Per favore in rilievo, visto che ci sono articoli che attaccano Bossi, come minimo serve il diritto di replica.
Il segretario federale lancia a Pontida la battaglia decisiva e prospetta
la nascita del Parlamento del Nord
Il ministro Bossi: la Padania è la madre del futuro, entro un anno
avremo il cambiamento
di Gianluca Savoini
Pontida
Un anno ancora, non di più. E le grandi riforme volute dalla Lega Nord saranno realtà. Dal prato di Pontida Umberto Bossi ha lanciato un ultimatum a chiunque cerchi di mettere i bastoni fra le ruote alla macchina del cambiamento. Fra un anno il raduno di Pontida dovrà consacrare i risultati raggiunti dalla incessante battaglia del Carroccio: federalismo applicato, Corte costituzionale regionalizzata e territorializzata, normative atte a difendere il nucleo familiare quale base della società, immigrazione clandestina finalmente debellata e la proposta di dar vita ufficialmente al sogno di libertà dei padani, il Parlamento macroregionale del Nord (insieme, naturalmente, a quelli del Centro e del Sud). “Riformare, riformare, riformare”: il grido di battaglia di Bossi, quello che diventerà il motto che impegnerà per i prossimi dodici mesi tutti i leghisti, ha risuonato nella spianata di Pontida, sotto il sole cocente del solstizio estivo. È passato un anno dall’insediamento del governo della Cdl, nel quale la Lega ha coperto un ruolo determinante. Il movimento padano ha dimostrato di essere il “valore aggiunto” della coalizione ed è per questo motivo che da Pontida partirà l’accelerazione definitiva verso il traguardo del grande cambiamento.
«Ci ritroveremo qui, su questo prato, la prima settimana di ottobre - ha annunciato il segretario federale -, sempre numerosi, perché a Pontida per la Lega è come se fosse il primo giorno e lo dimostra la gente che anche oggi, con una temperatura di 40 gradi, riempie il prato».
Da ottobre si accelera sulle grandi riforme.
«Da ottobre - ha avvertito Bossi - la Lega dilagherà in tutte le piazze del Nord a sostegno della devoluzione, della Corte costituzionale regionalizzata, dei tre Parlamenti. Il Parlamento del Nord - ha aggiunto il ministro per le Riforme, accolto da un boato di approvazione - sarà finalmente realtà». «Abbiamo sconfitto la controrivoluzione centralista - ha poi sottolineato perché non siamo un feudo di palazzo, come vorrebbe qualcuno, ma una forza della natura che ha frantumato la base della partitocrazia e condizionato la vita politica degli ultimi venti anni. La Lega si serve del potere per mettere in pratica le sue idee capaci di trasformare la società».
Senza la Lega, la Padania sarebbe una landa solcata da invasori.
«Senza di noi la nostra terra sarebbe priva di identità - ha precisato Bossi -, una landa solcata da invasori. Noi non abbiamo mai accettato l’idea di “Roma padrona”, ma solo quella di “Roma inter pares”, perchè siamo veri federalisti. Sappiamo perciò che le regioni e le macroregioni sono luoghi di identità da difendere e rinforzare».
La sinistra si è venduta alle grandi famiglie finanziarie.
Non sono mancati attacchi alla sinistra, quella sinistra, ha ricordato il leader del Carroccio, «che dopo aver votato contro Maastricht ha scelto di svendere i beni dello stato alle grandi famiglie in cambio del potere».
«Ma ricordiamoci bene cosa è scritto nell’atto di costituzione della Casa delle libertà - ha aggiunto Bossi -: “nasce la Cdl a difesa del potere che viene dal basso”, ovvero democrazia, popoli, famiglia, federalismo contro tecnocrazia e giacobinismo. Quelli ci chiamano razzisti e nazisti, ma i veri razzisti sono proprio loro, i “nazisti rossi” della sinistra! Hanno dato retta al Fondo monetario, ma hanno dimenticato i bisogni della gente e sono stati puniti in molti paesi d’Europa: dall’Italia alla Francia, dall’Austria alla Danimarca».
Il pendolo della storia non è più a sinistra.
«Il mondo sta cambiando - ha quindi spiegato il Senatur -, per 100 anni il pendolo della storia è andato a sinistra e contro la libertà. Ora basta. Ciò non significa che hanno vinto i popoli, ma che i popoli hanno almeno cominciato a non perdere».
Articolo 18: la Lega non affama nessuno.
«Sia ben chiaro - ha quindi precisato Bossi -, sull’art. 18 noi non vogliamo affamare nessuno. Sappiamo bene però che troppi contratti a tempo determinato impediscono ai giovani di avere quella sicurezza necessaria a programmarsi un futuro, a farsi una famiglia, a fare figli. E il “cireneo” Maroni queste cose le conosce e sta facendo un buon lavoro, soprattutto per le microimprese del Nord, affinchè fra un po’ da micro diventino almeno piccole imprese».
In difesa della famiglia.
Trattando della legge sulla fecondazione assistita approvata dal Parlamento, il segretario federale ha sottolineato che «in fondo è una buona legge». «Guardate che c’è un disegno ben preciso messo a punto dai giacobini in tutta Europa - ha spiegato -, che punta a scardinare la famiglia. Noi siamo riusciti a fermarlo e con quella legge non si permette alle coppie “aperte”, agli omosessuali, ai single di snaturare il concetto di famiglia naturale. Fu il nostro Cé, l’attuale capogruppo alla Camera, a schierarsi da solo, quando eravamo all’opposizione, in difesa della famiglia contro una legge pericolosissima e ricordiamoci sempre che i finti cattolici si schierarono contro la famiglia naturale. Sono quelli che hanno ridotto la religione da fenomeno soprannaturale in etica di regime. Fu il filosofo Del Noce a spiegare come esistono due correnti gnostiche fortemente nemiche della tradizione cattolica: da una parte i movimenti ereticali, Fra’ Dolcino di Biella, i catari; dall’altra parte il comunismo, il fascismo, la tecnocrazia mondialista di oggi. Ma anche qui la Lega ha dato e darà sempre battaglia, in difesa delle nostre radici e della famiglia. È stata la nostra Rosi Mauro, segretario del Sinpa, a chiedere gli asili-nido nelle febbriche, ad esempio».
No alla prostituzione a cielo aperto e alla pedofilia.
Un’altra legge leghista che dovrà passare è quella contro la prostituzione nelle strade e contro la pedofilia e la pornografia. «Se qualcuno cerca di entrare a casa mia senza mutande, si sbaglia di grosso - ha dichiarato il leader leghista -. Non si possono tollerare certi spettacoli schifosi, le prostitute sulle strade, davanti agli occhi dei bambini, la pedofilia dilagante. L’altro giorno ne ho parlato con Berlusconi, sollecitandolo a prendere subito in considerazione il nostro disegno di legge di iniziativa popolare. Le prostitute devono starsene nelle case appositamente adibite. Maroni dovrà eliminare la prostituzione dalle strade, che ha messo in crisi il matrimonio d’amore essendo un’alternativa sessuale alla moglie dietro l’uscio della porta».
Immigrazione, lo stop (interessato) della Francia alla linea dura.
Bossi ha poi criticato la posizione tenuta dal governo francese al vertice europeo di Siviglia, dove Chirac si è detto contrario alle sanzioni contro i paesi che non controllano i loro flussi migratori. «Noi vogliamo punire i paesi che sostengono il traffico dei clandestini - ha dichiarato -, ma Chirac è preoccupato da questa posizione per motivi coloniali: la Francia non vuole penalizzare economicamente quelle aree ex coloniali, si tratta di motivi che interessano i portafogli. Da noi invece si permette l’invasione dei grandi magazzini francesi...».
«Sarà puntato sul blocco dell’immigrazione il destino della lotta politica futura - ha quindi ammonito - e si capisce che l’Occidente non potrà più votare a sinistra, visto che attraverso l’immigrazione la sinistra vuole snaturare la nostra identità, cambiare tutto pur di ottenere voti».
O federalismo o morte!
Dopo la devoluzione, ormai prossima, il federalismo dovrà interessare il nostro territorio anche a livello macroregionale, ha precisato il ministro. «Sarà il coordinamento delle regioni del Nord, del Centro e del Sud, nascerà il parlamento padano, insomma. E anche la Corte costituzionale sarà regionalizzata e territorializzata: saranno eletti sei giudici dalle regioni, tre al Nord, uno al Centro e due al Sud. Il prossimo sarà quindi un anno fondamentale per il cambiamento. O federalismo, o morte! Anche in Rai vale lo stesso discorso. Oltre alla musica napoletana, ci saranno pure dei Van de Sfroos che cantano in lombardo da poter trasmettere sulla tv pubblica, no? Sia ben chiaro, vogliamo la rete federalista».
Padania, la madre del futuro.
«La Padania nacque ottocento anni fa qui a Pontida - ha concluso Bossi , in quella basilica vicino a questo prato. Furono popoli che avevano il senso comune di identità e destino a riunirsi qui per dare battaglia e vincere in nome della libertà. Qui è nata la storia e il nostro giuramento ci impegna fino in fondo per raggiungere il federalismo e la libertà dei nostri popoli».




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