L’elezione dei 16 membri togati del Consiglio superiore della magistratura si terrà il 30 giugno e il primo luglio con il nuovo sistema elettorale. La riforma pensata per ridimensionare le correnti con la lista unica uninominale e ridurre così la politicizzazione dei magistrati, diminuendone anche i membri da 30 a 24 fra laici e togati difficilmente avrà forti ripercussioni immediate. Ma, analizzando la lista dei candidati togati depositata ieri sera in Cassazione(21 in totale) si possono già intravedere dei cambiamenti.
La lista unica spinge l’ala militante di Magistratura democratica a fare accordi sotto banco con i Verdi per non disperdere i voti, mantenere il proprio potere e contrastare le riforme del governo. Per i pm (4 eletti) Md ha candidato Giovanni Salvi, i Verdi il napoletano Ernesto Aghina. Per i giudici (10 eletti) Md appoggerà la candidatura del presidente del Tribunale del riesame di Milano Paolo Arbasino, Verde. Per la Cassazione (10 eletti) i Verdi appoggeranno Pino Salmè di Md.
Nei moderati di Unicost le nuove regole hanno provocato alcune fratture interne. La corrente più grande (divisa tra l’ala più corporativa e legata ai giustizialisti, ispirata dall’ex presidente dell’Anm G. Gennaro, e quella più garantista) aspira a conquistare 8 posti con 10 candidati. Secondo osservatori esperti Unicost potrebbe perdere qualche voto dell’ala giustizialista che si indirizzerebbero verso Md. Fra i candidati Unicost vi sono Fabio Roia a Milano e Teresa Benvenuto a Torino. Fra i giudici Nello Stabile a Roma, Lanfranco Tenaglia a Venezia, Marco Devoto a Genova, Luigi Riello a Napoli e Giuseppe Meliadò a Catania.
Anche nelle scelte di Magistratura indipendente si colgono cambiamenti, con un avanzare dei più garantisti. Nonostante l’insistenza di M. Maddalena, la candidatura di Piercamillo Navigo che sembrava probabile è stata bocciata. I 3 candidati di Mi sono dell’ala più garantista: Francesco Lo Voi, sostituto procuratore generale a Palermo, Giovanni Mammone della Cassazione e Sergio Gallo, giudice.
Secondo le previsioni il nuovo Csm non sarà molto diverso da quello uscente. Nella partita finale conterà l’elezione degli 8 laici (5 per la maggioranza e 3 per la minoranza).
Per Michele Saponara, avvocato e deputato di Forza Italia, era prevedibile che la riforma elettorale non avrebbe modificato l’assetto del Csm sin dalla prima elezione. “In ogni caso abbiamo assistito ad alcuni piccoli cambiamenti che rappresentano un segnale importante. Le candidature dimostrano che i magistrati più militanti sono stati penalizzati. Ora il passo più importante da compiere è quello dell’elezione dei laici. Se verranno scelte personalità di alto profilo che sapranno condurre questa fase di transizione con professionalità e moderazione, le riforme sulla giustizia verranno realizzate con il consenso di tutti”. Il 25 giugno le Camere si riuniranno in seduta comune per l’elezione dei consiglieri laici. Poi il plenum del Csm dovrà scegliere il vicepresidente che dovrà sostituire Giovanni Verde. I nomi che circolano fra gli addetti ai lavori sono soprattutto dueandidato dell’opposizione il Sen. Nicola Mancino (compensazione per la mancata elezione alla Consulta) e Emilio Nicola Buccico, presidente del Consiglio nazionale forense.
Risulta che le correnti bloccheranno ancora i voti ma sempre meno le teste degli eletti che con il nuovo sistema saranno meno “militanti” e più “indipendenti”.
Se si incrinerà anche il metodo delle promozioni automatiche dei magistrati, se peserà il “merito” come chiede chi vuole riformare la Giustizia italiana, il corporativismo oggi principale alleato dei giustizialisti prenderà un altro serio colpo.
Il governo deve però ricordare che gli elettori chiedono anche la separazione delle carriere; vogliono stare davanti a un Giudice veramente “terzo”, essere giudicati da un magistrato che sia sopra le parti.
Ripeto quindi l’invocazione….separare…separare….separare.
saluti




andidato dell’opposizione il Sen. Nicola Mancino (compensazione per la mancata elezione alla Consulta) e Emilio Nicola Buccico, presidente del Consiglio nazionale forense.
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