«Eros center» No di Giovanardi sì dall’imam
MILANO - Cosa accomuna un sindacato di polizia, una pornostar e una guida spirituale musulmana? Gli «eros center» di Bossi, la proposta della Lega (da oggi inizierà la raccolta di firme) per togliere dalla strada le prostitute e «trasferirle» in centri controllati e gestiti da privati. Il più entusiasta è Bouriqi Bouchta, l’imam di una delle sei moschee di Torino (quello che si scagliò contro gli Usa dopo l’11 settembre, o che si battè per far tenere il velo alle donne musulmane anche sui documenti d’identità). «Quella di Bossi è una proposta coraggiosa - dice -. Ha l’alto valore di voler conservare veramente l’etica della vita sociale e i valori umani legati sia al buon comportamento che all’educazione civile». Non solo, Bouchta promette di raccogliere dentro la comunità musulmana torinese 30 mila firme, e si sbilancia prospettandone altre 800 mila in tutta Italia.
Esulta anche Natasha, pornostar celebre nell’Est europeo, considerata l’erede di Moana Pozzi. «La proposta lanciata dal leader della Lega calza a pennello, è giusta e corretta», osserva. E aggiunge: «La pornografia deve essere riservata agli adulti consenzienti. Non è giusto che chiunque si avvicini ad un’edicola debba essere costretto a confrontarsi con cassette e con riviste patinate completamente pornografiche. Non è giusto che questo materiale sia sottoposto, inevitabilmente, all’attenzione dei bambini».
«Il ministro Bossi ha ragione». Questa volta a dirlo è l’Usp, l’Unione sindacale di polizia: «Basta con la vergogna della prostituzione per le strade. Piazze, centri e periferie sono ridotte a un vero e proprio schifo dal fenomeno della prostituzione vagante. Gli eros center proposti da Bossi potrebbero in gran parte risolvere l’attuale situazione».
Invece, i più decisi a contrastare la proposta di legge popolare sono gli alleati centristi della maggioranza. Luca Volontè taglia corto dicendo che la proposta «non è e non era nel programma della Casa delle libertà»; mentre il ministro Carlo Giovanardi se la cava con una battuta: «Noi dell’Udc impediremo a Bossi di portare l’Italia a puttane».
Corriere della Sera 24 maggio 2002
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