Le sette figlie di Eva
è il titolo dell'interessantissimo libro del genetista britannico Bryan Sykes che ho appena finito di leggere. L'autore, docente di genetica a Oxford, già famoso per aver datato mediante analisi di DNA l'uomo del Similaun ed aver comprovato l'autenticità dei resti della famiglia imperiale russa sterminata nel 1918 dai bolscevichi, propone una nuova visione del passato ancestrale umano basata sulla ricerca genetiche a partire dal DNA mitocondriale.
Grazie a tecniche ormai consolidate, Sykes dimostra che tutta la popolazione dell'Europa discende da solo sette donne ancestrali (che chiama 'le sette figlie di eva), genitrici di altrettante linee genetiche presenti nella popolazione europea attiuale. Ebbene, sei delle sette linee sono paleolitiche (cioè di cacciatori-raccoglitori), e solo una neolitica (di agricoltori), cioè circa l'80% del patrimonio genetico europeo discende direttamente dai cacciatori-raccoglitori di Cro-Magnon che sostituirono i Neanderthal durante l'ultima era glaciale (tra 50.000 e 17.00 anni fa). Mentre il 20% restante è di agricoltori che avanzarono dal medio oriente circa diecimila anni fa. È una svolta notevole rispetto alla precedente teoria di Luca Cavalli-Sforza, che pretendeva che gli agricoltori neolitici avevano spiazzato completamente o quasi i cacciatori-raccoglitori, e che quindi gli europei discendevano da immigrati dal medio oriente.
Delle sette linee genetiche europee, due hanno il loro nucleo originario in Italia: Katrine nel Veneto, e Tara in Toscana.
Il resto dell'umanità e diviso in altre 26 linee genetiche distinte, che convergono in una sola (la eva africana) 150.000 anni fa.
Un bel libro, scritto magnificamente, che vale la pena leggere. L'ho letto in spagnolo ma sicuramente esiste una versione
italiana.
Bryan Sykes, The Seven Daughters of Eve. 2001.




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