Esordio a Cannes per la pellicola sul G8
Folla per il film documentario: un'ora e quaranta minuti aperti dai fotogrammi dell'uccisione di Carlo Giuliani. Sgarbi lascia la sala polemicamente.
da Cannes Nicola Falcinella
CANNES - Sala stracolma ma niente ressa per "Bella Ciao" il film di Roberto Torelli e Marco Giusti prodotto e mai mandato in onda dalla Rai. Un'ora e quaranta di immagini aperte dai fotogrammi dell'uccisione di Carlo Giuliani e concluse dall'irruzione della Polizia nella Scuola Diaz. Senza commenti esterni i due autori televisivi hanno ricostruito le due giornate di manifestazioni e di scontri il 20 e il 21 luglio scorsi a Genova. La parola alle immagini, aggiungendo alle riprese degli operatori Rai quelle dei cameramen di Indymedia, Makaya e Radio Sherwood. Sopra il mix di immagini mosse, molte volte con camera a mano, a volte fissate da giornalisti oggetto di pestaggi dalle forze dell'ordine, un tappeto sonoro che carica di pathos il filmato. Sulle voci dei manifestanti o di carabinieri o poliziotti si innestano le musiche scelte con cura da ElenaGiusti, figlia dell'autore. Rage agaist the Machine, Manu Chao, Dandy Warhol o Blur rinforzano il senso o fanno da contrappunto alla parte visuale, ora di persone che manifestano pacificamente ora di gruppi di black block che distruggono tutto. E poi lunghe sequenze di cariche di carbinieri e polizia, di pestaggi di manifestanti isolati, testimonianze.
Dopo le brevi inquadrature della morte di Giuliani, "Bella Ciao", con la canzone partigiana a fare da trait d'union per la prima parte del montaggio, mostra l'ingresso, la notte tra il sabato 21 e la domenica 22, della Celere nella Scuola Diaz, dove era il Centro Stampa del Genova Social Forum. Di seguito le conferenze stampa e le denuncie dell'indomani mattina. Poi lunghissimo flash-back dalla mattina del 20, immagini delle diverse piazze tematiche del Gsf, i primi scontri fino al crescendo di cariche e di rabbia che lascia, nel tardo pomeriggio, il cadavere di un ragazzo di 23 anni in piazza Alimonda. Di qui si segue l'ordine cronologico, in un montaggio serrratissimo che dichiara da che parte sta ma non nasconde nulla e consente allo spettatore di farsi una visione d'insieme di quelle giornate terribili. Al termine un lungo e caloroso applauso, poco dopo il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, che aveva assistito alla proiezione, si alza polemicamente e lascia la sala.
(18 MAGGIO 2002, ORE: 17.26)
http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...133752,00.html




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