REFERENDUM: RISPOSTA DI FAUSTO BERTINOTTI AI RADICALI ITALIANI
Segue il testo integrale della lettera inviata, oggi 23 luglio 2002, da Fausto Bertinotti a Daniele Capezzone, Segretario di Radicali Italiani
Roma, 23 luglio 2002
Caro Daniele,
voglio ringraziare con grande sincerità e con riconoscenza te, Marco e gli amici radicali che avete deciso di firmare i referendum sociali che, assieme a tante altre forze politiche, sindacali, sociali, comitati e associazioni, abbiamo lanciato.
Effettivamente, questa nostra fatica è alle battute finali e queste ultime settimane di lavoro sono particolarmente intense e impegnative.
Sapete bene, voi radicali, quanto siano complesse le procedure di raccolta e registrazione delle firme e come siano draconiani i tempi di consegna.
Ebbene, hai ragione a sottolineare quanto sia stato grande l’oscuramento delle televisioni pubbliche e private su questa iniziativa.
E se questa Vostra iniziativa, potrà contribuire anche a squarciare, in questi ultimi giorni, la cappa di silenzio che è calata su questa iniziativa, il mio ringraziamento è ulteriore.
Eppure, la questione dell’articolo 18 è il principale tema dello scontro sociale e politico di questi mesi.
E se l’opportunità o meno di ledere totalmente o parzialmente le previsioni dell’articolo 18 è l’oggetto di una discussione centrale nel Paese, altrettanta attenzione avrebbe meritato la proposta che abbiamo lanciato di estendere a tutte e tutti il diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo.
Ma tant’è ! Noi siamo soddisfatti dell’ascolto e della condivisione che abbiamo trovato davanti alle fabbriche, agli altri posti di lavoro, nelle piazze dove siamo stati e dove abbiamo fatto migliaia di banchetti e dove centinaia di migliaia di lavoratori e di cittadini hanno firmato.
Un’ultima annotazione.
Sai perfettamente quanto teniamo alla nostra identità politica e culturale.
Siamo una forza comunista, teniamo al nostro nome e alla nostra identità.
Crediamo che questa identità e la stessa prospettiva del cambiamento radicale che proponiamo debbano essere profondamente rinnovate. Per questo ci siamo
chiamati Rifondazione Comunista.
Detto questo, credimi, non è per una diminuzione di identità, ma proprio non credo che i referendum sociali che proponiamo possano essere chiamati “referendum comunisti”, pur se i comunisti di oggi ne sono tra i protagonisti. E ciò non solo perché, con noi, altre forze politiche, sindacali, associazioni e comitati che comunisti non sono, promuovono questa campagna.
Penso che affermare che, una volta che un giudice sentenzia che un licenziamento è ingiusto e quindi illegittimo, il lavoratore debba essere reintegrato in servizio, sia una norma di civiltà del lavoro.
Penso che dire che la scuola privata debba essere garantita senza oneri per lo Stato sia applicare la Costituzione repubblicana:
Penso, infine, che dire che la salute e l’ambiente non debbano essere sottomessi all’arbitrio delle imprese sia affermare diritti fondamentali delle persone non mercificabili.
Continueremo a confrontarci e, anche, a volte, a scontrarci democraticamente con il rispetto e l’amicizia di sempre.
Con rinnovata stima e rinnovando il ringraziamento per il gesto coraggioso che oggi avete compiuto, un sincero abbraccio
Fausto Bertinotti




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