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  1. #1
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    Predefinito Federalismo Oppure Morte - Bossi a Pontida

    Per favore in rilievo, visto che ci sono articoli che attaccano Bossi, come minimo serve il diritto di replica.


    Il segretario federale lancia a Pontida la battaglia decisiva e prospetta
    la nascita del Parlamento del Nord

    Il ministro Bossi: la Padania è la madre del futuro, entro un anno
    avremo il cambiamento
    di Gianluca Savoini

    Pontida
    Un anno ancora, non di più. E le grandi riforme volute dalla Lega Nord saranno realtà. Dal prato di Pontida Umberto Bossi ha lanciato un ultimatum a chiunque cerchi di mettere i bastoni fra le ruote alla macchina del cambiamento. Fra un anno il raduno di Pontida dovrà consacrare i risultati raggiunti dalla incessante battaglia del Carroccio: federalismo applicato, Corte costituzionale regionalizzata e territorializzata, normative atte a difendere il nucleo familiare quale base della società, immigrazione clandestina finalmente debellata e la proposta di dar vita ufficialmente al sogno di libertà dei padani, il Parlamento macroregionale del Nord (insieme, naturalmente, a quelli del Centro e del Sud). “Riformare, riformare, riformare”: il grido di battaglia di Bossi, quello che diventerà il motto che impegnerà per i prossimi dodici mesi tutti i leghisti, ha risuonato nella spianata di Pontida, sotto il sole cocente del solstizio estivo. È passato un anno dall’insediamento del governo della Cdl, nel quale la Lega ha coperto un ruolo determinante. Il movimento padano ha dimostrato di essere il “valore aggiunto” della coalizione ed è per questo motivo che da Pontida partirà l’accelerazione definitiva verso il traguardo del grande cambiamento.
    «Ci ritroveremo qui, su questo prato, la prima settimana di ottobre - ha annunciato il segretario federale -, sempre numerosi, perché a Pontida per la Lega è come se fosse il primo giorno e lo dimostra la gente che anche oggi, con una temperatura di 40 gradi, riempie il prato».
    Da ottobre si accelera sulle grandi riforme.
    «Da ottobre - ha avvertito Bossi - la Lega dilagherà in tutte le piazze del Nord a sostegno della devoluzione, della Corte costituzionale regionalizzata, dei tre Parlamenti. Il Parlamento del Nord - ha aggiunto il ministro per le Riforme, accolto da un boato di approvazione - sarà finalmente realtà». «Abbiamo sconfitto la controrivoluzione centralista - ha poi sottolineato perché non siamo un feudo di palazzo, come vorrebbe qualcuno, ma una forza della natura che ha frantumato la base della partitocrazia e condizionato la vita politica degli ultimi venti anni. La Lega si serve del potere per mettere in pratica le sue idee capaci di trasformare la società».
    Senza la Lega, la Padania sarebbe una landa solcata da invasori.
    «Senza di noi la nostra terra sarebbe priva di identità - ha precisato Bossi -, una landa solcata da invasori. Noi non abbiamo mai accettato l’idea di “Roma padrona”, ma solo quella di “Roma inter pares”, perchè siamo veri federalisti. Sappiamo perciò che le regioni e le macroregioni sono luoghi di identità da difendere e rinforzare».
    La sinistra si è venduta alle grandi famiglie finanziarie.
    Non sono mancati attacchi alla sinistra, quella sinistra, ha ricordato il leader del Carroccio, «che dopo aver votato contro Maastricht ha scelto di svendere i beni dello stato alle grandi famiglie in cambio del potere».
    «Ma ricordiamoci bene cosa è scritto nell’atto di costituzione della Casa delle libertà - ha aggiunto Bossi -: “nasce la Cdl a difesa del potere che viene dal basso”, ovvero democrazia, popoli, famiglia, federalismo contro tecnocrazia e giacobinismo. Quelli ci chiamano razzisti e nazisti, ma i veri razzisti sono proprio loro, i “nazisti rossi” della sinistra! Hanno dato retta al Fondo monetario, ma hanno dimenticato i bisogni della gente e sono stati puniti in molti paesi d’Europa: dall’Italia alla Francia, dall’Austria alla Danimarca».
    Il pendolo della storia non è più a sinistra.
    «Il mondo sta cambiando - ha quindi spiegato il Senatur -, per 100 anni il pendolo della storia è andato a sinistra e contro la libertà. Ora basta. Ciò non significa che hanno vinto i popoli, ma che i popoli hanno almeno cominciato a non perdere».
    Articolo 18: la Lega non affama nessuno.
    «Sia ben chiaro - ha quindi precisato Bossi -, sull’art. 18 noi non vogliamo affamare nessuno. Sappiamo bene però che troppi contratti a tempo determinato impediscono ai giovani di avere quella sicurezza necessaria a programmarsi un futuro, a farsi una famiglia, a fare figli. E il “cireneo” Maroni queste cose le conosce e sta facendo un buon lavoro, soprattutto per le microimprese del Nord, affinchè fra un po’ da micro diventino almeno piccole imprese».
    In difesa della famiglia.
    Trattando della legge sulla fecondazione assistita approvata dal Parlamento, il segretario federale ha sottolineato che «in fondo è una buona legge». «Guardate che c’è un disegno ben preciso messo a punto dai giacobini in tutta Europa - ha spiegato -, che punta a scardinare la famiglia. Noi siamo riusciti a fermarlo e con quella legge non si permette alle coppie “aperte”, agli omosessuali, ai single di snaturare il concetto di famiglia naturale. Fu il nostro Cé, l’attuale capogruppo alla Camera, a schierarsi da solo, quando eravamo all’opposizione, in difesa della famiglia contro una legge pericolosissima e ricordiamoci sempre che i finti cattolici si schierarono contro la famiglia naturale. Sono quelli che hanno ridotto la religione da fenomeno soprannaturale in etica di regime. Fu il filosofo Del Noce a spiegare come esistono due correnti gnostiche fortemente nemiche della tradizione cattolica: da una parte i movimenti ereticali, Fra’ Dolcino di Biella, i catari; dall’altra parte il comunismo, il fascismo, la tecnocrazia mondialista di oggi. Ma anche qui la Lega ha dato e darà sempre battaglia, in difesa delle nostre radici e della famiglia. È stata la nostra Rosi Mauro, segretario del Sinpa, a chiedere gli asili-nido nelle febbriche, ad esempio».
    No alla prostituzione a cielo aperto e alla pedofilia.
    Un’altra legge leghista che dovrà passare è quella contro la prostituzione nelle strade e contro la pedofilia e la pornografia. «Se qualcuno cerca di entrare a casa mia senza mutande, si sbaglia di grosso - ha dichiarato il leader leghista -. Non si possono tollerare certi spettacoli schifosi, le prostitute sulle strade, davanti agli occhi dei bambini, la pedofilia dilagante. L’altro giorno ne ho parlato con Berlusconi, sollecitandolo a prendere subito in considerazione il nostro disegno di legge di iniziativa popolare. Le prostitute devono starsene nelle case appositamente adibite. Maroni dovrà eliminare la prostituzione dalle strade, che ha messo in crisi il matrimonio d’amore essendo un’alternativa sessuale alla moglie dietro l’uscio della porta».
    Immigrazione, lo stop (interessato) della Francia alla linea dura.
    Bossi ha poi criticato la posizione tenuta dal governo francese al vertice europeo di Siviglia, dove Chirac si è detto contrario alle sanzioni contro i paesi che non controllano i loro flussi migratori. «Noi vogliamo punire i paesi che sostengono il traffico dei clandestini - ha dichiarato -, ma Chirac è preoccupato da questa posizione per motivi coloniali: la Francia non vuole penalizzare economicamente quelle aree ex coloniali, si tratta di motivi che interessano i portafogli. Da noi invece si permette l’invasione dei grandi magazzini francesi...».
    «Sarà puntato sul blocco dell’immigrazione il destino della lotta politica futura - ha quindi ammonito - e si capisce che l’Occidente non potrà più votare a sinistra, visto che attraverso l’immigrazione la sinistra vuole snaturare la nostra identità, cambiare tutto pur di ottenere voti».
    O federalismo o morte!
    Dopo la devoluzione, ormai prossima, il federalismo dovrà interessare il nostro territorio anche a livello macroregionale, ha precisato il ministro. «Sarà il coordinamento delle regioni del Nord, del Centro e del Sud, nascerà il parlamento padano, insomma. E anche la Corte costituzionale sarà regionalizzata e territorializzata: saranno eletti sei giudici dalle regioni, tre al Nord, uno al Centro e due al Sud. Il prossimo sarà quindi un anno fondamentale per il cambiamento. O federalismo, o morte! Anche in Rai vale lo stesso discorso. Oltre alla musica napoletana, ci saranno pure dei Van de Sfroos che cantano in lombardo da poter trasmettere sulla tv pubblica, no? Sia ben chiaro, vogliamo la rete federalista».
    Padania, la madre del futuro.
    «La Padania nacque ottocento anni fa qui a Pontida - ha concluso Bossi , in quella basilica vicino a questo prato. Furono popoli che avevano il senso comune di identità e destino a riunirsi qui per dare battaglia e vincere in nome della libertà. Qui è nata la storia e il nostro giuramento ci impegna fino in fondo per raggiungere il federalismo e la libertà dei nostri popoli».

  2. #2
    Azzurro
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    Predefinito Voi deitaglianizzati noi depadagnizzati

    Nel forum dedicato alla Padania il moderatore ha negato l'accesso a coloro che definiscono Italiani e coloro che hanno idee differenti da quelle specifiche dell'area padanista secessionista vengono censurati, questo è ciò che scrive il Borgomastro.

    "Faccio presente all'utente nebbia che non posso tollerare minacce e avertimenti a mezze frasi (tra l'altro una abitudine tutt'altro che padana).
    Ricordo inoltre che nessuno, allo stato, è abilitato a parlare ufficialmente in nome e per conto di alcuna associazione o partito, a cui, eventulamente, dovrà rendere conto del millantanto credito.
    Invito il forumista nebbia ad evitare in futuro questo tipo di scorrettezze, questo per preservare lo spirito del presente forum, un forum deitaglianizzato"

    http://www.politicaonline.net/forum/...6&pagenumber=2

    Per contrasto voglio invece mettere in rilievo la differenza stile di Thomas che guida in maniera molto più intelligente il forum della destra.
    " non apostrofare un altro utente, soprattutto di area, dicendogli che qui non sarebbe "gradito"... Il forum non è nostro ma di POL, sicché nessuno è autorizzato a esprimere valutazioni simili...

    - possibilmente, evitare di distribuire patenti di "Fascismo" o "antifascismo"... Questione che, per quanto spiegato sopra, a me sembra peraltro oziosa...

    - evitare di scadere dalla critica politica all'offesa personale... Come dire che l'ormai arcinoto "vaff." deve restare l'ultimo esempio di un tipo di gergo che già era e, a maggior ragione, sarà bandito... Non voglio più leggere una cosa simile... "

    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=14789

    Gli utenti del forum Padania si conoscono personalmete e hanno deciso di chiudere tutte le porte a chi la pensa diversamente creando di fatto uno uno spazio autogestito. Non riesco a capire per quale motivo poi venite viene qui a riportare le ragioni della lega nord e di Bossi peraltro fortemente contestati nei vostri spazi privati autogestiti deitaglianizzati.

  3. #3
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    Evidentmeente i rilievi fatti a me sono al destinatario sbagliato visto che non modero il forum Padania (e comunque ne condivido la deitaglianizzazione, specie per i cloni provocatori). Inoltre il forum Padania non fa riferimento a nessun partito. Qui invece si espongono i simboli ufficiali deipartiti della CdL e poi si gestisce il forum per indirizzare la polemica proprio contro uno degli esponenti della coalizione. Se deve essere il forum dei comunicati UdC si faccia chiarezza e si abbandonino i simboli degli altri partiti.

    Inoltre per par condicio anche il comunicato relativo al discorso di Bossi andrebbe mnesso in rilievo come gli articoli dei giornali vaticanisti.

  4. #4
    SENATORE di POL
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    da www.iltempo.it :

    " SE BOSSI SFOGLIA IL CARCIOFO


    di ACHILLE CHIAPPETTI

    LE SPARATE di Bossi e Maroni a Pontida dimostrano che non hanno capito che il provvedimento di La Loggia, da poco approvato dal Governo, è solo il primo argine ai guasti della modifica costituzionale, una delle più pericolose mine che il centrosinistra, come un esercito in rotta, ha lasciato sul terreno. In effetti, con questa riforma, approvata con quattro voti di scarto l'ultimo giorno della scorsa legislatura, la nostra forma di Stato è divenuta indefinita. Solo grazie alla ragionevolezza di Regioni ed Enti locali non si è ancora innescata una spirale di gravi conflitti istituzionali.
    Esistono due tipi di federalismo. Quello «ascendente», positivo, prodotto dalla rinuncia di più Stati a parti della propria sovranità al fine di creare uno Stato unitario federale. Quello «discendente», che si realizza quando alcuni ambiti territoriali di uno Stato unitario riescono a conquistarsi una parziale sovranità. Un federalismo, questo, spesso demolitivo, perché prodotto da spinte separatiste. Si pensi alla spartizione della Cecoslovacchia e della Jugoslavia. A parole, il nuovo Titolo V non introduce il federalismo «discendente». Esso, infatti, si presenta come l'ultima generosa concessione di autonomia da parte dello Stato.
    Ma di fatto, non è così. La riforma ha spogliato lo Stato: drasticamente della funzione legislativa a favore delle Regioni; totalmente delle attribuzioni amministrative a favore dei Comuni. Essa ha poi rimesso a una problematica futura attività attuativa, la sopravvivenza di alcune funzioni amministrative dello Stato e degli enti maggiori. In altre parole, il centrosinistra ci ha ficcati per vie oblique nel federalismo e perciò nel modo peggiore: sfogliando lo Stato come un carciofo . Gli ha tolto, via via, i suoi poteri, pur lasciandone alcuni importanti; ha perfino cancellato dalla Costituzione il suo ruolo di tutela dell'interesse nazionale. Non gli ha cioè, dato la solida ossatura necessaria per svolgere il suo ruolo unificante.
    Se si fosse operato alla luce del sole e secondo logica, si sarebbe innanzi tutto dovuto costruire un nucleo forte centrale e, soltanto dopo, allargare al massimo gli spazi dell'autonomia. L'Italia rischia quindi di divenire ancora più debole nelle sfide europea e mondiale. Come una federazione di tribù, sarà ancor meno capace di confrontarsi con lo sviluppo e la globalizzazione, di realizzare grandi opere e creare grandi industrie, di garantire ricerca costosa e di alto livello e così via. Il compito di correggere la riforma è urgente e delicato.
    Occorre ricostruire - malgrado l'apparente assenza di copertura costituzionale - un centro in grado di svolgere le funzioni essenziali di un grande Stato sovrano. Tale compito ricade su tutti. Sul Governo che dovrà guidare questo processo senza cadere in tentazioni neo-centraliste . Sulle autonomie che hanno già dimostrato - per il vero - di capire che è inutile pretendere attribuzioni che esse non sono in grado di esercitare, indebolendo la Repubblica e se stesse. Su Bossi che si dovrebbe dare una calmata e capire che solo dopo quest'opera di correzione si potranno riprendere i suoi temi preferiti e riparlare di Senato e di Corte delle Regioni. Le sue proposte sono oggi divenute improponibili anche per il suo elettorato settentrionale, ben attento allo sviluppo economico. Ruoli ancora più importanti sono quello interpretativo della Corte Costituzionale e quello di garanzia dell'unità da parte di Ciampi. Ed è, infine, sperabile che l'opposizione non disturbi quest'operazione di sutura della ferita che essa ha arrecato alle nostre istituzioni.

    martedì 25 giugno 2002



    mah.....

    Saluti liberali

  5. #5
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    caro compagno senatore, mah se permette, lo dico io!!

  6. #6
    Azzurro
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    LA LOGGIA: da Bossi problema reale su federalismo (25/6/2002)





    ''Il Ministro Bossi, al di la' della coloritura di alcune frasi da comizio, pone pero' un problema reale: il processo di attuazione del federalismo va attuato in tempi brevi''.

    Lo ha affermato il Ministro per gli Affari Regionali, Enrico La Loggia, in un incontro con la Federazione degli industriali del Lazio.

    ''In piu' indica anche il termine di un anno, che mi sembra congruo: e su questo lavoreremo tutti assieme per raggiungere l'obiettivo. Altra cosa e' il discorso relativo alle altre riforme: quella del bicameralismo, del sistema di governo e del sistema di elezione della Corte Costituzionale. Questi sono temi che richiedono ancora un approfondimento. Bossi ha fatto delle proposte, ma ce ne sono anche altre sul tappeto; l'importante e' arrivare all'interno di questa legislatura alla attuazione per intero della riforma costituzionale. E anche su questo ci sentiamo tutti impegnati, e alla fine troveremo una intesa''.

    Quanto poi alla proposta avanzata ancora da Bossi relativa alla istituzione di tre parlamenti, per La Loggia ''essa puo' essere giudicata suggestiva da un lato e scioccante dall'altro. Anche io ho qualche perplessita', ma il vero problema e' la riforma del sistema bicamerale: dare voce alle istanze sempre maggiori e piu' pressanti che arrivano dalle regioni. Inoltre, la proposta di Bossi, sembrerebbe prevedere una camera delle Regioni con commissioni del Nord, del centro e del Sud. E' una proposta che ho sentito, ma nel dettaglio della quale non si e' mai scesi. Comunque gia' spiegata cosi' appare meno scioccante e meno suggestiva di come e' stata descritta a caldo: ma questo e' un argomento delicato che non si puo' risolvere in poche battute''.

    25/6/2002

  7. #7
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    Predefinito «La strada delle riforme non è quella della Lega»



    La replica di Buttiglione e Tassone al leader del carroccio


    ROMA - Il metodo? Quello del «dialogo, del confronto con tutti». Per un unico obiettivo: «fare le riforme». Ma l’importante è seguire la strada giusta, spiega il ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione, e quella strada non è certamente «quella della Lega». «Riveda i patti - è l’esortazione di Buttiglione - non ricordo nessun accordo firmato da me che prevedeva l'istituzione di tre Parlamenti. Se si sfascia l'Italia, le riforme non si fanno». All’indomani del proclama di Pontida, dunque, dal ministro delle Politiche comunitarie arriva la decisa riconferma delle intenzioni dell'esecutivo: «Innanzitutto bisogna fare la riforma del lavoro - dice Buttiglione - e non tanto al nord dove c’è piena occupazione, quanto al sud. Poi bisogna cominciare la riforma fiscale: per le famiglie e per i più poveri. Infine le infrastrutture, questo paese è ormai sull’orlo di uno scoppio». Di qui il messaggio al Carroccio che domenica a Pontida ha chiesto la creazione di Parlamenti su base regionale e 'minacciato' di abbandonare il governo: «Le riforme - sottolinea Buttiglione - le vogliamo anche noi. Ma se l'idea è: le riforme si fanno come vogliamo noi, allora la risposta è ‘no’ . È la coalizione che decide». «Sono sempre più inaccettabili gli ultimatum del ministro Bossi - ha poi aggiunto il ministro delegato per le Infrastrutture e trasporti Mario Tassone - . Gli accordi programmatici vanno rispettati da tutti. E negli accordi non ci sono certo tre parlamenti per il futuro del nostro Paese. In quel caso - continua Tassone - saremmo noi e non la Lega a lasciare il governo. Ma noi non andiamo avanti a colpi di intimidazione. Abbiamo un disegno politico da perseguire. Non si tratta di essere ex democristiani, quanto di avere l’ambizione di rappresentare un mondo politico e sociale che ha scelto come ragione della propria esistenza i valori della moderazione, della solidarietà e le regole della rappresentatività e del rispetto reciproco. Quei principi, cioè - conclude il ministro delegato dell’Udc - che hanno fatto grande il nostro paese e che devono tornare ad avere piena e completa cittadinanza nella vita politica italiana». Per il resto il bilancio che si può tracciare sul primo anno del governo è sicuramente positivo: «C’è stata qualche fuga in avanti, soprattutto sull'articolo 18 - ricorda, infatti, Buttiglione - . Ma su questa e altre questioni noi dell'Udc ci siamo dati da fare per invocare la strada dell'ascolto e, da questo punto, naturalmente siamo stati facilitati dalla bravura di Berlusconi».

  8. #8
    Azzurro
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    Originally posted by Nanths
    Evidentmeente i rilievi fatti a me sono al destinatario sbagliato visto che non modero il forum Padania (e comunque ne condivido la deitaglianizzazione, specie per i cloni provocatori). Inoltre il forum Padania non fa riferimento a nessun partito. Qui invece si espongono i simboli ufficiali deipartiti della CdL e poi si gestisce il forum per indirizzare la polemica proprio contro uno degli esponenti della coalizione. Se deve essere il forum dei comunicati UdC si faccia chiarezza e si abbandonino i simboli degli altri partiti.

    Inoltre per par condicio anche il comunicato relativo al discorso di Bossi andrebbe mnesso in rilievo come gli articoli dei giornali vaticanisti.
    Questo spazio dedicato alla casa delle libertà come gli altri dell'ulivo o rifondazione sono aperti a tutti nel rispetto dello spirito del forum e dei regolamenti mentre caso unico dei forum di pol "Padania" è riservato ad una ristretta cerchia di utenti, per me è una bella differenza e offre a voi una vetrina e una posizione di netto privilegio visto che il contradittorio è impedito. Localismo e federalismo sono argomenti che interessano tutti a prescindere dal pensiero politico, un forum "deitaglianizzato" secondo la definzione del moderatore è una solo una volgare offesa.

  9. #9
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    Predefinito Buttiglione: "La nostra deve essere l'azione di persone ragionevoli"



    da "Il Mattino"

    DALL'INVIATO A GUBBIO
    LUCIANO PIGNATARO
    Bossi marca il suo territorio rilanciando il federalismo, Buttiglione riafferma le ragioni del centro nella coalizione di governo rintuzzando ogni uscita del Senatùr, come quella di organizzare tre parlamenti distinti, al Nord, al Centro e al Sud. Il ministro ha concluso la prima sessione dei lavori su «L’Italia nel nuovo sistema internazionale» organizzato dalla Fondazione Ideazione a Gubbio.
    Allora, ministro, con quanti parlamenti il nostro Paese continua la politica di integrazione europea?
    «L’Italia è una. Dunque c'è bisogno di un solo Parlamento, quello che c'è già. Ma la proposta di Bossi apre un problema serio nella coalizione».
    Quale?
    «Di metodo. Questo governo deve fare le riforme, non le risse e si deve caratterizzare per la capacità di dialogo e non per i continui strappi. Insomma, la nostra azione deve essere quella di persone ragionevoli».
    Dunque questa polemica pone un problema di metodo. Ma intanto cosa farete? Ne discuterete?
    «No. Non è negli accordi programmatici e mi auguro che nessuno metta la questione all’ordine del giorno. Poi, in Parlamento ciascuna forza politica è libera di fare quello che vuole».
    Come spiega la nuova tentazione di Bossi?
    «C’è, e non solo nella Lega, chi ha voglia di prolungare quel clima urlato, quasi fosse questa la caratteristica del sistema bipolare. In Italia per anni abbiamo avuto l'esasperazione dei toni fino all’inverosimile, salvo poi fermarsi prima di cominciare a tirare pallottole. Questo non è bipolarismo. Così si prendono solo gli applausi dei tifosi, ma le riforme si fanno per dare una risposta a chi ci ha votato e che vuole da noi un atteggiamento fermo, sereno. Insomma, è quello che vogliono i democristiani che ci votano...».
    Bossi ha anche l'esigenza di smarcarsi, forse proprio perché governa con i ”vecchi dc”.
    «La Lega deve registrare la disaffezione delle aree del Nord. Un fenomeno già iniziato con le elezioni politiche dello scorso anno. Alle ultime amministrative abbiamo registrato qualche intoppo al Nord e abbiamo vinto al Sud. Ecco perché ribadisco con chiarezza: questo non è il governo del Nord perché senza i voti del Sud non potrebbe vincere. E noi siamo quelli che più di tutti sono in condizione di interpretare gli interessi del Mezzogiorno».
    E Alleanza nazionale?
    «No, non faccio polemiche con l’amico Fini».
    Forse perché è l’asse Buttiglione-Fini a contrastare quello Bossi-Tremonti?
    «Credo siano tesi false anche se poi in politica spesso quello che appare diventa realtà».
    Quanto al metodo, cosa pensa della trattativa sull'articolo 18. Era giusta la linea dura del governo?
    «È stato fatto qualche errore a cui abbiamo posto rimedio. Noi stiamo facendo la riforma del lavoro che voleva fare D'Alema e che Cofferati gli ha impedito di fare. E Rutelli è d’accordo con noi anche se poi è costretto a fare quello che dicono i Ds, che sono i padroni della coalizione. Anche qui c'era il rischio della rissa, alla Bossi, ma credo che siamo riusciti a discutere sui fatti, nel merito perché i problemi non si affrontano con l'accetta».
    Insomma, torna a Palazzo Chigi lo stile della vecchia Dc?
    «Noi l’abbiamo rifatta. Il ciclo nel quale il centro e la storia della Prima Repubblica venivano demonizzati ormai è finito».
    E come mai questa operazione è riuscita a voi e non alla Margherita?
    «Le sembra che la Margherita somigli alla Dc? Sa quando la partita al centro è stata vinta dalla Casa delle Libertà?
    No, quando?
    «Quando Berlusconi ha pianto sulla tomba di Craxi. Così sono stati fatti i conti con la storia senza falsi pudori. La sinistra, per risorgere, deve ancora seppellire la vecchia sinistra. Ma non ne faccio una questione ideologica: il fatto è che Cofferati difende gli interesse di sempre meno persone. Questo è il punto».

  10. #10
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    Originally posted by Nanths
    Evidentmeente i rilievi fatti a me sono al destinatario sbagliato visto che non modero il forum Padania (e comunque ne condivido la deitaglianizzazione, specie per i cloni provocatori). Inoltre il forum Padania non fa riferimento a nessun partito. Qui invece si espongono i simboli ufficiali deipartiti della CdL e poi si gestisce il forum per indirizzare la polemica proprio contro uno degli esponenti della coalizione. Se deve essere il forum dei comunicati UdC si faccia chiarezza e si abbandonino i simboli degli altri partiti.

    Inoltre per par condicio anche il comunicato relativo al discorso di Bossi andrebbe mnesso in rilievo come gli articoli dei giornali vaticanisti.
    Non fa riferimento ? ................ Questa è una barzelletta!!!
    Scattate tutti insieme quando ci sono circostanze ( vedi questa di oggi ) che richiedono di appoggiare il movimento. Siete tutti o quasi inseriti in organizzazioni che fanno riferimento alla Lega. La verità è che voi fate il lavoro che " ufficialmente " non è consentito. E' un trucco vecchio , vecchississimo. Basta capirlo

 

 
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