ho trovato questo articolo nel forum della destra radicale:
Celebrò una messa per Mussolini, prete nei guai
Fonte: Il Nuovo
Celebrò una messa per Mussolini, prete nei guai
Un parroco di 72 anni di Falconara ha ricevuto un'imputazione coatta per concorso in atti commemorativi del disciolto partito fascista, per aver tenuto il 28 aprile 2000, una messa in suffragio del Duce.
ANCONA, 20 APR - Un parroco di 72 anni di Falconara (Ancona), don Valerio Pieralisi, è finito nei guai per aver celebrato, il 28 aprile 2000, una messa in suffragio di Mussolini richiestagli da alcuni esponenti di Forza Nuova. L' anziano prete ha ricevuto un'imputazione coatta, per
concorso in atti commemorativi del disciolto partito fascista, dal gip di Ancona, il quale, respingendo la richiesta di archiviazione del pm, ha di fatto disposto il processo.
''Don Valerio - spiega il legale d' ufficio, Alessandro Rocco - verrà interrogato nei prossimi giorni per il reato previsto dalla legge Scelba del '52, ma la sua è una posizione diversa da quella degli esponenti di FN che richiesero e parteciparono alla funzione'', e che pure risulterebbero indagati. ''Lui - precisa il legale -, celebrando la messa in memoria di un defunto, ha solo fatto quanto gli competeva per il suo ufficio di sacerdote''. E don Cesare ripete lo stesso, insistendo di avere solo fatto il suo dovere, limitandosi al rito sacro senza ''sbavature'' di sorta; di cui, invece, si sarebbero macchiati i giovani di FN fuori dalla chiesa, salutando romanamente.
''Avevo anche chiesto il permesso al vescovo - ha riferito il prete - e veramente non capisco tutta questa vicenda, visto che una decina d' anni fa, sempre col permesso del vescovo, avevo detto un'altra messa in memoria di Mussolini alla Chiesa del Sacramento di Ancona, senza che accadesse niente''. Sulla vicenda - riportata oggi da alcuni quotidiani locali - interviene anche Giorgio Gioacchini, esponente di FN, che figurerebbe fra gli indagati e che però afferma di non avere ancora ricevuto alcun avviso. ''Il guardasigilli Castelli - osserva - sta tentando di portare avanti un provvedimento che abolirà tutti i reati d'opinione, ma ci sono ancora procedimenti giudiziari che tendono a perseguire episodi che in definitiva sono solo espressioni di libero pensiero e non reati gravemente lesivi dell'ordine sociale. Sei ragazzi, di cui tre minorenni, e un vecchio prete avrebbero minato la democrazia della Repubblica: trovo assurda un'accusa del genere. Senza contare poi che ogni anno, il 28 aprile, migliaia di italiani non antidemocratici si ritrovano a Predappio sulla tomba del duce e salutano romanamente. Abbiamo solo voluto commemorare i caduti della Repubblica Sociale Italiana, i nostri morti, dando un segnale di riconciliazione, e non tentato di ricostituire il Pnf, col quale non abbiamo alcuna continuità' politica. E poi - conclude - lo stesso presidente Ciampi ha detto che i morti di
ambo le parti hanno uguali diritti''.
in che razza di paese viviamo
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W la liberta'




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