Andata anche questa..........![]()


Andata anche questa..........![]()


I sette componenti del comitato promotore della raccolta sono stati assolti dall’accusa di apologia
Padova
NOSTRA REDAZIONE
(L.L.) Non è apologia di reato. Quattro cartelli messi in piazza per raccogliere un po' di denaro da dare alle famiglie dei leghisti in carcere non costituiscono un pericolo concreto. I sette componenti del comitato sono stati assolti ieri dal giudice monografico Nicoletta Lolli, che li ha giudicati con il rito abbreviato. Il fatto non sussiste.«Offerte pro-famiglie Serenissimi eroi», «Il popolo veneto vi ringrazia», «Gli otto patrioti di San Marco». Erano soltanto alcune delle scritte che apparivano sui grandi cartelli posti sul sagrato della chiesa di Cartura, dove nel luglio 1997 il "Comitato di sostegno agli otto di San Marco" aveva allestito un punto di raccolta di denaro a favore dei componenti del commando separatista in carcere dopo l'assalto al campanile. Era il pomeriggio del 17 luglio quando gli uomini della Digos piombarono a Cartura e sequestrarono tutto per ordine del pubblico ministero Antonino Cappelleri.
I sette erano difeso dagli avvocati Franco Antonelli e Barbara Bisinella. A giudizio vi era anche il responsabile dell'organizzazione della raccolta pro-Serenissimi, Geremia Agnoletti, residente a Pieve di Soligo (Treviso), consigliere nazionale della Life. Gli altri imputati erano Giuseppe Drago, abitante a Conselve, Alberto Pento, residente a Montecchio Precalcino (Vicenza), Gabriele Riondato, abitante a Fossò (Venezia), Massimo Rocco, residente a Torre di Mosto (Venezia), Marco Trevisan, abitante a Trivignano (Venezia), Diego Zanchetta, abitante a Gaiarine (Treviso).
Il gazebo era stato allestito dal Comitato a Cartura, paese di Gilberto Buson, con il fine di raccogliere fondi per aiutare il piccolo imprenditore Serenissimo in carcere, con moglie e cinque figli a carico. Fin qui niente di male. Ma qualche giorno dopo sul tavolo del pubblico ministero Cappelleri era arrivato un rapporto della Digos, nel quale venivano riportati i contenuti dei cartelli che inneggiavano all'assalto al campanile. Il magistrato aveva ordinato il blitz e inviato un'informazione di garanzia anche al vicesindaco del Comune, Carla Zanovello, che aveva concesso l'utilizzo del suolo pubblico. Gli uomini della Digos erano arrivati a Cartura alle 15 del 17 luglio. A quell'ora nel gazebo c'era soltanto una persona di turno. Gli investigatori avevano consegnato all'incaricato del Comitato il provvedimento di sequestro e poi avevano caricato su un furgone i cartelli, il tavolo in plastica di color bianco, l'ombrellone, le bandiere con il leone di San Marco, il foglio con le firme dei sostenitori, il contenitore in cartone dove campeggiava la scritta "offerte pro-famiglie Serenissimi eroi, grazie", e il mezzo milione raccolto quel giorno. Il primo giorno erano stati raccolti 2 milioni di offerte.


Martedì, 14 Maggio 2002
SERENISSIMI Il giudice assolve i sette componenti del Comitato che aveva allestito il banchetto davanti alla chiesa del paese
Nessun reato per i cartelli di Cartura
Le scritte servivano solo per la raccolta di fondi da destinare alle famiglie del "commando" del campanile
«Offerte pro-famiglie Serenissimi eroi», «Il popolo veneto vi ringrazia», «Gli otto patrioti di San Marco». Erano soltanto alcune delle scritte che apparivano sui grandi cartelli posti sul sagrato della chiesa di Cartura, dove nel luglio 1997 il "Comitato di sostegno agli otto di San Marco" aveva allestito un punto di raccolta di denaro a favore dei componenti del commando separatista in carcere dopo l'assalto al campanile. Era il pomeriggio del 17 luglio quando gli uomini della Digos piombarono a Cartura e sequestrarono tutto per ordine del pubblico ministero Antonino Cappelleri.
Non è apologia di reato. Quattro cartelli messi in piazza per raccogliere un po' di denaro da dare alle famiglie dei leghisti in carcere non costituiscono un pericolo concreto. I sette componenti del comitato sono stati assolti ieri dal giudice monografico Nicoletta Lolli, che li ha giudicati con il rito abbreviato. Il fatto non sussiste. I sette erano difeso dagli avvocati Franco Antonelli e Barbara Bisinella. A giudizio vi era anche il responsabile dell'organizzazione della raccolta pro-Serenissimi, Geremia Agnoletti, residente a Pieve di Soligo (Treviso), consigliere nazionale della Life. Gli altri imputati erano Giuseppe Drago, abitante a Conselve, Alberto Pento, residente a Montecchio Precalcino (Vicenza), Gabriele Riondato, abitante a Fossò (Venezia), Massimo Rocco, residente a Torre di Mosto (Venezia), Marco Trevisan, abitante a Trivignano (Venezia), Diego Zanchetta, abitante a Gaiarine (Treviso).
Il gazebo era stato allestito dal Comitato a Cartura, paese di Gilberto Buson, con il fine di raccogliere fondi per aiutare il piccolo imprenditore Serenissimo in carcere, con moglie e cinque figli a carico. Fin qui niente di male. Ma qualche giorno dopo sul tavolo del pubblico ministero Cappelleri era arrivato un rapporto della Digos, nel quale venivano riportati i contenuti dei cartelli che inneggiavano all'assalto al campanile. Il magistrato aveva ordinato il blitz e inviato un'informazione di garanzia anche al vicesindaco del Comune, Carla Zanovello, che aveva concesso l'utilizzo del suolo pubblico. Gli uomini della Digos erano arrivati a Cartura alle 15 del 17 luglio. A quell'ora nel gazebo c'era soltanto una persona di turno. Gli investigatori avevano consegnato all'incaricato del Comitato il provvedimento di sequestro e poi avevano caricato su un furgone i cartelli, il tavolo in plastica di color bianco, l'ombrellone, le bandiere con il leone di San Marco, il foglio con le firme dei sostenitori, il contenitore in cartone dove campeggiava la scritta "offerte pro-famiglie Serenissimi eroi, grazie", e il mezzo milione raccolto quel giorno. Il primo giorno di raccolta il "Comitato di sostegno agli otto di San Marco" era riuscito a racimolare due milioni di offerte, che erano stati consegnati in parte anche alla moglie di Flavio Contin, un altro dei Serenissimi. Il gazebo avrebbe dovuto rimanere in funzione a Cartura per sessanta giorni, prima di essere spostato in un'altra delle località di residenza degli otto arrestati.
Lino Lava
_____________________________
Allegria e felicitazioni ai ragazzi che, per aver offerto la loro solidarietà nei confronti delle famiglie dei serenissimi, si sono beccati una denuncia per apologia di reato e altro ancora, come se avessero fatto chissà cosa. Invece bisognerebbe far loro un bel monumento![]()
![]()
![]()
![]()
Poi mi chiedo: ora che sono stati assolti, qualcuno ha pagato loro le spese legali, le perdite di tempo e le rotture di balle?
Qualcuno gli ha chiesto scusa?
W lo stato prepotente e schiavista![]()
![]()
VENETO LIBERO..... SUBITO!!!


________________________Originally posted by Shaytan
I sette componenti del comitato promotore della raccolta sono stati assolti dall’accusa di apologia
Padova
NOSTRA REDAZIONE
(L.L.) Non è apologia di reato. Quattro cartelli messi in piazza per .........................
Già, anche il tuo articolo era de IL GAZZETTINO, però dell'edizione nazionale, mentre quello che ho riportato io era dell'edizione di Padova.
VENETO LIBERO!!!
Originally posted by Shaytan
Bene, ogni tanto la giustizia itagliona funziona ancora lenta ma funziona della serie una rondine non fa primavera.
No, anzi è la prova di quanta merda ci sia nella giustizia itagliona, è stata una decisone politica.
E' stato il PM a chiedere l'assoluzione (!) dopo che nella precedente udienza aveva rinviato a giudizio gli imputati e dopo aver letto le motivazioni che lo hanno indotto a "cambiare idea" (non scritte da lui) gli avvocati della diffesa hanno detto che "una arringa difensiva così ben fatta non sarebbero stati in grado di farla".
saluti padani


Tipico comportamento della giustizia italiana: ti massacra, ti crocifigge e poi, quando non servi più, ti sputa (leggi: ti assolve). E' la loro tattica: colpirne uno per educarne cento, ma non fare troppo male per evitare che i cento finiscano per incazzarsi. In ogni caso, sono contento dell'assoluzione: liberi da questa preoccupazione, forse i Serenissimi potranno combinare (di nuovo) qualcosa di buono.
INFATTI.
NON HANNO CAPITO UN CAZZO.
Nessuno degli indagati ha rinunciato alla lotta, anzi.
saluti padani


Originally posted by PINOCCHIO
INFATTI.
NON HANNO CAPITO UN CAZZO.
Nessuno degli indagati ha rinunciato alla lotta, anzi.
saluti padani
TI CON NU, NU CON TI.
Paolo