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  1. #1
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    Predefinito quando la parola diventa divina

    "ogni società ed ogno stato si compongono di uomini, e gli uomini, i singoli ne costituiscono l'elemento primario.
    Ma quali uomini? non gli uomini dell'individualismo, gli uomini non come atomi o massa di atomi bensì appunto come persone, come esseri differenziati, a ciascuno dei quali compete un diverso rango, una diversa libertà, un diverso diritto nelle gerarchie del creare, del costruire, dell'obbedire e del comandare"


    A NOI
    FSN

  2. #2
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    Predefinito i FASCISTI VERI E GLI ALTRI

    Intendiamoci: non parliamo di quelli che una facile demagogia pennivendola e politichese vorrebbe enumerare e definire come, i "fascisti verdi", i "fascisti rossi", i "fascisti ruandesi", i "fascisti somali", i "fascisti burundesi", i "fascisti serbi" e chi più ne ha, più ne metta...Lo stesso dicasi dei cosiddetti "naziskin", degli "ultras delle curve sud", degli "holligans neri", dei "rockers bruni", degli "xenofobi" o dei "razzisti" di tutte le risme, dei "clerico-fascisti", dei "demo-fascisti", dei "post-fascisti", degli "abiuro-fascisti", ecc.Tutta questa gente, infatti, se «fascista» la volessimo davvero definire, potrebbe al massimo corrispondere alla classica immagine stereotipica che l'antifascismo militante, negli ultimi cinquantasette anni, si è sforzato di produrre e di divulgare sul fascismo, per meglio avvilirlo e meglio diffamarlo. Uguale constatazione per coloro che preferiscono definirsi di destra o di estrema destra, ispirandosi in buona (o in cattiva?) fede al Fascismo. Ancora una volta, trattasi di un genere di «fascisti» che sono facilmente recuperabili dall'antifascismo. Il XVII Congresso del MSI, in quel di Fiuggi, mi sembra, ne abbia data una prova più che esauriente! Gli «scioglitori ufficiali» del MSI, infatti, ed i componenti dell'attuale Alleanza Nazionale, non sono, come si potrebbe credere, dei traditori o dei transfughi dell'ideologia fascista. Sono semplicemente quello che sono sempre stati: uomini di destra o, se preferite, dei «fascisti», come l'antifascismo voleva che fossero! «Pares cum paribus facillime congregantur», direbbero i Latini. È bene quindi che se ne siano andati con i loro simili! Riveniamo ai Fascisti, questa volta, quelli veri. Quelli, cioè, che, direttamente o indirettamente, si ispirano al corpus politico, economico e sociale mussoliniano ed alla visione del mondo che da esso ne deriva.

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    Ardisco non Ordisco

    il fascismo

  3. #3
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Predefinito IL FASCISMO DEI FASCISTI

    Il Fascismo dei Fascisti

    Quel Fascismo che non vuole rinnegare, prende ispirazione dall'intera vita e dalla globale esperienza politica, economica e sociale del suo fondatore e si riconosce nella totalità della sua opera. Si inscrive, inoltre, nella continuità ideale dei princìpi e dei valori della sua Rivoluzione (1919-1922), del suo Governo (1922-1943) e della sua Repubblica Sociale Italiana (1943-1945). Quell’idea, a priori, non è né di destra, né di sinistra, né di centro. Tanto meno, di estrema destra o di estrema sinistra! È un tentativo, sincero ed onesto (anche se non interamente riuscito tra il '22 ed il '45), di superamento ideologico e pratico degli «immortali princìpi» dell'Ottocento. Ed è un tentativo di sintesi tra la visione sociale e nazionale del Paese e tra il passato della politica ed il suo immancabile avvenire. Parafrasando Robert Aron e Arnaud Dandieu ("La révolution nécessaire", Ed. Bernard Grasset, Paris, '33), potremmo dire che se fosse assolutamente necessario dover situare e catalogare il Fascismo in termini parlamentari, allora, quest'ultimo potrebbe senz'altro collocarsi, ad uguale distanza dall'Estrema Destra e dall'Estrema Sinistra, dietro allo scanno del Presidente della Camera, con le spalle all'Assemblea e con il volto ed il cuore verso il Popolo e la Società. Il Fascismo, o meglio, il Mussolinismo, é una visione dell'Uomo, della Società, dello Stato e del Mondo, popolare, pragmatica, spregiudicata e volontarista. «La più audace -come ebbe ad affermare lo stesso Mussolini- la più originale, la più mediterranea ed europea delle idee». Un’idea che parla di Identità, di Indipendenza, di Autodeterminazione e di Sovranità Nazionale. Un’idea che sogna di Spiritualità, di Civiltà e di Rivoluzione. Una Rivoluzione Nazionale e Sociale. Una Rivoluzione che considera il Capitale uguale al Lavoro; che vorrebbe un mondo fatto di Capacità, di Competenze e di Responsabilità; che è per una Giustizia al di sopra delle parti; che propugna l'Economia Partecipativa e l'inserimento delle Categorie nella Direzione del Paese; che è per la Solidarietà e per la Gerarchia dei Valori; che si batte per l'Alternativa Corporativa, per una Società Organica e Differenziata, per la Socializzazione delle imprese e per lo Stato Nazionale del Lavoro. Quell’idea crede nell'Onore, nella Fedeltà, nell'Onestà, nel Senso del Dovere e nella Parola data. Venera gli Eroi, esalta gli Artisti, palpita per i Poeti e s'inchina davanti al Sapere degli Studiosi ed alla Genialità degli Inventori. Vuole il rispetto della Personalità di ognuno, sostiene la Famiglia, rispetta la Fede di tutti, riconosce la Proprietà, favorisce ed incoraggia l'Iniziativa privata (purché non contrasti con l'interesse generale della società), esige la partecipazione delle Maestranze alla direzione delle aziende, pretende la Socializzazione e la ripartizione degli utili nelle imprese, desidera e richiede, in fine, che la terra vada a chi la lavora ed a chi la sa coltivare e far fruttare. Quel tipo di Fascisti, come dicevamo, cinquantasette anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale -e nonostante tutti i divieti e le persecuzioni che sono stati loro imposti-e nonostante i vari ( An,Msi-ft-fsn-fn-ecc. ecc. ) che nulla hanno fatto se non i loro interessi, è sempre tra di noi. Contrariamente a quello che si potrebbe credere o presupporre, quei Fascisti, nella loro stragrande maggioranza, sono dei ragazzi e delle ragazze, degli uomini e delle donne, degli intellettuali e dei lavoratori che nel '45 non erano ancora nati e, tanto meno, erano stati concepiti. Il fatto che oggi, più di mezzo secolo dopo la fine della guerra, ci sia ancora gente che senta il bisogno esistenziale e morale di identificarsi in quell’Idea ed abbia il coraggio politico e civile di dichiararsi Fascista, è la migliore prova che le idee di Mussolini non sono state affatto sconfitte. Anzi, rispetto a quelle degli «altri», sono già vittoriose! Il cammino che le separa dal loro trionfo finale, sembra ancora lungo e tortuoso...Ma la loro vittoria è sicura ed inevitabile, come l’eterno ritorno della luce a discapito delle tenebre.

    "Comunità Ardisco non Ordisco il Fascismo"

    da "Il Popolo d'Italia" N. 3 - marzo 2001 - ANNO III

    PER NON DIMENTICARE

    Pubblichiamo, senza ulteriori commenti, un brano che dovrebbe essere letto e meditato dai tanti cialtroni che spesso si riempiono la bocca parlando di fascismo e della figura del Duce:

    Non dimenticherò mai il momento quando, a11' improvviso diede sfogo a tutta la sua delusione e amarezza per gli avvenimenti del 1943.

    Cosa ho fatto per essere trattato così? Non ho forse servito sempre senza egoismo e con tutte le mie forze il mio popolo? Non ho creato dalla piccola Italia disprezzata da tutti, un impero rispettato e temuto nel mondo? Non ho indicato al mio popolo il cammino per un migliore avvenire? Non ho portato il mio Paese a un punto mai raggiunto prima? Non è stata proprio l'Italia nella crisi del dopoguerra a dare al mondo nuove speranze e nuova fiducia? Non è stato il mio lavoro di anni a far convergere gli sguardi increduli ed ammirati di tutta l'umanità sull’Italia, il Paese della giustizia e del progresso sociale? Non e stata opera se l’immortale e gloriosa Roma è diventata il centro di tutti coloro che avevano come obiettivo la rinascita di questo mondo vecchio e deteriorato, pieno di discordie e di odi?

    È tanto difficile comprendere che non tutte le cose buone si possono creare da un giorno all’altro, ma è necessario avere fede, tempo e fatica affinché gli uomini imparino a comprendere e adottare i nuovi pensieri, le nuove idee, la nuova morale? Cos'è una generazione, cosa sono venti brevissimi anni di fronte al compito affidato al mio popolo? Non posso assolutamente concepire che davanti a compiti tanto giganteschi che richiedono le maggiori energie di un gran popolo durante intere generazioni, abbiano potuto trionfare la volgarità d'animo, la paura ed il profondo egoismo di coloro che maggiormente avrebbero dovuto comprendermi ed aiutarmi. Come avrei potuto immaginare che gli uomini con i quali avevo creduto di formare una nuova aristocrazia dello, spirito mi avrebbero tradito nel modo più infame, dimostrando di aver pensato da sempre al loro esclusivo interesse? Quando qualcuno tentava di raccontarmi qualcosa di simi1e, rifiutavo di crederlo. La mia mente respingeva con orrore l’idea che potesse esistere tanta bassezza. Cosa devo pensare di un re al quale ho donato un impero, che ho reso uno dei sovrani più importanti del mondo che mi ha mentito come il più malvagio degli uomini? Che devo pensare di un maresciallo che avrei dovuto fucilare per i suoi errori e che invece ho sempre aiutato soddisfacendo tutte le sue richieste di benefici personali, di un maresciallo che ha finito tradendo me ed il popolo italiano in una forma che mai si era verificata prima nella storia d'Italia? Cosa devo Pensare di tutti coloro che credevo amici e dei quali pensavo di potermi fidare ciecamente e che, nel momento della massima difficoltà, quando tutte le energie e tutti gli sforzi dovevano essere concentrati all’impossibile per la salvezza d’Italia mi hanno vigliaccamente abbandonato, lasciandosi influenzare dalle menzogne dei nostri nemici, preferendo pensare unicamente nell'interesse personale? E' possibile che uomini, chiamati ed adempiere a un compito teso al miglioramento sociale del popolo e alla grandezza della Patria, siano tanto profondamente abominevoli e malvagi da pensare unicamente al profitto personale, tanto vili e privi del senso dell'onore da temere il sacrificio della propria persona quando arriva l’ora del pericolo? Vorrei sapere se esiste un solo italiano che possa dire di non essere stato aiutato da me nel momento del bisogno. Vorrei sapere se esiste un solo italiano che possa affermare che io mi sia mostrato egoista. Questi imbecilli che si interessano della mia vita privata non hanno niente altro da fare che diffondere senza arrossire le più evidenti bugie e le più scandalose calunnie sul mio conto? So che questi malvagi mi odiano perchè durante il mio governo non potevano manifestare pubblicamente i loro vili propositi.

    È una volgare calunnia affermare che in Italia ci fosse un regime tirannico. Ho sempre teso la mano a chi era disposto a collaborare per l'avvenire d’Italia.



    --------------------------------------------------------------------------------
    Dalla versione spagnola del libro “Als Arzt und vertrauter Freund bei Mussolini" (“Come dottore e amico di fiducia di Mussolini”) del medico persona1e del Duce durante la Repubblica Sociale, Georg Zachariae.

  4. #4
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    Intervento oserei dire eccezionale........
    condivido ogni singola parola
    onore a te camerata natoW

 

 

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