"Si rischia che la medicina arrivi quando il malato è già morto". E' la sconfortata constatazione di Gianni Petrucci, presidente di un Coni che attende dal Senato l'ok definitivo al decreto che ne sancisce la trasformazione, ma che nel frattempo non sa più come fare fronte anche alle esigenze quotidiane.

"Le nostre sofferenze devono essere risolte nell'immediato, pena la paralisi. Si rischia che la medicina arrivi quando il malato è gia morto. I contributi alle federazioni sono fermi a marzo e la situazione di cassa consente di pagare gli stipendi fino ad agosto". Unica salvezza, "verificate le impossibilità delle federazioni e del Coni di proseguire le attività essendo cessate le disponibilità di cassa ed avendo maturato pesanti situazioni debitorie nei confronti dei fornitori che stanno determinando l'automatica sospensione delle attività nazionali ed internazionali", che il Governo assicuri "immediati interventi finanziari o di finanziamento finalizzati a ricostituire le disponibilità di cassa dell'ente". E in ballo non ci sono soltanto le attività delle federazioni nella prospettiva dei prossimi Giochi olimpici di Atene 2004, ma un appuntamento organizzativo importantissimo come Torino 2006. Per questo, Petrucci e tutto il consiglio nazionale si augurano che il Presidente del Consiglio "che ha sempre dimostrato attenzione e disponibilità nei confronti dei problemi dello sport, voglia attuare tutti i provvedimenti di Governo necessari a garantire l'immediata operatività finanziaria del Coni, delle federazioni e delle società sportive".

Perché altrimenti, tutti gli altri argomenti, dall'autonomia alla lotta al doping, all'organizzazione dei Giochi invernali di Torino 2006, al contingentamento degli ingressi per gli sportivi extracomunitari che Petrucci ha affrontato nella relazione di apertura del Consiglio nazionale, perdono di significato. All'impegno di definire oggi un tetto per il contingentamento degli sportivi extracomunitari fino al primo giugno 2003 il consiglio ha comunque tenuto fede dando un contenuto numerico al richiamo di Petrucci al "dovere primario" delle Federazioni di tutelare l' attività dei vivai e quindi delle nazionali. A tal fine ed in attesa dell'effettiva entrata in vigore della Bossi-Fini il Cn ha approvato (con il solo voto contrario del presidente della Federbasket Maifredi) una delibera "per omogeneizzare i comportamenti delle Federazioni". E cioé consentendo, fino al primo giugno 2003, l'ingresso di un massimo di 1.825 sportivi provenienti da paesi esterni alla Ue (557 senza sostituzione, 'nuovi', e 1.238 previa sostituzione) scelti tra atleti stranieri "che abbiano dimostrato un livello tecnico di accertato valore". Entro il 30 aprile 2003 questo limite dovrebbe essere riesaminato per eventuali integrazioni.

Nella sua relazione introduttiva, il presidente del Coni aveva ricordato che nel dl n.138 dell'8 luglio scorso "sono stati in effetti rispettati gli impegni assunti dal Governo anche se la verifica definitiva è rinviata ad atti successivi", cioé principio del mantenimento della titolarità del Coni sui giochi sportivi e delle percentuali che gli spettano, con la previsione di un meccanismo di garanzia, i cosiddetti 'minimi garantiti'. "Per la prima volta nella legislazione italiana - ha sottolineato - si fa un espresso riferimento al principio dell'autonomia finanziaria del Coni".

Quanto ai prossimi Giochi invernali di Torino, il Coni è "insoddisfatto e preoccupato per il clima di tensione, di polemica e per la mancanza d'intesa nell'ambito del Comitato organizzatore e più in generale tra i diversi soggetti coinvolti nella preparazione dei Giochi". Petrucci si è augurato che il Comitato di coordinamento proposto dal ministro Frattini "possa contribuire a riportare un clima più disteso" anche se "le prospettive non sembrano incoraggianti". E' stato anche ricordato il cambio al vertice dell'Ufficio della Procura antidoping: dopo le dimissioni dell'avv. Giacomo Aiello, a fine mese subentrerà il prof. Giovanni Verde. Petrucci ha anche espresso "preoccupazione" per le difficoltà che la Commissione di vigilanza sul doping incontra nell'avviare i controlli. Il mancato avvio dei "costituisce una grave lacuna di fronte ad un fenomeno in continua evoluzione".

Nel documento finale il Cn ha espresso amarezza per la soppressione del dl n.138 dell'art.6 riguardante misure in favore delle 80.000 società dilettantistiche ed ha chiesto l'immediata riproposizione di tali misure in altro provvedimento. Il ministro dei beni culturali Giuliano Urbani ha in pratica già risposto assicurando che la materia sarà regolamentata con un ddl che sarà approvato domani in Consiglio dei ministri e che avrà una corsia preferenziale in Parlamento.