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"Pubblico schierato, conduttore fazioso"
L'esposto di Forza Italia e Lega all'authority per le comunicazioni con cui si denunciano tutte le puntate di Sciuscià trasmesse fra l'11 gennaio e il 3 maggio. "Gravi violazioni al principio del pluralismo".
ROMA - "Dichiarata faziosità del conduttore, accompagnata da un pubblico palesemente schierato per una delle due posizioni" e un "costante disequilibrio tra le posizioni di pensiero politico contrapposte sia in termini di numero di ospiti in studio, sia in termini di durata degli interventi concessi dal conduttore".
E' quanto denunciano i capigruppo di Forza Italia (Elio Vito, nella foto in alto) e della Lega Nord (Alessandro Cé) e i senatori di Forza Italia Paolo Barelli e Maria Elisabetta Alberti Casellati nell'esposto presentato il 21 maggio scorso all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni contro tutte le puntate di Sciuscià edizione straordinaria trasmesse da Raidue tra l'11 gennaio ed il 3 maggio del 2002.
Nella denuncia inviata anche alla Rai, al Corecom del Lazio e al comando provinciale della Guardia di finanza di Roma gli esponenti di Lega e Forza Italia denunciano "gravi violazioni al principio del pluralismo di opinione in violazione della legge 223 del 1990, di sentenze della corte costituzionali ed anche della norma istitutiva dell'Authority".
Per tradurre: ospiti in studio prevalentemente di centro-sinistra quando si parla di politica, il comportamento del conduttore, il pubblico che applaude a comando, i sondaggi a senso unico. E' questo quello che la maggioranza contesta nell'esposto. ''Questioni di politica interna sono state caratterizzate dalla schiacciante presenza di esponenti del centro-sinistra, o soggetti, giornalisti o semplici cittadini, riconducibili a tale schieramento; mentre assolutamente residuale è stata la presenza di esponenti del governo o della maggioranza parlamentare''.
Gli esponenti della maggioranza sostengono che ''la sistematica presenza di uomini del centro-sinistra, o riferibili a tale coalizione, in misura sproporzionata a quella, ridottissima di soggetti di diverso pensiero o credo politico; i tempi concessi ai primi per la esposizione del loro pensiero ed il loro spessore politico e socio-culturale, nonché il modus operandi del conduttore nel porre le domande e nel dirigere la trasmissione, sono tali da far concludere per il perseguimento di un disegno editoriale proiettato esclusivamente, se non unicamente, alla violazione del pluralismo politico avente la finalità di avvantaggiare una formazione politica a danno di un'altra''.
A ciò, si legge nell'esposto, ''si aggiungono due componenti che caratterizzano tutte le puntate prese in considerazione, che rappresentano un costante filo conduttore delle trasmissioni condotte dal dott. Santoro: il pubblico in studio, accuratamente scelto ed invitato, rappresenta sempre la 'sponda' del conduttore ed applaude o sorride pressoché a comando. Altra costante è la presenza in studio o in video del vignettista Vauro, che scandisce i tempi della trasmissione, con le sue vignette a senso unico. Non da ultimo si deve sottolineare l'uso dei sondaggi. Ad ogni puntata il dott. Santoro mostra i risultati del rilevamento che settimanalmente egli chiede a delle società demoscopiche: tutti i sondaggi danno lo scontato esito che la fiducia degli italiani nel governo Berlusconi è fatalmente e progressivamente in calo''.
(25 MAGGIO 2002; ORE 159)




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