FRANCO PRISCINDARO - Bari
Come mai la maggioranza dei quotidiani italiani, che si sono letteralmente stracciate le vesti per la profanazione di tombe al Verano dedicando prime pagine e titoloni cubitali ad un fatto rivelatosi poi solo un episodio estorsivo, hanno relegato la notizia della strage di Gaza - in cui sono morti diversi bambini - nelle pagine interne? Alcuni quotidiani hanno riservato chi la quarta chi addirittura l’undicesima pagina (Il Giornale), senza minimi richiami in prima pagina. Tutti poi hanno dato la notizia tra tanti incredibili se, ma e distinguo. Nessuno è parso anche semplicemente commuoversi un attimo per queste vittime innocenti. Dopo la violazione delle tombe del Verano si disse subito senza ombra di dubbio che erano stati “arabi o naziskin” e alcuni gruppi minacciarono reazioni “adeguate”, al di fuori delle indagini giudiziarie. Oggi, sui giornali, per quei bambini morti non c’è uno straccio di ipotesi di colpevolezza: nessuno è colpevole, nemmeno il pilota. Sembra semplicemente una azione bellica. È lecito ancora distinguere e dare il giusto rilievo a una profanazione (per quanto gravissima) di tombe e di morti rispetto ad una strage di vivi? Perché in Italia c’è sempre questo sussiego nei confronti delle versioni di Israele nei media, al punto che spesso occorre scremare la notizia da tanti artifici letterari usati come copertura? I quotidiani hanno smorzato i toni sulla strage di Gaza, eppure anche in Israele qualcuno ha protestato per l’“operazione trionfo” di Sharon. Da noi, invece, non si parla già più di bambini morti ma si mette l’accento sulla “vendetta dei palestinesi” e sul pericolo che corre ora Israele. “Altro che errori, si è attaccato nella consapevolezza di fare vittime innocenti”, lo dice forse un palestinese? No, è la dichiarazione letterale del portavoce di Bush, Ari Fleischer, che però non trova eco in Italia.