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  1. #1
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    Predefinito Ora e sempre, Militarismo!

    Cari camerati,
    ormai è chiaro come il pensiero unico globalizzato stia cercando di demolire tutti i simboli del pensiero tradizionale, nessuno escluso.
    In particolare, la furia distruttrice e iconoclasta della piovra mondialista si sta scagliando con sempre più forza contro l’ultimo baluardo culturale della tradizione e dell’eroismo, ovvero il militarismo. Fateci caso, ma da molto tempo le cosiddette fonti di trasmissione della cultura hanno convogliato i loro sforzi propagandistici nel tentativo di dipingere il mondo militare come qualcosa di negativo, superato, da gettare nel cestino al pari di qualsiasi cosa inutile e obsoleta. Da anni poi, si assiste a un vero e proprio linciaggio morale verso chi sceglie di arruolarsi VOLONTARIO nell’esercito: quest’ultimo viene bollato come un pazzo fanatico, un esaltato da evitare, da abbandonare ai suoi deliri guerrafondai…

    Ora, proprio in risposta a questa offensiva culturale messa in campo dalle forze materialistiche, oggi più che mai la promozione del “VOLONTARISMO MILITARE” assume un’importanza enorme.
    Infatti, la scelta individuale ed esistenziale di arruolarsi come VOLONTARI nell’esercito equivale alla riaffermazione chiara, inequivocabile di quello schema di valori eterni legati al senso dell’onore, al rispetto della gerarchia, al contegno marziale, all’amore per la disciplina e per il sacrificio, allo spirito di corpo e al cameratismo, al senso del dovere.
    Inoltre, oggi più che mai, arruolarsi VOLONTARIO nelle forze armate significa continuare a far brillare la fiamma dell’eroismo e del volontarismo militare, accesa e alimentata da migliaia di giovani camerati, prima come arditi, poi come legionari nelle imprese fiumane, poi sotto le insegne della MVSN in terra d’Africa, poi nella guerra di Spagna, poi nella seconda guerra mondiale (indimenticabile fu il sacrificio dei volontari della divisione corazzata Giovani Fascisti immolatasi a Bir el Gobi); infine sotto le insegne della gloriosa R.S.I…

    Volando ancora più in alto, ARRUOLARSI VOLONTARI nell’esercito, significa rendere ancora più profondo l’abisso, il solco spirituale tra il volontario militare di ieri e di oggi e la figura antropologica oggi dominante, ovvero il cittadino liberal-progressista… Significa cioè, rendere ancora più plastico e drammatico il contrasto tra uomini tesi verso l’assoluto, verso la propria bandiera di sangue, la propria stirpe imperiale…. e uomini vuoti, uomini impagliati, che appoggiano l’un l’altro la loro testa piena di paglia…figure senza forma, ombre senza colore, forme paralizzate, uomini privi di moto…

    Ebbene camerati, mentre gli uomini di paglia, i servi sciocchi del mondialismo, si godono imperterriti il loro delirio consumista, il volontario militare apre la propria anima all’essenza più pura, alla maestosa tragicità della dimensione umana, innalzando la propria vita come una ferita di luce nel buio, una vertigine che la eleva all’infinito distacco del sogno.

  2. #2
    Ospite

    Predefinito Re: Ora e sempre, Militarismo!

    Originally posted by Arancia Meccanica
    Cari camerati,
    ormai è chiaro come il pensiero unico globalizzato stia cercando di demolire tutti i simboli del pensiero tradizionale, nessuno escluso.
    In particolare, la furia distruttrice e iconoclasta della piovra mondialista si sta scagliando con sempre più forza contro l’ultimo baluardo culturale della tradizione e dell’eroismo, ovvero il militarismo. Fateci caso, ma da molto tempo le cosiddette fonti di trasmissione della cultura hanno convogliato i loro sforzi propagandistici nel tentativo di dipingere il mondo militare come qualcosa di negativo, superato, da gettare nel cestino al pari di qualsiasi cosa inutile e obsoleta. Da anni poi, si assiste a un vero e proprio linciaggio morale verso chi sceglie di arruolarsi VOLONTARIO nell’esercito: quest’ultimo viene bollato come un pazzo fanatico, un esaltato da evitare, da abbandonare ai suoi deliri guerrafondai…

    Ora, proprio in risposta a questa offensiva culturale messa in campo dalle forze materialistiche, oggi più che mai la promozione del “VOLONTARISMO MILITARE” assume un’importanza enorme.
    Infatti, la scelta individuale ed esistenziale di arruolarsi come VOLONTARI nell’esercito equivale alla riaffermazione chiara, inequivocabile di quello schema di valori eterni legati al senso dell’onore, al rispetto della gerarchia, al contegno marziale, all’amore per la disciplina e per il sacrificio, allo spirito di corpo e al cameratismo, al senso del dovere.
    Inoltre, oggi più che mai, arruolarsi VOLONTARIO nelle forze armate significa continuare a far brillare la fiamma dell’eroismo e del volontarismo militare, accesa e alimentata da migliaia di giovani camerati, prima come arditi, poi come legionari nelle imprese fiumane, poi sotto le insegne della MVSN in terra d’Africa, poi nella guerra di Spagna, poi nella seconda guerra mondiale (indimenticabile fu il sacrificio dei volontari della divisione corazzata Giovani Fascisti immolatasi a Bir el Gobi); infine sotto le insegne della gloriosa R.S.I…

    Volando ancora più in alto, ARRUOLARSI VOLONTARI nell’esercito, significa rendere ancora più profondo l’abisso, il solco spirituale tra il volontario militare di ieri e di oggi e la figura antropologica oggi dominante, ovvero il cittadino liberal-progressista… Significa cioè, rendere ancora più plastico e drammatico il contrasto tra uomini tesi verso l’assoluto, verso la propria bandiera di sangue, la propria stirpe imperiale…. e uomini vuoti, uomini impagliati, che appoggiano l’un l’altro la loro testa piena di paglia…figure senza forma, ombre senza colore, forme paralizzate, uomini privi di moto…

    Ebbene camerati, mentre gli uomini di paglia, i servi sciocchi del mondialismo, si godono imperterriti il loro delirio consumista, il volontario militare apre la propria anima all’essenza più pura, alla maestosa tragicità della dimensione umana, innalzando la propria vita come una ferita di luce nel buio, una vertigine che la eleva all’infinito distacco del sogno.
    Commovente. Già mi sto asciugando le lacrime con il guanto d'acciaio. Solo l'occhio destro, però, perché quello sinistro è di vetro e non lacrima - eroicamente perso durante la Guerra del Golfo, grande occasione anticonformista per gli spiriti critici di uno stato delegittimato.
    Ah, non asciugo quell'occhio perché oltretutto rischierei di spazzare via il monocolo che appoggio sul naso. Anzi, appoggio il naso stesso alla faccia, protesi ben realizzata che sostituisce il naso vero, perso quando facevo la guida occitana e annusavo il nemico a distanza.

  3. #3
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    Predefinito Re: Ora e sempre, Militarismo!

    Originally posted by Arancia Meccanica
    Cari camerati,
    ormai è chiaro come il pensiero unico globalizzato stia cercando di demolire tutti i simboli del pensiero tradizionale, nessuno escluso.
    In particolare, la furia distruttrice e iconoclasta della piovra mondialista si sta scagliando con sempre più forza contro l’ultimo baluardo culturale della tradizione e dell’eroismo, ovvero il militarismo. Fateci caso, ma da molto tempo le cosiddette fonti di trasmissione della cultura hanno convogliato i loro sforzi propagandistici nel tentativo di dipingere il mondo militare come qualcosa di negativo, superato, da gettare nel cestino al pari di qualsiasi cosa inutile e obsoleta. Da anni poi, si assiste a un vero e proprio linciaggio morale verso chi sceglie di arruolarsi VOLONTARIO nell’esercito: quest’ultimo viene bollato come un pazzo fanatico, un esaltato da evitare, da abbandonare ai suoi deliri guerrafondai…

    Ora, proprio in risposta a questa offensiva culturale messa in campo dalle forze materialistiche, oggi più che mai la promozione del “VOLONTARISMO MILITARE” assume un’importanza enorme.
    Infatti, la scelta individuale ed esistenziale di arruolarsi come VOLONTARI nell’esercito equivale alla riaffermazione chiara, inequivocabile di quello schema di valori eterni legati al senso dell’onore, al rispetto della gerarchia, al contegno marziale, all’amore per la disciplina e per il sacrificio, allo spirito di corpo e al cameratismo, al senso del dovere.
    Inoltre, oggi più che mai, arruolarsi VOLONTARIO nelle forze armate significa continuare a far brillare la fiamma dell’eroismo e del volontarismo militare, accesa e alimentata da migliaia di giovani camerati, prima come arditi, poi come legionari nelle imprese fiumane, poi sotto le insegne della MVSN in terra d’Africa, poi nella guerra di Spagna, poi nella seconda guerra mondiale (indimenticabile fu il sacrificio dei volontari della divisione corazzata Giovani Fascisti immolatasi a Bir el Gobi); infine sotto le insegne della gloriosa R.S.I…

    Volando ancora più in alto, ARRUOLARSI VOLONTARI nell’esercito, significa rendere ancora più profondo l’abisso, il solco spirituale tra il volontario militare di ieri e di oggi e la figura antropologica oggi dominante, ovvero il cittadino liberal-progressista… Significa cioè, rendere ancora più plastico e drammatico il contrasto tra uomini tesi verso l’assoluto, verso la propria bandiera di sangue, la propria stirpe imperiale…. e uomini vuoti, uomini impagliati, che appoggiano l’un l’altro la loro testa piena di paglia…figure senza forma, ombre senza colore, forme paralizzate, uomini privi di moto…

    Ebbene camerati, mentre gli uomini di paglia, i servi sciocchi del mondialismo, si godono imperterriti il loro delirio consumista, il volontario militare apre la propria anima all’essenza più pura, alla maestosa tragicità della dimensione umana, innalzando la propria vita come una ferita di luce nel buio, una vertigine che la eleva all’infinito distacco del sogno.
    Non sono d'accordo per due aspetti:

    1) Dopo il congelamento della leva obbligatoria e la riforma dell'Esercito, non mi sembra che il volontario nelle FF. AA. sia ancora guardato con disprezzo... Anzi, conosco un sacco di gente che si è sistemata così...

    2) Proprio l'arruolarsi, in questo contesto storico e in questo esercito che spesso è chiamato all'ingrato compito di appendice degli USA e della NATO, mi sembra invece un atto pericolosamente globalizzante...

    Ciao.

  4. #4
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    Guardiamo in faccia la realta',chi sono i volontari nell'esercito oggi?
    1nel migliore dei casi: illusi in buona fede,convinti di servire la patria,mentre invece servono solo gli interessi della nato,di usa e israele,che come riconoscimento..gli regalano un po' di uranio impoverito,con le spiacevoli conseguenze
    2nel peggiore,e credo nella maggior parte dei casi,mercenari che vanno ad arruolarsi solo per i soldi,personalmente ne conosco almeno una decina ,e vi posso garantire che sono la merda peggiore che mi e' capitata sotto tiro(ex-comunisti,pseudo-fascisti,tossici di merda e via dicendo),a loro va il mio piu' caloroso...VAFFANCULO,crepate!
    Infine ragioniamo,come si fa' a essere fascisti,stare contro u.s.a e n.a.t.o,quando poi arruolandosi,di fatto si combatte al loro fianco?
    Riflettete camerati!

  5. #5
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    Sono d'accordo con Arancia. Quella militare è una scelta di vita, incardinata in determinati valori naturali che tendono sempre più ad essere soppressi, violati e ridicolizzati al di fuori di quel mondo.

    L'arruolamento in questo caso può essere una "fuga".

    Non ha senso parlare di Nato e usa e cazzi vari, perchè la vita militare in sè considerata è sempre la stessa e da che mondo e mondo e da che epoca ed epoca nessun soldato ha mai scelto il suo avversario. Sono due discorsi diversi quello della polemica anti atlantica e quello della disciplina militare.

    p.s

    Ughetto non piangere troppo, perchè sennò rischi di strozzarti..conciato come sei...preoccupati del tuo amico De Benoist, che si è definitivamente rincitrullito...e senza fare guerre...

  6. #6
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    Basta non avere i marescialli che ho avuto io: chiusi in ufficio a leggere il giornale,a giocare col pc,a ricevere mazzette per far restare a casa il figlio di questo e di quello o scoparsi l'amante...della serie ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare....il degrado totale! Questi sono coloro che dovrebbero difenderci per primi....gente a volte alta un metro e un cazzo per 100 kg e oltre! Mi chiedevo spesso coi miei commilitoni di come facessero certi ufficiali e sottufficiali a superare le prove fisiche periodiche! Mah! Mistero!

  7. #7
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    Originally posted by Vassilij
    Sono d'accordo con Arancia. Quella militare è una scelta di vita, incardinata in determinati valori naturali che tendono sempre più ad essere soppressi, violati e ridicolizzati al di fuori di quel mondo.

    L'arruolamento in questo caso può essere una "fuga".

    Non ha senso parlare di Nato e usa e cazzi vari, perchè la vita militare in sè considerata è sempre la stessa e da che mondo e mondo e da che epoca ed epoca nessun soldato ha mai scelto il suo avversario. Sono due discorsi diversi quello della polemica anti atlantica e quello della disciplina militare.

    p.s

    Ughetto non piangere troppo, perchè sennò rischi di strozzarti..conciato come sei...preoccupati del tuo amico De Benoist, che si è definitivamente rincitrullito...e senza fare guerre...
    Forse parliamo di cose differenti, ma continuo a non essere d'accordo... Non si può - a mio modesto avviso... - intendere la vita militare come se fosse un limbo ideale e decontestualizzato, poiché, al contrario, è fortemente condizionata nel suo svolgersi dal momento storico in cui si opera, da quali sono le finalità che l'esercito deve perseguire, dalla "serietà" dello Stato cui questo appartiene, ecc. ... Stare nella Legione Straniera, nei Marines, nella Wehrmacht del Terzo Reich, fra le truppe di Roma antica o in quelle del Giappone medievale sono/erano cose molto diverse e che implicano/implicavano una diversa tipologia di vita militare...

    In altri contesti, dunque, sarei stato felice e fiero di prestare servizio tra le FF. AA, ma, ora come ora, sono addirittura arciorgoglioso di non aver regalato un anno della mia vita all'odierno esercito italiano/succursale yankee, dove magari mi sarei ritrovato a pulire i cessi per un ufficiale lardoso arrivato lì chissà come...

    Cordiali saluti.

  8. #8
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    Concordo pienamente con Tomas !
    In questo contesto prestare il servizio di leva significa
    essere ne' piu' ne' meno gli scendiletto della piovra mondialista .

    Secondo voi un buon fascista dovrebbe andare in Iraq o in Serbia
    a sganciare uranio impoverito per conto degli yankees ?

    non scherziamo !

    "... e ciascuno morendo scagli l'asta per l'ultima volta,
    ché degno d'onore e magnifico è per un uomo combattere
    per la sua terra e i figli e la sposa legittima
    contro i nemici "
    Tirteo


    http://www.webgif.com/flags_ani/italia.gif

  9. #9
    Ospite

    Predefinito

    Scherzi a parte, condivido per buona parte quello che dice il mio amico, e consigliere spirituale, Tomàs De Torquemada (a proposito, non ci si sente da un po', quindi ne approfitto per salutarti).
    Non sono contro la guerra in toto, né credo che un antidoto ad essa possa essere la pax universalis di matrice kantiana. La guerra è parte della natura umana: è terribile ma dev'essere, più che rimossa, gestita. Vi risparmio delle considerazioni antropologiche sull'argomento che ho sparso in questi anni sul forum. Preferisco invece sottolineare come rimuovere l'idea di guerra porti alla situazione attuale: creazione di nemici assoluti, spirito da ultima guerra per la pace definitiva, morte e distruzione riversate indiscriminatamente.
    Non andrei mai ad arruolarmi per sostenere una simile causa! Chi è contro l'attuale spirito egemonico e pensa che la globalizzazione vada gestita diversamente, al di là delle sue idee politiche generali, non può combattere per il sistema.

    Detto questo, vorrei dire ai focosi giovincelli così innamorati del volontarismo che è difficile essere un guerriero. Più facile è essere una testa di cazzo esaltata. Il guerriero, e parecchi miti arcaici o tribali lo dimostrano, dev'essere iniziato, deve innanzitutto imparare a convivere con la violenza che ha in sé, imparare a gestirla. In questo senso, il mito dello spirito cannibale, presso i kwakiutl del Canada occidentale, è un chiaro esempio di educazione sia all'essere uomo, sia all'essere guerriero. Ma si possono trovare svariati modelli di "educazione alla guerra".
    In una società come la nostra, tuttavia, dove, per dirla con Canetti, predomina il "tutti sopravviveranno o nessuno", dove l'ego emotivista corrode anche gli spiriti più forti, questa educazione mi sembra un'utopia. Chi esalta l'attuale militarismo fa il gioco dei liberali che almeno parlano chiaro: si combatte per il nostro benessere, per mantere l'egemonia sul petrolio che manda avanti il nostro trabiccolo.
    Statemi sani.

  10. #10
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    Il tuo discorso sarebbe ampiamente condivisibile A.M. se non considerassimo la nato e tutti gli aspetti che ha già indicato Tomas.
    Verissimo che attualmente esiste di fatto un esercito "globalizzato" nel nome degli interessi ienchi e delle loro operazioni commerciali (vedi afghanistan e relativa figura di merda)

 

 
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