viva l'itaglia! ovvero il paese di Pinocchio, dove gli onesti vanno in galera e i criminali restano fuori e vengono premiati.
Un altra tristissima storia raccontata dall'Arena di Verona:
Un anziano condannato per tentato omicidio di un ladro a San Giovanni Lupatoto era uscito in permesso, ma non era rientrato
Evade dal carcere, preso per caso
Fermato dai carabinieri sul suo motorino mentre percorreva un senso vietato Era stato in trattoria da un amico. Gli aveva detto: «Sono libero per sempre»
Esce dal carcere per un permesso, giusto il tempo di andare a ritirare la pensione e a effettuare alcuni pagamenti. Questo prevedeva la licenza, ma poi non fa rientro a Montorio. Ed è a tutti gli effetti evaso. Lo ritrovano i carabinieri di San Giovanni Lupatoto. O forse sarebbe meglio dire che è lui che va a sbattere contro di loro, in motorino, viaggiando in senso contrario in centro paese. Gioacchino Zanoni, 74 anni, a San Giovanni lo conoscono in tanti per la vicenda del tentato omicidio, nel luglio 1996 e che costò all’anziano una condanna definitiva a tre anni, un mese e 10 giorni di reclusione.
Zanoni, all’epoca gestiva un negozio di abbigliamento sportivo: «Zanoni sport». Gli affari viaggiavano a gonfie vele e lui investiva tutto il suo tempo e il suo denaro in quel negozio. Aveva subito alcuni furti. La notte in cui stava per avere l’ennesimo sparò al ladro dalla finestra e poi se ne andò a letto. All’alba un cittadino trovò l’uomo, uno slavo, agonizzante nei pressi del negozio. Poche indagini e il cerchio si chiuse, ma Zanoni non confessò. Lo inchiodarono le prove.
Per lui una condanna definitiva e un indenizzo allo slavo di 100 milioni, tutto quello che il curatore fallimentare trasse dall’asta della vendita della merce del suo negozio.
Pare che nonno Gioacchino, l’altro giorno di tornare in carcere non avesse proprio «passione». Dopo essere arrivato in paese s’è recato a mangiare da Gianni Gastaldelli, che gestisce una pizzeria trattoria ed è suo amico da sempre: «È venuto qui, mi ha detto di essere libero», racconta l’uomo, «gli ho creduto, data l’età pensavo l’avessero mandato a casa. Poi è passato da me il maresciallo dicendomi che se l’avessi incontrato di nuovo avrei dovuto dirgli di costituirsi o sarebbe andato incontro a brutte storie. Ma Gioacchino non s’è più visto, credo abbia dormito nei campi tutta la notte. È un testone, di avvocati non ne vuole sapere. Più volte gli ho chiesto se voleva che gliene trovassi uno, ma lui niente. Quando poi ha visto che accanto al suo negozio ne hanno aperto un altro che vende articoli sportivi è come impazzito».
Zanoni è dentro dall’aprile 2001, in esecuzione di custodia cautelare per quella sentenza definitiva. Ieri assistito dall’avvocato Domenico Esposito, ha patteggiato una pena a sette mesi di reclusione per evasione e resistenza a pubblico ufficiale. Poi se n’è tornato in carcere. Al giudice ha ribadito che s’è trattato di un malinteso. Ha detto che pensava di avere un permesso di 48 ore, non di 24. E considerando il fatto che se ne stava andando a zonzo in motorino, è possibile che davvero l’anziano si sia confuso o forse abbia creduto a una verità che s’era costruito nella sua testa.
A San Giovanni, quando Zanoni è stato portato in carcere in aprile, s’era quasi costituito un comitato.
«Vedere che un cittadino va in carcere perché ha difeso la sua proprietà e quello che stava per mettere a segno il furto è invece diventato ricco con i soldi dell’indenizzo per la perforazione del polmone ha fatto crescere tanta rabbia», conferma Gastaldelli, «qui si volevano raccogliere le firme per far restare Gioacchino fuori dal carcere. Adesso ne ha combinata un’altra. Pensare che sembrava che a novembre uscisse...».




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...si....il cervello...si devono operare....cristo.....
