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Indietro Savoia. Sulla corsa al rientro in Italia degli eredi della casa reale, votata a maggioranza assoluta appena due settimane fa dal Parlamento, pesa l'incognita del referendum, quello confermativo, che chiamarebbe gli italiani a pronunciarsi, con un sì o con un no, sul ritorno dei Savoia. Fuori da Montecitorio, la raccolta delle firme era stata subito preannunciata dall'associazione mazzinianiana, perché antimonarchica in assoluto, e dai circoli neo-borbonici, convinti che con l'arrivo dei piemontesi le condizioni del Mezzogiorno siano peggiorate. L'inedita alleanza Mazzini-re Ferdinando che cercano di ottenere una vendetta postuma sui Savoia. Senza referendum, invece, trascorsi tre mesi dall'approvazione della legge costituzionale, a partire dal 15 ottobre Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto potranno tranquillamente tornare nel nostro paese Ma i filo-borbonici, che hanno bruciato sul tempo i mazziniani presentando oggi in Cassazione il quesito referendario contro il rientro dei Savoia, sono intenzionati ad andare avanti. Davanti al palazzo della Cassazione, con tanto di bandiera delle due Sicilie, distintivi, vino doc del Vesuvio e schiavettoni, con cui - dicono - i Savoia ammanettavano i loro antenati. L'impresa è di quelle ardue: raccogliere 500 mila firme in poche settimane




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