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  1. #1
    Giacobino 1799
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    Predefinito Il regime che avanza: Jovanotti, rapper inviso al centrodestra, non canta a L'Aquila

    L'Aquila, no "politico" al concerto di Jovanotti


    Il Comune abruzzese cancella l'esibizione del cantante fissata in occasione della Perdonanza Celestiniana. "Posizione politica inconciliabile", dopo che si è schierato contro la nuova galleria del Gran Sasso.
    di Giuseppe Marino

    L’AQUILA – “La posizione politica di Jovanotti è inconciliabile con la manifestazione”. Messa nero su bianco su una lettera indirizzata al cantante, è questa la motivazione con cui l’amministrazione comunale dell’Aquila ha deciso di cancellare il suo concerto, previsto in occasione della Perdonanza, l’antica festa istituita nel capoluogo abruzzese da papa Celestino V.

    La linea ambientalista e no-global di Jovanotti costerà al cantante l’ingaggio per la serata musicale su un palco di non trascurabile importanza, visto che negli anni passati aveva visto esibirsi anche nomi del calibro di Pino Daniele, Lucio Dalla e Goran Bregovic. La tendenza politica dell’autore, nei cui testi si nomina Che Guevara e c’è un chiaro attacco all’anti-islamismo di Oriana Fallaci, è nota: tutto bene finché si trattava di temi generali, ma non appena il suo impegno si è calato nel concreto, l’amministrazione comunale gli ha sbattuto la porta in faccia.

    A mandare su tutte le furie la giunta del Polo delle Libertà è stata la decisione di Jovanotti di partecipare a un concerto nell’ambito di una manifestazione a Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo, contro la costruzione della terza galleria del Gran Sasso. Un tema bollente che infiamma la scena politica abruzzese, ma importante anche a livello nazionale: è una delle grandi opere caldeggiate dal ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, osteggiate dalle associazioni ambientaliste, Wwf in testa.

    Il concerto è fissato per il 30 luglio, quello nel capoluogo era previsto per fine agosto. Ma dal Comune dell’Aquila è arrivata la decisione di stracciare il contratto. A L’Aquila è subito scoppiato il caso, e l’assessore comunale alla Cultura dell’Aquila, Pierluigi Tancredi, ha cercato di spiegare la posizione con una lettera diretta al cantante in cui cita “l’importanza della terza canna del Gran Sasso per gli aquilani” e scomoda il Papa del “gran rifiuto” per giustificare il no al rapper italiano per eccellenza: “Far esibire solo artisti in linea con il governo della città non rientra nel nostro modo di agire”, assicura l’assessore: Che però aggiunge: “La Perdonanza è un grande evento religioso che va al di là degli schieramenti politici. E’ nel nome della pace e del perdono che Celestino V l’ha istituita – dice l’esponente forzista - Ecco perché abbiamo ritenuto inconciliabile la tua posizione politica con la nostra manifestazione”.

    “Jovanotti è libero di rappare la meraviglia, l’amore e quant’altro – incalza il vicepresidente della provincia dell’Aquila, Gianfranco Giuliante, An – ma se sceglie di essere testimonial di parte, deve accettare la difesa di chi vuole impedire che l’evento diventi testimonianza a favore del soggetto antagonista”.

    E Jovanotti? Di certo il promoter del cantante non ci sta e si prepara a ricorrere alla carta bollata. “Non credo – dice Maurizio Salvatori – che per delle beghe locali interne si debbano affrontare dei danni economici. Non ho intenzione di sospendere le spese per la cancellazione di un concerto per il quale è stato firmato un contratto”.

    (14 LUGLIO 2002, ORE 19:20)




    da www.ilnuovo.it

  2. #2
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    Azzz!!
    Anche il Presidente Ciampi s'è detto "perplesso" sul traforo......
    Zittiranno anche Lui, a L'Aquila??

  3. #3
    Le fondamenta di POL
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    Que cantanti hanno spesso trovato contratti grazie alle loro posizioni politiche. Non vedo dove sia quest'altro scandalo montato sul nulla... Forse sti cantanti dovrebbero avere garantite tutte le esibizioni che vogliono e quando vogliono solo per il loro colore politico?

  4. #4
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    Originally posted by Österreicher
    Que cantanti hanno spesso trovato contratti grazie alle loro posizioni politiche. Non vedo dove sia quest'altro scandalo montato sul nulla... Forse sti cantanti dovrebbero avere garantite tutte le esibizioni che vogliono e quando vogliono solo per il loro colore politico?
    NO!

    SOLO per il fatto che, finchè non verrà RIFORMATA, la Costituzione Italiana PROTEGGE la libertà (LIBERTA'!!!! UNA, non al PLURALE!) di espressione e d'opinione.
    E' così difficile???

  5. #5
    Le fondamenta di POL
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    Originally posted by MrBojangles


    NO!

    SOLO per il fatto che, finchè non verrà RIFORMATA, la Costituzione Italiana PROTEGGE la libertà (LIBERTA'!!!! UNA, non al PLURALE!) di espressione e d'opinione.
    E' così difficile???
    Infatti Jovanotti sarà libero di esprimersi dove vorrà... certo che se per le sue passioni politiche tutti i comuni d'Italia dovessero essere obbligati a farlo esibire (a pagamento, ovviamente) non ci troveremo mica nel rispetto della LIBERTA', ma in quello dell'IMPOSIZIONE.

    E' così difficile???

  6. #6
    PADANIA LIBERA!
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    Ma smettetela con questa storia del regime....siete ridicoli!
    Se fossimo davvero in un regime non saremmo qui a parlare,ma saremmo ultracensurati....sia qua su internet che in tv....
    Il regime è quella forma di governo che c'è a Cuba,in Cina,nella EX-URSS per esempio,non di sicuro il governo che abbiamo eletto.
    E in ogni caso è giusto così....i cantanti,ma anche attori,presentatori,ecc non dovrebbero usare i concerti e le loro apparizioni in pubblico a scopi politici!
    Ricordate che a Luca Barbareschi è stata tolta la conduzione di un programma su canale5 per aver criticato qualcosa del governo dell'ulivo?
    Ah,ancora una cosa....pochi giorni fà c'è stato il concerto di Ligabue a Milano,(governata dal Polo)e tutti conosciamo l'orientamento politico di questo cantante....le tue accuse di regime sono proprio una cavolata!
    Saluti Padani

  7. #7
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    Originally posted by Österreicher


    Infatti Jovanotti sarà libero di esprimersi dove vorrà... certo che se per le sue passioni politiche tutti i comuni d'Italia dovessero essere obbligati a farlo esibire (a pagamento, ovviamente) non ci troveremo mica nel rispetto della LIBERTA', ma in quello dell'IMPOSIZIONE.

    E' così difficile???
    Ehm!
    Ma, TU; sai come funziona la definizione di una tournee??
    C'è un manager, il manager viene contattato dai vari organizzatori locali, gli organizzatori locali CHIEDONO al manager la DISPONIBILITA' dell'artista.
    L'artista (POSTO che il Lorenzo sia un'artista; a ME non piace ma, qui si parla di LIBERTA', no??....... ) viene RICHIESTO dagli organizzatori locali.
    Gli organizzatori locali chiedono la DISPONIBILITA' dell'artista perchè alla "gente" PIACE!!
    I Politici DECIDONO che alla "gente" DEVE piacere qualcosa di DIVERSO.

    NON è così difficile, Austriaco.
    E' l'Italia di oggi, baby!
    Quella che hai eletto tu........

  8. #8
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    Originally posted by Wyatt Earp
    Ma smettetela con questa storia del regime....siete ridicoli!
    Se fossimo davvero in un regime non saremmo qui a parlare,ma saremmo ultracensurati....sia qua su internet che in tv....
    Il regime è quella forma di governo che c'è a Cuba,in Cina,nella EX-URSS per esempio,non di sicuro il governo che abbiamo eletto.
    E in ogni caso è giusto così....i cantanti,ma anche attori,presentatori,ecc non dovrebbero usare i concerti e le loro apparizioni in pubblico a scopi politici!
    Ricordate che a Luca Barbareschi è stata tolta la conduzione di un programma su canale5 per aver criticato qualcosa del governo dell'ulivo?
    Ah,ancora una cosa....pochi giorni fà c'è stato il concerto di Ligabue a Milano,(governata dal Polo)e tutti conosciamo l'orientamento politico di questo cantante....le tue accuse di regime sono proprio una cavolata!
    Saluti Padani
    Già!
    Anche questo è SOLO uno scherzo, vero??

    "In bacheca l'elenco di chi ha scioperato". Firmato: il Presidente della Regione Sardegna
    di Davide Madeddu

    CAGLIARI La promessa è stata mantenuta. Dopo lo sciopero ecco pubblicato l’elenco dei cattivi. Ovvero, l’elenco dei dipendenti regionali che hanno partecipato allo sciopero generale sardo è stato pubblicato nelle bacheche degli uffici. Che quello sciopero generale contro il suo esecutivo, Mauro Pili, presidente della Giunta regionale di centro destra, proprio non lo gradisse si sapeva già. Ma nessuno, almeno tra i sindacati e i lavoratori pensava che alla fine, due giorni dopo la manifestazione i nomi e cognomi degli scioperanti venissero pubblicati in una sorta di lista nera.

    Una scelta, quella adottata dal presidente della Giunta regionale, che ha fatto insorgere i rappresentanti sindacali regionali di Cgil, Cisl e Uil che proprio sabato avevano organizzato lo sciopero dei settantamila. «Quello che è successo è fuori da ogni logica - hanno fatto sapere - anche perché nella bacheca si doveva mettere, come succede sempre, quanti lavoratori si sono astenuti e quanti hanno scioperato». L’accusa dei rappresentanti dei lavoratori, che in occasione dello sciopero avevano denunciato la richiesta del presidente della Giunta di voler conoscere l’elenco dei dipendenti scioperanti, va anche oltre. «Quello che è stato fatto suona tanto come una sorta di lista di proscrizione - hanno aggiunto i sindacati - che non possiamo in alcun modo accettare».

    I sindacati confederali avevano organizzato lo sciopero generale solo dopo una lunga polemica con la Giunta regionale accusata di non accettare le critiche dei rappresentanti dei lavoratori. Non solo i sindacati, che sono riusciti a portare in piazza 70mila persone, hanno denunciato la politica fallimentare del centro destra: politica che «mira a chiudere le poche attività produttive, come il polo chimico e quello industriale, per favorire il cemento sulle coste»; politica che punta a distruggere la sanità. In particolare l’introduzione dei ticket per alcuni medicinali e la maggiorazione di altri.

    Non solo ma nella lista nera che i sindacati avevano contestato al presidente della Giunta regionale anche l’elevato numero di giovani che continuano a lasciare la Sardegna per andare a lavorare nella penisola, e l’esclusione dell’isola dai progetti comunitari. «La Sardegna è fuori dall’Obiettivo 1 - hanno aggiunto i rappresentanti sindacali - e questo significa perdere migliaia di miliardi che sarebbero potuti arrivare proprio per migliorare e risollevare l’economia locale».

    Le polemiche contro l’esecutivo comunque vanno avanti. A quelle dei sindacati confederali si sono unite infatti le proteste dei lavoratori, diverse migliaia, impegnati nei settori industriali e minerari. Contestano la politica dei tagli portata avanti dalla Regione che «per risanare le casse e i buchi in bilancio» impone nuove tasse ai lavoratori e ai pensionati.

  9. #9
    Paul Atreides
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    Onore a Jovanotti, ennesimo martire della causa antifascista

  10. #10
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    Originally posted by Paul Atreides
    Onore a Jovanotti, ennesimo martire della causa antifascista
    Poteva essere anche Tony Santagata; babiùn!!
    Sempre censura è........

 

 
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