15.05.2003
I gesuiti: «Agli occhi di molti il premier sembra alla ricerca dell'impunità»
di red
Neanche il tempo di annunciare che «c'è l'accordo su come procedere sul "lodo Maccanico"» - annunciato dal vice premier Fini in un'intervista a Panorama - che sul governo piovono un mare di critiche. Alcune, forse, più pesanti di altre. E per la maggioranza lo sono sicuramente quelle forumlate dalla rivista dei gesuiti «Civiltà Cattolica».
Che all'argomento giustizia, o meglio: al tema di come Berlusconi voglia sottrarsi alla giustizia, dedica un lungo commento. Firmato da padre Michele Simone.
«Dispiace che il Presidente del Consiglio continui a rifiutare di abbassare i toni dello scontro, nonostante i ripetuti richiami che il Presidente della Repubblica ha rivolto a tutti -scrivono i gesuiti nel numero della rvista che uscirà sabato prossimo - infatti in un sistema democratico bipolare le regole non possono essere scritte soltanto dalla maggioranza, ma devono essere concordate con l'opposizione, altrimenti si cade in quella che i costituzionalisti chiamano la dittatura della maggioranza».
E se questa è la premessa è facile intuire quali siano i ragionamenti che ne conseguono. «La sentenza di primo grado sul deputato di Fi, Cesare Previti», per esempio. «Le dichiarazioni rese dal presidente del Consiglio sono state l'occasione per acuire lo scontro istituzionale in atto tra Governo e Magistratura: di questo e della sua gravità vogliamo occuparci». I gesuiti ricordano quindi le dichiarazioni
fatte dopo la sentenza di Milano: dichiarazioni che hanno volutamente ignorato gli appelli del presidente Ciampi, nel suo «difficile compito di garante dell'equilibrio
tra i poteri dello Stato».
Molte, come detto, le riserve dei gesuiti anche sul lodo Maccanico. La rivista non nasconde le sue riserve. Più per il clima che accompagna il varo di questo provvedimento che nel merito. Scrive padre Michele Simone: «Da un punto di vista giuridico e costituzionale nulla si oppone all'approvazione di un tale provvedimento a suo tempo anche la nostra rivista si dichiarò favorevole ad esso. Oggi però la situazione politica è cambiata per cui non mancano difficoltà politiche alla sua approvazione». Considerato, insomma, il «clima attuale», la sua approvazione costituirebbe l'avvio di uno scontro definitivo sino alla fine della legislatura».
«Diverso», ad avviso di Civiltà Cattolica, il «problema dell'immunità parlamentare». «Il presidente del Consiglio propone di ritornare sostanzialmente al vecchio testo e quindi al sistema dell'autorizzazione a procedere. È necessaria una legge costituzionale per un tale cambiamento, con i tempi che essa richiede. Ma non ci nascondiamo che una tale decisione, anche se giuridicamente legittima, nell'attuale clima di scontro tra Governo e magistratura apparirebbe agli occhi di molti come la ricerca di impunità da parte di cittadini privilegiati. Non è difficile ipotizzare, specialmente in un sistema bipolare, che la norma sarebbe facilmente utilizzata come difesa a oltranza nei confronti di ogni parlamentare soprattutto della maggioranza».
da www.unita.it




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