Nel '97 mi trovai improvvisamente con 18.000 mq di terra in più. E mio padre di meno.
Nella mia disperazione, decisi di gettare all'aria la mia brillante carriera di banchiere italiano all'estero: a cosa mi era servita se non avevo potuto neanche baciare Papà sul letto di morte?
Fra le mille cose che affrontai avevo un progetto: mi aveva donato quella terra, ed era di quella che dovevo vivere.
Non è molta, anzi è pochissima per viverci in sei: continuai a lavorare come faccio anche oggi. Però qualcosa è cambiato in me e per la mia famiglia. Oggi lì vivono i miei suoceri e coltiviamo quella terra con amore e perseveranza. Ne ricaviamo:
- Olio;
- Patate;
- Carciofi (ormai sono finiti, ma quanto sono buoni!);
- Fave (no, niente pecorino...)
- Piselli;
- Pomodori;
- Cavolfiori;
- Zucchine;
- Broccoletti (li hai mai provati con le salsicce?);
- Fagioli e Fagiolini;
- Pesche;
- Mele;
- Nespole;
- Fichi;
- Albicocche;
- Ciliege;
- Basilico; Prezzemolo; Salvia; Rosmarino e naturalmente...
- Cipolle.
Alcune galline ci assicurano una buona dose di uova.
So che non basta ed in particolare per l'olio aiutiamo anche altrove. Però è pur sempre qualcosa, se non altro perchè, in particolare mia figlia piccola, preferisce ormai zappare le patate piuttosto che giocare alla Playstation (che infatti non abbiamo, e non ci manca).
Ciao!
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