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Vargiu (Riformatori) chiede un intervento del presidente del Consiglio regionale

«Ma gli emigrati non hanno le tariffe scontate»

L’applicazione del regime della continuità territoriale sui principali collegamenti aerei tra la Sardegna e la penisola sta provocando una forma di discriminazione per molti emigrati sardi ai quali non vengono riconosciute le tariffe agevolate. È quanto denuncia il capogruppo dei Riformatori in Consiglio regionale Pierpaolo Vargiu, che ha chiesto l’immediato intervento del presidente dell’Assemblea Efisio Serrenti.
«Non è possibile - sostiene Vargiu in una lettera a Serrenti - continuare a sostenere che il mondo dell’emigrazione rappresenta un valore aggiunto per la crescita economica e sociale della nostra terra se poi non si creano tutte le condizioni per favorire gli scambi tra tutti i sardi, anche garantendo il loro diritto a la possibilità di fare rientro nell’Isola. La presidenza del Consiglio, che rappresenta l’unità di tutti i sardi, ovunque essi siano residenti, intervenga con la sua autorità - conclude l’esponente dei Riformatori - presso le compagnie aeree per rimuovere ogni ostacolo che si frappone alla fruizione da parte di tutti dei benefici della continuità territoriale».
I sardi all’estero e i loro figli, nonostante siano regolarmente iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), si sentirebbero spesso rispondere - ha spiegato Vargiu nella lettera al presidente Serrenti - che tale sigla è sconosciuta alle compagnie aeree, per cui diventerebbe impossibile acquistare un biglietto alle tariffe agevolate (il cui quantitativo è contingentato) presso un’agenzia di viaggi straniera.
Quanto agli emigrati residenti nel territorio nazionale, essi non verrebbero più considerati sardi ai fini della continuità territoriale, nonostante quanto preveda espressamente la legge sulle tariffe scontate.