L’inno di Mameli? Scordatevelo»
Gattuso dal ritiro giapponese manda un messaggio ai tifosi italiani «Lo abbiamo deciso insieme per una nostra questione di orgoglio»
«Lo cantiamo spesso in pullman, ma non lo faremo mai prima della partita»
Sendai. Non fatevi pubblicità sull'inno, e alle spalle della nazionale. È il messaggio che dagli azzurri rimbalza in Italia. «Cantiamo l'inno tutti i giorni, anche due o tre volte al giorno quando siamo in pullman - ha spiegato Gennaro Gattuso - però in campo abbiamo deciso di non cantarlo, per una nostra questione di orgoglio» . O meglio di puntiglio. «L'approccio alla questione è stato sbagliato - ha spiegato il centrocampista della nazionale - le parole le conosciamo tutti, ci scommetterei del mio. E d'altra parte a Porta a Porta abbiamo dimostrato di saperlo. Però c'è una trasmissione che tutti i lunedì, da tempo, ce lo chiede: se a chiederlo deve essere Biscardi, vuole dire che siamo alla frutta. È ora di finirla di farsi pubblicità alle spalle della nazionale, sarebbe ora di volerci un po’ più bene» .
Gattuso si fa portavoce del gruppo azzurro, confortato dalle parole di Ciampi nel saluto al Quirinale. «Lo ha detto anche il capo dello stato: ha rivelato che lui lo ha cantato poche volte, e soprattutto quando gli è venuto spontaneo» . I giocatori sanno le parole, sottolinea: «Guardate le immagini della panchina, nell'amichevole con il Kashima: chi più chi meno lo cantiamo tutti. Però in campo prevale l'orgoglio, dopo tanta pressione e pubblicità. Abbiamo deciso così, e così è» .
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certo certo, non è ai mondiali ma ha fatto l'europeo in quanto Under21, l'altro invece sai dove gioca? Romma (sponda lazio), pure lui non è ai mondiali per infortunio.