Oltre 5 milioni di spettatori per la confessione spettacolo
al Costanzo Show
Si chiuda nel suo dolore e pensi ai suoi problemi
di Andrea Accorsi
Il faccia-a-faccia televisivo con Annamaria Franzoni su Canale 5 nello Speciale del “Maurizio Costanzo Show” è stato il programma più visto nella prima serata di lunedì. Alla trasmissione hanno assistito oltre cinque milioni di telespettatori (la cifra esatta è di 5.296.000), pari al 24,78% di “share”: in pratica, una persona su quattro fra quante lunedì sera erano davanti alla tv ha visto l’intervista di Costanzo alla mamma del piccolo Samuele, ucciso a Cogne il 30 gennaio scorso.
Da imputata a superstar. Anna Maria Franzoni si confessa sotto i riflettori del “Maurizio Costanzo Show”, in prima serata su Canale 5. Tutto l’orrore del “delitto dell’anno” ricostruito minuto per minuto, tutti i pensieri le angosce i desideri della mamma del piccolo Samuele, massacrato nello chalet di Cogne lo scorso 30 gennaio, vengono ripresi parola per parola e serviti agli spettatori. I quali premiano la scelta del programma, regalandogli la palma del più visto nella sera di lunedì.
Ecco la cronaca della puntata speciale del talk- show che ha acceso un fuoco di polemiche destinato ad ardere a lungo. Ma che fatalmente rinfocolerà anche il dibattito sul delitto di Cogne e sul ruolo della madre di Samuele: colpevole o innocente, sana di mente o pazza, vittima di un destino tremendo o lucidissima esecutrice di un piano preciso? Chissà quanti spunti avranno ricavato i sostenitori delle due tesi dalla lunga intervista della Franzoni al giornalista e conduttore di Mediaset, per avvalorare o rivedere le loro posizioni. I passaggi più scioccanti del faccia-a-faccia davanti alle telecamere sono stati due: l’annuncio della Franzoni, di fatto, di essere in attesa di un bambino e un appello rivolto alla persona che lei ritiene l’assassino del piccolo Samuele Lorenzi.
«È VERO CHE ASPETTA UN FIGLIO?»
«SCEGLIERÒ IL NOME CON MIO MARITO...»
«Sono qui per chiarire tante cose», ha detto la Franzoni all’inizio della trasmissione. «Penso che la mia vita sia stata resa pubblica abbastanza e chiedo rispetto per la mia vita privata», ha risposto a Maurizio Costanzo quando questi, in apertura, le ha chiesto se è vero che sia in attesa di un bimbo, facendole poi gli auguri. E lei, senza scomporsi, ha detto solo: «Grazie».
Poi, alla fine del programma, pur senza mai ammettere esplicitamente di essere incinta, ma rispondendo anche con un sorriso agli altri riferimenti fatti da Costanzo al suo stato, ha detto che penserà insieme al marito il nome del prossimo figlio. «Come lo chiamerà?» le è stato chiesto. «Non so, ci penseremo», ha risposto.
Maria De Filippi, presente con altri ospiti alla seconda parte del “Maurizio Costanzo Show”, le ha poi chiesto chi avesse deciso i nomi dei figli Davide e Samuele. «Lo abbiamo fatto insieme, io e mio marito», ha risposto. E quale sarà il terzo nome? «Non so, ci penseremo», ha detto la Franzoni la quale, nel corso della trasmissione ha anche sostenuto che «Davide ha adesso più bisogno di affetto di prima».
La donna aveva manifestato il proposito di avere un altro figlio la stessa mattina dell’omicidio, come è scritto nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei suoi riguardi dal gip di Aosta Fabrizio Gandini. Al marito appena arrivato sul luogo del delitto, Annamaria Franzoni disse: «Facciamo un altro figlio? Mi aiuti a farne un altro?». Una duplice domanda che - date le circostanze del momento (Samuele era stato poco prima adagiato sull’elicottero con il cranio fracassato) - il gip Gandini definì «agghiacciante».
«Per due giorni e mezzo ho pensato che a Samuele fosse scoppiata la testa» ha raccontato la Franzoni, poi «già il terzo giorno, ho rivelato i miei sospetti agli inquirenti. Questi mi dicevano che era stato ucciso ma io non potevo accettarlo, come madre. Il discorso di cercare di individuare il colpevole è cominciato dal terzo giorno, perché prima io non sapevo fosse stato ucciso». Anna Maria Franzoni ha ribadito di «avere un’idea su chi possa essere l’assassino: l’ho detto agli inquirenti», ha ribadito senza voler dire di più sull’argomento.
«DEPRESSIONE? NO, MANCANZA DI SALI»
«Non ho mai sofferto di depressione, ero la madre più felice di questa terra», ha detto ancora la madre di Samuele al “Costanzo show”. «A Cogne - ha aggiunto - ero davanti al Gran Paradiso, ma io mi sentivo in paradiso. La mia era una famiglia serena». Intervistata riguardo alle sue pregresse condizioni di salute, compreso il malore da lei avvertito all’alba del giorno dell’omicidio del figlio Samuele, la Franzoni ha detto che soffriva di carenze di potassio. Tale patologia - ha precisato - «è stata accertata nel mese di febbraio», quindi dopo l’omicidio, quando la donna si è sottoposta a una serie di analisi.
«DI QUELLA MATTINA RICORDO TUTTO»
«Ricordo tutto di quella mattina, non ho vuoti di memoria», ha detto la Franzoni dopo aver anche ricordato di essere stata sottoposta a una perizia psichiatrica. Il marito, Stefano Lorenzi, ha ricostruito la donna l’altra sera in tv, quel 30 gennaio è uscito di casa alle 7.30. «Io ho fatto uscire Davide alle 8.15-16 per andare a scuola. Lo ricordo perché ho guardato l’orologio. Non avevo mai lasciato solo Samuele, ma la sera prima avevamo ospiti e non aveva dormito: di solito era Samuele il primo a svegliarsi. Mentre stavamo uscendo Samuele mi ha chiamato, allora ho detto a Davide di uscire intanto lui. Ho preso in braccio Samuele, l’ho messo nel letto. Lui ciucciava il dito e gli ho detto “stai tranquillo che la mamma è qua”. Davide mi ha detto di stare tranquilla perché sarebbe andato da solo a prendere il pulmino. Ma gli ho detto “la mamma non ti lascia da solo”».
Poi Anna Maria Franzoni ha descritto i minuti trascorsi fuori da casa per accompagnare Davide al pulmino e tornare alla villetta: «Ho fatto 200 metri e sono tornata indietro in sei-sette minuti, mi sono tolta le scarpe e la giacca». Quindi la visione del bimbo ferito a morte nel letto: «Quando ho visto quella scena non capivo - ha affermato tra le lacrime -, e ho detto “è stato male mentre non c’ero”. Mi sono sentita in colpa perché era stato male senza di me. Ho provato a telefonare ma non ci riuscivo. Lui respirava male».
«Credevo nella giustizia italiana», per cui al momento dell’arresto «sono rimasta delusa». È quanto ha detto Anna Maria parlando della notifica a lei dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Quindi ha escluso che il delitto abbia incrinato il rapporto con il marito. «Assolutamente no», ha risposto a una precisa domanda.
«ASSASSINO, CONFESSA!»
«Confessa. Una persona non può tenersi dentro una cosa di questo genere e tu, che sei stato, lo devi dire. Non puoi far finta di niente, come pensi di fare. Certo, non potrò riavere Samuele, ma, per lui, è giusto che sia così».
«Ha mai detto queste cose a quella persona?», le ha chiesto Costanzo. «Pubblicamente no», ha risposto l’intervistata, che nel suo “appello” aveva esordito: «Spero che mi stia guardando. Certo non può immaginare la sofferenza di non vederlo più - ha detto piangendo e riferendosi a Samuele - ma almeno si renda conto di quello che ha fatto: un bambino di tre anni...».
«NON TORNERÒ PIÙ A COGNE»
«Pensa di tornare a Cogne?», ha chiesto Costanzo. «No», ha risposto la donna dopo alcuni secondi di esitazione. Quindi ha ripercorso le motivazioni che hanno spinto lei e il marito, Stefano Lorenzi, a trasferirsi in Valle d’Aosta: lei ci aveva lavorato per una stagione, «lui ci andava in vacanza da quando aveva nove anni».
Poi ha anche parlato di quello che ha definito un «disegno colpevolista» nei sui confronti. «Gli inquirenti sostenevano la tesi che quella notte a letto con me c’era un’altra persona, un amante. Per questo hanno verificato dove era Stefano». C’era stata una lite quella mattina? «Anche questo fa parte di quel disegno colpevolista per trovare un capro espiatorio, giustificare che io avessi fatto quella cosa».
Alla domanda del conduttore su come sia adesso la sua vita, Anna Maria Franzoni ha risposto piangendo: «Mi sveglio pensando di essere nella mia casa con i miei figli. Invece sono in un’altra casa senza un figlio».
Uscita dal Teatro Parioli, dove la trasmissione è stata registrata nel pomeriggio di lunedì, Anna Maria Franzoni ha concluso: «Cercate di rispettare la mia vita privata. Di certo il mio bimbo non lo chiamerò Samuele. Come potrei farlo?».




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