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Citazione:
Originally posted by tony
non ci sono solo previti e taromina..la casa della liberta' e' colma di esemplari del genere, naturalmente tutti vogliosi di un giudice indipendente....
un esempio, per tutti, di giudice indipendente : squillante.
Mai sentito parlare di Curtò e di Della Lucia??
:rolleyes:
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E perchè allora non ricordare l'esempio di Luciano Violante che incarcerò, offese, accusò, perseguitò un Eroe della Resistenza che aveva solo il torto di non essere dalla parte sua, dalla parte della sinistra "ex comunista".
Non voglio nominare il suo nome assieme al suo persecutore, lascio ad altri l'alto onore.
saluti
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Mustang, sono più dalla parte di F.B.
Da chiunque dipendano gli inquirenti, la cosa fondamentale è "l'obbligatorietà dell'azione penale". Ecco, io voglio sapere chi garantisce questa obbligatorietà quando i PM dipendessero da Parlamento o Governo, in caso di reati 'sospettati' a carico di deputati o senatori (metti Previti o Dell'Utri). Ecco, io voglio che i PM non siano coartati da nessuno, poi dipendano da chi volete voi.
Per quanto riguarda Edgardo Sogno:
a me è piaciuto come partigiano antifascista,
non riesco a giudicarlo come partigiano anticomunista perchè non ha mai avuto l'occasione di praticare questa attività,
non mi è piaciuto come appartenente attivo alla P2
non mi è piaciuto come cospiratore e fautore di un colpo di stato contro la Repubblica Italiana (così ho sentito dire....)
Se Sogno è veramente questo, ritengo che l'operato di Violante sia indiscutibilmente corretto.
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Spesso la giustizia...
…è negata, scrive il giornalista del Wall Street Journal Francis X. Rocca, che tenta di spiegare i problemi della Giustizia italiana:”Sarebbe difficile negare che il sistema giudiziario italiano abbia bisogno di una revisione”. E si spinge al punto di suggerire quale sarebbe la “vera riforma. Una separazione delle carriere e delle funzioni tra pubblici ministeri e giudici”.
E’ partito dal problema della inefficienza che porta il processo a durare in media 9 anni nelle cause penali e a 10 in quelle civili. Lentezza da cui deriva che “la giustizia è spesso negata”.
L’altro problema è l’influenza politica dei magistrati che si è estesa in modo considerevole dal 1992 in poi. Si ricorda quindi le indagini su sette ministri del governo Amato, tra il ’92 2 il ’93, che si dimisero o furono dimessi anche se poi nessuno di loro fu trovato colpevole; ricorda anche la caduta del governo Berlusconi, nel ’94, dopo che la notizia di un avviso di garanzia fu comunicata alla stampa. Ma il succo dell’articolo viene da affermazioni attribuite al professor Carlo Guarnirei, che insegna scienze politiche all’Università di Bologna.
“L’estrema autonomia dei giudici italiani è unica tra le moderne democrazie”, dice il prof., ma è giustificata dal tentativo di evitare che si ripetessero gli abusi che si verificarono durante il fascismo. Anche se permette abusi di altro tipo.
I magistrati non nascondono le loro affiliazioni politiche. Secondo Guarnieri, pubblici ministeri e giudici sanno a che corrente sia meglio votarsi se “vogliono essere trasferiti o promossi a funzioni più prestigiose. Le decisioni infatti vengono prese non secondo i meriti ma secondo formule patronali, con alcuni lavori riservati a esponenti orientati a sinistra, altri per quelli orientati a destra, e via così”.
Nemmeno la legge di riforma in discussione prevede la “rimozione dei legami strutturali, culturali e persino personali tra pm e giudici, con tutti i pericoli che questo comporta per i diritti degli accusati”.
Quindi, anche per Guarnieri, come per il Presidente Caianiello, il governo non sarebbe determinato a separare le due carriere e le due funzioni, misura che sarebbe invece “necessaria per una vera riforma”.
qui serve ripetere …separare…separare…separare.
saluti