Saimo alle solite.
C'è un parlamento che, in base alla Costituzione e su mandato del Popolo sovrano, promulga delle leggi e c'è un altro potere - la Magistratura - che anziché impegnarsi per farle rispettare decide di interpretarle al fine che vengano disattese.
Che dietro a questo ci sia la lotta per il potere non sta a noi dirlo, illustri studiosi e scrittori si sono già espressi in merito sia pro che contro.
Certo fa specie apprendere che certi giudici di pace interpretano arbitrariamente una Legge dello Stato ed evitano di applicare le relative sanzioni adducendo motivazioni che all'orecchio del comune cittadino suonano pretestuose e prive di sostanza.
Dunque una interpretazione personale in palese contrasto con il dettato legislativo.«non doversi procedere per particolare tenuità del fatto» nei confronti di un clandestino in quanto «incensurato, non aveva mai avuto problemi con la giustizia e svolgeva un'attività lecita, seppure in forma irregolare, così che non appariva giustificata l'azione penale nei suoi confronti».
Il Tempo - Politica - Clandestini, già trovato l'inganno




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