma, che è di madrelingua Inglese, dietro segnalazione di una sua collega insegnante di Inglese)

  4. #4
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    Predefinito Cappucciett Red

    [QUOTE]Originally posted by Aug83
    CAPPUCCIETT RED

    Tant ma tant temp ago, ce stava 'na little Cappucciett Red. One mattin her
    mamma dissed: "Dear Cappucciett, take this cest to the nonn but warning to
    the lup that is very ma very kattiv! And torn prest! Good luck! And in boc
    at the lup!" (...) QUOTE]


    Davvero divertente, non lo conoscevo e mi sono fatto quattro risate. Peccato che quel mio lontano cugino ci abbia lasciato la pelliccia, ma non era dela varietà "solitaria". Se non l'hai già letto, eccoti lo stesso fatto visto da da Stefano Benni.
    So long.






    LA FAVOLA DI NONNO DOC: CAPPUCCETTO NERO

    (Stefano Benni) Cappuccetto Nero era una sgarzola di tredici anni che viveva a Harlem con una mamma rompipalle. La mamma puliva i pavimenti da Ronnie, il locale chic per pescecani, dove si sniffava coca a tutto andare e gli spacciatori sudavano più dei camerieri. Bene, a fine serata la mamma di Cappuccetto puliva la moquette con l'aspiratutto e ci trovava dentro un bel mucchietto di coca e lo portava a casa. Dovete sapere che Cappuccetto aveva anche una nonna cieca, ex-sassofonista di jazz, che viveva da sola con un canarino, e tutti e due tiravano coca come mantici, la nonna addirittura se la sparava nel naso con il sassofono, il canarino ci si infarinava dentro e poi cantavano assieme "I get a kick of you" e svegliavano tutto il palazzo. Ogni settimana Cappuccio Nero doveva attraversare tutta Harlem per portare la coca alla vecchia, se no quella dava di matto e andava a suonare il sax per strada col canarino che teneva il piattino in bocca (era un canarino robusto) finche' qualcuno non le dava una dose se la smetteva, perche' la nonna con l'età era un po' rimbambita e suonava il sax sbagliato tenendo in bocca la parte grossa e non era un bel vedere.
    Ma non divaghiamo. Una notte la mamma dice a Cappuccio: vai a portare la roba alla nonna, ma occhio a Lonesome Wolf, Lupo Solitario, che l'ho visto bazzicare da quelle parti. Lonesome e' un ragazzo che spaccia di tutto, anche lamponi se c'e' mercato, e ha una fedina penale che sembra l'elenco del telefono. Cappuccio Nero se ne va nella notte e non ha paura, perché è una piccola negretta di tredici anni, ma ha in tasca un serramanico che sembra una tavola da windsurf.
    Ed ecco che sulla 44a Strada esce dal buio Lupo Solitario e le si piazza davanti e fa sfavillare le zanne nella notte e dice: "Di', sorella, cosa porti in quel canestrino? Focaccine?"
    "Perché non ti fai i cazzi tuoi, Lupo," dice Cappuccio, e gli molla un tal calcio là dove dondola che Lonesome tira fuori dalla gola i tre litri di whisky e il pasticcio di maiale della colazione.
    "Ehi, piccola," fa Lonesome, "pesti duro. Ma stai calma: non voglio fregarti la roba. Ho un businness da proporti. Senti, facciamo fuori la vecchia, e ogni volta che ma' ti da' la roba, ce la teniamo noi. Io te la piazzo, facciamo a mezzo e quando abbiamo un po' di soldoni da parte andiamo in Florida e apriamo un chiosco di frullati. Cosa ne dici?
    "Cazzo, Lonesome," disse Cappuccio, "c'hai una bella nuca. Non ti facevo così tosto. Ci sto." Ed ecco che si presentano alla baracca della vecchia, che e' li in vestaglia sul letto che sbrodola corn-flakes dappertutto e si sta mangiando la sua pantofola spalmata di burro, più cieca che mai. "Sono qua, nonnina," disse Cappuccio. "Vaffanculo, Cappuccio," bercia la vecchia, "ti sei fermata a fare sbattipanza con qualche sifilitico per strada, che arrivi solo adesso? Un altro po' e mi sniffavo del detersivo, dal gran che sono in down. Molla la neve, stronza." Il lupo, che pure non frequenta delle duchesse, ci resta secco al fraseggio della nonna. Per di più il canarino gli caga in testa. Allora il lupo si avvicina al letto della nonna con una sciarpa in mano per darle una tirata di collo. "Sei tu, stronza?" dice la vecchia, allungando l'artiglio, "qua la roba. Ma... che puzza di piedi che fai." "Ho camminato molto," dice il lupo, facendo la vocina da disco-music. "Sarà," dice la vecchiaccia, tastandolo, "ma cosa cazzo sono queste due gran basette a spazzolone." "E' l'ultima moda newyorchese, nonna," squittisce il lupo. "Ah si?" continua la megera, "e queste due spalle qua dove le hai messe insieme?" "Faccio un sacco di flessioni, nonna," dice il lupo, e si prepara a darle una bella strizzata. "Ah si?" dice la vecchia, "e questo cos'e', un regalo?" e agguanta il lupo sempre li' dove dondola e gli da' una bella tirata e Lonesome ulula come dieci ambulanze in processione. Poi la nonna tira fuori una berta da sotto il cuscino, e inizia a sparare a mitraglia, il lupo ulula dal male, Cappuccio cerca di svignarsela con la roba ma il canarino le gnocca un occhio con una beccata, si sveglia tutto il condominio, finché arriva un pulismano di ronda grosso che sembrano tre distributori di coca cola uno sull'altro. Dice: "Che cazzo succede qua! Ci si sollazza?" "Come no," dice Cappuccio, "e tu non vuoi tirare un po', pulone?" Iniziano a sniffare come bracchi. Poco dopo arrivano due soggetti resta in pigiama con una bottiglia di gin, e un casino di portoricani con i bidoni da suonare. La vecchia prende il sax e sta per suonare "Blue Moon" alla rovescia ma il rasta le versa dentro tutta una bottiglia di gin e la stende per qualche ora. Cappuccio Nero se li passa tutti uno alla volta e poi c'e' una gran scazzottata perché un portorico si e' rimesso due volte nella fila e il poliziotto e' così fatto che si chiava anche la nonna dicendo sono sempre stato un suo fan signora Liz Taylor e nella confusione un portorico si fa uno spiedino col canarino e Cappuccio si incazza e fanno di nuovo a botte e arrivano altri dieci o dodici sconvolti e anche un bonzo, insomma alla mattina alle otto Cappuccio si presenta a casa proprio alla frutta con una faccia come un vampiro col collasso. "E' questa l'ora di tornare a casa, troiaccia?" dice la mammina, "dove sei stata?" E Cappuccio le racconta una favola.

  5. #5
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    Predefinito Re: Cappucciett Red

    [QUOTE]Originally posted by Lupo Solitario
    Originally posted by Aug83
    CAPPUCCIETT RED

    Tant ma tant temp ago, ce stava 'na little Cappucciett Red. One mattin her
    mamma dissed: "Dear Cappucciett, take this cest to the nonn but warning to
    the lup that is very ma very kattiv! And torn prest! Good luck! And in boc
    at the lup!" (...) QUOTE]


    Davvero divertente, non lo conoscevo e mi sono fatto quattro risate. Peccato che quel mio lontano cugino ci abbia lasciato la pelliccia, ma non era dela varietà "solitaria". Se non l'hai già letto, eccoti lo stesso fatto visto da da Stefano Benni.
    So long.






    LA FAVOLA DI NONNO DOC: CAPPUCCETTO NERO

    (Stefano Benni) Cappuccetto Nero era una sgarzola di tredici anni che viveva a Harlem con una mamma rompipalle. La mamma puliva i pavimenti da Ronnie, il locale chic per pescecani, dove si sniffava coca a tutto andare e gli spacciatori sudavano più dei camerieri. Bene, a fine serata la mamma di Cappuccetto puliva la moquette con l'aspiratutto e ci trovava dentro un bel mucchietto di coca e lo portava a casa. Dovete sapere che Cappuccetto aveva anche una nonna cieca, ex-sassofonista di jazz, che viveva da sola con un canarino, e tutti e due tiravano coca come mantici, la nonna addirittura se la sparava nel naso con il sassofono, il canarino ci si infarinava dentro e poi cantavano assieme "I get a kick of you" e svegliavano tutto il palazzo. Ogni settimana Cappuccio Nero doveva attraversare tutta Harlem per portare la coca alla vecchia, se no quella dava di matto e andava a suonare il sax per strada col canarino che teneva il piattino in bocca (era un canarino robusto) finche' qualcuno non le dava una dose se la smetteva, perche' la nonna con l'età era un po' rimbambita e suonava il sax sbagliato tenendo in bocca la parte grossa e non era un bel vedere.
    Ma non divaghiamo. Una notte la mamma dice a Cappuccio: vai a portare la roba alla nonna, ma occhio a Lonesome Wolf, Lupo Solitario, che l'ho visto bazzicare da quelle parti. Lonesome e' un ragazzo che spaccia di tutto, anche lamponi se c'e' mercato, e ha una fedina penale che sembra l'elenco del telefono. Cappuccio Nero se ne va nella notte e non ha paura, perché è una piccola negretta di tredici anni, ma ha in tasca un serramanico che sembra una tavola da windsurf.
    Ed ecco che sulla 44a Strada esce dal buio Lupo Solitario e le si piazza davanti e fa sfavillare le zanne nella notte e dice: "Di', sorella, cosa porti in quel canestrino? Focaccine?"
    "Perché non ti fai i cazzi tuoi, Lupo," dice Cappuccio, e gli molla un tal calcio là dove dondola che Lonesome tira fuori dalla gola i tre litri di whisky e il pasticcio di maiale della colazione.
    "Ehi, piccola," fa Lonesome, "pesti duro. Ma stai calma: non voglio fregarti la roba. Ho un businness da proporti. Senti, facciamo fuori la vecchia, e ogni volta che ma' ti da' la roba, ce la teniamo noi. Io te la piazzo, facciamo a mezzo e quando abbiamo un po' di soldoni da parte andiamo in Florida e apriamo un chiosco di frullati. Cosa ne dici?
    "Cazzo, Lonesome," disse Cappuccio, "c'hai una bella nuca. Non ti facevo così tosto. Ci sto." Ed ecco che si presentano alla baracca della vecchia, che e' li in vestaglia sul letto che sbrodola corn-flakes dappertutto e si sta mangiando la sua pantofola spalmata di burro, più cieca che mai. "Sono qua, nonnina," disse Cappuccio. "Vaffanculo, Cappuccio," bercia la vecchia, "ti sei fermata a fare sbattipanza con qualche sifilitico per strada, che arrivi solo adesso? Un altro po' e mi sniffavo del detersivo, dal gran che sono in down. Molla la neve, stronza." Il lupo, che pure non frequenta delle duchesse, ci resta secco al fraseggio della nonna. Per di più il canarino gli caga in testa. Allora il lupo si avvicina al letto della nonna con una sciarpa in mano per darle una tirata di collo. "Sei tu, stronza?" dice la vecchia, allungando l'artiglio, "qua la roba. Ma... che puzza di piedi che fai." "Ho camminato molto," dice il lupo, facendo la vocina da disco-music. "Sarà," dice la vecchiaccia, tastandolo, "ma cosa cazzo sono queste due gran basette a spazzolone." "E' l'ultima moda newyorchese, nonna," squittisce il lupo. "Ah si?" continua la megera, "e queste due spalle qua dove le hai messe insieme?" "Faccio un sacco di flessioni, nonna," dice il lupo, e si prepara a darle una bella strizzata. "Ah si?" dice la vecchia, "e questo cos'e', un regalo?" e agguanta il lupo sempre li' dove dondola e gli da' una bella tirata e Lonesome ulula come dieci ambulanze in processione. Poi la nonna tira fuori una berta da sotto il cuscino, e inizia a sparare a mitraglia, il lupo ulula dal male, Cappuccio cerca di svignarsela con la roba ma il canarino le gnocca un occhio con una beccata, si sveglia tutto il condominio, finché arriva un pulismano di ronda grosso che sembrano tre distributori di coca cola uno sull'altro. Dice: "Che cazzo succede qua! Ci si sollazza?" "Come no," dice Cappuccio, "e tu non vuoi tirare un po', pulone?" Iniziano a sniffare come bracchi. Poco dopo arrivano due soggetti resta in pigiama con una bottiglia di gin, e un casino di portoricani con i bidoni da suonare. La vecchia prende il sax e sta per suonare "Blue Moon" alla rovescia ma il rasta le versa dentro tutta una bottiglia di gin e la stende per qualche ora. Cappuccio Nero se li passa tutti uno alla volta e poi c'e' una gran scazzottata perché un portorico si e' rimesso due volte nella fila e il poliziotto e' così fatto che si chiava anche la nonna dicendo sono sempre stato un suo fan signora Liz Taylor e nella confusione un portorico si fa uno spiedino col canarino e Cappuccio si incazza e fanno di nuovo a botte e arrivano altri dieci o dodici sconvolti e anche un bonzo, insomma alla mattina alle otto Cappuccio si presenta a casa proprio alla frutta con una faccia come un vampiro col collasso. "E' questa l'ora di tornare a casa, troiaccia?" dice la mammina, "dove sei stata?" E Cappuccio le racconta una favola.


    davvero divertente.

    Avevo letto solo qualche passaggio di questo racconto tempo fa.

    Bellissimo.
    ULTRAS MODUS VIVENDI

 

 

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