da www.radicali.it Valter Vecellio (17 giugno 2002 23:40)

Spiacente, ma dopo aver rivisto il film, ribadisco che si tratta di un qualcosa di deformante e falsificante. La vicenda Tortora non è stata la "banale" vicenda di un "detenuto in attesa di giudizio". Da questo punto di vista, allora lo splendido film di Nanni Loy con Alberto Sordi aveva già detto tutto, e molti anni prima.

Tortora non è stata la "semplice" vittima della mala-giustizia. I magistrati non erano "ingenui" e "sprovveduti", che sono stati a loro vittima delle trame dei "pentiti". Nel film manca il disegno del contesto, in cui tutta l'operazione è nata ed è stata possibile: anni e anni di lotte fra clan di camorra, con lo Stato assente; il terremoto del 1980 con le sue infinite speculazioni. La "necessità" di dare una risposta autorevole. Il fatto che Tortora non è stato il caso Tortora, ma un signore molto conosciuto che assieme a centinaia di altri sconosciuti, viene sbattuto in carcere, e si scopre che lui e altre centinaia come lui non c'entrano nulla. Il perverso intreccio tra la rete degli inviati dei giornali che creano i "mostri" e le mostruosità; gli organi di controllo dei magistrati che assistono inermi, impotenti e compiaciuti. Non c'è neppure per sbaglio il fatto che Tortora diventa radicale, i radicali combattono al suo fianco la battaglia per l'affermazione della verità...Non c'è nulla, insomma, del mostruoso intreccio che la vicenda è stata ed ha significato.

Nei titoli di coda viene citato tra le fonti di documentazione Il libro bianco curato dal Partito Radicale. Beh, neppure lo hanno sfogliato, che se no ben altra storia avrebbero potuto e dovuto raccontare.

Quel film è immondizia.