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Risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: Pym Fortuyn.

  1. #1
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    Predefinito Pym Fortuyn.

    Curioso mondo questo, si può essere seguaci di un criminale sanguinario quale Lev Trotzkj ed essere ricevuto nei salotti, si può avere una fedina penale lunga un kilometro ed essere considerato più attendibile di un poliziotto ma se si toccano i miti dell’€uropa e della società multirazziale il linciaggio è di rigore.
    Si viene sepolti sotto veementi, ottuse, fanatiche tonnellate di banalità, di frasi fatte, di tautologie della mutua, di teoremi insostenibili e di sillogismi sgangherati.
    Razzista-xenofobo riempie oggi la bocca dei poveri di spirito come trent’anni fa fascista.
    Bollavano come fascista chi pensava che i pazzi non dovessero essere abbandonati a se stessi (o scaricati solo sui parenti), la proprietà privata fosse un valore, in Cambogia stesse accadendo qualcosa di spiacevole e la Bulgaria non fosse Governata da gentleman.
    Poi gli cadde in testa il muro Berlino e quando rinvennero dal trauma si ritrovarono visceralmente antirazzisti e spasmodicamente xenofili.
    Gli stessi gonzi che predicavano l’ineludibilità della società senza classi, si spazzolarono i calcinacci di dosso e cominciarono a vaticinare le magnifiche sorti e progressive di quella multietnica-multirazziale-multiculturale.
    Le parole d’ordine sono campiate, pochezza intellettuale e fanatismo isterico no.
    Così mentre tutto il settarismo disponibile nel continente si scaricava su Le Pen ad un animalista non rimase che scaricare la propria pistola su Pym Fortuyn.
    Un gesto del tutto logico, coerente e conseguente alla campagna di disumanizzazione in perfetto stile trotzkista scatenata da tutti i media.
    Propaganda che non ha faticato troppo a convincere uno dei tanti eco-invasati, ultima degenerazione di una sinistra allo sbando.
    Superficialità, luoghi comuni, millenarismo, cannabis e subculture assortite ben macerati in anni di fallimenti ecco gl’ingredienti della magica pozione che trasforma un balordo in un no-global, un ecopacifista e simil fango con la benedizione di legioni d’assessori alla cultura e «preti di strada».
    Di questo cocktail micidiale s’è imbevuto l’attentatore, per carità affermarlo è ancora un eresia, nei favolosi primi anni ’70 si diceva «le BR non esistono, sono solo provocatori fascisti» così oggi l’ecoterrorismo esiste solo nella fantasia malata d’un romanziere reazionario come Tom Clancy (ed in qualche centinaio d’informative di svariati servizi segreti).
    Incendi, assalti, devastazioni sono semplici intemperanze giovanili che una magistratura un po’ strabica sommerge d’attenuanti «visti gli alti valori civili e sociali» e d’altra parte perché meravigliarsi se anche a destra si risponde «hanno ragione ma non si fa così» quasi si trattasse d’una questione di galateo.
    Né basta il morto a smuovere la situazione perché, come detto, era un non umano, non un indio né un sindacalista men che meno un fedayin che risorge dalla barella, ma solo il leader d’un partito inviso a Provola e a Liviuccia Turco, uno cui don Vitaliano negherebbe i sacramenti, uno le cui foto steso sul selciato, senza nemmeno la pietà di un velo, sono finite su quasi tutti i giornali, uno di cui si può tranquillamente mandare in onda l’agonia come in un qualsiasi telefilm americano.
    Uno insomma che sell’è cercata e meritata come ha scritto l’Unità definendolo «vittima dell’odio da lui stesso scatenato» cioè: se fai arrabbiare la sinistra e ti becchi 6 pallottole in corpo, la colpa è tua che hai scosso quei deboli nervi.
    Quanto poi alle idee ed al partito della vittima solo cenni vaghi e confusi da cui però si possono cogliere dati interessanti.
    Olanda vivibile non ha alcun contatto con i rottami ideologici della seconda guerra mondiale, niente collaborazionisti in pensione né SS a riposo, niente sangue e suolo né protezionismo rivestito di no-global.
    I Paesi Bassi sono una nazione borghese, la prima nazione borghese della storia, cui le virtù appunto borghesi e protestanti diedero la forza d’affrontare e piegare grandi imperi.
    Furono la fucina del mondo moderno, vi si costituì la prima multinazionale, la leggendaria Compagnia della Indie Orientali (di cui quest’anno ricorre il quattrocentesimo della fondazione) ed anche oggi con Phillips e Shell non se la cavano male.
    Sono stati una grande potenza che si è spenta serenamente senza traumi, sconfitte invendicate né sogni di revanche.
    È una società modellata sull’individualismo dove ben poco possono attecchire ideologie statolatriche o collettiviste e, per diverse ragioni, nemmeno l’arabofilia d’un Andreotti o d’un Haider.
    Pym Fortuyn. sosteneva le ragioni ovvie del banale buon senso borghese: l’immigrato mussulmano non mette in percolo la purezza del sangue e del suolo ma lo stile di vita ed il benessere che l’Occidente ha faticosamente costruito negli ultimi 4 secoli.
    La sua avversione all’islam che alcuni ex laici di sinistra, più intolleranti d’un mullah coll’ulcera, vorrebbero oggi penalmente perseguibile, era vicina a quella espressa con veemenza da Oriana Fallacci ed agli antipodi di quei gruppi neonazi italiani e tedeschi che non disdegnano di sfilare sotto le bandiere di arafat.
    Pym diceva in modo brillante quanto tutti pensano: l’immigrato fugge la miseria, una miseria che nasce da “culture” e concezioni della vita del tutto disadatte ad affrontare le sfide della modernità.
    Se il migrante sfugge a tutto ciò e poi si ricrea lo stesso habitat, le stesse strutture sociali, chi glel’ha fatto fare d’affrontare i costi ed i rischi d’un viaggio? E noi possiamo tollerare questi bubboni di XVII secolo nelle nostre città? Possiamo tollerare vi siano quartieri che somiglino alla Milano dei Promessi Sposi con piccoli Don Rodrigo e torme di bravi schipetari o magerbini?
    Altro che ricchezza delle diverse culture, certo nessuno nega che vi siano culture di spessore paragonabile alla nostra ma tutto ciò ha ben poco a che vedere con i disperati che sbarcano dai gommoni, a scanso della rituale accusa di razzismo-xenofobia parliamo degli analfabeti che sbarcavano dai piroscafi a New York.
    Chi può affermare senza timore del ridicolo che questi portassero nella valigia di cartone la civiltà di Dante, Leonardo o Raffaello? Tutt’al più canticchiavano qualche aria di Verdi.
    Erano dei disperati e tali rimasero finché vissero nelle Little Italy riproducendo il modello perdente da cui erano fuggiti e, con la notevole eccezione di qualche boss di successo, nessuno fece fortuna finché non abbracciò modi, valori e mentalità della cultura WASP.
    Oggi ci sono certo generali dei marines con cognomi che suonano italiani ma somigliano più a John Wayne che al colonnello Buttiglione.
    I palazzi del potere negli Stati Uniti sono costruiti in stile Palladiano ma non per l’«apporto culturale» degli immigrati veneti bensì perché qualche anglosassone DOC studiò ad Harvard o Yale un buon trattato d’architettura.
    Le filosofie orientale e l’esoterismo che tento hanno influenzato la cultura del XIX secolo ce li hanno portati colonnelli a riposo dell’Indian Army non camerieri cingalesi.
    La cultura viaggia sui libri non nelle valige di cartone e sovente ha un biglietto di prima.
    La correttezza politica, la nuova inquisizione, ci voleva convincere del contrario, un uomo libero ch’ha riso sopra, il fedele fanatico l’ha ammazzato.
    Benvenuti nel ‘600 prossimo venturo, sono aperte le prenotazioni per un posto sul Mayflower.

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  2. #2
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    ULAN: Razzista-xenofobo riempie oggi la bocca dei poveri di spirito come trent’anni fa fascista.

    Il linguaggio [idiota] dell'autoritarismo ricorre spesso a due altre parolacce: populismo e plebiscito.
    Eppure Chirac si è comportato da populista ed ha vinto con un plebiscito.
    Lui può?!
    Populismo e plebiscito non sono parolacce nel suo caso?
    No, evidentemente, ché dall'altra parte c'era il Mostro Le Pen!

    Le Pen, Fortuyn, ovvero quando i cattivi rispettano il prossimo
    ed i buoni praticano gogne, linciaggi e peggio.
    Abbiamo visto i media dare il via ai linciaggi
    e tutti addosso.
    A sinistra, l'INQUISITORE contemporaneo ha bisogno dell'ERETICO D.O.C.
    Come sono mal ridotti!

    L'Inquisitore, da buon vecchio stalinista, ci racconta poi che la debacle dei Buoni è tutta colpa del radicalismo di sinistra che ha sputtanato le sinistre.
    La colpa non è mai dei radicalismi di sinistra o di destra, ma di chi incapace di dare prospettive di modernizzazione crea i radicalismi.
    E se con D'Alema, Wim Kock, Jospin [e presto Schroeder] il paese resta ingessato ed in declino irreversibile...

  3. #3
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    Predefinito Re: Pym Fortuyn.

    Originally posted by Ulan



    ....sosteneva le ragioni ovvie del banale buon senso borghese: l’immigrato mussulmano non mette in percolo la purezza del sangue e del suolo ma lo stile di vita ed il benessere che l’Occidente ha faticosamente costruito negli ultimi 4 secoli.




    Benvenuti nel ‘600 prossimo venturo, sono aperte le prenotazioni per un posto sul Mayflower.


    Concordo, non ho nulla da togliere ma due domande......in fondo non vivrò abbastanza da vedere dei cambiamenti così tragici, perchè da buon borghese dovrei oppormi? Perchè pim avrebbe dovuto opporsi politicamente (piuttosto sceglierei di vivere in campagna con due cagnolini di razza come unica preoccupazione) se non fosse stato tutt'altro che un semplice borghese.......forse era idealista?

    Per quanto riguarda il biglietto, questa volta piuttosto che andare diritti nella tediosa america, facciamo una crocera di qualche anno lungo tutte le coste africane ed asiatiche, con qualche safari e amori galeotti.

  4. #4
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    Paolone, Paolone, dopo di me il diluvio, si vede che non hai una discendenza, un asse ereditario da prolungare

  5. #5
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    Originally posted by Ulan
    Paolone, Paolone, dopo di me il diluvio, si vede che non hai una discendenza, un asse ereditario da prolungare
    Vero, ma neanche Pym!!!

    Con affetto Paolone

  6. #6
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    cari senatori volgiamo dire qualcosa del caso Fallacci in Francia!

  7. #7
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    Perchè si è trasferita??
    Ingrata del benessere francese!!

  8. #8
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    Oriana Fallaci ha preso una posizione, chiara, dura certo, condivisibile o meno certo, di fronte alla tragedia dell'Undici settembre, ed ha detto ciò che pensa, senza infingimenti, senza paure, senza ipocrisie. Si è schierata, con coraggio si è schierata, sfidando, rifiutando con sdegno il relativismo culturale di cui parlava anche Panebianco, ha rotto un bel po' di totem e tabù [razzismo, cos'è il razzismo, perdio? patria, cos'è la patria, perdio? libertà, cos'è davvero la libertà, perdio?]. Perché è una persona libera che non parla con il cervello ingabbiato dallo chador del finto perbenismo, del sonno della memoria storica, del vile riflesso nichilista di chi non ha valori né princìpi da difendere, nulla in cui riconoscersi. E' dura, lo so, avere a che fare con un tipetto del genere, che ti spiattella in faccia i tuoi difetti e le tue meschinità di italiano, di francese, di europeo, di cattolico, di fascista, di comunista. E' duro confrontarsi con un simile coraggio, avendo in mano la sola arma dei distinguo, delle prese di distanza, dei tatticismi verbali, delle parole scelte con le pinze di una finta tolleranza. E' duro, ma fa bene prendere uno schiaffo del genere. Sono certo che avrà fatto bene, benissimo, anche a tanti francesi.

  9. #9
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    Originally posted by Allanim
    Oriana Fallaci ha preso una posizione, chiara, dura certo, condivisibile o meno certo, di fronte alla tragedia dell'Undici settembre, ed ha detto ciò che pensa, senza infingimenti, senza paure, senza ipocrisie. Si è schierata, con coraggio si è schierata, sfidando, rifiutando con sdegno il relativismo culturale di cui parlava anche Panebianco, ha rotto un bel po' di totem e tabù [razzismo, cos'è il razzismo, perdio? patria, cos'è la patria, perdio? libertà, cos'è davvero la libertà, perdio?]. Perché è una persona libera che non parla con il cervello ingabbiato dallo chador del finto perbenismo, del sonno della memoria storica, del vile riflesso nichilista di chi non ha valori né princìpi da difendere, nulla in cui riconoscersi. E' dura, lo so, avere a che fare con un tipetto del genere, che ti spiattella in faccia i tuoi difetti e le tue meschinità di italiano, di francese, di europeo, di cattolico, di fascista, di comunista. E' duro confrontarsi con un simile coraggio, avendo in mano la sola arma dei distinguo, delle prese di distanza, dei tatticismi verbali, delle parole scelte con le pinze di una finta tolleranza. E' duro, ma fa bene prendere uno schiaffo del genere. Sono certo che avrà fatto bene, benissimo, anche a tanti francesi.
    Condivido le tue opinioni. L'articolo sul Corriere, pur avendo comprato il giornale il giorno stesso in cui uscì, mi sono rifiutata di leggerlo, ma il libro, alla fine l'ho letto eccome, in tre ore l'ho bevuto, e devo dire che non solo non ho cambiato idea sulla Fallaci, ma ne condivido persino lo spirito.
    Quello che in modo molto radical chic è stato definito razzismo non è altro che un'estrapolazione arbitraria di frasi che sono certo violente, ma a parer mio, molto ben contestualizzate in un concetto di fondo: l'integralismo islamico è una realtà, una realtà che si muove secondo schemi pseudoreligiosi e che è volta ad eseguire degli scopi che hanno a che fare solo con la politica (e quale politica, poi), anzichè con la religione in se'.
    Quello che è chiaro è che l'11 settembre degli stolti sono andati a morire per difendere quello che altro non può chiamarsi se non tirannia, e per fare questo hanno causato una strage di inermi.
    La strategia ha funzionato soltanto in virtù della relativa tranquillità di cui godono i paesi occidentali, almeno parlando dal punto di vista bellico. Nessuno di noi vive in una caverna-bunker.
    Mi preme sottolineare una sola cosa: alla Fallaci si è dato della razzista per aver affermato che un germe di barbarie indubitabilmente sussiste nell'ambito della cultura islamica. A me, alla luce dei fatti e guardando gli effetti del regime talebano, sembra un'ovvietà. Si vede che è stato ritenuto scomodo il linguaggio, ma comunque la si dica, non piace a nessuno svegliarsi nel sonno con un coltello puntato alla gola, solo perchè qualcuno ha detto che Allah dice che sei americano vattelapesca e che questo non va bene. Il terzo mondo non ha nulla da guadagnare seguendo questo stile di risolvere i "problemi".
    Il vero razzismo, comunque, è altrove, altrochè.

  10. #10
    Nihil.
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    Ciao, 'meliche!
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