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Discussione: Libri consigliati

  1. #91
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  2. #92
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    Le radici non gelano. Il conflitto fra tradizione e modernità in Tolkien di Stefano Giuliano

    J. Haudry, Gli Indoeuropei, Edizioni di Ar

    «[...] Il libro è frutto di studi sulle istituzioni religiose, giuridiche, linguistiche ed economiche. E non a caso, in ogni capitolo, è riportato il raffronto fra le realtà greca, romana, celtica e germanica [...] Jean Haudry sottolinea che 'essendo pluralista e diversificata, la religione indoeuropea è per sua natura tollerante'; in altre parole l'atteggiamneto nei confronti dell'altro non era quello tipico del proselitismo, dell'evangelizzazione, ma si basava sulla convinzione che ogni gruppo custodisce i propri riti , la propria tradizione senza avere la finalità di divulgarli.[...]»
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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  3. #93
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    Un documento della crisi del Novecento. Note su Il conflitto della cultura moderna di G. Simmel Edizioni di Ar, Padova 2001. Collezione "gli Inattuali", pp. 144, L. 30.000



    La modernità nasce sulle rovine di ogni Ordine ontologicamente dato. Al suo posto c’è ora un ordine che è costruito dalla "stella polare" della modernità: l’individuo. Al "guardare" l’Ordine (che dunque preesiste all’uomo), si sostituisce il "fare", il "produrre" da parte dell’individuo. Ossia l’ordine è, adesso, opera del soggetto (ed è, quindi e inevitabilmente, un ordine artificiale), ma di un soggetto razionale. La ragione, insomma, come necessaria mediazione in virtù della quale l’individuo può dar vita ad un ordine. Alcuni esempi di quanto detto sinora: Bacone e Galilei, Cartesio, soprattutto Hobbes. Infatti, cos’è il contrattualismo hobbesiano se non la pretesa che l’ordine (in questo caso, ordine politico) sia, alla lettera, costruito tramite l’accordo di individui razionali, a partire dalla constatazione, illuminante, del costitutivo disordine dello "stato di natura"? In Hobbes si mostra con chiarezza l’assenza di un Ordine naturalmente dato, oggettivo, e la conseguente necessità di un ordine solo artificiale, frutto del costruttivismo del soggetto. Nell’Ottocento, poi, si assiste all’insorgere di una estrema mediazione razionalistica: quella dialettica, con Hegel e Marx. Ma la sostanza non cambia, perché si tratta sempre del tentativo di espungere il conflitto e di dare alla modernità un ordine e una forma. E se è pur vero che la potenza del "negativo" è stata indagata a fondo da Hegel, è altrettanto vero che ciò è avvenuto comunque in vista della conciliazione (la "sintesi dialettica").

    Ricapitolando: nel mondo classico l’Ordine e la Forma coincidevano con l’Essere, in cui ogni cosa, uomini e Dei, Terra e Cielo, era compresa. Col cristianesimo s’avanza invece un dualismo dilaceratore e, pertanto, la necessità di una mediazione fra trascendenza e immanenza. Tale compito è assunto dalla persona di Cristo (che è automediazione della trascendenza) prima, dalla Chiesa come mediazione pontificale, unico ponte tra Cielo e Terra, poi. Di quel che viene dopo si è già detto.

    Rispetto a tutto ciò, il testo di Simmel, e sin dal titolo, segna un radicale cambiamento di prospettiva. Si parla, infatti, di conflitto della cultura moderna. Ovvero della dissoluzione di ogni mediazione. E, quindi, dell’emersione in primo piano appunto del conflitto. Conflitto che per Simmel è tra Vita e forma. Un conflitto immediabile, non ricomponibile in alcuna conciliazione. E dunque irrisolvibile, tragico. Scrive Simmel al riguardo che "è un pregiudizio filisteo che tutti i conflitti e i problemi ci siano proprio per essere risolti" (p. 77); pertanto "il futuro sostituisce al conflitto non la sua composizione ma solo altre forme e contenuti del conflitto stesso" (p. 77), essendo la Vita "una lotta in senso assoluto" (p. 77).

    Scendendo, ora, più nel dettaglio: Simmel è stato uno dei maggiori esponenti della cosiddetta "filosofia della vita". In breve, per il filosofo tedesco al fondo di ogni cosa vi è la Vita, intesa come processualità inarrestabile, come fluire ininterrotto. Ma la Vita può manifestarsi solo attraverso forme, può "esprimersi" solo facendo ricorso alla forma. La Vita, insomma, è costretta a svelarsi solo grazie a ciò che la nega, che ne è l’antitesi: appunto la forma.

    Perché antitesi? Perché la forma, una volta sorta da quel processo che è la Vita, tende a durare, a raggiungere una stabilità, a conseguire una sorta di atemporalità. La forma aspira "alla durata, anzi all’intemporalità" (p. 27). Ma in tal modo, la forma finisce per irrigidire, opprimere, soffocare la Vita, in quanto volendo durare si pone in risoluta contrapposizione con la Vita stessa: in una parola, la nega. Fluire vs "stare". E allora, la Vita si libera della forma, corrodendola incessantemente sino a provocarne la caduta. Ma, attenzione, per subito sostituirla con un’altra. Perché, appunto, la Vita può mostrarsi soltanto in virtù della forma. Ecco spiegato, secondo la prospettiva di Simmel, il succedersi delle varie epoche storico-culturali (Classicità, Medioevo, Rinascimento, ecc.), ognuna esprimente una sua peculiare forma e ognuna travolta dall’incessante, convulsa processualità della Vita. Da qui il conflitto, conflitto senza mediazione possibile, tra Vita e forma. Conflitto eterno, perché sempre la Vita continuerà a procedere e sempre la forma continuerà ad opporsi a tale procedere. Conflitto, dunque, senza risoluzione armonica (di qui l’evidente antiidealismo simmeliano).

    Per cui, se è vero che la modernità si costituisce come una vera "rottura di livello" nei confronti di ciò che l’ha preceduta (come specificato all’inizio), è pur vero che, nella prospettiva di Simmel, tale discontinuità finisce per stemperarsi nella continuità rappresentata dal succedersi ininterrotto delle forme e dal loro declinare ad opera della Vita. Ma, a questo punto, sorge un interrogativo: perché Simmel parla di conflitto della cultura moderna? Se, come detto più sopra, tale conflitto è eterno, che senso ha riferirlo esclusivamente (o principalmente) al "moderno"? E poi, il "moderno" è la stessa cosa della modernità? Qui siamo davvero al cuore del testo simmeliano. Il "moderno", infatti, è altra cosa dalla modernità, è l’epoca stessa in cui Simmel vive, l’epoca post-nietzschiana, un’epoca in cui si sta registrando un evento assolutamente nuovo, in cui si sta vivendo "una nuova fase dell’antica lotta, che non è già lotta dell’attuale forma satura di vita contro la vecchia forma divenutane ormai priva, ma lotta della vita contro la forma in generale, contro il principio della forma" (pp. 31-33; corsivo mio). In sintesi: adesso "non è più una forma nuova a ingaggiare battaglia contro una forma vetusta, ma è la vita stessa, in ogni ambito possibile, a ribellarsi alla costrizione di scorrere entro forme precise di qualsiasi tipo" (p. 33). La Vita vuole ora "esprimere soltanto sé stessa e per questo infrange qualsiasi forma" (p. 47). Solo così si può spiegare quella peculiare "assenza di forma" che caratterizza il "moderno" e che lo differenzia dalla modernità. Assistiamo pertanto ad una nuova tipologia conflittuale: non più tra la Vita e questa o quella forma, ma tra la Vita e la forma in quanto tale. L’antagonismo tra Vita e forma solo ora giunge a piena consapevolezza e solo adesso è portato ai suoi livelli più radicali. Proprio per questo motivo Simmel afferma che nel "nostro caso attuale, il ponte tra la forma culturale antecedente e quella successiva si mostra infatti completamente demolito, sicché a colmare il vuoto rimane in apparenza soltanto la vita, in sé informe" (p. 77; corsivo mio). La Vita sembra trionfare nel suo tentativo di "emanciparsi" dalla forma; in realtà, però, la Vita "vuole dunque qualcosa che non può ottenere, vuole determinarsi e manifestarsi nella sua nuda immediatezza passando sopra ogni forma" (p. 75; corsivo mio) e non può ottenerlo perché essa "può soltanto cambiare una forma con l’altra, mai la forma in generale con la vita stessa in quanto aldilà della forma" (pp. 75-77). Insomma, la Vita per manifestarsi non può fare a meno della forma, dev’essere mediata dalla forma. Ma si tratta di una mediazione assolutamente precaria, contingente, instabile, del tutto incapace di fondare un ordine duraturo. Perché a dominare è il conflitto, conflitto che nel "moderno" ha non soltanto raggiunto l’apice ma, ed è il punto davvero decisivo, è emerso, senza infingimenti di sorta, in tutta la sua irriducibilità.

    Detto questo (e rimandando al saggio di F. Ingravalle in appendice al testo di Simmel, per un’analisi di ben altra ampiezza e profondità degli stessi temi qui appena accennati), rimane da spiegare il motivo che ha spinto le Edizioni di Ar a dare alle stampe un’opera tanto (ma per certi versi, solo apparentemente) lontana dalle sue linee-guida dottrinarie. Motivo che va ricercato nella necessità di fare i conti appunto col "moderno" (nel senso simmeliano, ovviamente). Orbene: mentre la modernità è unicamente una "parodia" dell’Ordine metafisico, ossia il tentativo di dar vita ad un ordine "umano troppo umano", dimentico di ogni riferimento metafisico e appiattito su un piano meramente orizzontale e storico, il "moderno" rappresenta, invece, il momento di crisi non tanto e non solo del progetto della modernità quanto, più in generale, di qualsivoglia "tipologia" ordinativa. Simmel mostra, con asciutta crudezza, l’impermanenza di ogni forma, l’impossibilità di ogni "sostanza". Eterna è unicamente la Vita (cosa, tra l’altro, che mostra a sufficienza il distacco di Simmel dal costruttivismo della modernità), che però, essendo "puro movimento", è la negazione del concetto stesso di sostanza. Corollario evidente della filosofia simmeliana non può allora che essere l’inanità di "ogni appello nostalgico a un’armonia primigenia" (come giustamente scrive Ingravalle a p. 94). In ciò Simmel è vicino allo Spengler eracliteo e del Tramonto dell’Occidente e, ancor più, di Anni della decisione, allo Spengler che, perentorio, scrive: "la vita, in sé, è guerra". Ed è con questo disincanto, al pari alieno dall’ottimismo "progressista" e dalla nostalgia dell’Uno originario, che bisogna mettersi alla prova.

    Per cui: pubblicare Simmel significa confrontarsi non con le "cattive imitazioni" dell’Ordine, tipiche della modernità e non certo meritevoli di soverchia attenzione, ma con l’aspetto propriamente tragico del "moderno" che spazza via ogni mitologia progressista (Simmel, nota Ingravalle a p. 106, manda a fondo l’idea stessa di "finalità"), compresa la cieca fede nella forza unificatrice della ragione, e ogni pretesa di vivere nel "migliore dei mondi possibili". Significa confrontarsi con un pensiero degno e serio, le mille miglia lontano da una attualità protesa solo al raggiungimento di una "pacificazione" universale in nome dei "valori-idoli" della modernità. Modernità che si è gettata alle spalle tutto ciò che ne disturba i sogni, compreso, dunque, Simmel - non a caso pubblicato, il che è solo apparentemente un paradosso, nella collana delle Ar "gli Inattuali" - e la sua poco edificante, per i tempi odierni, intuizione tragica del mondo. Ma è alle altezze di una tale intuizione che, piaccia o no, è oggi necessario portarsi. Per uno scopo preciso: sottrarsi a sterili cortocircuiti autoreferenziali (al fine di "saggiare" la tenuta della nostra intuizione-visione del mondo) e, insieme, rendersi vieppiù consapevoli delle povere illusioni di cui si nutre il presente. Illusioni nell’oggi smentite dai fatti dell’11 settembre. Perché di sicuro l’attacco alle Twin Towers ha segnato la fine della "belle époque della globalizzazione" (A. Bonomi), ossia della pretesa che la globalizzazione potesse essere un processo indolore ed ecumenico, guidato automaticamente grazie all’esclusivo ricorso alla via tecnico-amministrativa, quasi come se si trattasse di un ordine spontaneo ("a mano invisibile"). Di conseguenza, l’11 settembre ha mostrato l’irruzione del politico (come conflitto) nel cuore della globalizzazione. E, di certo, l’imperialismo "a mano armata" degli Usa non potrà in alcun modo rappresentare indefinitamente una risposta adeguata a questa irruzione.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #94
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  6. #96
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    AA.VV.
    L'ORA DI SATANA
    In che modo a Satana è concesso di colpirci ed influenzarci? E’ vero che, secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992, siamo tutti esorcisti? Ed in che senso? Come possiamo fare uso di questo potere conferitoci da Cristo stesso?

    La “sportiva” Suor Paola e don Mazzi sono davvero “la coppia più bella del mondo”(!) come cantavano in una trasmissione televisiva? Che ne pensava il celebre don Milani dei “preti ballerini”?

    Neocatecumenali, movimento ecclesiale o setta?

    Carismatici cattolici, soffio dello Spirito Santo o di chi?

    Perché e come San Benedetto ha impedito la costruzione di un palazzo massonico a Montreal?

    E’ vero che l’inferno potrebbe non esistere solo se Dio NON fosse buono?

    Ma soprattutto, a quali condizioni il “Tertio Millennio adveniente” vedrà la fine della presente “ORA DI SATANA”?.
    Questa Antologia tenta di dare risposte esaurienti a queste ed ad altre domande che riguardano l’attuale decadenza del cristianesimo. Essa si sforza di fornire anche qualche valido rimedio, non solo ribadendo le verità di fede, ma anche presentando preghiere antiche, che i nemici di Dio, sia esterni che interni alla Chiesa si sono sforzati di far cadere in disuso, per renderci più vulnerabili dinanzi a Satana.



    INDICE


    1) Introduzione di Veritas Christi pag.4
    2) L’esistenza del demonio di p. Oliva Melançon pag.(da “Il Segno”) pag.9
    3) Il problema degli esorcismi di p. Oliva Melançon (da “Il segno”) pag.10
    4) La formula di Leone XIII di p. Oliva Melançon pag.11
    5) Frequenza delle influenze diaboliche di p. Oliva Melançon pag.13
    6) Non evitare di p. Oliva Melançon pag.15
    7) Il potere dei semplici fedeli di p. Oliva Melançon pag.17
    8) I Padri della Chiesa di p. Oliva Melançon pag.19
    9) L’ insegnamento comune dei teologi di p. Oliva Melançon pag.20
    10) Classificazione delle influenze diaboliche di p. Oliva Melançon pag 22
    11) La terza dimensione del bene (da “ Il Segno”) pag 24
    12) Aspetti del Sacro e delle sue imitazioni di Arcangelo Santoro da “Benevento” (tre parti) pag. 27
    13) Se il sale perde sapore di Michele Ognissanti da “L’Altra Voce” pag. 32
    14) Rock satanico di Carlo Climati (da “Controrivoluzione”) pag.36
    16) Lo spirito liturgico dei Neocatecumenali pag. 40
    17) La setta carismatica di don Giorgio Maffei pag. 45
    18) Cosa è la Televisione
    (istruzione del seminario di Winowa – U.S. A.) pag. 67
    19) Problemi psico-sociali legati all’ uso scorretto della T V in età pediatrica e raccomandazioni ai genitori (a cura dell’ Arcispedale pediatrico “S. Anna” di Ferrara) pag.68
    14) Il Mondo sulla strada della morte di Mons. Luigi Villa (da “Chiesa
    viva”) pag. 70
    20) Quando DIO dice basta di Carmine Bellezza (da “L’ altra voce”)pag. 79
    21) L’Amore e la Giustizia di Madre Luisa Margherita Claret (da “Il Sacro Cuore ed il Sacerdozio” XIV Lettura) pag. 83
    22) Crociata per la modestia (testo diffuso da p. Stanislao di Maria O.F.M.C. - N. 1902 M. 1996) pag. 84
    24) Perché i Cristiani devono pregare in modo speciale per gli ebrei (da un foglio che circola negli Stati Uniti, in Scandinavia, in Giappone ed in Nigeria) pag. 86
    25) Esorcismo di Leone XIII, traduzione a cura di Veritas Christi del testo INTEGRALE pubblicato il 15 Maggio 1890, con l’ imprimatur del segretario della Sacra Congregazione di Propaganda Fide, l’arcivescovo titolare di Tiro pag. 88
    23) Preghiere per il tempo della Prova (da “Chiesa viva”) pag. 94
    26) Preghiera di liberazione, testo diffuso ed usato da diversi esorcisti pag. 96
    27) Corona Angelica (da “Pregate, pregate “ Edizioni MIR, Ancona) pag. 100
    28) Preghiera a San Cristoforo (da “L’ altra voce” ) pag. 102
    29) San Benedetto (da “Pregate, pregate” op. cit.) pag.103
    30) Crociata Eucaristica (da “ il Crociato”, organo della Crociata Eucaristica Italiana, via Trilussa, 45 Albano Laziale – Roma) pag.107
    31) Conclusione di Veritas Christi. pag. 108
    Appendice A: “Salve REGINA dei Convertiti”, di Adolfo Retté; pag. 109
    Appendice B: Istruzioni ai prelati massoni pag. 112
    Appendice C : Una curiosa profezia di San Francesco d’Assisi (da :”Il nuovo Osservatore Cattolico”); pag. 120
    Appendice D: “INFINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA’” (testo diffuso da Comitato Mariano autonomo: “Immacolata Concezione” di Verona). pag. 124

    Il testo è di 124 pagg. e costa € 5,20
    L’indirizzo e-mail del Sig. Arcangelo Santoro, al quale richiedere il testo, è: sanemma@iol.it
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  7. #97
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    Paolo Baroni
    I prìncipi del tramonto


    Ed. Il Cerchio, Rimini 1997, pagg. 206. Acclusa audiocassetta. Prezzo: € 18,00

    I rapporti tra la musica rock e l'esoterismo sono da tempo al centro dell'attenzione di numerosi studiosi, ma spesso il problema viene trattato a sproposito e superficialmente, con eccessivo scetticismo o aprioristica demonizzazione. Questo libro, con una documentazione inedita e di prim'ordine, è l'opera più completa esistente in Italia su questo controverso tema. Esso non si limita ad analizzare in modo chiaro ed inequivocabile i contatti tra gran parte della musica moderna ed il satanismo, ma porta alla luce anche l'inquietante problema dei messaggi subliminali, non solo nella musica ma anche nel cinema e nella pubblicità, nonché tutte le forme di esoterismo, vero o presunto, cui innumerevoli rockstars dicono di ispirarsi. Demonizzare la musica rock bollandola come "musica del diavolo" è senz'altro un errore che porta molti lettori a respingere il problema, ma è anche un errore, forse anche più pericoloso per chi si dichiara cattolico, negare acriticamente ogni contatto tra tale genere musicale e forze tutt'altro che celesti. L'alleata cassetta consentirà a tutti di rendersi conto personalmente e con chiarezza delle diverse tecniche con cui messaggi nascosti più o meno "satanici" sono stati inseriti nei dischi di decine di artisti di successo e, spesso, totalmente insospettabili.

    Nota del curatore del sito
    L'audio cassetta allegata al testo in questione può dirsi senz'altro superata dal sito, del quale chiunque può ottenere il mirror; ma, si badi, il libro di Paolo Baroni è realmente il miglior testo in circolazione per approfondire il fenomeno dei messaggi subliminali e del satanismo nel rock.

    L'autore de "I prìncipi del tramonto" è il presidente del Centro Culturale San Giorgio, oltre che il principale ispiratore della nostra attività divulgativa.

    La casa editrice che ha curato la pubblicazione del libro è "Il Cerchio" Iniziative Editoriali - Rimini.

    Abbiamo ritenuto opportuno d'inserire in questa recensione l'indice del testo per fornire a tutti una chiara panoramica degli argomenti trattati

    Indice del libro
    Prefazione a cura di Angelo Ferrara
    Nota dell'Autore
    Cronaca di una lite annunciata: fondamentalismo contro rock
    I cattolici scendono in campo... e i laici reagiscono
    Persuasione occulta
    Gli invasori della mente
    Entra in scena il «Grande Fratello»
    Il rovescio della musica
    Un orecchio per due ascolti
    In compagnia del demonio
    Rockstars & backmasking
    Efficacia delle tecniche persuasive subliminali
    Oicsevor a
    Catalizzatore medianico
    Musica & arte magica
    La Grande Bestia 666
    «Il genio incompreso del XX secolo»
    Una scala per... l'inferno
    Devozione per il Maestro Therion
    La Corrente 93
    Helter Skelter
    Il «Papa di Satana»
    Alla corte di Sua Maestà LaVey
    Luci... sinistre della ribalta
    A scuola dallo sciamano
    Aspettando «l'uomo dell'iniquità»
    Rock contro Cristo
    Chiesa e rock satanico
    Chi è satanista?
    Novus Ordo Seclorum
    Appendice

    Appendice I. Intervista al Dr. Renato Cocchi sulla capacità del nostro cervello di captare e decodificare messaggi letti o cantati al contrario
    Appendice II. Bibliografia
    Appendice III. Dizionario dei simboli dell'occulto
    Appendice IV. Indirizzi utili
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    CARLO CLIMATI
    “I GIOVANI E L’ESOTERISMO” (Edizioni Paoline )
    I giovani e l'esoterismo: un libro-inchiesta per conoscere questo fenomeno. "I giovani e l'esoterismo", libro pubblicato dalle edizioni Paoline, e' un'inchiesta sulle tendenze esoteriche delle nuove generazioni, realizzata dal giornalista romano Carlo Climati. Uno dei fenomeni più allarmanti che caratterizzano il mondo giovanile è certamente l'aumento di interesse nei confronti dell'esoterismo. Negli ultimi anni, fra i ragazzi, stiamo assistendo ad un vero e proprio "boom" della magia, dell'occultismo, dello spiritismo e perfino del satanismo. Ciò è veramente preoccupante. Soprattutto se pensiamo ad alcuni fatti di cronaca che hanno riempito recentemente le pagine dei giornali, come il caso di suor Maria Laura Mainetti, uccisa da tre ragazze minorenni per offrire un sacrificio al diavolo. Il delitto è stato collegato alla passione delle ragazze per la musica del cantante Marilyn Manson, esponente di spicco della corrente del rock satanico. Il libro di Carlo Climati aiuta a comprendere meglio le radici del fenomeno dell'esoterismo giovanile. Si apre con quattro interviste di ragazzi che sono riusciti a sfuggire alla trappola dell'occultismo, dello spiritismo, della magia e del satanismo. L'autore, poi, analizza il tema delle rock satanico, delle discoteche ed alcuni episodi di violenza legati al culto del diavolo. Un intero capitolo è dedicato ai segreti esoterici dei tatuaggi e del piercing, che sono sempre più di moda tra i giovani. Poi è la volta del New Age e delle parole-trappola che ingannano i ragazzi attraverso i mezzi di comunicazione. Il capitolo successivo analizza i messaggi esoterici che sono contenuti in alcune riviste per adolescenti. Inizia, poi, un viaggio alla scoperta del mondo di Internet, dove abbondano i siti con contenuti magici, satanici ed esoterici. Segue un attento studio del fumetto Dylan Dog, popolarissimo tra i giovani, e del film campione d'incassi "The Blair Witch Project", sul tema della stregoneria. I due capitoli successivi sono dedicati al problema dei maghi e dei cartomanti in televisione, e ad alcuni famosi telefilm con contenuto esoterico: "Streghe", "Buffy" e "X-Files". C'è, poi, un capitolo sui giocattoli e sui cartoni animati giapponesi, come i Pokemon e i Digimon. Il volume si conclude con un'analisi dei film dell'orrore (in particolare di Dario Argento) e dei messaggi esoterici lanciati attraverso i videogiochi e i giochi di ruolo. Le ultime pagine del libro racchiudono un forte messaggio di speranza: l'esoterismo non è un male invincibile. Si può combattere e sconfiggere. Basta volerlo. In appendice si può trovare anche un dizionarietto dei termini esoterici ed un'ampia bibliografia. Per informazioni: Edizioni Paoline. Via Francesco Albani, 21. 20149 Milano. Tel. 02 438511.

    L’indirizzo e-mail dell’autore è: gattofelix@yahoo.com

    Mentre il suo sito è: http://digilander.iol.it/climati
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    Novità

    Cousteau P.-A. L'America ebraica. Effepi. 2002 pp. 104 Euro 13,00

    Meyssan Th., L'incredibile menzogna. Nessun aereo è caduto sul pentagono. Fandango. 2002 pp. 180 Euro 15,00

    Miozzi V. - Tarquini F., La montagna dell'anima. Settimo Sigillo. 2002 pp. 364 Euro 24,00

    Gatta B., Quel giorno di settembre. Settimo Sigillo. pp 152 La morte della patria. Euro 14,00

    Vigna M., Roma. Un millennio di sacralità. Settimo Sigillo. pp 256 Euro 16,50

    Cattaneo M. A., Simone Weil e la critica dell'idolatria sociale. Esi. 2002 pp 106 Euro 8,50

    De Matteo L., Noi della meridionale Italia. Esi. 2002 Euro 14,50

    Melani S., Ospitalieri, monaci e guerrieri. Saggi sui primi secoli di vita dell'ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Euro 16,00

    De Carolis E., Paestum. Itinerario archeologico ragionato. T&M. Euro 10,33

    Demarco D., L'economia e la società nel regno meridionale dei Napoleonidi. Esi Euro 24,00
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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