CIAMPI A BRATISLAVA CON IL PRESIDENTE SCHUSTER
«L'Europa riscopra le radici comuni»
inviato a BRATISLAVA
L'Europa ha bisogno di un'anima, di una dimensione spirituale. Ha bisogno di riscoprire le comuni radici cristiane perchè non è, e non può essere, solo una dimensione politica ed economica. I valori morali e religiosi rappresentano un fattore di identità e un potente antidoto agli egoismi nazionali e all'intolleranza. Su queste riflessioni il presidente della Repubblica si era soffermato a lungo con Papa Wojtyla, domenica scorsa a pranzo. E ieri il capo dello Stato ne ha fatto il leit-motiv della sua visita in Slovacchia, un Paese che in questi anni ha fatto passi da gigante per essere pronta, nel 2004, all'appuntamento con l'Unione Europa e all'ingresso nella Nato. Un piccolo Paese di 5 milioni di abitanti che è diventato una delle principali mete per gli imprenditori italiani (nel 2001 sono stati i maggiori investitori) presenti qui con 400 aziende, soprattutto piccole e medie. Un crescente interesse che il presidente Ciampi ha voluto testimoniare con la presenza del viceministro dell'Economia Urso e del sottosegretario agli Esteri Baccini, i quali hanno avuto incontri con i loro colleghi slovacchi e la comunità italiana.
Rapporti economici, dunque, ma anche rapporti culturali e comuni radici religiose. «Veniamo da una comune eredità umanistica e cristiana. Con questo spirito - ha detto Carlo Azeglio Ciampi al termine del colloquio con il presidente slovacco Rudolf Schuster - dobbiamo guardare al futuro: rivendicare una cultura e uno spirito genuino europeo; dimostrare con i fatti che l'Unione europea sa perseguire, contestualmente, il progresso economico e quello etico». Per Ciampi l'Europa del XXI secolo non vuole ridurre il suo patrimonio spirituale «a un sito archeologico». E' questa l'unica strada per respingere «ogni forma di residuale intolleranza» e per riconoscere il ruolo delle minoranze. Un'Europa che intende riscoprire le «radici profonde» della propria civiltà, che non dimentica gli effetti devastanti delle due guerre mondiali, a fronte di «oltre cinquant'anni di integrazione che hanno radicato la pace e il progresso». Ecco perchè l'apertura ai Paesi dell'Est non è vista dal nostro presidente della Repubblica come un mero allargamento: è piuttosto una riunificazione tra popoli che hanno in comune, appunto, valori morali e spirituali. Le affermazioni di Ciampi, che a Bratislava è accompagnato dalla signora Franca, trovano un riscontro nelle considerazione fatte ieri da Giuliano Amato. Un riscontro significativo perchè Amato è impegnato nella stesura di quella Costituzione europea che fisserà non solo le competenze istituzionali delle Ue allargata, ma anche un'identità dell'Europa. Secondo il vicepresidente della Convenzione europea, infatti, le religioni hanno «una forza straordinaria» nel difendere certi valori: «Non possiamo immaginare una società multietnica come una società composta da tanti sottogruppi. Noi non diciamo che chi entra da noi deve rinunciare alla propria identità, ma deve accettare alcuni valori da noi condivisi». E tra questi valori anche la religione: Amato ha precisato di non avere nulla in contrario che questa parola venga citata nella Costituzione. E' un impegno che il capo dello Stato ha molto apprezzato e che va nella direzione auspicata dal Papa nel pranzo domenicale.
Amedeo La Mattina
Dalla Stampa




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