Cari amici,
Vi siete mai chiesti dove finivano tutta quella marea di soldi che l'Ulivo ci ha estorto sotto forma di imposte per anni? Alcuni sono finiti qua. Esiste una società di nome " Italia Cinema", fortemente voluta dal perito industriale prestato ai Beni Culturali Walter Veltroni e controllata per il 51% dal Ministero dei Beni Culturli. Tale societa si occupa di sovvenzionare il nostro cinema. Alcuni esempi:
"Vipere" di Sergio Citti
Sovvenzione :4 miliardi e 919 milioni di lire
Incasso: 22 milioni e 982 mila lire
"I Maghi Randagi" di Sergio Citti
Sovvenzione: 1 miliardo 662 milioni di lire
Incasso: 268 milioni e 607 mila lire
"I Fetentoni" di Alessandro di Robiliant
Sovvenzione: 3 miliardi e 726 milioni
Incasso: 26 milioni
"Ti voglio bene Eugenio" di Francisco J. Fernandez
Sovvenzione: 2 miliardi e 762 milioni
Incasso: 184 milioni
Se fate due conti viene circa 6 miliardi e mezzo a fronte di un incasso di circa 300 milioni.
Questi sono solamente alcuni esempi di come veniva usato il denaro pubblico dai compagni quando hanno governato. Ma la cosa drammatica è che molti dei film sovvenzionati non sono addirittura usciti nelle sale cimematografiche. Fatevi un' idea della cifra a cui si potrebbe arrivare.
Tale società, tanto per farvi un'idea, era presieduta da una signora di nome Luciana Castellina ex deputata del PCI e co-fondatrice del Manifesto. A tale società, poi, sono stati dati 5 miliardi di vecchie lirette ereditati dalla precedente " Agenzia per il cinema italiano" ed altri 3 milardi, sempre di vecchie lirette, per rifocillare le casse. Vanno aggiunti, poi, altri 3 miliardi ottenuti da contributi vari. ... Totale 11 miliardi che dovevano servire " ... Per promuovere i film italiani all'Estero ..." . . Purtroppo l'obiettivo, come ha riconosciuto la stessa Castellina, "... è stato solo parzialmente raggiunto... " cioè 11 miliardi non sono stati abbastanza per promuovere il nulla . Non sono stati abbastanza per presenziare decorosamente al Festival di Cannes o a Venezia. Sono però stati sufficienti per promuovere all'ultimo Festival di Cannes " Bella Ciao" ( il nome è tutto un programma ) documentario sul G-8 di Genova prodotto dall' ex direttore della Rai Carlo Freccero .
Il massimo, però si è toccato a Tokyo, in Giappone, al " Festival del Cinema Italiano" organizzato sempre da " Italia Cinema ". Nella conferenza stampa di apertura ci si aspettava che gli ospiti parlassero di cinema, dal momento chesono profumatamente pagati per fare ciò . Affatto, Giuseppe Piccioni, autore di Luce dei Miei occhi ( un altro filmone ), durante la conferenza stampa ha detto che in Italia con Berlusconi si rischia la censura cinematografica. A tali dichiarazioni hanno fatto eco quelle di Antonietta di Lillo e Lionello Cerri.
Tali episodi non hanno fatto eco in Italia a causa del disinteresse dei Mas Media verso degli pseudo-intellettuali che giocano a fare i registi con i soldi del contribuenti. Purtroppo per loro tali dichiarazioni hanno suscitato lo stupore Giapponese ed i Mas media locali,invece di parlare di cinema, hanno parlato solamente delle dichiarazioni polemiche verso un governo che li sovvenziona di certi presunti artisti italiani.
Probabilmente questi personaggi temono di dover lavorare sul serio, temono di dover produrre pellicole che funzionino, temono di dover dire addio ai guadagni facili ottenuti grazie ad un governuccio di sinistra.
Credo che sia superfluo dire che a questa schiera appartiene anche Nanni Moretti.




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