La squadra di Weseige supera la Russia tra mille sofferenze: 3-2. Grande protagonista l'ex parmense Walem. Negli ottavi i belgi incontreranno il Brasile. Il ct Romanstev si dimette.

Il girone H dei Mondiali si conclude con una partita ricca di emozioni che promuove il Belgio agli ottavi di finale a spese della Russia, che recita il mea culpa per una tattica eccessivamente prudente e per le troppe occasioni fallite sull'1-1 che hanno reso inutile il risveglio tardivo nel finale: a fine partita il ct Romantsev si è dimesso. Viceversa, i belgi esultano per una gara tatticamente accorta e premiata con le invenzioni dell'ex udinese Walem (il migliore in campo) ed i cambi azzeccati del suo CT Waseige (peraltro contestatissimo in patria), che negli ultimi 20 minuti mette in campo un altro attaccante scardinando l'incerta difesa della squadra di Romantsev, che si congeda in malo modo da una manifestazione iniziata bene (all'esordio la sua squadra superò nettamente la Tunisia) e proseguita malissimo.

Diversi cambi nel Belgio rispetto al deludente pareggio contro la Tunisia. Oltre a Walem, a centrocampo si rivede Mbo Mpenza, il congolese naturalizzato che viene schierato sulla fascia destra al posto di Simons. In attacco l'esperto Wilmots riconquista il posto ai danni di Strupar, altro naturalizzato.

Romantsev propone la solita Russia molto coperta, con Onopko schierato dietro la linea difensiva, un centrocampo a cinque orfano ancora una volta dell'infortunato Mostovoi (il più atteso tra i russi prima dell'inizio del Mondiale) e il solo Beschastnykh in avanti, con il giovanissimo talento Sychev ancora una volta confinato in panchina.

E' comunque la Russia la prima a rendersi pericolosa dopo 2 minuti, con un'iniziativa di Karpin sulla destra che termina con un traversone per Beschastnykh, anticipato dalla difesa. Ma è il Belgio a comandare il gioco, mettendo a nudo le difficoltà della retroguardia di Romantsev che va in difficoltà quando viene attaccata. E al 7', su in intervento irregolare di Solomatin in ritardo su Wilmots, arriva il gol del vantaggio realizzato da Walem con una splendida punizione che aggira la barriera e termina la sua corsa nell'angolo alto alla sinistra di Nigmatullin.

La squadra di Waseige potrebbe infliggere il colpo del KO già dopo due minuti in contropiede, ancora per merito dell'ex udinese che lancia sulla destra Mpenza il cui destro al volo viene respinto dal portiere con difficoltà. All'11' è ancora il giocatore di colore a creare scompiglio tra la difesa russa, che si salva in angolo con Kovtun; dalla bandierina calcia Walem per De Boeck, che di testa manda di poco sopra la traversa.

Tra i russi comincia a serpeggiare un certo nervosismo, che nel giro di tre minuti provoca le ammonizioni di Solomatin (già diffidato) e Smertin. Per vedere una loro azione bisogna attendere il 20', quando l'ex romanista Alenichev si fa notare sulla sinistra liberandosi di Peeters e Mpenza per poi effettuare un tiro-cross smanacciato da De Vlieger: il pallone finisce sui piedi di Solomatin ma il suo tiro viene rimpallato dalla difesa.

Il Belgio ha buon gioco in contropiede e al 26' crea un altro pericolo con la coppia Wilmots-Mpenza, con quest'ultimo anticipato da un intervento in scivolata di Kovtun costretto a rifugiarsi in angolo.

Romantsev capisce di dover osare di più ed al 33' si decide a mettere in campo anche Sychev, il diciottenne attaccante decisivo contro la Tunisia (nell'unica vittoria ottenuta dai russi in questo Mondiale), togliendo un centrocampista. E il nuovo entrato crea subito un pericolo, tentando una conclusione dalla distanza bloccata a terra da De Vlieger.

Da un rinvio del portiere belga nasce l'ennesimo contropiede che al 39' porta il Belgio nuovamente vicino al raddoppio: il pallone arriva a Wilmots, il cui colpo di testa prolunga la traiettoria per Verheyen che tira senza pensarci due volte tentando un pallonetto, finito alto di poco. Tre minuti dopo è ancora lui ad avere tra i piedi il pallone del 2-0, ma alza troppo la mira su un invitante traversone di Goor dalla sinistra.

Prima della fine del primo tempo, Romantsev deve operare anche un secondo cambio, sostituendo Nikiforov (infortunatosi alla gamba destra in uno scontro di gioco) con Sennikov. Dopo l'intervallo la sua squadra appare più tonica e convinta dei propri mezzi, e nel giro di sette minuti riequilibra il risultato con una bella azione in verticale: Khokhlov smarca Sychev sulla sinistra, scatto e tiro respinto in qualche modo da De Vlieger, sulla ribattuta il più lesto di tutti è Beschastnykh che rompe il ghiaccio in questo Mondiale vanificando il disperato recupero di De Boeck.

Dalla panchina Romantsev rimane impassibile, temendo probabilmente il ritorno dei belgi che non tarda a manifestarsi: dalla ripresa del gioco si sviluppa un'azione sulla destra, Mpenza si libera di Kovtun e mette al centro per Wilmots; il capitano cicca clamorosamente il pallone ma il suo goffo tentativo diventa un assist involontario per Walem, che ha un buon riflesso ma di sinistro non riesce a centrare la porta da posizione decentrata.

Il copione di gioco si inverte rispetto al primo tempo, con il Belgio adesso costretto ad attaccare per cercare il gol-qualificazione e la Russia che si può accontentare del pareggio, ma non rinuncia a rendersi pericolosa. Ed al quarto d'ora crea in contropiede un'altra chiara occasione da rete con un lancio di Titov che taglia la difesa belga e mette in movimento Karpin, pronto al cross per Beschastnykh: il suo colpo di testa non centra il bersaglio ma si trasforma in un assist per Sychev, che manca l'aggancio per un soffio.

La squadra di Waseige fatica a trovare spazi in avanti e il tecnico cerca di correre ai ripari, inserendo un altro attaccante (Sonck) al posto di Mpenza, ormai spompato dal gran correre sulla fascia destra. Una mossa che si rivelerà decisiva, cinque minuti dopo un fallito contropiede da parte dei russi (clamoroso l'errore sottoporta di Karpin su assist di Titov) che avrebbe chiuso irrimediabilmente partita e discorso qualificazione. Il nuovo e definitivo vantaggio dei belgi arriva al 33' grazie a un colpo di testa proprio del nuovo entrato, che raccoglie un corner di Walem anticipando Onopko a centro area. I russi, che ormai stavano assaporando la qualificazione, accusano il colpo e cinque minuti dopo subiscono il terzo gol ad opera di Wilmots, che riceve un pallone da Vanderhaeghe e corona il suo rientro in squadra dall'inizio con un dribbling vincente su Kovtun e un sinistro rasoterra dal limite dell'area che non lascia scampo a Nigmatullin e alle speranze dei russi, che però non si rassegnano e ad un minuto dal termine accorciano le distanze con Sychev, rendendo elettrizzante il finale. Un risveglio tardivo che vivacizza lo spettacolo e conferma una volta di più le qualità di questo giovane attaccante dello Spartak Mosca, per il quale si è già scatenata un'asta tra i grandi club europei.

Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI