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    Predefinito le riforme che vuole bagarella:fatto (bè quasi)

    C'è anche l'ipotesi di superare la norma sull'isolamento dei boss di mafia nei progetti della Cdl sulla giustizia. Nessun dietrofront sull'immunità totale per i parlamentari.


    ROMA - Avanti con le riforma della giustizia, civile e penale, e anche con la riforma dell'immunità parlamentare. Ma soprattutto l'avvio della discussione sul superamento dell'articolo 41 bis, quello che condanna all'isolamento definitivo boss e killer della mafia, e contro la cui abolizione si stanno muovendo i detenuti per associazione mafiosa di tutta Italia. Una protesta culminata con le lettere pubbliche di Pietro Aglieri e Leoluca Bagarella.

    Questo l'esito della riunione di questa mattina tra il ministro della Giustizia Roberto Castelli, il suo sottosegretario Michele Vietti, il presidente della commissione giustizia della Camera Gaetano Pecorella, il responsabile giustizia di Forza Italia Giuseppe Gargani, il capogruppo di An Ignazio La Russa e il sottosegretario Aldo Brancher.

    La riunione, che rientra nel novero di quelle targate ''Officina'', sorta di pensatoio settimanale della Cdl, si è svolta nella residenza milanese di Silvio Berlusconi ed è durata poco più di due ore.

    Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, non ha voluto entrare nel merito della riunione mentre Michele Vietti ha spiegato che ''si è trattato di vedere come comportarsi alla ripresa dei lavori parlamentari. Pensiamo a riforme di settore, alla riforma del processo civile, del diritto societario e di quello fallimentare. Sulla Cirami c'è poco da dire, siamo in ballo e balliamo fino in fondo''.

    ''Abbiamo parlato della 'moratoria' proposta da Mantovano riguardante interventi 'spot' dei parlamentari sulla giustizia, sono infatti necessarie delle riforme di settore. Dobbiamo poi fare le norme - ha aggiunto Vietti - per l'applicazione del 'Giusto processo''.

    Quanto alla riforma dell'immunità parlamentare, per Vietti ''il ministro ha presente questo problema. Nel merito non siamo entrati, c'è chi vuole il ripristino della vecchia immunità, c'è chi come Giovanardi vuole distinguere i tipi di reato. Il merito dobbiamo metterlo a punto. Oggi abbiamo parlato del metodo''.

    Ignazio La Russa ha spiegato ''che non è si è trattato di un supervertice della maggioranza, ma di una riunione di Officina, un luogo di incontro e di proposta, mai di decisione. Riunione autorevole ma non sono state prese decisioni. Abbiamo esaminato il calendario fino a dicembre con proposte da avanzare ai responsabili nazionali dei partiti''.

    Ma la cosa che certamente farà più discutere è il fatto che la maggioranza abbia cominciato a verificare la possibilità di modificare in qualche modo il 41 bis. Che se ne sia parlato lo avrebbe confermato all'Adn Kronos un partecipante al vertice. Ma pare, riferisce l'agenzia di stampa, che gli esponenti della maggioranza non siano entrati nel merito della riforma ma abbiano soltanto ipotizzato di discutere di questo articolo entro la fine dell'anno.

    Tema scottante, e che provocherà immediate e roventi polemiche. Basti pensare che ancora non si è spenta l'eco del dossier del Sisde pubblicato da Repubblica (se ne occuperà il Comitato di controllo sui servizi segreti) secondo cui la mafia dei grandi boss messi in isolamento starebbe ipotizzando una serie di azioni dimostrative per ottenere il rispetto della promessa di revisione di alcuni dispositivi di legge sgraditi, come appunto il 41 bis, e l'introduzione del legittimo sospetto.



    da ilnuovo

  2. #2
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    Predefinito le riforme che vuole bagarella:fatto (bè quasi)

    C'è anche l'ipotesi di superare la norma sull'isolamento dei boss di mafia nei progetti della Cdl sulla giustizia. Nessun dietrofront sull'immunità totale per i parlamentari.


    ROMA - Avanti con le riforma della giustizia, civile e penale, e anche con la riforma dell'immunità parlamentare. Ma soprattutto l'avvio della discussione sul superamento dell'articolo 41 bis, quello che condanna all'isolamento definitivo boss e killer della mafia, e contro la cui abolizione si stanno muovendo i detenuti per associazione mafiosa di tutta Italia. Una protesta culminata con le lettere pubbliche di Pietro Aglieri e Leoluca Bagarella.

    Questo l'esito della riunione di questa mattina tra il ministro della Giustizia Roberto Castelli, il suo sottosegretario Michele Vietti, il presidente della commissione giustizia della Camera Gaetano Pecorella, il responsabile giustizia di Forza Italia Giuseppe Gargani, il capogruppo di An Ignazio La Russa e il sottosegretario Aldo Brancher.

    La riunione, che rientra nel novero di quelle targate ''Officina'', sorta di pensatoio settimanale della Cdl, si è svolta nella residenza milanese di Silvio Berlusconi ed è durata poco più di due ore.

    Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, non ha voluto entrare nel merito della riunione mentre Michele Vietti ha spiegato che ''si è trattato di vedere come comportarsi alla ripresa dei lavori parlamentari. Pensiamo a riforme di settore, alla riforma del processo civile, del diritto societario e di quello fallimentare. Sulla Cirami c'è poco da dire, siamo in ballo e balliamo fino in fondo''.

    ''Abbiamo parlato della 'moratoria' proposta da Mantovano riguardante interventi 'spot' dei parlamentari sulla giustizia, sono infatti necessarie delle riforme di settore. Dobbiamo poi fare le norme - ha aggiunto Vietti - per l'applicazione del 'Giusto processo''.

    Quanto alla riforma dell'immunità parlamentare, per Vietti ''il ministro ha presente questo problema. Nel merito non siamo entrati, c'è chi vuole il ripristino della vecchia immunità, c'è chi come Giovanardi vuole distinguere i tipi di reato. Il merito dobbiamo metterlo a punto. Oggi abbiamo parlato del metodo''.

    Ignazio La Russa ha spiegato ''che non è si è trattato di un supervertice della maggioranza, ma di una riunione di Officina, un luogo di incontro e di proposta, mai di decisione. Riunione autorevole ma non sono state prese decisioni. Abbiamo esaminato il calendario fino a dicembre con proposte da avanzare ai responsabili nazionali dei partiti''.

    Ma la cosa che certamente farà più discutere è il fatto che la maggioranza abbia cominciato a verificare la possibilità di modificare in qualche modo il 41 bis. Che se ne sia parlato lo avrebbe confermato all'Adn Kronos un partecipante al vertice. Ma pare, riferisce l'agenzia di stampa, che gli esponenti della maggioranza non siano entrati nel merito della riforma ma abbiano soltanto ipotizzato di discutere di questo articolo entro la fine dell'anno.

    Tema scottante, e che provocherà immediate e roventi polemiche. Basti pensare che ancora non si è spenta l'eco del dossier del Sisde pubblicato da Repubblica (se ne occuperà il Comitato di controllo sui servizi segreti) secondo cui la mafia dei grandi boss messi in isolamento starebbe ipotizzando una serie di azioni dimostrative per ottenere il rispetto della promessa di revisione di alcuni dispositivi di legge sgraditi, come appunto il 41 bis, e l'introduzione del legittimo sospetto.



    da ilnuovo

  3. #3
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    Predefinito Re: le riforme che vuole bagarella:fatto (bè quasi)

    Originally posted by shambler
    C'è anche l'ipotesi di superare la norma sull'isolamento dei boss di mafia nei progetti della Cdl sulla giustizia. Nessun dietrofront sull'immunità totale per i parlamentari.


    ROMA - Avanti con le riforma della giustizia, civile e penale, e anche con la riforma dell'immunità parlamentare. Ma soprattutto l'avvio della discussione sul superamento dell'articolo 41 bis, quello che condanna all'isolamento definitivo boss e killer della mafia, e contro la cui abolizione si stanno muovendo i detenuti per associazione mafiosa di tutta Italia. Una protesta culminata con le lettere pubbliche di Pietro Aglieri e Leoluca Bagarella.

    Questo l'esito della riunione di questa mattina tra il ministro della Giustizia Roberto Castelli, il suo sottosegretario Michele Vietti, il presidente della commissione giustizia della Camera Gaetano Pecorella, il responsabile giustizia di Forza Italia Giuseppe Gargani, il capogruppo di An Ignazio La Russa e il sottosegretario Aldo Brancher.

    La riunione, che rientra nel novero di quelle targate ''Officina'', sorta di pensatoio settimanale della Cdl, si è svolta nella residenza milanese di Silvio Berlusconi ed è durata poco più di due ore.

    Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, non ha voluto entrare nel merito della riunione mentre Michele Vietti ha spiegato che ''si è trattato di vedere come comportarsi alla ripresa dei lavori parlamentari. Pensiamo a riforme di settore, alla riforma del processo civile, del diritto societario e di quello fallimentare. Sulla Cirami c'è poco da dire, siamo in ballo e balliamo fino in fondo''.

    ''Abbiamo parlato della 'moratoria' proposta da Mantovano riguardante interventi 'spot' dei parlamentari sulla giustizia, sono infatti necessarie delle riforme di settore. Dobbiamo poi fare le norme - ha aggiunto Vietti - per l'applicazione del 'Giusto processo''.

    Quanto alla riforma dell'immunità parlamentare, per Vietti ''il ministro ha presente questo problema. Nel merito non siamo entrati, c'è chi vuole il ripristino della vecchia immunità, c'è chi come Giovanardi vuole distinguere i tipi di reato. Il merito dobbiamo metterlo a punto. Oggi abbiamo parlato del metodo''.

    Ignazio La Russa ha spiegato ''che non è si è trattato di un supervertice della maggioranza, ma di una riunione di Officina, un luogo di incontro e di proposta, mai di decisione. Riunione autorevole ma non sono state prese decisioni. Abbiamo esaminato il calendario fino a dicembre con proposte da avanzare ai responsabili nazionali dei partiti''.

    Ma la cosa che certamente farà più discutere è il fatto che la maggioranza abbia cominciato a verificare la possibilità di modificare in qualche modo il 41 bis. Che se ne sia parlato lo avrebbe confermato all'Adn Kronos un partecipante al vertice. Ma pare, riferisce l'agenzia di stampa, che gli esponenti della maggioranza non siano entrati nel merito della riforma ma abbiano soltanto ipotizzato di discutere di questo articolo entro la fine dell'anno.

    Tema scottante, e che provocherà immediate e roventi polemiche. Basti pensare che ancora non si è spenta l'eco del dossier del Sisde pubblicato da Repubblica (se ne occuperà il Comitato di controllo sui servizi segreti) secondo cui la mafia dei grandi boss messi in isolamento starebbe ipotizzando una serie di azioni dimostrative per ottenere il rispetto della promessa di revisione di alcuni dispositivi di legge sgraditi, come appunto il 41 bis, e l'introduzione del legittimo sospetto.



    da ilnuovo




    E poi, non ricordo chi, ha detto che la CDL è intenzionata ad affossare qualunque iniziativa sul 41bis!

  4. #4
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    Predefinito Re: le riforme che vuole bagarella:fatto (bè quasi)

    Originally posted by shambler
    C'è anche l'ipotesi di superare la norma sull'isolamento dei boss di mafia nei progetti della Cdl sulla giustizia. Nessun dietrofront sull'immunità totale per i parlamentari.


    ROMA - Avanti con le riforma della giustizia, civile e penale, e anche con la riforma dell'immunità parlamentare. Ma soprattutto l'avvio della discussione sul superamento dell'articolo 41 bis, quello che condanna all'isolamento definitivo boss e killer della mafia, e contro la cui abolizione si stanno muovendo i detenuti per associazione mafiosa di tutta Italia. Una protesta culminata con le lettere pubbliche di Pietro Aglieri e Leoluca Bagarella.

    Questo l'esito della riunione di questa mattina tra il ministro della Giustizia Roberto Castelli, il suo sottosegretario Michele Vietti, il presidente della commissione giustizia della Camera Gaetano Pecorella, il responsabile giustizia di Forza Italia Giuseppe Gargani, il capogruppo di An Ignazio La Russa e il sottosegretario Aldo Brancher.

    La riunione, che rientra nel novero di quelle targate ''Officina'', sorta di pensatoio settimanale della Cdl, si è svolta nella residenza milanese di Silvio Berlusconi ed è durata poco più di due ore.

    Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, non ha voluto entrare nel merito della riunione mentre Michele Vietti ha spiegato che ''si è trattato di vedere come comportarsi alla ripresa dei lavori parlamentari. Pensiamo a riforme di settore, alla riforma del processo civile, del diritto societario e di quello fallimentare. Sulla Cirami c'è poco da dire, siamo in ballo e balliamo fino in fondo''.

    ''Abbiamo parlato della 'moratoria' proposta da Mantovano riguardante interventi 'spot' dei parlamentari sulla giustizia, sono infatti necessarie delle riforme di settore. Dobbiamo poi fare le norme - ha aggiunto Vietti - per l'applicazione del 'Giusto processo''.

    Quanto alla riforma dell'immunità parlamentare, per Vietti ''il ministro ha presente questo problema. Nel merito non siamo entrati, c'è chi vuole il ripristino della vecchia immunità, c'è chi come Giovanardi vuole distinguere i tipi di reato. Il merito dobbiamo metterlo a punto. Oggi abbiamo parlato del metodo''.

    Ignazio La Russa ha spiegato ''che non è si è trattato di un supervertice della maggioranza, ma di una riunione di Officina, un luogo di incontro e di proposta, mai di decisione. Riunione autorevole ma non sono state prese decisioni. Abbiamo esaminato il calendario fino a dicembre con proposte da avanzare ai responsabili nazionali dei partiti''.

    Ma la cosa che certamente farà più discutere è il fatto che la maggioranza abbia cominciato a verificare la possibilità di modificare in qualche modo il 41 bis. Che se ne sia parlato lo avrebbe confermato all'Adn Kronos un partecipante al vertice. Ma pare, riferisce l'agenzia di stampa, che gli esponenti della maggioranza non siano entrati nel merito della riforma ma abbiano soltanto ipotizzato di discutere di questo articolo entro la fine dell'anno.

    Tema scottante, e che provocherà immediate e roventi polemiche. Basti pensare che ancora non si è spenta l'eco del dossier del Sisde pubblicato da Repubblica (se ne occuperà il Comitato di controllo sui servizi segreti) secondo cui la mafia dei grandi boss messi in isolamento starebbe ipotizzando una serie di azioni dimostrative per ottenere il rispetto della promessa di revisione di alcuni dispositivi di legge sgraditi, come appunto il 41 bis, e l'introduzione del legittimo sospetto.



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    E poi, non ricordo chi, ha detto che la CDL è intenzionata ad affossare qualunque iniziativa sul 41bis!

  5. #5
    agaragar
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    cmq in galera ci vanno i mafiosi perdenti....

  6. #6
    agaragar
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    cmq in galera ci vanno i mafiosi perdenti....

  7. #7
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    quella vincente e' saldamente insediata a Palazzo Chigi.
    Antonio

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    quella vincente e' saldamente insediata a Palazzo Chigi.
    Antonio

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    mi sembra giusto invece. pensate che danno di immagine se i mafiosi organizzassero qualche atentato! no,no, meglio non farli incazzare..

  10. #10
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