Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    decerebrato consapevole
    Data Registrazione
    08 Mar 2002
    Località
    Roma (vicino a)
    Messaggi
    2,707
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Perche' parla Bagarella?

    Chi risolverà il rebus del proclama di Bagarella?


    di Enzo Catania

    Che significato ha il proclama di Bagarella?
    Il carcere duro sicuramente spaventa i mafiosi
    Ma la sua uscita ha più l'aria di un messaggio
    Forse a un politico o forse al boss Provenzano

    Che Leoluca Bagarella fosse il cognato preferito di don Totò Riina, già capo dell'ala dura dei "Corleonesi" ed ex dittatore di Cosa Nostra, era risaputo. Che però toccasse a lui dopo vent'anni di silenzi di mafia leggere un vero "proclama" per protestare, rivendicare e minacciare, nessuno lo immaginava, a meno di non riconoscere a Bagarella, classe 1942, fratello di Antonietta, unico grande amore di don Totò al punto da seguirlo nella lunga latitanza, oltre ruolo di killer in missioni delicate, quello di stratega e di addetto ai rapporti con la politica. Ma se gli si dovesse riconoscere anche questo ruolo, allora bisognerebbe essere consequenziali: il "proclama" non andrebbe visto come una sbruffonata, ma letto, interpretato e collocato nei giusti scenari. Cos'ha detto in sostanza Bagarella?

    Vero che nessuno s'aspettava aprisse bocca, ma altrettanto vero che la rabbia che i mafiosi in galera si portavano addosso era palese da tempo. Basta rileggersi il commento su ilNuovo del 9 luglio in merito a "Sciopero del cibo per bloccare il 41 bis". Era evidente come boss, luogotenenti e picciotti fossero letteralmente spaventati dall'idea che il "carcere duro" (un solo contatto al mese con i familiari, vetro blindato divisorio nei colloqui, impossibilità di corrispondere con altri detenuti, divieto di ricevere pacchi o denaro, eccetera, eccetera) in vigore da quel 1992 in cui si verificarono le stragi di Capaci (Falcone) e di via D'Amelio (Borsellino), prorogato ogni tre mesi durante il decennio, possa diventare definitivo. Per evitare che la normativa si trasformasse in provvedimento senza scadenze, i mafiosi avevano saltuariamente anche fatto balenare propositi di dissociazione e di tregua, pur rifiutando di entrare nella schiera dei pentiti. Ma era innanzitutto una tattica per guadagnare tempo. Quando però si sono accorti che un vero movimento politico, trasversale a tutti i partiti, approfittando delle commemorazioni di Falcone e Borsellino, si batteva senza risparmio affinché non ci fosse "alcun cedimento alla mafia", hanno anche capito che la loro battaglia era persa. E non appena anche i familiari delle vittime sono insorte sdegnate poiché a parlare di "prigioni inumane" erano proprio quelli che si erano comportati da belve seppellendo sotto una lapide fedeli servitori dello Stato e lasciato in lacrime mogli e figli, i detenuti per reati gravi in un ruolo di guida nella criminalità organizzata, hanno per l'appunto inscenato lo sciopero del cibo che ben presto si è esteso in diversi penitenziari.

    Ci illudevamo che tutto finisse qui. Invece ecco il proclama di Bagarella a nome di carcerati dell'Aquila, con la scontata "solidarietà" di altri in cella per reati che prevedono l'applicazione del 41 bis. E poiché deve essere apparso scontato che le proroghe trimestrali presto cesseranno e che il "carcere duro" non solo non si tocca ma si appresta a diventare permanente, ecco la frase pesantissima sulla quale meditano in molti per capire cosa si nasconda dietro. "Siamo stanchi- ha detto - di essere umiliati, strumentalizzati, vessati ed usati come merce di scambio dalle varie forze politiche".

    Solo faccia tosta? Solo tentativi di ricatto da parte di una compagnia di Don Chisciotte in carcere che ormai lottano contro mulini a vento? O una minaccia da prendere in considerazione? O forse un segnale per una prova di forza? Il documento è stato acquisito da inquirenti ed Antimafia. E se è vero che dagli organi istituzionali è scattata la parola d'ordine del "non ci faremo condizionare", "nessun patteggiamento", "andremo avanti", è altrettanto vero che nella corsa a decifrare aleggiano anche altri interrogativi. Per esempio: che umiliazioni, vessazioni e strumentalizzazioni può aver subito gente che ha ucciso senza pietà e organizzato stragi addirittura con sorrisi di scherno? E' chiaro che dietro questo assurdo "vittimismo" si insegue un "diritto": quello di gonfiare i bicipiti per ritorsione. L'altro giorno lo stesso procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna, definendo il messaggio "molto allarmante, molto preoccupante", ha aggiunto che se non è un bluff, è possibile che si stia alludendo "all'apertura di una nuova guerra di mafia".

    La trascrizione della bobina avrebbe portato più d'uno a ritenere che quella di Bagarella non è una "bufala" messa in circolazione o perché si è disperati o perché si pensa che siano saltati i contatti con l'esterno. E allora che significa ritenersi usata come "merce di scambio dalle varie forze politiche"? A voler dosare le parole, questo linguaggio si avvicina di più a quello dei brigatisti che dei mafiosi. Ma poiché conta la sostanza, che patti potrebbero esserci stati con chicchessia? Il quesito è così inquietante che mentre sul territorio è diventato imperativo non abbassare la guardia, non può non farsi un'altra considerazione sulla scelta di Bagarella quale "portavoce": non dimentichiamo che la cattura di Riina gli consegnò lo scettro dei "falchi", che cercò di mettersi in luce anche creando il movimento indipendentista "Sicilia libera" dalla breve durata e che soprattutto appartenne all'ala di coloro che avrebbero deciso gli omicidi di personaggi come Salvo Lima e Ignazio Salvo, gente cioè che, a giudizio di Cosa Nostra, aveva fatto promesse, non le aveva mantenute, ergo andava eliminata. Nessuna meraviglia dunque se un pm serio e preparato come Antonio Ingroia, che tra l'altro apprese molti metodi lavoro sulla scia di magistrati tipo Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, ha parlato di politici sotto il ricatto dei boss, aggiungendo che "il rischio ora è un altro delitto Lima".

    Per completare però il quadro, c'è anche d'aggiungere che il messaggio del cognato di don Totò potrebbe essere stato diretto più che a un politico, a qualche potente boss, libero e latitante. Se così fosse il nome che per primo viene in mente è quello di Bernardo Provenzano, successore di Riina al vertice di Cosa Nostra, ma ben diverso nella strategia: badiamo solo agli affari e, per farli bene, alt all'epoca stragista allentando le pressioni degli inquirenti e riorganizzandoci con nuovi metodi. E poiché su Provengano circolano due teorie (c'è chi lo dà in difficoltà, pronto alla capitolazione e malridotto in salute, ma c'è anche chi lo ritiene saldamente in sella al potere attraverso un triumvirato di fedelissimi), non mancano coloro i quali leggono nel "proclama" l'esigenza di inviargli un segnale.

    Di che tipo? Anche qui le ipotesi si biforcano. Secondo alcuni per dirgli: Binnu, la tua tattica di mediazione e di temporeggiamento all'esterno è fallita, tant'è vero, che all'interno "il carcere duro" sta diventando definitivo, ergo sarebbe meglio riprendere a fare di testa nostra. Secondo invece altri per spronarlo: devi dare subito una prova di forza, dimostrando così che sul territorio ci siamo sempre... Capito allora che enigma, che rebus, che rompicapo è diventato quel "proclama"? Per il procuratore nazionale antimafia oggi come ieri non ci resta che serrare le file con decisione e compattezza. E guai mettersi a fare qualsiasi concessione ai criminali! Ma probabilmente nella mafia c'è anche una spaccatura evidenziata proprio dal fatto che c'è stato un "proclama"nsomma, all'ala dura dei Bagarella e dei Riina, intransigente e pronta all'attacco, incomincerebbe ad opporsi sempre di più all'interno delle carceri quella moderata degli Aglieri, dei Madonia e di tanti altri ancora, i quali, pur lontani dalla "dissociazione", non rifiuterebbero l'apertura di una "discussione" sul tema che sì, la mafia esiste, ma che se ci sono state stragi, loro non c'entrano: che lo Stato se la prenda con i Corleonesi! Si può però accettare di "discutere" con gente che, pur "moderata", non ha fatto atto di pentimento e di collaborazione? I tasselli del mosaico dunque sembrano impazziti. A prescindere di come ognuno la pensi sugli antidoti da adottare, di positivo c'è che quel vasto movimento d'opinione che è trasversale a tutti i partiti, invita coralmente lo Stato a fare lo Stato. E allora che paura potrebbe fare un Bagarella che interrompe vent'anni di silenzi di mafia per lanciare oscuri anatemi?

    (15 LUGLIO 2002, ORE 19:25)


    Interessante questione.
    Sono anch'io certo che il messaggio non e' semplicemente un "siamo stufi del carcere duro".
    Quello dei messaggi criptici annegati nei messaggi piu' vari e' un antico vezzo mafioso. E a volerlo leggere bene non si puo' prescindere dallo studio degli "intrecci familiari" come ha ben intuito Catania in quest'articolo.
    Neanch'io penso sia casuale questa tempistica dei 10 anni esatti dall'anno delle stragi. Il linguaggio mafioso non lascia nulla di intentato.

    Qualcuno ha altre ipotesi sul contenuto reale del messaggio?

  2. #2
    membro
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Località
    Como Muggiò
    Messaggi
    6,049
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Bagarella.

  3. #3
    Forumista senior
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Messaggi
    2,962
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Comunque secondo me sono PALLE quelle che dicono che "ora la mafia fà affari"... La realtà è che la mafia è in piena crisi, e dopo le stragi del 92 ci sono state VALANGHE di condanne e arresti.
    Non si sostituisce in un colpo solo uno del calibro di Riina.
    Secondo me la mafia si è "frazionata". Nessuno ha mai capito bene di preciso come fosse organizzata (cupola sì, cupola no, un tutt'uno o tante unità divise fra loro).
    Per me ora esiste in generale una serie di "bande" criminali siciliane ognuna delle quali fà i propri interessi. Nè esistono di più influenti, di meno influenti, alcune si occupano di appalti (e cercano di rifilare loro uomini negli assessorati ai lavori pubblici dei comuni italiani), altre di estorsioni, altre ancora di droga, altre di un po' tutto.
    Per me, in sostanza, non esiste più la c.d. "cupola". Esisteva sicuramente prima del 92 (in molti spiegano come vennero organizzate le stragi, vedasi Brusca, e confermano l'organizzazione "a piramide"), ora li hanno fatti in pezzi
    Di conseguenza per me Bagarella intendeva unicamente "spaventare" i politici psichicamente più deboli, nel disperato (e fallito) tentativo di abolire il carcere duro.

    Mi auguro che chi ha sostenuto vicinanze di Berlusconi alla mafia credendo (meglio: PROPAGANDANDO) le dichiarazioni di Cancemi, ora, visto il "Và a quel paese" di Berlusconi a Bagarella ("questo governo non si fà intimidire") FACCIA LA CORTESIA DI SMETTERE DI ROMPERE LE SCATOLE E DI DIFFAMARE.
    Voglio proprio vedere come farebbe uno vicino alla mafia a rispondere in quel modo al cognato di Riina. Roba da rischiare subito di essere fatto fuori

  4. #4
    decerebrato consapevole
    Data Registrazione
    08 Mar 2002
    Località
    Roma (vicino a)
    Messaggi
    2,707
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by EMPEROR DOLLAR $
    Comunque secondo me sono PALLE quelle che dicono che "ora la mafia fà affari"... La realtà è che la mafia è in piena crisi, e dopo le stragi del 92 ci sono state VALANGHE di condanne e arresti.
    Non si sostituisce in un colpo solo uno del calibro di Riina.
    Secondo me la mafia si è "frazionata". Nessuno ha mai capito bene di preciso come fosse organizzata (cupola sì, cupola no, un tutt'uno o tante unità divise fra loro).
    Per me ora esiste in generale una serie di "bande" criminali siciliane ognuna delle quali fà i propri interessi. Nè esistono di più influenti, di meno influenti, alcune si occupano di appalti (e cercano di rifilare loro uomini negli assessorati ai lavori pubblici dei comuni italiani), altre di estorsioni, altre ancora di droga, altre di un po' tutto.
    Per me, in sostanza, non esiste più la c.d. "cupola". Esisteva sicuramente prima del 92 (in molti spiegano come vennero organizzate le stragi, vedasi Brusca, e confermano l'organizzazione "a piramide"), ora li hanno fatti in pezzi
    Di conseguenza per me Bagarella intendeva unicamente "spaventare" i politici psichicamente più deboli, nel disperato (e fallito) tentativo di abolire il carcere duro.

    Mi auguro che chi ha sostenuto vicinanze di Berlusconi alla mafia credendo (meglio: PROPAGANDANDO) le dichiarazioni di Cancemi, ora, visto il "Và a quel paese" di Berlusconi a Bagarella ("questo governo non si fà intimidire") FACCIA LA CORTESIA DI SMETTERE DI ROMPERE LE SCATOLE E DI DIFFAMARE.
    Voglio proprio vedere come farebbe uno vicino alla mafia a rispondere in quel modo al cognato di Riina. Roba da rischiare subito di essere fatto fuori
    E allora vedi che anche qui ti fai fregare dalla superficialita'??
    MAGARI! Magari fosse questo un semplice segnale di 4 boss in decadenza, stufi etc. etc.

    Parentesi: In ogni caso bene ha fatto berlusconi a ribadire che il 41 bis non si tocca. Sarebbe pazzesco il contrario, d'altraparte. Non lo vedo un premier che
    dichiara alla stampa: "No, prego, attenda che glielo cancelliamo subito".

    Chi si occupa di mafia e cioe' i tuoi nemici della magistratura dicono invece che la mafia si sta riorganizzando per bene.
    Verissimo, i buoni risultati ottenuti subito dopo le stragi hanno azzoppato cosa nostra tanto che con un po' di sforzo in piu' si poteva infierire molto.
    Invece man mano e' calata l'attenzione politica (a cominciare anche dal governo ulivista, per continuare con quello attuale). Adesso non voglio parlare del perche' cio' e' accaduto, ma e' cosi'.
    S'e' persa una grossa opportunita'.


    Comunque e' gia' tanto che si riesca a parlarne, di mafia, nel forum.

  5. #5
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,745
     Likes dati
    12,133
     Like avuti
    15,259
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by XT


    Comunque e' gia' tanto che si riesca a parlarne, di mafia, nel forum.
    Non sperare che si vada oltre il quarto o quinto post. cmq.

    La Mafia è un argomento "fastidioso" per i "conviventi".
    Ah!
    Berlusconi ha "promesso" ( ) che il 41bis verrà prorogato fino a fine legislatura.
    E poi??

  6. #6
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,745
     Likes dati
    12,133
     Like avuti
    15,259
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Sarà mica che..........

    Roma, 176
    Carcere duro, boss contro parlamentari avvocati

    In una lettera indirizzata ai Radicali italiani i boss mafiosi detenuti nel carcere di Novara e sottoposti al regime del '41 Bis' protestano contro il carcere duro. Destinatari della protesta sono gli avvocati, in passato difensori di imputati per mafia, diventati nel frattempo parlamentari.
    "Dove sono gli avvocati delle regioni meridionali, in cui sono più numerosi i detenuti sottoposi a questo regime, che hanno difeso molti degli imputati per mafia e che ora siedono negli scranni parlamentari e sono nei posti apicali di molte commissioni preposte a fare queste leggì". Questo è un passaggio della lettera inviata da alcuni detenuti sottoposti al regime del 41 bis nel penitenziario di Novara, tra cui anche Salvatore Madonia, Cristoforo Cannella e Giuseppe Giuliano. Il documento è indirizzato al segretario dei Radicali italiani, Daniele Capezzone, che ne ha diffuso alcuni stralci.

    "Loro - si legge ancora nella lettera in riferimento agli avvocati oggi parlamentari - erano i primi, quando svolgevano la professione forense, a deprecare più degli altri l'applicazione del 41 bis. Allora svolgevano la professione solo per far cassa. Allorché, pur sapendo come sono stati condotti i processi che sono stati dei plotoni di esecuzione, ora non si preoccupano pur avendo la possibilità di ridare dignità e lustro ad una professione che ha perso del tutto la propria deontologia".

    I firmatari della lettera si chiedono se è "giusto che uno stato democratico possa consentirsi un simile degrado della propria civiltà e dell'umanità" nella "speranza che quest'ultimo appello possa essere accolto senza la necessità di uno sciopero della fame e della sete". (Red)

 

 

Discussioni Simili

  1. Perchè Veronica non parla?
    Di Python nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 16-02-11, 21:42
  2. Bagarella 'povero' per pagare legale, assolto
    Di E.Z.L.N. nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 09-02-10, 21:24
  3. parla B.M. =perchè sto con gli EUROAFRIKISTY
    Di Sabotaggio nel forum Destra Radicale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 24-03-08, 22:34
  4. Perchè in Italia non se ne parla?
    Di Naitmer nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 31
    Ultimo Messaggio: 30-07-05, 13:55
  5. le riforme che vuole bagarella:fatto (bè quasi)
    Di Shambler nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 10-09-02, 14:55

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito