Parenti serpenti e alleati serpenti
Bossi va a Treviso e ( in un cinema.......... ) dichiara che Berlusconi avrebbe voluto ilsuo candidto . Come dire : Quello proposto dallo stesso Berlusconi è inaffidabile e fasullo e lo stesso quello dei centristi. Nemmeno gli avversari dello schieramento opposto sarebbero arrivati a tanta raffinatezza ..... velenosa
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Qui Berlusconi voterebbe Lega»
Bossi fa decollare Zaia
«Dio ci scampi dalla Dc...»
«Qualcuno vuol fare tornare il passato candidando un impiegato degli artigiani Silvio ci sta usando per ripulire Forza Italia»
di Nicola Pellicani
A Bossi bastano un paio di randellate per demolire Forza Italia e il suo candidato alla presidenza della Provincia. Il senatùr prima e Gentilini poi, per appoggiare Zaia si guardano bene da colpire Berlusconi, ma prendono di mira gli azzurri trevigiani. La mela marcia dell'esercito di Silvio: «A volte Berlusconi usa noi della Lega per fare pulizia all'interno di Forza Italia. Non ho dubbi», insiste il leader del Carroccio, «che se Berlusconi abitasse a Treviso voterebbe per la Lega».
La prima picconata di Bossi diventa uno spot elettorale da copyright, la seconda fa il resto: «So che il Polo candida un dipendente degli artigiani, un democristiano legato a Bernini, alla peggior risma della Dc. Di fronte ad un'ipotesi di questo genere, la Lega non poteva far altro che andare per la sua strada. Treviso rappresenta uno di quei casi in cui Forza Italia non riesce a reclutare persone affidabili, che offrono garanzia. Al contrario Zaia è un candidato con le carte in regola. E' fondamentale avere persone oneste per governare un ente come la Provincia. Non è un caso», insiste Bossi, «se Berlusconi non è venuto a Treviso. Non poteva venire a sostenere una simile coalizione».
Le parole di Bossi si abbattono come un ciclone su Giacomin e su Forza Italia di Treviso. L'obiettivo è colpire senza pietà il principale concorrente.
Bossi non scansa il bersaglio. Non dribbla le domande come ha fatto Fini una settimana fa, ma mira dritto al cuore. E Gentilini, accolto da un boato dal popolo leghista che ha riempito ieri sera l'Embassy, non è da meno: «Gli ideali leghisti, dovrebbero essere comuni a quelli della Casa delle Libertà, ma sono stati irrisi da coloro che dovevano essere i nostri alleati. A Treviso Forza Italia non ha avuto il coraggio di fare come a Verona, dove sono state tagliate le teste dei ribelli. Qui sono stati rimessi in circolazione i transfughi della Lega, pipistrelli della peggior specie che devono essere nuovamente ibernati. I transfughi vanno gettati in mare. In questo quadro», aggiunge il sindaco, «la Lega ha il dovere di erigere un cordone sanitario contro gli immigrati, i no global, i nomadi rubiaioli e i centri sociali. Contro tutti costoro, tolleranza zero. A noi non interessa una civilità multietnica, abbiamo mille anni di storia da difendere». Gentilini è il solito fiume in piena. Il popolo leghista applaude, mentre Bossi dedica il secondo round del suo intervento a rilanciare la proposta d'iniziativa di legge popolare contro la prostituzione e, nell'anniversario della morte di Falcone, ad una riflessione sulla lotta alla mafia: «Non penso che sia stata abbassata la guardia sulla lotta alla mafia. La mafia non si batte con la magistratura e con la Polizia. Perlomeno, non solo con queste forze. E' un problema politico, di federalismo. «Al Sud la classe politica non è forte e bisogna quindi trovare il modo per portarla ad essere tale».
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