Concordo nella maggioranza delle tesi.Originally posted by Claude
Ogni giorno, i nostri pensieri, le nostre emozioni trovano un riferimento, nel loro essere, nel nostro passato. Certo, non è un passato di cose, di meri eventi. Il tempo in cui fummo si concretizza in quello che siamo, e, a sua volta, quello che siamo contribuisce a farci cambiare l'interpretazione di ciò che siamo stati, attraverso le riflessioni attuali, attraverso i fatti che ci accade di vivere, i libri che leggiamo, le relazioni che intratteniamo. Ma, se ci pensate bene, anche se noi potessimo tornare indietro in un tempo che non ci appartiene, il tempo che altre vite che la nostra hanno vissuto, cosa potremmo sperare di capire veramente? Sarebbe sempre la nostra coscienza attuale ad avere a che fare con un mondo nel quale la nostra coscienza sarebbe straniera, e noi saremmo, in questo modo, costretti ad avvicinarci a quel mondo da stranieri.
Viaggiamo ogni giorno indietro nel "nostro", di tempo, e, anche se fosse possibile tornare ad un passato "altro", sarebbe sempre col "nostro" passato che dovremmo fare i conti.
Superman viaggiava avanti ed indietro nel tempo semplicemente superando la velocità della luce e regolandosi con una sorta di calendario virtuale. Lo faceva però per evitare crimini e grosse ingiustizie. Voglio dire che il viaggio temporale nella letteratura e nella fantasy è concepito come esigenza individiuale e limitata. Chi conosce il futuro è avvantaggiato, diventa una superpersona, ma non può essere che uno, che pochi, un viaggio temporale di massa non è concepibile, anche perchè non avrebbe senso. In sostanza a cosa servirebbe viaggiare avanti od indietro nel tempo? Si riuscirebbe ad evitare di morire? No! Ed allora è una perdita di "tempo".
Prosit
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