Con un tema lanciato dal forumista Ago, si è dato vita ad un dibattito fra ques'ultimo e Gionata Pacor: concetti a volte opposti, ma toni distesi e contenuti degni di esser letti.
Penso che fra le cose fatte dal ministro Tremonti emerga il pauroso fallimento del progetto per l'emersione del lavoro nero. Se perdonate l'involontario gioco di parole, possiamo constatare che il numero dei lavoratori "emersi" è risibile di fronte al fenomeno.
Questo fatto, che ritengo non vorrete confutare, mi spaventa non poco. Infatti la legge fa il paio con la 409/2001, per il rientro dei capitali:
- presenta evidenti dubbi di costituzionalità;
- porta risultati modesti rispetto al fenomeno;
- concede dunque sanatoria penale agli utilizzatori e lascia spazio a pesanti sanzioni per i più.
Ecco è proprio quest'ultimo punto che mi fa pensare. Un imprenditore, che probabilmente ha votato per questo governo, non aderisce alle leggi che esso fa votare in Parlamento dalla maggioranza d'appartenenza.
Perchè?
Temo che colui che non fa emergere il nero, e colui che lascia i capitali all'estero, puntino
- su appoggi politici più forti della magistratura;
- sull'incostituzionalità del provvedimento;
- sulla scarsa voglia di sanzione penale da parte dell'esecutivo.
L' approccio bonario verso gravi crimini contro la cosa pubblica, che il governo dimostra stornando le attenzioni su altri comportamenti criminosi (Biagi e Santoro: sic!), vale infatti più di ogni altro garantismo. Vedremo fra poco di quanto sarà aumentato quel falso buco proclamato lo scorso anno. Vediamo già oggi il debito pubblico superare alla grande tutte le soglie previste ed impreviste.
Allora, solo allora....diminuiranno le tasse. Posto che nessuno ci può credere a questa ennesima puttanata, mi domando: chi ne subirà i costi?
Informauro




Rispondi Citando