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  1. #1
    Sospeso/a
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    Predefinito "La Padagnia nr.3"- in questo numero: Berghem - Verona - Ferrara città padane ? Boh.


  2. #2
    Totila
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    solo 6 lettori? Bel tonfo Herr Direktor!

  3. #3
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    Totila comprendilo.....il brunnike è stato colto da malore dovuto all'eccessiva afa che regna negli utlimi giorni qui in Padania, ha scambiato lo sciopero sull'art.18 organizzato dai suoi soci con la ns manifestazione.............ah brunnike, brunnike
    salucc

  4. #4
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    Brunik va a lavorare invece di scrivere put*anate tutto il giorno

  5. #5
    ora ltd poi lti
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    Originally posted by Dragonball
    Brunik va a lavorare invece di scrivere put*anate tutto il giorno
    Ti sei messo in malattia per scrivere sui forum?

    Vergogna!!! A lavorare!!! A Modena non fanno come da voi, cazzeggioni comunisti fancazzisti!!!!

    E non fingerti leghista.

  6. #6
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    11 Luglio 2002 : brunik: “E` tutto un malinteso. Li conosco: sono dei famossimi esperti di meccanica e d’auto.”

    Varese - Il fatto è avvenuto ieri sera in via Gozzi. I tre non sono riusciti ad accendere la macchina e hanno picchiato il proprietario

    Aggrediscono un giovane per rubargli l'auto, arrestati tre albanesi

    Volevano rubargli l'auto ma non sono stati capaci di metterla in moto, quindi, visto che il proprietario non "collaborava", lo hanno malmenato. E' accaduto ieri sera, intorno alle 20.30, in via Gozzi a Varese. Protagonista un giovane varesino che, molto probabilmente, conosceva i suoi aggressori: si tratta di tre albanesi, tra i 18 e i 25 anni.
    Il giovane varesino si trovava appunto sulla sua auto, una Chrysler Eagle, quando ha incontrato i suoi aggressori. Dopo una discussione, hanno fatto scendere il ragazzo e hanno cercato di rubargli l'auto. Gli aggressori, però, ignoravano il complesso sistema di accensione della vettura e dopo qualche tentativo hanno desistito. Hanno quindi picchiato il giovane e poi si sono allontanati.
    Il ragazzo a quel punto ha chiesto aiuto alla Polizia. Una pattuglia della Volante si è messa subito sulle tracce dei tre giovani che sono stati individuati e bloccati in via Maiano.
    I tre si trovano ora rinchiusi ai Miogni.

  7. #7
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    11 Luglio 2002 : brunik: “E` tutto un malinteso. Stavano solo giocando a müra!”

    Saronno - La segnalazione da parte dei cittadini; i tre uomini di origine marocchina si minacciavano con un coltello
    Rissa in piena notte, arrestati tre clandestini

    Tre uomini di origine marocchina sono stati arrestati in seguito a una violenta rissa. Il fatto è avvenuto nella zona del Santuario, intorno alle due di notte, e a segnalare l'episodio ai carabinieri sono stati alcuni cittadini infastiditi dalle urla. All'arrivo dei carabinieri uno dei tre uomini minacciava gli altri con un coltello che è poi stato sequestrato. I tre, con un'età compresa tra i 23 e i 35 anni, sono poi stati arrestati; uno di loro ha riportato feriti da coltello guaribili in sette giorni, mentre tutti sono stati trovati sprovvisti di permesso di soggiorno. Un altro è stato espulso immediatamente.

  8. #8
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    11 Luglio 2002 : brunik: “E` tutto un malinteso. Lui e` solo un uomo molto romantico e un po` focoso!”


    CURTATONE/PORTO MANTOVANO/SAN GIORGIO/VIRGILIO giovedì 11 luglio 2002, S. Benedetto Abate L'aggressore: la volevo ammazzare
    La donna non ricorda se è stata spinta
    o se si è gettata per sfuggire alle botte
    Castelbelforte, l'operaio sarà interrogato domani mattina


    CASTELBELFORTE. Lei non ricorda esattamente come è caduta giù dalla finestra. Lui, invece, ricorda che in quel momento avrebbe voluto ammazzarla. Un'ammissione che domani, nel corso dell'interrogatorio in carcere, non alleggerirà di certo la posizione di Chelby Bechir, il tunisino di 39 anni che l'altra sera a Castelbelforte, nel corso di una lite, ha cercato di strangolare la convivente, poi l'ha colpita con un martello facendola alla fine volare giù dalla finestra.
    L'operaio, che si è trasferito a Castelbelforte da Suzzara da una decina di giorni, davanti al Gip, che domani dovrà anche convalidare l'arresto, risponderà di tentato omicidio.
    L'uomo ieri pomeriggio ha rinunciato all'avvocato d'ufficio nominando come legale di fiducia l'avvocatessa Giovanna Accorsi di Mantova, che non lo ha ancora incontrato. Per il momento, a spiegare la vicenda ci sono i racconti di Bechir e della convivente, N.L. 43 anni, anche lei tunisina.
    Due racconti che sostanzialmente coincidono. La donna, che è ancora ricoverata in ortopedia all'ospedale Poma con femore e caviglia sinistri rotti e diverse contusioni, ha riferito ai carabinieri di Bigarello, intervenuti l'altra sera in via Mazzini con i colleghi di Roverbella, che la discussione col convivente è iniziata «per motivi futili». In particolare, l'uomo l'avrebbe accusata di non impegnarsi per cercare un lavoro.
    Una richiesta di contribuire al bilancio domestico che poi sarebbe degenerata.
    La donna, in preda all'ira, gli avrebbe anche detto di non fidarsi di lui: una frase che probabilmente ha fatto traboccare il vaso.
    A quel punto Bechir ha cominciato a picchiarla: prima le ha messo le mani al collo, circostanza confermata dalle ecchimosi riscontrate dai medici, poi ha afferrato un martello e con quello l'ha colpita in diverse parti del corpo.
    La donna, che in ospedale ieri è riuscita a ricostruire i fatti con molta serenità, non ricorda se è stato il convivente a spingerla giù dalla finestra, o se si è buttata da sola per sfuggire alle botte.
    Di certo c'è che ha fatto un volo di quattro metri, ed è finita a terra fratturandosi la gamba sinistra.
    Bechir sostiene che è caduta da sola.
    Anche se fosse così, non cambierebbe l'accusa di tentato omicidio, motivata dalle martellate e dal tentativo di strangolarla, fatti ammessi anche da lui.

  9. #9
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    11 Luglio 2002 : brunik:“Tuteliamo la famiglia!”


    Gambarare di Mira. Malumore degli imprenditori per il campo in zona industriale: al Comune chiedono lo sgombero
    E' sempre emergenza nomadi
    Una famiglia doveva andarsene un mese fa, ma si è allargata

    Alessandro Abbadir

    MIRA. A Mira ormai è scattata in più punti del territorio comunale l'emergenza nomadi e per risolvere al più presto il problema bisogna realizzare un'area attrezzata per la sosta. Dopo le proteste dei giorni scorsi per l'occupazione del campo nomadi di via Carnia e Monferrato a Borbiago, l'allarme è forte nella zona industriale di Gambarare di Mira dove è sorto un nuovo campo. Qui da qualche mese sosta una famiglia di nomadi.
    Era stata autorizzata dalla giunta Solimini. Una zona in piena area industriale destinata a diventare un canile municipale. «La famiglia - spiegano Maurizio Keber e i titolari delle aziende dell'area industriale - doveva restare fino al 6 giugno per permettere ai bambini di frequentare le scuole».
    Il termine di allontanamento è finito da un mese, fanno sapere i titolari delle aziende che hanno inviato una petizione alle autorità comunali perché si sbrigassero a risolvere il problema. «Il fatto è - continua Maurizio Keber a nome degli altri imprenditori della zona industriale - che le roulotte da una sono diventate quattro o cinque e sostano tutte in un'area di proprietà del Comune, priva di servizi igienici e quindi del tutto inadatta ad ospitare i nomadi. La scelta di questo luogo, per creare un campo nomadi, è stata irrispettosa ed incompatibile con le nostre esigenze produttive e commerciali che necessitano di decoro e sicurezza. Per questo chiediamo al Comune di Mira l'immediato sgombero dell'area e il ripristino delle condizioni igienico sanitarie nella zona».
    I nomadi che si sono stabiliti in via Maestri del Lavoro a Gambarare nella zona indudstriale per il momento non hanno creato problemi alle aziende non sono stati registrati furti o atti vandalici in zona. «Di notte però la storia cambia - dicono gli imprenditori - Gli schiamazzi non si contano più e spesso i nomadi in festa si spostano dall'area industriale alla zona urbana di Piazza Vecchia, infastidendo in qualche caso i residenti». Soluzioni a brevissimo termine non se ne vedono neanche nell'area di via Carnia e Monferrato a Borbiago. «Stiamo accertando - spiega il comandate dei vigili urbani di Mira, Pietro De Lorenzi - se sono state commesse delle infrazioni o degli abusi edilizi, ma siccome la responsabilità è individuale dobbiamo scoprire esattamente chi le ha compiute». Una soluzione per l'assessore ai servizi sociali del comune di Mira, Eduardo Picardi, comunque c'è e si chiama campo nomadi attrezzato. Una soluzione che è stata prospettata dal programma del centrosinistra che ha vinto le elezioni. «Finché non si realizzerà un campo nomadi attrezzato a Mira - dice Picardi - dinamiche come queste rischiano di diventare incontrollabili. Da maggio comunque non sono arrivate nuove famiglie nomadi in via Maestri del Lavoro, ma lì vi sosta un'unica famiglia, certo numerosissima e fortemente allargata rispetto a quelle che solitamente si creano nella nostra società».

  10. #10
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    11 Luglio 2002 : brunik:”Chi ben comincia e` gia` a meta` dell’opera”

    JESOLO
    In manette spacciatore marocchino minorenne

    g.ca.

    JESOLO. Arrestato per spaccio un minorenne marocchino. Joseph Abdjery è stato arrestato qualche sera fa sull'arenile di piazza Mazzini da una pattuglia dei vigili di Jesolo dopo aver venduto un grammo di cocaina ad una ragazza di Cavallino, L.S. di 20 anni. Il minore aveva con sè anche 180 euro, provento dell'attività di spaccio, e così ai suoi polsi si sono strette immediatamente le manette. Ha dichiarato di essere originario di Casablanca e di essere nato nell'88. Un esame radiologico ha accertato in seguito che la sua età dovrebbe essere compresa tra i 15 e i 16 anni. Il giovane pusher è stato dunque condotto alla casa circondariale per minorenni a Treviso a disposizione dell'autorità giudiziaria. Nessun beneficio e otto mesi di reclusione invece all'algerino Ospar Yassine che lo scorso lunedì era stato arrestato per spaccio lungo lo stesso tratto di spiaggia, uno dei più battuti dagli spacciatori. Gli agenti della polizia municipale lo avevano notato mentre consegnava alcuni grammi di cocaina in cambio di denaro. I vigili hanno dunque bloccato acquirenti e spacciatori che hanno tentato la fuga. Dalle testimonianze degli acquirenti, S.R. 24 anni di Noventa e L.D. coetaneo di Cessalto, è stato possibile risalire a Yassine processato poi per direttissima, clandestino senza fissa dimora. Anche l'algerino ha dichiarato di essere minorenne, mal'esamme osseo ha stabilità che ha 19 anni.

 

 
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