Capaci, ergastolo annullato per 13 boss
La Cassazione contro le sentenze di Appello per alcuni dei mandanti della strage: far parte della Cupola non basta di per sé per dimostrare di essere tra i responsabili della strage.
SPECIALE: 10 ANNI DA CAPACI
ROMA - Tredici ergastoli annullati con rinvio, per altrettanti boss accusati di essere tra i mandanti della strage di Capaci. E' questa la clamorosa sentenza della quinta sezione penale della Cassazione.
In particolare la Corte di Assise di Appello di Catania (alla quale è stato rinviato il processo proveniente da Caltanissetta), per la strage in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e la sua scorta, dovrà rifare il processo a Pietro Aglieri, Salvatore Buscemi, Pippo Calò, Giuseppe Farinella, Antonino Giuffrè, Antonino Geraci, Greco, Francesco Madonia, Giuseppe Salvatore Montalto, Matteo Motisi, Benedetto Spera.
La sentenza arriva dopo che il Procuratore generale della Cassazione Nino Abbate a proposito dei ricorsi presentati davanti alla Suprema Corte aveva chiesto l'annullamento dell'ergastolo per 6 boss che al momento della strage si trovavano in carcere e la conferma degli altri condannati.
Dovrà essere ricalcolata inoltre la pena per il boss Mariano Agate. Confermate invece le altre 21 condanne per gli esecutori materiali dell'attentato (tra questi Rampulla, Troja, Battaglia, Biondino, Biondo, Cangemi) e per gli altri componenti la Cupola come Totò Riina, Leoluca Bagarella, Domenico e Raffaele Ganci.
In sostanza la V sezione penale sembra confermare la linea di giudizio per cui la sola appartenenza alla Cupola di Cosa Nostra non comporta automaticamente per tutti i boss, in mancanza di riscontri, l'adesione alle decisioni della Commissione per le quali non è dimostrata la partecipazione diretta di ogni singolo capo mandamento. Con un implicita sconfessione anche del ''teorema Buscetta'' in base al quale per i delitti eccellenti sono da considerarsi mandanti tutti i componenti della Cupola.




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