Giovedì 18 Luglio 2002, 22:18
Perejil: orgoglio e tifo, la Spagna risveglia i nazionalismi
Di da Madrid - Michela Coricelli
MADRID - "Grazie ragazzi, avete fatto un ottimo lavoro. Chiaro, pulito, senza nessun ferito: mi sento orgoglioso del mio Paese e del suo esercito". Dalla prima mattina del 17 luglio, messaggi come questo hanno cominciato a circolare nella rete a incredibile velocità. Un'unità speciale delle forze spagnole - alle 6,15 del mattino - aveva recuperato il Perejil, l'isola che non c'era (perché nessuno la conosceva), ora più famosa del mondo. Con un'operazione militare di un'ora scarsa, la Difesa spagnola otteneva due importanti successi: mettere fine all'occupazione dell'isolotto (spagnolo, secondo lo statu quo) da parte di un un gruppo di gendarmi marocchini, e riavvivare il nazionalismo fra gli spagnoli più giovani, poco propensi ai sentimenti patriottici.
Al sondaggio del sito del quotidiano El Mundo (Sei a favore dell'operazione?), a nemmeno 24 ore dall'azione militare avevano risposto 32.000 persone : il 92% ha detto sì. "Finalmente! La nostra nazione ha fatto la cosa giusta: viva l'esercito! Viva la Spagna!". E ancora: "Tanto di cappello alle forze spagnole e al governo: non potevamo restare con le braccia incrociate. Dopo la via diplomatica, non restava che la soluzione militare! Viva la Spagna!". La maggior parte dei messaggi in rete- fra sondaggi, chat e mailing-list - erano di orgoglio e sostegno ai "marines spagnoli" del Perejil. Molti si sono dichiarati soddisfatti del lavoro dell'esercito, soprattutto in vista di possibili rivendicazioni marocchine su Ceuta e Melilla (ultime enclave spagnole sulla costa africana, reclamate dal Marocco fin dal 1975). "Se l'esercito non avesse reagito, il Marocco si sarebbe sentito forte e avrebbe cercato di annettere al suo territorio anche Ceuta, Melilla e le isole Canarie". Anche nel sito de El Pais è comparso il sondaggio dell'estate: sei contro o a favore dell'azione militare del Perejil? In questo caso ha risposto positivamente "solo" il 73% dei lettori, mentre nel caso del giornale Abc il sì ha raccolto il 91,11% dei consensi.
Praticamente la totalità degli internauti che hanno espresso la loro opinione sul Perejil, hanno sottolineato con orgoglio "che l'azione è avvenuta senza feriti né danni". Dunque, il nazionalismo dimostrato dagli spagnoli in quest'occasione sembra solo un sano sentimento di rivendicazione territoriale legittima: effettivamente il Perejil, nonostante la fine del Protettorato spagnolo sul Marocco settentrionale (1956), è sempre stato parte della Spagna. Ma resta un dubbio: chi conosceva - prima di tanto clamore - l'isolotto deserto di 13 ,5 ettari (ossia 135.000 metri quadri)? L'improvvisa passione degli spagnoli per uno scoglio deserto - in cui fino a poche ore fa ruminavano solo capre marocchine - puzza di tormentone estivo. Niente di male: in fondo è sempre meglio delle Ketchup (che si pronuncia K-E-T-C-I-U-P) e della loro onnipresente e incomprensibile canzone "Aserejé".
Una cosa è certa: "La Spagna non ha nessun interesse a mantenere l'occupazione del Perejil", come ha confermato la ministra degli Esteri Ana Palacio. Lo sgombro dei militari della Legion avverrà- probabilmente - in breve: le relazioni con il Marocco, asse fondamentale per una vera politica mediterranea, devono riprendere quanto prima. Dopo sei giorni e mezzo di gloria, in una calda estate, il Perejil ("il prezzemolo" per gli spagnoli, o Leila, "la notte" per i marocchini) verrà dimenticato di nuovo...
http://it.news.yahoo.com/020718/180/1w4ic.html




Rispondi Citando
