Stavolta non c'è stato nemmeno bisogno di Carlo Mattogno per smontare un'altra delle "mitiche" cattiverie "nazi". Ci ha pensato un professore emerito dell'Università di Amherst (Usa), dal nome al di sopra di ogni sospetto: Guenter Lewy, autore di "La persecuzione nazista degli zingari" Einaudi, 2002.
Il suddetto professore, emerito di nome...e di fatto, smonta il preteso genocidio di 500.000 zingari attuato dai perfidi "nazi". Ovviamente, non manca nel testo qualche gasazione (rigorosamente non documentata, va da sé), qualche simpatico contorsionismo sui celeberrimi "criptonimi" pretesamente usati dai "nazi" per occultare le loro intenzioni e qualche castroneria esilarante (tipo l'esistenza "delle camere a gas del campo di Mathausen" -p. 258 o la visita di Himmler ad Auschwitz-Birkenau spostata al 1943 - p. 239).
Ma viene dimostrato in modo incontrovertibile il bluff del "genocidio degli zingari". Non solo: nel testo, per chi ha occhio esperto, si possono cogliere aspetti che vanno addirittura al di là delle stesse intenzioni dell'Autore: ad esempio, i molti documenti citati in cui si parla di "soluzione finale del problema zingaro" assolutamente non corrispondenti ad un piano di sterminio, con buona pace di chi legge l'espressione "soluzione finale" come criptonimo che sta per "sterminio"; oppure, i molti documenti in cui il trattamento da riservare agli zingari viene equiparato a quello degli ebrei, con l'ovvio corollario che se i primi non vengono sterminati, LO STESSO vale per i secondi.
Insomma, un libro di cui consiglio caldamente la lettura.
Saluti.


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