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Discussione: Anna Maria, ora basta!

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    Predefinito Anna Maria, ora basta!

    Oltre 5 milioni di spettatori per la confessione spettacolo
    al Costanzo Show

    Si chiuda nel suo dolore e pensi ai suoi problemi
    di Andrea Accorsi

    Il faccia-a-faccia televisivo con Annamaria Franzoni su Canale 5 nello Speciale del “Maurizio Costanzo Show” è stato il programma più visto nella prima serata di lunedì. Alla trasmissione hanno assistito oltre cinque milioni di telespettatori (la cifra esatta è di 5.296.000), pari al 24,78% di “share”: in pratica, una persona su quattro fra quante lunedì sera erano davanti alla tv ha visto l’intervista di Costanzo alla mamma del piccolo Samuele, ucciso a Cogne il 30 gennaio scorso.
    Da imputata a superstar. Anna Maria Franzoni si confessa sotto i riflettori del “Maurizio Costanzo Show”, in prima serata su Canale 5. Tutto l’orrore del “delitto dell’anno” ricostruito minuto per minuto, tutti i pensieri le angosce i desideri della mamma del piccolo Samuele, massacrato nello chalet di Cogne lo scorso 30 gennaio, vengono ripresi parola per parola e serviti agli spettatori. I quali premiano la scelta del programma, regalandogli la palma del più visto nella sera di lunedì.
    Ecco la cronaca della puntata speciale del talk- show che ha acceso un fuoco di polemiche destinato ad ardere a lungo. Ma che fatalmente rinfocolerà anche il dibattito sul delitto di Cogne e sul ruolo della madre di Samuele: colpevole o innocente, sana di mente o pazza, vittima di un destino tremendo o lucidissima esecutrice di un piano preciso? Chissà quanti spunti avranno ricavato i sostenitori delle due tesi dalla lunga intervista della Franzoni al giornalista e conduttore di Mediaset, per avvalorare o rivedere le loro posizioni. I passaggi più scioccanti del faccia-a-faccia davanti alle telecamere sono stati due: l’annuncio della Franzoni, di fatto, di essere in attesa di un bambino e un appello rivolto alla persona che lei ritiene l’assassino del piccolo Samuele Lorenzi.
    «È VERO CHE ASPETTA UN FIGLIO?»
    «SCEGLIERÒ IL NOME CON MIO MARITO...»
    «Sono qui per chiarire tante cose», ha detto la Franzoni all’inizio della trasmissione. «Penso che la mia vita sia stata resa pubblica abbastanza e chiedo rispetto per la mia vita privata», ha risposto a Maurizio Costanzo quando questi, in apertura, le ha chiesto se è vero che sia in attesa di un bimbo, facendole poi gli auguri. E lei, senza scomporsi, ha detto solo: «Grazie».
    Poi, alla fine del programma, pur senza mai ammettere esplicitamente di essere incinta, ma rispondendo anche con un sorriso agli altri riferimenti fatti da Costanzo al suo stato, ha detto che penserà insieme al marito il nome del prossimo figlio. «Come lo chiamerà?» le è stato chiesto. «Non so, ci penseremo», ha risposto.
    Maria De Filippi, presente con altri ospiti alla seconda parte del “Maurizio Costanzo Show”, le ha poi chiesto chi avesse deciso i nomi dei figli Davide e Samuele. «Lo abbiamo fatto insieme, io e mio marito», ha risposto. E quale sarà il terzo nome? «Non so, ci penseremo», ha detto la Franzoni la quale, nel corso della trasmissione ha anche sostenuto che «Davide ha adesso più bisogno di affetto di prima».
    La donna aveva manifestato il proposito di avere un altro figlio la stessa mattina dell’omicidio, come è scritto nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei suoi riguardi dal gip di Aosta Fabrizio Gandini. Al marito appena arrivato sul luogo del delitto, Annamaria Franzoni disse: «Facciamo un altro figlio? Mi aiuti a farne un altro?». Una duplice domanda che - date le circostanze del momento (Samuele era stato poco prima adagiato sull’elicottero con il cranio fracassato) - il gip Gandini definì «agghiacciante».
    «Per due giorni e mezzo ho pensato che a Samuele fosse scoppiata la testa» ha raccontato la Franzoni, poi «già il terzo giorno, ho rivelato i miei sospetti agli inquirenti. Questi mi dicevano che era stato ucciso ma io non potevo accettarlo, come madre. Il discorso di cercare di individuare il colpevole è cominciato dal terzo giorno, perché prima io non sapevo fosse stato ucciso». Anna Maria Franzoni ha ribadito di «avere un’idea su chi possa essere l’assassino: l’ho detto agli inquirenti», ha ribadito senza voler dire di più sull’argomento.

    «DEPRESSIONE? NO, MANCANZA DI SALI»
    «Non ho mai sofferto di depressione, ero la madre più felice di questa terra», ha detto ancora la madre di Samuele al “Costanzo show”. «A Cogne - ha aggiunto - ero davanti al Gran Paradiso, ma io mi sentivo in paradiso. La mia era una famiglia serena». Intervistata riguardo alle sue pregresse condizioni di salute, compreso il malore da lei avvertito all’alba del giorno dell’omicidio del figlio Samuele, la Franzoni ha detto che soffriva di carenze di potassio. Tale patologia - ha precisato - «è stata accertata nel mese di febbraio», quindi dopo l’omicidio, quando la donna si è sottoposta a una serie di analisi.

    «DI QUELLA MATTINA RICORDO TUTTO»
    «Ricordo tutto di quella mattina, non ho vuoti di memoria», ha detto la Franzoni dopo aver anche ricordato di essere stata sottoposta a una perizia psichiatrica. Il marito, Stefano Lorenzi, ha ricostruito la donna l’altra sera in tv, quel 30 gennaio è uscito di casa alle 7.30. «Io ho fatto uscire Davide alle 8.15-16 per andare a scuola. Lo ricordo perché ho guardato l’orologio. Non avevo mai lasciato solo Samuele, ma la sera prima avevamo ospiti e non aveva dormito: di solito era Samuele il primo a svegliarsi. Mentre stavamo uscendo Samuele mi ha chiamato, allora ho detto a Davide di uscire intanto lui. Ho preso in braccio Samuele, l’ho messo nel letto. Lui ciucciava il dito e gli ho detto “stai tranquillo che la mamma è qua”. Davide mi ha detto di stare tranquilla perché sarebbe andato da solo a prendere il pulmino. Ma gli ho detto “la mamma non ti lascia da solo”».
    Poi Anna Maria Franzoni ha descritto i minuti trascorsi fuori da casa per accompagnare Davide al pulmino e tornare alla villetta: «Ho fatto 200 metri e sono tornata indietro in sei-sette minuti, mi sono tolta le scarpe e la giacca». Quindi la visione del bimbo ferito a morte nel letto: «Quando ho visto quella scena non capivo - ha affermato tra le lacrime -, e ho detto “è stato male mentre non c’ero”. Mi sono sentita in colpa perché era stato male senza di me. Ho provato a telefonare ma non ci riuscivo. Lui respirava male».
    «Credevo nella giustizia italiana», per cui al momento dell’arresto «sono rimasta delusa». È quanto ha detto Anna Maria parlando della notifica a lei dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Quindi ha escluso che il delitto abbia incrinato il rapporto con il marito. «Assolutamente no», ha risposto a una precisa domanda.

    «ASSASSINO, CONFESSA!»
    «Confessa. Una persona non può tenersi dentro una cosa di questo genere e tu, che sei stato, lo devi dire. Non puoi far finta di niente, come pensi di fare. Certo, non potrò riavere Samuele, ma, per lui, è giusto che sia così».
    «Ha mai detto queste cose a quella persona?», le ha chiesto Costanzo. «Pubblicamente no», ha risposto l’intervistata, che nel suo “appello” aveva esordito: «Spero che mi stia guardando. Certo non può immaginare la sofferenza di non vederlo più - ha detto piangendo e riferendosi a Samuele - ma almeno si renda conto di quello che ha fatto: un bambino di tre anni...».

    «NON TORNERÒ PIÙ A COGNE»
    «Pensa di tornare a Cogne?», ha chiesto Costanzo. «No», ha risposto la donna dopo alcuni secondi di esitazione. Quindi ha ripercorso le motivazioni che hanno spinto lei e il marito, Stefano Lorenzi, a trasferirsi in Valle d’Aosta: lei ci aveva lavorato per una stagione, «lui ci andava in vacanza da quando aveva nove anni».
    Poi ha anche parlato di quello che ha definito un «disegno colpevolista» nei sui confronti. «Gli inquirenti sostenevano la tesi che quella notte a letto con me c’era un’altra persona, un amante. Per questo hanno verificato dove era Stefano». C’era stata una lite quella mattina? «Anche questo fa parte di quel disegno colpevolista per trovare un capro espiatorio, giustificare che io avessi fatto quella cosa».
    Alla domanda del conduttore su come sia adesso la sua vita, Anna Maria Franzoni ha risposto piangendo: «Mi sveglio pensando di essere nella mia casa con i miei figli. Invece sono in un’altra casa senza un figlio».
    Uscita dal Teatro Parioli, dove la trasmissione è stata registrata nel pomeriggio di lunedì, Anna Maria Franzoni ha concluso: «Cercate di rispettare la mia vita privata. Di certo il mio bimbo non lo chiamerò Samuele. Come potrei farlo?».
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    L'on. Martini (Lega): provo orrore
    per quella donna così esibizionista
    «Ho provato orrore nel vedere in televisione la signora Franzoni annunciare la nascita di un altro bambino». È il commento dell’on. Francesca del Gruppo Lega Padania alla puntata del “Costanzo Show” di lunedì. «Orrore - ha spiegato - per la disinvoltura esibita nell’usare il mezzo televisivo a soli sei mesi dalla scomparsa di Samuele e per il suo esibizionismo nel voler annunciare un evento tanto privato di fronte a milioni di persone. Un delitto di un bambino che non ha ancora trovato l’identità del suo assassino meritava un po’ più di rispetto e di buon gusto. Parlando come mamma, non riesco a spiegarmi come la Franzoni abbia già metabolizzato la scomparsa di un figlio così velocemente. Come spettatrice, non capisco come presentatori tanto affermati usino queste vicende solo per il gusto di vedere qualche punto di audience in più. Si ritiri nel suo dolore - ha concluso l’on. Martini - e la smetta con questo vergognoso tentativo di manipolare l’opinione pubblica. Sono i giudici che deve convincere, non gli spettatori».
    Secondo Gustavo Selva, presidente della commissione Esteri della Camera, “il dolore non deve mai divenire spettacolo. Una vicenda come quella di Cogne va difesa dall’attenzione, spesso anche morbosa, della gente. Quell’annuncio di una nuova gravidanza - osserva Selva - della signora Franzoni, dato da lei stessa in tv, mette in piazza scelte private, privatissime. Spero almeno che quando il bambino nascerà i genitori lo sottrarranno alla inevitabile curiosità dei mezzi di comunicazione e alla caccia di fotografi e dei cineoperatori; ma, di fronte a quello che è successo, temo di avere già torto”.
    Sulla stessa linea Avvenire, secondo il quale qualunque cosa ci sia dietro, fosse pure una “strategia processuale” magari vincente, sarebbe stato meglio che la mamma di Samuele non avesse annunciato in tv la sua nuova gravidanza. “Sarebbe stato più umano, dopo tanto male attraversato, covarsi quel lieto segreto in un geloso silenzio”.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    Bimbi, telenovela, lacrime
    Spietati i giudizi deilettori sul programma di Canale5
    Piera Graffer
    Da madre a cui manca grazie a Dio l’esperienza diretta, mi sembra che, se dovessi trovare il mio bambino barbaramente trucidato nel mio letto e fossi stata invitata a rivolgere un appello all’assassino dalla tv, avrei guardato dritto nell’obiettivo e avrei detto qualcosa come: “Stai attento brutto XXXX, perché ti scoverò dovunque ti nasconda, e ti farò la pelle con queste mie stesse mani.” Cosa che Annamaria non ha fatto. Naturalmente questo non è un indizio concreto, e magari ho torto. Però io ritengo Annamaria una grandissima attrice. E anche molto furba, perché con questa nuova gravidanza, e colla visibilità che le concedono i media, è sicura di non andare in galera. Dopo il Maurizio Costanzo Show si può ipotizzare una futura luminosa carriera politica (o giornalistica, o televisiva), e un libro best seller per la Signora Annamaria?

    Giampiero Labbate
    “Spegniamo la tivù, ci hanno abbastanza offesi, non ne possiamo più” potrebbe cantare Renato Zero dopo l’ultima farsa televisiva che ha avuto come registi l’avv. Taormina, De Filippi, Costanzo e Anna Maria Franzoni. Restiamo in attesa del “A. M. Franzoni in tour” e non ultimo ci aspettiamo il libro delle memorie per buona pace di Taormina. Se questo caso fosse stato trattato come un caso d’omicidio, senza show costanziani o vespiani o di dati auditel, si sarebbe giunti alla verità? Ma a qualche intelligentone televisivo è sorto il terribile pensiero che abbiamo una seconda vittima che nessuno più ricorda: il fratellino di Samuele?

    Frank Dekard
    La solita pagliacciata tutta Italiana! Costanzo è un cinico, Taormina come sopra e AMF un’assassina!

    Joey Potter
    Vi siete chiesti come mai ieri sera erano presenti sul palco del MCS solo persone che proteggevano e difendevano la signora Franzoni (a parte ovviamente l’avvocato della Franzoni e la De Filippi, che non poteva scagliarsi contro chi le dà da mangiare)? E la cosa più schifosa è che la signora Franzoni abbia già pensato a sostituire il povero Samuele con un altro figlio, dopo nemmeno sei mesi dalla sua morte!

    Marco
    Tralasciando gli aspetti giudiziari (che riguardano le aule di tribunale) e quelli etici (che riguardano la coscienza di ciascuno), propongo di adottare come unico antidoto a questa indecente forma di degrado cerebrale che è la televisione nel 2002 quello di attuare uno sciopero dell’auditel. Se queste trasmissioni sopravvivono, è perché ci sono milioni di decerebrati che le guardano. Per quanto ciascuno di noi può fare, non contribuisca a farle trasmettere.

    Angela 54
    Siamo tanti aridi e insensibili e ci accaniamo sulle tragedie degli altri come se vedessimo un film. Ma invece è pura realtà. La televisione ci ha plagiati e annullato ogni sentimento.

    Alessandro
    Il signor Maurizio Costanzo è da tribunale! Secondo me ha commesso un crimine: si è intromesso in una vicenda giudiziaria in corso favoreggiando l’imputata. Andrebbero presi provvedimenti affinché una schifezza come ieri sera non venga ripetuta!
    [Lettere ricevute dalla “Padania”
    e da “il Nuovo”]
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    Le pagelle tv
    di Gigi Moncalvo

    4 ANNA MARIA FRANZONI - Grande interpretazione, tempi televisivi perfetti, lacrimazione al momento giusto (senza intralciare con gli spot) e con la corretta intensità. Sa guardare perfettamente nell’occhio della telecamera, tiene il capo e le spalle reclinate al punto giusto, dà la confidenza del caso (ma con ossequio e rispetto) alla moglie del padrone di casa, si dimostra consapevole del rango (e del potere) di colui che la sta intervistando. Non commette errori, accusa gli abitanti della Valle d’Aosta, ricostruisce alla perfezione, e si mostra un personaggio televisivo perfetto. È pronta per guidare come star di richiamo un talk show o altro programma, ma naturalmente solo passando per una co-conduzione con la “sciura” Maria Costanzo e, ovviamente, dopo aver firmato un rigido contratto di esclusiva con la società di produzione dei coniugi Costanzo, con eventuale utilizzo anche per gli spot Telecom (o di altra rinomata e analoga casa), senza naturalmente alcun ulteriore esborso di denaro alla Franzoni, ma solo alla società titolare della produzione.
    6 MAURIZIO COSTANZO - Gattone, sornione, concentrato, un po’ smonato ma solo per via del ritorno forzato dalle vacanze (appare meno abbronzato della “Sciura Maria”). Colto in flagrante mentre dice (e lo sa) una bugia. E cioè che il suo programma non si è mai occupato del caso-Cogne. E l’intervista con l’avvocato Grosso chi l’aveva fatta?
    10 UMBERTO GALIMBERTI, filosofo - Il più grande, il più vero, il più autentico. E per questo, temendone la “pericolosità” e la non omogeneità con le tesi prefabbricate che il programma si prefiggeva, è stato confinato nel collegamento video, escludendo la sua presenza al Teatro Parioli. Bravo nel puntare il dito, senza riguardi, sulla Franzoni: “Si chiuda nel suo dolore e non si presenti più in televisione a fare spettacolo!”. Mentre parlava tutti erano “basiti”, Taormina non è riuscito a essere convincente nella replica, Costanzo stava per capottare dallo sgabello, la sciura Maria si è risvegliata di colpo.
    5 DOMENICO DE MASI, sociologo - Ma che l’hanno invitato a fare?
    4 RAFFAELE MORELLI (Direttore “Riza Psicosomatica”) - Efficacissimo nel non dire nulla, sì è splendidamente guadagnato la serata vincendo il “lecchino d’oro” per uno slurp di dimensioni ciclopiche a Costanzo e alla sua bravura di intervistatore. Una cosa è certa: ce lo dovremo sorbire per molte altre puntate del prossimo anno. E Costanzo lo piazzerà sicuramente anche in altri spazi tv.
    8 CARLO TAORMINA, avvocato di Anna Maria Franzoni - Si è capito perfettamente che aveva organizzato tutto lui e aveva fatto balenare per primo l’idea a Costanzo, andando poi subito dai Franzoni a dare la bella notizia. Altro che quel “bugia nen” dell’avvocato Grosso! Meriterebbe un voto superiore se solo riuscissimo ad avere la videocassetta, o fossimo stati presenti, al training, all’allenamento cui ha sottoposto la Franzoni (nel suo studio o in uno studio Tv della Costanzo Productions?) per addestrarla su come bisogna rispondere alle domande.
    3 MARIA COSTANZO nata DE FILIPPI, moglie di Maurizio - Sempre più affascinante, abbronzata, levigata, femminilmente perfetta, specie da quando si è messa a ballare, fa da mamma e frequenta i “saranno famosi” e soprattutto si è un po’ - scusate il termine - “sbaralizzata” (cfr: Paola Barale) nel look, nel make up, e nel pancino nudo. Un gravissimo infortunio le pregiudica la votazione: “Anna Maria - ha detto a un certo punto - io mi devo scusare con te, eccetera eccetera”. Si capiva benissimo che non credeva a quello che diceva. E infine il flop più clamoroso. Verso la fine del programma, cogliendo al volo una frase della Franzoni (“La saluto da parte di mia sorella”) ha prenotato la mamma più famosa d’Italia per il futuro contratto: «So che anche Davide vede “Saranno famosi”. Venga con lui, me lo porti in trasmissione». Vedrete che useranno questa gag come spot e come promo per la prossima edizione. Gli avvocati e gli agenti delle due parti sono già al lavoro per mettere a punto le clausole contrattuali?
    6 BAIMA BOLLONE, professore e medico legale - Un sei di incoraggiamento. I medici legali che invita Bruno Vespa sono di tutt’altra stoffa e hanno un appeal televisivo dieci volte più grande.
    4 IRENE BRAMBILLA, tuttologa - Tempo rubato alle sue due creature. Perché lasciare sempre solo a casa il marito a sbrigare le faccende domestiche e a mettere a letto i pupi?
    4 VITTORIO FELTRI, “giornalista” - Non ha avuto il coraggio di ricordare quale fu il titolo che fece sulla mamma di Cogne nei giorni successivi al delitto. Maurizio Belpietro nelle vesti di direttore innocentista vale molto di più e ha certo più credibilità. Lo ricordiamo in un indimenticabile “Porta a Porta” quando fronteggiò e zittì, pur non essendo in studio ma solo in collegamento, una platea di ex colpevolisti convertiti e folgorato sulla via di Montacuto Vallese. In TV, come efficacia e credibilità, Belpietro batte Feltri 2-0.
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    L’avvocato Taormina lancia
    “strane” accuse ai Guichardaz ma poi ritratta
    Dimagrire di 30 chili è diventato un reato?
    Roma
    «Vedrete, entro pochi giorni ci saranno novità esplosive sul delitto di Cogne». Ad annunciarlo è il professor Carlo Taormina, deputato di Forza Italia e difensore di Anna Maria Franzoni. «Siamo ormai vicini alla soluzione - aggiunge - perché la pista giusta è quella dei vicini di casa. Voi, ad esempio, mi dovete spiegare perché quell'Ulisse (Guichardaz, ndr) dal 30 gennaio a oggi è dimagrito di 30 chili. È chiaro che il dimagrimento o meno di una persona non può essere considerato come prova, ma ci sono anche altre novità. Vedrete...». Accuse poi ritrattate in qualche modo spiegando che si trattava di un colloquio “da salotto” con una giornalista, mentre il sindaco di Cogne dice: «Ulisse è sempre stato magro». Si aprirebbe così una nuova pagina rovente nell’inchiesta sul delitto del piccolo Samuele, per cui l’unica indagata resta sua madre Anna Maria Franzoni. «Visto che ci sono queste premesse - ha replicato Claudio Soro, legale di Daniela Ferrod, Ulisse e Ottino Guichardaz, vicini di casa della famiglia Lorenzi -, aspettiamo di vedere cosa succederà». Taormina, all’indomani dell’intervista che avrebbe consacrato l’innocenza di Anna Maria, affila le armi anche in vista del ricorso contro la Procura.
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    Giornalismo tv
    Vespa, Fede e Costanzo
    di Gigi Moncalvo

    I protagonisti di questa storia all’inizio erano due, o forse tre: Anna Maria Franzoni, suo marito Stefano Lorenzi, il loro bambino Davide. Poi entrarono in scena i suoceri di lei, ma soprattutto il suocero di lui. Poi fu il turno dei fratelli e delle sorelle di lei, cognati e cognate di lui con figli annessi. Poi toccò agli avvocati. Prima ancora erano comparsi sul set la Cugge, poi era arrivata di rinforzo la Bonaudo, e più tardi Gandini “il bello”. C’era anche “il burbero”, l’avvocato Grosso con annessa figlia di Luciano Violante come aiutante di studio. L’irruzione sulla scena di Bruno Vespa sconvolse tutto. Indici di ascolto record per ogni “Porta a porta” che parlava della vicenda, il grande giornalista che riusciva - come sempre - a mantenere un equilibrio impeccabilmente e giornalisticamente perfetto assortendo un mix di ospiti in studio che avevano la loro star indiscussa nel professor Crepet cui facevano da contorno alcune altre figure meno di spicco: il criminologo Bruno e la sua traspirazione, la signora Rutelli che voleva che i cugneins prendessero il forcone e battessero palmo a palmo le loro valli montane, un sempre più tavorizzato Alberto Bevilacqua e poi tanti ospiti cangianti a seconda delle circostanze. Clamorosa, rispetto ai tempi di Erika e Omar, era l’assenza del colonnello Garofano dei RIS di Parma. Mentre Bruno Vespa faceva, bene, il suo lavoro su Rai Uno, sulla rete concorrente Costanzo masticava amaro e perdeva quintalate di punti di ascolto. Toccava argomenti che non scaldavano la gente, Vespa lo surclassava (come sempre), e aggravava una crisi accentuata anche dalla coppia Ferrara-Lerner sulla 7. Costanzo precipitava. Urgeva correre ai ripari. Ecco allora che Maurizio fa spostare Ferrara e Lerner alle otto di sera per frenare la frana. Ma Vespa vola col vento ancora più in poppa. Per far fuori lui non c’è modo alcuno. Poi comincia la campagna contro Vespa: basta processi in Tv. Era un’accusa sbagliata. E Bruno non faceva processi, ma buon giornalismo tv a tarda serata. Ma quelle accuse, abilmente orchestrate, servivano a creare uno spazio: sulla Franzoni ci voleva qualcuno che facesse trasmissioni innocentiste, che parteggiasse per lei. Ma come fare ad agganciarla! I primi tentativi di cambiare strategia di comunicazione, passando dal silenzio assoluto alle interviste, erano state catastrofiche per la mamma di Cogne. Un’intervista al Corriere della Sera, una al Secolo XIX, una televisiva a Studio Aperto. Ma l’errore fu clamoroso: bisognava mettersi da subito nelle mani di un Vespa, un Costanzo, e chiedere loro di condurre la battaglia trascinandosi dietro milioni di ascoltatori e cercando di far loro cambiare idea sul delitto di Cogne e i sospetti sulla mamma. Si sarebbe potuto pensare al migliore di tutti in quanto a persuasività e a “trascinamento emotivo”, cioè l’esperto e impareggiabile Emilio Fede, ma quest’ultimo aveva più volte manifestato in diretta i suoi dubbi. Ci furono errori terribili e interviste tagliate (sul Secolo XIX la Franzoni accusava i vicini ma non quelli che un mese più tardi avrebbe additato come i “primi sospettati”, ma sul Corriere non uscì nulla). Si parlò addirittura della presenza di una capo-ufficio stampa. Ma i risultati erano ben lontani dagli effetti sperati. Anzi. Nel frattempo Costanzo cercava di colmare lo spazio che si era liberato, ma ci voleva solo la Franzoni per riuscire a consacrarlo come il suo “difensore”, il “presidente della Corte televisiva” che la poteva assolvere e mandare a casa contenta, con i suoi rimorsi, i suoi pesi, il suo dolore. Se c’è, visto che non se ne vede molto in giro da quelle parti, ma potremmo anche sbagliarci. La Franzoni non arrivava, aveva paura dell’“uno contro tutti” al Teatro Parioli. E se, sul più bello, Demo Morselli avesse fatto partire l’orchestra, magari mentre Anna Maria cominciava a lacrimare? No, troppi rischi. Costanzo comincia a “lavorarsi” l’avvocato Grosso, sperando che interceda sulla Franzoni. Se lo sciroppa in un’intervista di una noia mortale per preparare il terreno. Sull’altra rete Vespa avanza come un caterpillar e continua a dare lezioni di giornalismo. Ma lo scenario cambia all’improvviso: Taormina viene chiamato a sostituire Grosso, Vespa va in ferie, “Porta a porta” chiude la sua stagione con bilanci eccellenti, la Cassazione annulla la decisione favorevole alla Franzoni e dà ragione alle accuse della Procura. Nel frattempo si vede subito l’impronta di Taormina, il giorno in cui il papà di Samuele parla (anzi legge un foglio) in consiglio comunale a Cogne. Ci sono decine di telecamere, il sindaco Ruffier capisce che è stato tutto organizzato. Il giorno dopo gli telefona Violante: “Attento a non cadere nelle trappole di Taormina. Non denunciare nessuno senno fai il loro gioco”. Ed eccoci alla vigilia di martedì sera. Non sapremo mai se è stato prima Costanzo a cercare Taormina o viceversa, non sapremo mai come si è svolta la “trattativa” sui contenuti, gli ospiti da scegliere, la linea da adottare, gli argomenti da evitare. Costanzo interrompe le ferie, “Maria, annamo va’”, la first sciura della Tv Mediaset scende da cavallo, si asciuga ai bordi della piscina e convoca le truccatrici e il parrucchiere. Anche la Franzoni va in sala trucco, “il camerino è di suo gradimento”? “Edizione Straordinaria” del “Maurizio Costanzo Show”, neanche fosse scoppiata la guerra o ci fosse un altro 11 settembre. Lanci di agenzia. Attesa, ascolti. Ma nessuno ha il coraggio di dire che questo è “giornalismo dimezzato”, di parte, fuorviante e parziale. Costanzo aveva un solo modo, spettacolare questo davvero sì e giornalisticamente fantastico, per tentare di dimostrare che è meglio di Vespa (anche se ciò è impossibile): invitare gli stessi ospiti abituali di “Porta a Porta”, mettere davanti a loro la Franzoni e chiedere: “Adesso avete il coraggio di ripetere le vostre tesi davanti a lei?”. No, si capiva benissimo che, a parte Umberto Galimberti, erano lì a fare tutti da contorno al “bravo presentatore” che nemmeno la tessera P2 è riuscita a far diventare un “bravo giornalista”. Emilio Fede e Bruno Vespa si nasce. Non si diventa.
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    Ora la Franzoni non ha più segreti"
    di Alessandro Bonini

    Professor Carlo Taormina, la sua assistita chiede rispetto per la sua privacy, ma lo fa davanti alla telecamere del Maurizio Costanzo Show.
    «Anna Maria da tempo sentiva il bisogno di sfogarsi, di mostrarsi come veramente è. Certo come molti di noi non ha piacere a mettere in piazza le sue vicende personali, ma dopo l’ordinanza della Corte di Cassazione che messo in discussione la sua scarcerazione, voleva, come lei stessa ha detto, chiarire alcune cose. È stata la prima e ultima intervista».
    Lei ha preso le difese della mamma accusata dell’omicidio di Samuele da poche settimane. Questa comparizione televisiva fa parte della sua strategia?
    «Diciamo che ho dato il mio assenso. Dopo l’ordinanza della Cassazione si era ripiombati in un clima di sciacallaggio a dir poco rivoltante. Ho pensato che fosse una buona iniziativa. A prendere contatti per l’intervista è stato un amico di famiglia».
    Ma il Costanzo Show era stato sospeso per l’estate...
    «L’emissario dei Franzoni ha chiamato un collaboratore di Costanzo, che da tempo aveva fatto presente che al conduttore sarebbe piaciuto dedicare uno speciale alla storia di Cogne con lei ospite al teatro Parioli. Tutto qui».
    Non sarà mica lei l’amico di famiglia...
    «Lo smentisco categoricamente».
    Quanto ha preso Anna Maria Franzoni per concedere l’intervista? Si sussurrano cifre da capogiro...
    «Smentisco anche questo. Posso assicurare che intorno a questa intervista non è circolata una lira».
    Questa intervista ha fatto bene o male a Anna Maria?
    «È stata molto positiva. Lei si è discolpata, è stata credibile: punto per punto ha smontato tutte le accuse, i presunti indizi contro di lei, le cattiverie. Ora tutti conoscono Anna Maria Franzoni e hanno capito che è innocente».
    Sarà piaciuta ai suoi grandi accusatori? Cosa ne penserà ad esempio il procuratore capo di Aosta, Maria Del Savio Bonaudo?
    «Anna Maria ha solo ripetuto per bene ciò che ha sempre detto. Quanto al procuratore Bonaudo, mi ha fatto un brutto effetto sentirla dire “la nostra inchiesta va avanti anche se Anna Maria Franzoni aspetta un bimbo”. Francamente poteva evitare...».
    L’annuncio della maternità è stato un acuto, forse anche in termini di share...
    «Non lo sapevo neanch’io. Una scelta coraggiosa, anche quella di divulgarlo. Il mio pensiero, come per Anna Maria, va all’altro figlio, Davide di sette anni, che è stato profondamente scosso da tutta la vicenda...».
    Davvero è stata l’ultima intervista? O rivedremo Anna Maria Franzoni alla tv?
    «Qualora la signora Franzoni me lo chiedesse, non le negherei l’opportunità di rilasciare un’altra intervista. Soprattutto quando dovrà urlare al mondo intero che lei è definitivamente perfettamente innocente».
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  8. #8
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    L'alibi del sospettato
    Un alibi che finora era apparso di ferro, quello di Ulisse Guichardaz, chiamato in causa dall’avvocato Carlo Taormina. Ulisse è fratello di Carlo, quest’ultimo marito di Daniela Ferrod, la prima persona accorsa in casa Lorenzi la mattina del 30 gennaio scorso dopo le invocazioni di aiuto di Annamaria Franzoni. La posizione di Ulisse Guichardaz è stata a lungo valutata dai Carabinieri e dalla Procura di Aosta ed il suo alibi è stato ritenuto provato dagli inquirenti.
    Secondo quanto si rileva da atti dell’inchiesta, la mattina del 30 gennaio, intorno alle 8.10, Ulisse Guichardaz viene svegliato, in casa dei genitori, da una telefonata del fratello Carlo. Quest’ultimo è fuori Cogne per acquistare merce per il suo negozio di ortofrutta e lo invita ad occuparsi dell’apertura dell’esercizio commerciale. Così fa e resta in negozio fino alle 12.
    I tabulati Tim confermano la telefonata di Carlo, il padre Ottino conferma di essere uscito di casa intorno alle 8.40 mentre il figlio Ulisse «si preparava per andare in negozio». Ottino Guichardaz si reca in frazione Montroz di Cogne, dove c’è la villa dei Lorenzi e dove è in costruzione la casa del figlio Ulisse, accanto a quella di Carlo.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  9. #9
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    Ha ragione Bossi a dire che certi giornali vogliono usare il fatto di Cogne per denigrare la famiglia, ma fatta questa precisazione, rimangono davvero troppi dubbi.


    Lo spettacolo che sta organizzando Taormina e le dichiarazioni del padre della Franzoni si commentano da se.

    saluti padanisti
    .

 

 

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