da ilnuovo.it
Napoli, "Agenti violenti ma fu un'eccezione"


Il Riesame: le violenze alla caserma Raniero furono "abnormi", ma commesse in una circostanza eccezionale Tutte le accuse, tranne quella di sequestro di persona, restano - secondo i giudici - attendibili.


NAPOLI - I giudici del Tribunale del Riesame che nei giorni scorsi hanno revocato le ordinanze nei confronti dei poliziotti per i presunti abusi alla ''Raniero'' ritengono che ''quanto avvenuto nella giornata del 17 marzo 2001 presso la caserma, dove pure sono state poste in essere condotte abnormi e assolutamente ingiustificabili, non possa costituire elemento indicativo di personalità assolutamente negative e proclivi alla commissione di vari reati''.

Si può invece considerare l'episodio ''come occasionale ed inquadrabile del tutto verosimilmente nella particolare contingenza di quella giornata, da tutti riconosciuta come evento eccezionale''. E' uno dei passaggi delle motivazioni dell'ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli (dodicesima sezione: presidente Maria Ferorelli, giudici Irma Musella e Stefania Daniele) con la quale sono stati revocati gli arresti domiciliari per i poliziotti della Squadra mobile. Il provvedimento, di 29 pagine, è stato depositato oggi in cancelleria.

Il Tribunale della Libertà si sofferma, tra l'altro, sul principale reato contestato, quello di sequestro di persona (per il quale hanno disposto l'annullamento delle ordinanze). A tale proposito i giudici inquadrano l'operazione alla caserma Raniero - dove furono portati i giovani prelevati dagli ospedali - come finalizzata ''all'espletamento di attività di polizia, consentite dalla legge, poi attuate con modalità irrituali e illecite''.

''E' indubbio che tutta l'operazione sia stata connotata da evidente disorganizzazione, confusione e mancanza di raccordi con le altre autorità
impegnate nello svolgimento del servizio e che, in particolare siano state poste in essere condotte violente, vessatorie e in palese violazione delle norme di legge''. Così scrivono i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli nel capitolo dell'ordinanza con la quale motivano l'annullamento degli arresti in relazione all'ipotesi del sequestro di persona, il principale reato contestato ai poliziotti coinvolti nell'inchiesta sui presunti abusi alla caserma Raniero. Per il Tribunale invece ''tali condotte appaiono riconducibili ad altre ipotesi delittuose'' (ovvero violenza privata e lesioni). I giudici del Riesame sottolineano che ''l'ordine di trasportare in caserma le persone prelevate dai drappelli di polizia presso gli ospedali cittadini, sia stato improvviso e dettato dallo stato di particolare emergenza, venutosi a creare a seguito degli scontri di piazza, in cui operavano gli addetti all'ordine pubblico''.

Secono il Tribunale ''il fatto che molte delle persone, prelevate dai drappelli, fossero state ivi già identificate con i documenti di riconoscimento e, in alcuni casi, anche sommariamente perquisite, non è idonea a fondare l'ipotesi accusatoria (il reato di sequestro, ndr), apparendo nella particolare contingenza operativa, comunque, giustificabili le ulteriori e piu' approfondite verifiche da svolgersi anche in collegamento con il personale addetto all'ordine pubblici, direttamente operante in piazza''.

''La circostanza poi che nella confusione del momento siano state prelevate dalle pattuglie anche persone che non presentavano ferite, ma che comunque si trovavano presso i drappelli di polizia quali accompagnatori - osserva il tribunale - non può certamente costituire dato di univoca e preordinata volontà di prevaricazione delle forze dell'ordine nei confronti di soggetti inermi''.

''Presso la caserma - scrivono poi i giudici - si è proceduto, dunque, a svolgere operazioni di polizia giudiziaria di identificazione, perquisizione, sequestro e fotosegnalamento di quasi tutte le persone ivi condotte: tali attività, sia pure svolte in palese violazione di norme penali, con abuso di autorità, senza informare il PM, senza che gli venissero trasmessi nei termini i relativi verbali e senza contatti con i
difensori, non appaiono sufficientemente sintomatiche per connotare l'operazione nei termini ritenuti dal giudice della cautela (il reato di sequestro alla base dell'ordinanza del gip, ndr). In paricolare non può inequivocabilmente sostenersi che tutta l'operazione era finalizzata 'a tenere in una situazione di soggezione e di vincolo soggetti rei di aver partecipato alla manifestazione e pertanto, meritevoli di una punizione al di là di quanto consentito dalla legge e al di fuori di ogni possibile verifica dell'autorità giudiziarià e non, piuttosto, all'espletamento di attività di polizia, consentite dalla legge, poi attuate con modalità irrituali e illecite''.

Il Tribunale si sofferma inoltre sull'ordine di prelevare le persone dagli ospedali citando le dichiarazioni fatte, in qualità di testimone, dal capo di Gabinetto della questura di Napoli, Alessandro Marangoni (ha affermato, tra l'altro, che ''la direttiva orale da lui diramata era stata dettata dalla impossibilità di effettuare i necessari approfondimenti presso i drappelli, il cui personale non era stato rafforzato in previsione dell'evento''). Marangoni ''ha anche precisato che l'accompagnamento in caserma era stato da lui disposto solo per le persone che presentavano ferite e che quelle che non si trovavano in tali condizioni, erano state condotte in caserma a causa di un fraintendimento da parte del personale che aveva ricevuto l'ordine''.

I giudici ritengono che ''la disposizione impartita, seppure orale e priva dei formali requisiti, poteva essere ritenuta legittima e, pertanto, non suscettibile di essere sindacata dagli esecutori della stessa, ivi compresi i funzionari ed agenti, impegnati nella caserma Raniero e deputati a svolgere le attività di approfondimento richieste''.

Le dichiarazioni di accusa nei confronti dei poliziotti fatte dalle persone condotte alla caserma Raniero ''appaiono allo stato e fatti salvi tutti gli
ulteriori sviluppi investigativi, complessivamente attendibili''. E' uno dei punti fondamentali indicati nelle motivazioni del provvedimento di revoca degli arresti emesso dal Tribunale del Riesame di Napoli. I giudici sottolineano che tali dichiarazioni ''provengono non solo da coloro che hanno affermato di aver subito violenze, o che sono stati denunziati, ma anche da coloro che, pur non essendo oggetto di particolari forme di violenza, sono stati in grado, in quanto presenti in Caserma, di riferire sui fatti verificatisi''.

Secondo il Tribunale della Libertà, le dichiarazioni ''oltre a risultare convergenti sulla tipologia degli abusi posti in essere, si intersecano tra di loro in modo non contraddittorio e tale da fare rilevare in maniera precisa e puntuale gli episodi cui i ragazzi fanno riferimento, i soggetti (indagati e parti lese) che ne sono stati i protagonisti, le operazioni svolte e anche gli orari, seppure con qualche giustificabile approssimazione, in cui esse sono state compiute''. Le dichiarazioni inoltre ''hanno trovato un sia pure parziale riscontro nelle acquisizioni probatorie (e a tale proposito vengono citati un doppio verbale di interrogatorio, le foto, i referti ospedalieri e le relazioni delle pattuglie, Ndr),
nonchè, come si può rilevare dal contenuto degli interrogatori, nelle stesse dichiarazioni degli indagati''.

Il Tribunale infine esclude intenti calunnatori nei confronti dei poliziotti. ''Pur considerato - è scritto nelle motivazioni - l'interesse di cui è portatore il testimone parte offesa (la cui dichiarazione va, pertanto, vagliata con particolare prudente apprezzamento) non appare 'ictu oculi' sussistere un intento calunnatorio atteso che, oltre ai rilievi già svolti,gli stessi ragazzi hanno affermato che nel pomeriggio, intorno
alle 16.30 l'atmosfera incandescente della mattinata si era placata''.

I ragazzi inoltre ''in sede di individuazione, effettuata attraverso la visione di numerose fotografie, hanno palesato anche le loro incertezze in merito ai soggetti che venivano identificati attribuendo, solo laddove erano sicuri, specifici comportamenti illeciti alle singole persone, tra quelle da loro indicate come presenti, ed effettivamente risultate in servizio in quella giornata presso la caserma, come emerge dagli orari
dei turni da ciascuno effettuati, con l'indicazione anche degli straordinari''.

(22 MAGGIO 2002, ORE 11:00, aggiornato alle ore 14:00)