L'assemblea generale dei vescovi si riunisce ad Assisi
"Nella sanità serve un federalismo che sia bilanciato"
Devolution, le critiche dei vescovi
"Norme controverse, parlino elettori"
Fassino: "Condivido le preoccupazioni espresse dalla Sir"
Il cardinale Camillo Ruini
ASSISI - Una riforma "assai controversa", che comporta cambiamenti "ancora non chiari". Da qui al referendum (perché "ora la parola passa agli elettori"), dovrà dunque svilupparsi un "pacato ma profondo dibattito. E' questa la sostanza della nota sulla riforma della seconda parte della Costituzione diffusa oggi dalla Sir, l'agenzia di stampa della Cei. Dopo l'approvazione della devolution, i vescovi italiani, riuniti nell'assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, riunita ad Assisi, non nascondono le perplessità e rimarcano l'esigenza "che in ambito sanitario il federalismo sia solidale e preveda meccanismi di eventuali perequazioni tra le regioni".
"Si tratta - ha sottolineato Monsignor Giuseppe Merisi della Commissione episcopale per la sanità - di un'esigenza che nasce dalla base e che noi facciamo presente nel rispetto per le competenze delle istituzioni civili a ciò collegate".
Per la Cei "la garanzia alla pari accessibilità ed equità del cittadino alle cure" deve tradursi in due esigenze fondamentali: "la riduzione delle liste d'attesa" e "l'attenuazione del divario tra nord e sud, con conseguente riduzione dell'emigrazione sanitaria", ovvero dei cosiddetti 'viaggi della speranza'.
Da Assisi si fa però notare che "mentre questo può essere valido da un punto di vista quantitativo la definizione del numero di prestazioni cui tutti i cittadini hanno diritto, ci sono problemi a definire gli standard qualitativi per cui un cittadino di una regione può accedere a prestazioni di maggiore qualità rispetto allo stesso tipo di prestazioni a cui accede un cittadino di un'altra regione".
"Condivido totalmente le preoccupazioni espresse dai vescovi italiani che peraltro io ho già espresso ieri", ha commentato il segretario dei Ds, Piero Fassino.
"Spero che il governo di centrodestra, quando le preoccupazioni le esprime non soltanto l'opposizione ma un mondo così importante come quello della Chiesa cattolica - ha aggiunto Fassino, a margine di un convegno sul cinema - rifletta attentamente sui guasti che questa riforma sta introducendo nella vita del Paese".
Il leader Ds è tornato a fare l'esempio del rischio che correrà il sistema sanitario che "da nazionale si dividerà in 20 sistema diversi che non garantiranno più uguaglianza di diritti e opportunità di prestazioni. E lo stesso - ha aggiunto - avverrà nel campo della scuola".
(17 novembre 2005
Il presidente della Camera: "Ho dei dubbi su premierato e bicameralismo"
"Lascio il gruppo misto, pronto per la campagna elettorale"
Riforme costituzionali, i dubbi di Casini
"Parte della riforma non mi convince"
Casini con Berlusconi
ROMA - "Per essere chiaro, non è che tutta la riforma mi convinca tanto". Così il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, nella registrazione della trasmissione "Porta a Porta", si esprime sulla riforma costituzionale approvata ieri definitivamente dal Senato. Secondo Casini, la "parte migliore" di questo progetto è quella relativa "al federalismo. Semmai i dubbi che il presidente della Camera esprime riguardano il premierato e il bicameralismo. "Non c'è la dittatura del premier - dice Casini - io credo che le norme antiribaltone, pur giuste, lo abbiamo talmente ingessato in alcuni passaggi che rischiamo di avere un premier più debole di quello che si pensa, non più forte".
Perplessità anche sul bicameralismo: "Il funzionamento concreto del meccanismo complesso che si è messo in atto tra la Camera e il Senato delle autonomie".
"Il referendum - aggiunge poi la terza carica dello Stato - è un grande fattore di democrazia, spero che i cittadini, con serenità, esaminino e votino senza essere tirati da una parte e dall'altra dai partiti. Sdrammatizziamo la questione".
Per Casini, comunque, se il testo approvato è ora migliore è grazie all'Udc, che non ha certo "mutato posizione", ma semmai "ha mutato i contenuti della legge", come ad esempio" l'inserimento di alcuni punti fondamentali, quelli dell'intesse nazionale.
Il presidente della Camera, infine, ha annunciato di voler lasciare il gruppo misto e di iscriversi al quello dell'Udc, il suo partito. "Farò campgna elettorale" dice Casini.
(17 novembre 2005)
da www.repubblica.it




Rispondi Citando
